30 novembre 2012

Confermato che la BCE e l'Euro sono di proprieta' di privati!


DI GIANPAOLO MARCUCCI


Il 12 marzo 2012 Olli Rehn, vicepresidente della Commissione Europea, risponde cosìall'interrogazione parlamentare dell'eurodeputato Marco Scurria sulla proprietà dell’Euro:
"L'articolo 128 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell'emissione di banconote e monete in euro da parte dell'Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali).

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Napolitano si alza lo stipendio. Uno schiaffo agli Italiani


Nel settore pubblico Re Giorgio è l’unico ad aver salvato lo stipendio dalla spending review: nel 2013 ai 239.192 euro che prende, ne aggiungerà altri 8.835. Pure per le toghe zero tagli.
“Il bel gesto evidentemente non è arrivato. Dopo anni di tagli ai costi della politica, la rabbia popolare e la scure calata anche dal governo di Mario Monti, l’unico a non avere tirato la cinghia nelle istituzioni italiane
è Giorgio Napolitano. Certo, nessuno ha osato toccare lo stipendio personale del presidente della Repubblica, aspettando quel bel gesto che non è arrivato. Ma fa impressione scoprire che lo stipendio di Napolitano sarà l’unico in tutto il comparto pubblico ad aumentare nel 2013.

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Ricercatori americani confermano che i vaccini causano l'autismo nei bambini


Esiste un legame tra i vaccini e l’autismo. Secondo alcuni ricercatori americani, il numero di bambini affetti da autismo negli Stati Uniti è aumentato del 78% negli ultimi dieci anni. Si stima che 1 bambino su 88 sviluppa una forma di autismo. Stranamente, la maggior parte dei bambini autistici è perfettamente normale all’inizio e solo dopo 1 0 2 anni di vita manifesta dei problemi. Responsabili di questi problemi sono i vaccini, che rappresentano una delle principali cause dell’autismo.
Poiché il numero di vaccini somministrati ai bambini è aumentato, è aumentata anche la percentuale di autistici.

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L'Uomo ha perso. Ha vinto la farfalla.


di Francesco Salistrari.

L'umanità è stata sconfitta.
Sconfitta da sé stessa e dalla propria incapacità a comprendere quanto grandioso fosse il compito al quale essa avrebbe dovuto assurgere. Un compito che la natura, Dio, l'universo, chiamatelo come vi piace, le aveva affidato: quello di proteggere il mondo, la Terra, la sua casa, sua madre. Proteggere i suoi figli. La vita.
E invece l'umanità si è sconfitta da sé.
Ed il suono di questa sconfitta si ode in ogni angolo del mondo.

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Il vulcano Sakurajima e' entrato in un intensa fase esplosiva!



29 novembre 2012 - GIAPPONE - Il vulcano Sakurajima è entrato ancora una volta in un intensa fase esplosiva. Infatti e' dalla metà di novembre, che il vulcano sprigiona nubi di cenere scaraventandole ad alta quota fino ad un altezza di 11.000 piedi.  

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Calabria: nuovo terremoto M 3.2 questa notte su Pollino


30 novembre 2012 - Un nuovo sussulto della Terra sul massiccio del Pollino,questa notte esattamente alle ore 04:03 una scossa di terremoto e' stata registrata dalla rete sismica nazionale dell'INGV.L'evento collegato all'incessante sciame sismico in atto,e' stato di M 3.2 richter ad una profondita' di 5,1 km distretto sismico del Pollino.Epicentro localizzato tra le localita' di Castrovillari,Rotonda e Laino provincia di Cosenza.


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Messenger rileva acqua gelata e materia organica su Mercurio


Mercurio può essere considerato un pezzo di roccia rovente vicino al sole, ma gli scienziati hanno scoperto acqua ghiacciata e un po’ di materiale organico nelle fredde regioni polari del pianeta.
I risultati dei dati trasmessi dalla sonda Messenger, in orbita attorno al pianeta, potrebbero aiutare gli scienziati a capire meglio le origini dei mattoni molecolari occorsi per la nascita della vita sulla Terra.

