"Italia paese alla deriva, a rischio convivenza civile".

Allarme di Ivan Malavasi, presidente Cna. "In cinque anni Pil -9%, produzione manifattura -25%, costruzioni -38%". Governi e Parlamenti sordi a richieste paese".
L'allarme di Ivan Malavasi, presidente della Cnc: Italia, un paese dove "la rabbia rischia di compromettere le regole della convivenza civile".

ROMA (WSI) - "Da ormai troppo tempo il nostro il Paese sembra essere senza guida, incerto su dove andare. Incapace di elaborare una visione del proprio futuro e di orientare a essa le scelte, in modo strategico e coerente. Incapace di trasmettere fiducia alle nuove generazioni". E' l'allarme lanciato dalla Cna, Ivan Malavasi, aprendo l'assemblea nazionale della confederazione degli artigiani.

"Come non posso non vedere la profonda crisi che percorre l'Italia, una crisi morale che alimenta e diffonde risentimento, sdegno, particolarismi e che corrode le forze del nostro Paese e ne mina la fiducia. Affievolisce la convinzione che lavorando insieme si possa costruire un futuro migliore. Dà spazio a forme di protesta facilmente strumentalizzabili e difficilmente controllabili, dove la rabbia rischia di compromettere le regole della convivenza civile".

Tre numeri "pesantissimi" per misurare la crisi economica degli ultimi cinque anni: il Pil ha perso il 9%, la produzione della manifattura il 25% e le costruzioni il 38%, ricorda Malavasi.

"Dal 2008 - ha detto - i consumi si sono ridotti del 7,4%; la disoccupazione è raddoppiata arrivando a superare il 12% e un milione e 700mila famiglie, circa il 7% del totale, versa in condizioni di povertà. E il numero delle imprese artigiane è tornato indietro di dieci anni: oggi sono poco più di un milione e 400mila. Il saldo tra le chiusure e le aperture rispetto al 2008 registra un calo di 83mila unità che corrispondono a circa 220mila posti di lavoro persi. Come se nel panorama produttivo nazionale fossero scomparse insieme l'Eni, la Fiat e le Ferrovie dello Stato. Ma al nostro grido di allarme nessuno ha risposto".

"Il nostro sistema produttivo negli ultimi cinque anni si è contratto di un quarto. Sono dati allarmanti che si aggiungono all'accresciuto divario tra Mezzogiorno e resto del Paese e che richiedono una svolta radicale sia a livello europeo sia a livello nazionale".

"Ai cambiamenti realizzati dalle imprese lo Stato e la politica non hanno saputo rispondere in modo adeguato. Non hanno saputo rispondere con una legge elettorale in grado di restituire agli elettori la possibilità di scegliere da chi essere rappresentati e consentire governi stabili". 

"Stento a comprendere come per tanti anni i governi e i Parlamenti che si sono succeduti siano potuti rimanere sordi alle tante richieste del Paese; la politica non ha saputo neanche ridisegnare l'architettura istituzionale del Paese per ridurre veramente i troppi livelli di governo, superare l'attuale bicameralismo che ha ormai perso le sue ragioni d'essere, ridurre il numero dei parlamentari, ridurre i costi della politica e ricucire, così, le fibre del rapporto tra cittadini e Stato e restituire credibilità alle istituzioni".

3 commenti:

Marco ha detto...

Ragazzi che casino che sta succedendo vero? per lavoro sono tutto il giorno in mezzo al traffico della città e mi sembra che stia scoppiando tutto, la gente è molto arrabbiata e si respira un aria molto pesante in senso percettivo.
Adesso oltre a grillo sono nati i cosi detti forconi, un comitato spontaneo di gente veramente stufa di essere vessati dallo stato che dovrebbe invece garantirgli una vita dignitosa.
Si sono buttati nel mucchio anche i fascisti che si nascondono dietro alla bandiera Italiana e con quella nazista in tasca, che cazz... devo dire che all'inizio mi piacevano in quanto non avevano bandiere di partito ma quella Italiana, adesso con questa storia dei fascisti non so più che pensare, oltre al fatto che è una situazione impensabile fino a 3-4 anni fa non si poteva nemmeno immaginare un abbassamento tale dell'equilibrio civile e democratico.
Ripeto che Renzi lo ho votato, mi sono detto: o questa volta si cambia oppure non andrò mai più a votare....Vi è il problema oggettivo della legge elettorale che è una porcata micidiale, questo bisogna ammetterlo, ma andare alle elezioni adesso sarebbe un massacro e non si arriverebbe a niente. Questo governo non rappresenta ormai che se stesso, e presto avrà delle serie difficoltà a portare avanti la macchina dello stato.
= Caos, questo è quello che vedo per il futuro, disordini, problemi di approvvigionamento beni essenziali, secondo me ci siamo davvero al bivio....

Anonimo ha detto...

Che dici caro Marco scoppierà una guerra civile?... Mah,le condizioni ci sono ampiamente perchè ciò accada...ma il problema in Italia è che le armi per la maggior parte le hanno i militari(comprese le forze dell'ordine)e la criminalità organizzata...quindi che dire?... chi vivrà vedrà!!!

Anonimo ha detto...

-25% in 5 anni, ma negli ultimi 15 anni quanto abbiamo perso? Questo 25 % in meno ha azzerato la produzione italiana

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