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Ecco come ci hanno ridotto in nome del profitto!


step 1 : privazione della salute 

In nome del profitto e della crescita (per i folli economisti l’unico mantra esistente) sfruttano il nostro pianeta senza rendersi conto che pezzi di carta privi di qualsiasi valore intrinseco non potranno mai e poi mai riparare i danni commessi.Il continuo vilipendio alla natura colpirà (ed ha già colpito) coloro i quali ci costringono ad inquinare perchè la loro pigrizia, depravazione e cattiveria non permette alle masse una vita eco compatibile.
Persino le nuvole non sono più le stesse…
I gatekeeper non mi hanno mai spiegato come siano possibili manovre assurde
attuate da aerei “civili”, quali incroci alla stessa quota, voli radenti notturni, inversioni ad U ecc.


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La Palestina è uno Stato non-membro, osservatore alle Nazioni Unite


Con 138 voti favorevoli, 9 contrari e 41 astenuti, la Palestina è da ieri un «Paese osservatore non membro» delle Nazioni Unite: come previsto, l'Assemblea generale ha approvato a larga maggioranza la risoluzione presentata dall'Autorità nazionale. Un'iniziativa diplomatica decisa per raggiungere due obbiettivi principali, ovvero sbloccare il processo di pace e rafforzare la posizione del suo presidente Abu Mazen, ma che non è priva di incognite. 

Israele ha sottolineato come la decisione dell' Onu non cambi di una virgola la situazione sul terreno - non si veda per nulla costretto a tornare troppo in fretta al tavolo negoziale, non solo approfittando della persistente frattura tra le fazioni palestinesi ma sostenuto anche dal «no» statunitense alla risoluzione e da un'altra pericolosa divisione, quella all'interno dell'Unione Europea.


New York, 30 nov. - (Adnkronos/dpa) - "Infelice e controproducente". Cosi' gli Stati Uniti hanno bollato il voto all'Assemblea generale dell'Onu che ieri ha riconosciuto la Palestina come stato osservatore non membro con 138 "si'" e e 9 "no". Questo voto, ha detto l'ambasciatore americano all'Onu Susan Rice, "crea ulteriori ostacoli sulla via della pace, per questo gli Stati Uniti hanno votato contro". Secondo la Rice, il voto non puo' risolvere il conflitto israelo-palestinese e "per questa ragione il voto non puo' essere frainteso come base per l'ammissibilita' all'Onu come Stato. Non lo e'. Questa risoluzione non riconosce che la Palestina e' uno Stato".


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Appennino Tosco Emiliano, 6 terremoti nella notte in poco piu' di 1 ora


30 novembre 2012 - Quattro scosse di terremoto sono state registrate nella notte sull'Appennino Tosco-Emiliano. La prima di M 2.7 alle ore 00:38 seguita alle ore 01:02 da una scossa di M 3.1, Alle ore 01:35 ancora una scossa di M 3.1 e solo due minuti dopo la quarta scossa di M 2.5.
Tutti gli eventi tellurici si sono verificati ad una profondità ipocentrale fra i 7,0 e 7,7 Km. Gli epicentri sono stati individuati nei pressi del Comune di Portico e San Benedetto (FC). Gli eventi sono stati avvertiti distintamente dalla popolazione. Alle ore 02:10 ancora un terremoto di M 2.9 seguito alle ore 02:12 da una scossa di minore intensità di M 1.9 nella stessa zona epicentrale. Salgono quindi a 6 le scosse registrate in poco più di un'ora.

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29 novembre 2012

Usa: un massivo sinkhole "divora" una strada!


29 nov 2012 - Una nuova voragine (sinkhole) e' emersa poco fuori la citta' di Dover in Ohio,le squadre d'emergenza sono state costrette a chiudere la strada statale a Tuscarawas County parzialmente inghiottita' dalla gigantesca voragine in fase di crescita.



Dali primi rilievi i funzionari hanno appurato che il sinkhole e' delle dimensioni di 4 campi di football ed una profondita' di 30 piedi.Cosa sta accadendo ultimamente in diversi stati degli Usa? Recentemente una voragine profonda 18 piedi era apparsa in Pennsilvania(foto sotto)



mentre dalla Louisiana arrivano notizie sempre meno confortanti sull'Imbuto di Bayou Corne che sembra stia rigurgitando idrocarburi,oltre ad espandersi arrivando quasi ad inghiottire un vicino deposito di butano.
http://beforeitsnews.com

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Ufficiale,ridotta incidenza complessiva di tumori tra i vegan

Di Carlo Martini - comedonchisciotte.org -
La pubblicazione che il movimento vegetariano e i suoi detrattori attendevano da decenni è finalmente arrivata: dati concreti, oggettivi e significativi sull’incidenza dei tumori tra i vegan.
L’articolo scientifico (qui la versione integrale) è stato curato da un team di ricercatori della Loma Linda University, e pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, rivista dell’American Association for Cancer Research, co-sponsorizzata dall’American Society of Preventive Oncology.
Tra i 69.120 Avventisti che vanno a comporre lo Adventist Health Study 2 (uno dei più grandi studi di popolazione di sempre), dopo aver distinto e comparato onnivori, latto-ovo-vegetariani, “pesco-vegetariani”, “semi-vegetariani” e vegan, questi ultimi sono risultati l’unico gruppo tra questi con una ridotta incidenza complessiva di tumori, indipendentemente dal genere sessuale, ma in particolare per i tumori femminili (ginecologici e della mammella), anche dopo la miriade di aggiustamenti statistici prodotti sui dati (etnia, storia familiare di tumori, livello educativo, abitudini di fumo, consumo di alcool, età al menarca, gravidanze, allattamento, uso di contracettivi orali, terapia ormonale sostitutiva e menopausa).
Questi risultati sono di enorme rilevanza per la salute pubblica internazionale se consideriamo che gli Avventisti (indipendentemente dal modello alimentare seguito) sono già di per sè un gruppo sociale a basso rischio di tumori rispetto alla popolazione generale e che la pubblicazione arriva a solo 4 anni dall’inizio dello studio, quando per rilevare a fondo l’incidenza dei tumori sono spesso necessari anche decenni prima di avere campioni significativi.
La protezione per i tumori della dieta vegan va ad aggiungersi a quella per obesità, diabete mellito di tipo 2, iper-tensione, diverticolite e cataratta già emersa negli ultimi anni.
Manco a dirlo, come risulta da una ricerca su Google News, la vergognosa stampa italiana, ivi compresa quella della cosiddetta “divulgazione scientifica”, non ha pubblicato una sola riga sulla questione, in modo da non rendere nemmeno necessaria la pronta smentita di Calabrese, Ghiselli e il sedicente Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione, nella cui home-page campeggia attualmente un bello spot ai salumi italiani.
Oggigiorno, a questa “civiltà” urbana e alla sua violenza fagocitatrice verso umani, altri animali e gli ecosistemi stessi, ci si può ancora ribellare avendo l’unica forza delle proprie scelte quotidiane: la scienza epidemiologica ci indica una possibile via.
Carlo Martini

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H.A.A.R.P un arma di distruzione di massa!

“Un improvviso sconvolgimento climatico portera’ ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, …portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia”. (Da un rapporto “segreto” del Pentagono).


C’E’ QUALCUNO CHE GIOCA CON I NUMERI?
Forse le date – 26 Dicembre 2002 (Ciclone Zoe in Polinesia), 26 Dicembre 2003 (terremoto in Iran), 26 Dicembre 2004, onda tsunami nelll’Oceano Indiano – sono solo una coincidenza.  Forse non è vero – al di là delle date -  che lo tsunami del Dicembre 2004, come suggeriscono alcuni siti di “cospirazionismo”,  è stato provocato da un esperimento tecnologico segreto (altri dicono addirittura “voluto”), ma questo non basta certo a scartare del tutto l’idea che con il controllo dell’atmosfera gli uomini non abbiano mai pensato di giocare. Anzi. Gli stessi sospetti dei “paranoici” riguardo al recente tsunami probabilmente non sarebbero mai potuti nascere, se le premesse, almeno generiche, per una tale follia non fossero esistite in primo luogo (la fantasia ha sempre bisogno di un appiglio reale, per poter dare i suoi frutti migliori).

IL PROGETTO H.A.A.R.P.
Nel corso dei secoli, i mutamenti climatici hanno rappresentato uno dei più potenti catalizzatori dei pensieri dell’uomo, influenzandone le credenze e le azioni, gli umori e le decisioni, sempre in un modo apparentemente casuale, ma in realtà guidati dalla ferrea logica della natura.
Tuttavia dalla rivoluzione industriale ad oggi qualche ferita abbiamo incominciato ad infliggergliela, e la Terra oggi non è certo più quella dei giorni antichi, dove tutto era in perfetto equilibrio bio-ambientale.
Ma mentre i più visibili sembrerebbero gli allarmi della comunità scientifica sul surriscaldamento globale, il rischio maggiore è forse quello, praticamente ignorato dai mass-media, di un mutamento climatico a scopi militari.
Esiste infatti dal 1992 un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). E’ il cuore vero e proprio del più vasto – e ben più noto – programma di “Guerre Stellari”, avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush, che ora sta accelerando la sua corsa drogato da una spesa militare mai vista in precedenza, giustificata dal solito bipensiero orwelliano: “La guerra è pace”.
La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche.
Come spesso succede, la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l’immagine di un’innocua stazione scientifica, con tanto di webcam. (1)
La realtà, come sempre, va cercata oltre la superficie.
DA TESTLA A EASTLUND
Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.
Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici. (Su Nikola Tesla, un genio tanto ignoto alla storia quanto è grande il debito dell’umanità nei suoi confronti, è in preparazione una apposita scheda).
Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.
A questo punto entrò in scena il governo, e la storia si fece più complicata.
Tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e gruppi terroristici”), e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, oggi Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell’amministrazione Bush. Armitage, già consulente, membro del consiglio d’amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi.
Secondo le scoperte di Eastlund, dirigere la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – a seconda delle diverse frequenze – cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.
STRATEGIE GLOBALI
Gli avvenimenti geopolitici attuali potevano essere intuiti già anni fa, leggendo profetici libri come la Grande Scacchiera di Zbygniew Brzezinsky, del 1997, o i testi programmatici del PNAC, Project for a New American Century, dello stesso anno.
lo stesso possiamo fare ora analizzando scritti e dichiarazioni di influenti pensatori ed alti vertici militari, rispetto ad un futuro relativamente vicino.
Lo stesso Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, già nel 1970 scriveva nel suo libro “Tra due Età’”: ” La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza [...] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”. Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.
Il documento più interessante è lo studio redatto da sette ufficiali dell’esercito Usa nell’Agosto del 1996, intitolato: ” Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025″, nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. [...] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”. (2)
Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato “Padroneggiare l’ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell’uso militare dello spazio” ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC ed attuale direttore del personale di Dick Cheney.
Il concetto alla base di questo rapporto è la “Full Spectrum Dominance”, vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto.
Il che obbligherebbe chi volesse contrastare l’impero a farlo esclusivamente via terra e mare.
Al riguardo, sono particolarmente significative le parole del Comandante in Capo del comando spaziale Usa, Joseph W. Ashy: “Alcune persone non vogliono sentirne parlare. ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l’altro colpiremo obiettivi terrestri – navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma – dallo spazio.”
Il 22 Febbraio del 2004, l’Observer ha pubblicato un rapporto “segreto”, commissionato da Andrew Marshall, influente consigliere di Rumsfeld, che sarebbe sfuggito al Pentagono, e che conclude: “Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia”.
Può sembrare la descrizione di un futuro remoto da film Hollywoodiano, ma già nel 2006 avverrà il lancio dimostrativo nella stratosfera del Falcon, un drone armato di testate nucleari in grado di volare all’altezza di 100.000 piedi, alla velocita’ di 12 volte quella del suono, virtualmente inattaccabile, i cui futuri sviluppi lo renderanno in grado di colpire ovunque partendo dal territorio degli Stati Uniti.
Il 2006 è anche l’anno in cui HAARP verrà dotato dei restanti trasmettitori, portandolo alla massima potenza. Sempre per aiutare l’agricoltura?
LA COMUNITA’ SCIENTIFICA
Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate”. Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che “i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale [...] HAARP potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo”.
Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità. (3)

LA RUSSIA
Il Parlamento Russo, la Duma, ha rilasciato nel 2002 il seguente comunicato, firmato da 188 deputati: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”. Alcuni scienziati temono che la ionosfera possa collassare per squilibrio elettrico, concludendo: “Possiamo davvero rischiare di manomettere qualcosa che ancora non comprendiamo del tutto, e che appartiene ad ogni forma di vita (non solo umana) su questo pianeta?”
Recentemente il presidente russo Putin ha annunciato di aver sviluppato un nuovo tipo di missile balistico telecomandato, in grado di mutare tragitto durante il viaggio e rendendo dunque virtualmente inutile la difesa dello scudo spaziale: che sia un bluff o no, è certo che i progetti militari Statunitensi degli ultimi anni hanno generato una corsa agli armamenti senza precedenti che andrebbe decisamente ridimensionata e regolamentata; purtroppo, ciò viene ostacolato dal fatto che l’unica superpotenza rimasta si sia arrogata il diritto di giudicarli a seconda dei propri interessi come malvagi o meno, venendo così di fatto a creare le premesse per una nuova guerra fredda di dimensioni globali.
La Russia stessa ha portato avanti alcuni progetti basati sulle scoperte di Tesla fin dagli anni Cinquanta, in parallelo alle sperimentazioni degli Stati Uniti, salvo poi rallentarli anche a causa del collasso economico. Chissà se un certo Emmanuel Todd, il ricercatore francese che predisse la fine dell’ impero sovietico nel 1976 (“Il crollo finale”), non abbia ragione ancora questa volta: analizzando gli stessi indicatori, nel suo ultimo lavoro “Dopo l’impero”, del 2003, ha preannunciato la dissoluzione dell’ultima restante superpotenza.
Per ora, la Cina tace.
Come affermò Brecht: “La scienza, al servizio del potere, crea solo danni all’intera Umanità”.
Scritto da Roberto Toso per www.luogocomune.net
Fonti: The New York Times, Heart Island Journal, BBC, Canadian Working TV, Earthpulse Press, altre.

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L'Europa dei banchieri colonizza anche l'Italia.



DI MAURO BOTTARELLI

ilsussudiario.it
Sono sincero: non mi interessa nulla delle primarie del centrosinistra e non per alterigia. Scusate, ma non riesco ad appassionarmi alla scelta di chi sarà l’uomo che pronuncerà il “prego, si accomodi” a Mario Monti dopo il voto del prossimo marzo per una nuova legislazione tecnico-austera. Inutile prendersi in giro, i mercati vogliono Monti e la sua agenda e si sa come finiscono i paesi che osano sfidare certi poteri (Davide Serra, il finanziere che sostiene Matteo Renzi dalla City, dubito potrà creare un argine di garanzia alle necessità di poteri forti davvero, non di hedge funds).
La notizia politica del weekend, infatti, a mio avviso è un’altra: ovvero, il flop elettorale del CiU, gli indipendentisti moderati catalani, i quali hanno sì ottenuto la maggioranza, ma non quella straripante risposta di popolo necessaria per dare il via alla fase finale del progetto sovranista. CiU ha infatti ottenuto solo 50 seggi, contro i 68 necessari per una maggioranza assoluta, tanto che il premier Mariano Rajoy non ha perso occasione per definire il risultato una “bofetada” (uno schiaffone) per il leader catalanista, Artur Mas.
I catalani non vogliono più l’addio a Madrid? Non lo so, io temo che l’apparato politico-mediatico-finanziario globale sia riuscito nella sua operazione più difficile e importante, terrorizzare la gente, controllare i popoli con la paura del futuro, del “salto nel buio”, rendendo così possibile l’esperimento di by-pass della democrazia vissuto dall’Italia o il ridimensionamento dello spirito indipendentista di un popolo come quello catalano.
Chi però ha colto dei mutamenti sullo scacchiere è Nouriel Roubini, al secolo Mr. Doom, l’uomo che vide e previde la crisi del 2008. Ecco il suo tweet di ieri mattina: “Catxit, Basqxit, Scotxit, Brixit, Valloxit, Flemxit, Finxit may follow Grexit? Europe of Regions rather than Europe of Nation States?”. Penso abbiate capito il senso, cioè non si starà creando una frattura tra Stati nazione, sempre più in mano a poteri eterodiretti e non democraticamente eletti e la volontà dei popoli per un’Europa delle Regioni? Non è cosa da poco, visto anche il background di Roubini. Destabilizzazione o presa d’atto di un’Europa non più a misura di popolo ma di oligarchie? Una cosa è certa: il rischio colonizzazione permanente è dietro l’angolo.
Nel mio articolo di venerdì ho dedicato il P.S. finale alla situazione argentina, alla luce della sentenza della Corte distrettuale di New York che ha respinto l’appello del governo argentino e dato ragione a un consorzio di hedge funds capitanato da NML Capital - parte dell’aggressivissimo vulture fund Elliott Associates che negli anni Novanta trasportò di fronte ai giudici il Perù e guadagnò il 400% dalle sue detenzioni obbligazionarie - che si rifiutarono di aderire alla ristrutturazione dei debiti del Paese nel 2001. Quindi, Buenos Aires dovrà pagare 1,3 miliardi di dollari entro il 15 dicembre, che la cosa gli piaccia o meno.
Il problema è che proprio il mese prossimo l’Argentina dovrà già pagare 3,4 miliardi in totale a vari detentori dei bonds ristrutturati su regolari scadenze: il primo appuntamento - di piccola entità - è previsto già per il 2 dicembre. Se però entro il 15 non verranno pagati i due hedge funds, si bloccheranno automaticamente tutti gli altri pagamenti regolari ai detentori post-swap e sarà molto probabilmente un nuovo default sovrano, uno scherzo da 24 miliardi di dollari. Sicuri che non possa accadere, alla bisogna, anche in Europa?
A oggi, infatti, Atene ha preferito evitare i tribunali e pagare solo alcuni dei fondi consorziati dallo studio americano Bingham-McCutchen, tra cui proprio il Dart Management che si è portato a casa il 90% dei 436 milioni di euro di debito ellenico sotto legislazione straniera, ma a dire no allo swap di marzo sono stati i detentori di oltre 6 miliardi di euro di debito greco. E, guarda caso, da qualche giorno i rendimenti sui bonds greci stanno crollando, la gente quindi compra. Attenzione, poi, allo stesso Portogallo che ha emesso un’alta percentuale del suo debito sotto legislazione britannica, qualcosa come oltre 25 miliardi di euro di bonds che potrebbero far scattare la “negative pledge”, ovvero l’obbligo del pagamento pari passu di quel debito anche in caso - non peregrino - di ristrutturazione del debito lusitano. E ancora, una grande parte del debito regionale emesso dalle varie Generalitat spagnole è sotto legislazione UK, come ad esempio proprio il debito della Catalogna, la quale prima di chiedere il salvataggio all’odiata Madrid ha avuto la bella idea, per finanziarsi, di dar vita a un “Programma di emissione a medio termine in euro” da 9 miliardi con governing law del Regno Unito e negative pledge inserita nella condizione numero 5 del contratto.
Insomma, una Catalogna indipendente potrebbe far comodo a molti, ma anche paura a tanti altri, visto che il suo default all’interno del contesto spagnolo vedrebbe entrare in azione l’Ue e la Bce, mentre un default sovrano extra-iberico avrebbe conseguenze imprevedibili e senza precedenti. Capite, quindi, quanto quel tweet di Nouriel Roubini sia criptico e tutto da interpretare. Così come l’atteggiamento della Lega Nord, primo partito in Italia a parlare di Europa delle Regioni da contrapporre all’Europa dei banchieri, la quale nella sua versione 2.0 - copyright del sito indipendentista www.lindipendenza.com, diretto dal bravo Gianluca Marchi - «sta con Bava Beccaris e i poliziotti», come denunciava Tontolo nel post che apriva la homepage ieri.
Insomma, nel periodo di maggior fermento popolare su progetti indipendentisti - ricordiamo il referendum in tal senso che si terrà in Scozia nel 2014 - la Lega dei “barbari sognanti” cambia parole d’ordine e pelle? Qualche dubbio a me era sorto già venerdì sera, quando ospite della trasmissione “L’ultima parola”, condotta da Gianluigi Paragone su Rai2, c’era il sindaco di Verona ed esponente maroniano di punta del partito, Flavio Tosi. Il quale, stimolato dal padrone di casa sul ruolo delle banche nella crisi in Italia, soprattutto in relazione alla mancata erogazione di credito all’economia reale al netto dell’inondazione di liquidità ottenuta dalla Bce, ha risposto dicendo che le banche sono state obbligate da Bankitalia a comprare debito italiano e quindi non potevano prestare denaro a cittadini e imprese, anche perché ora stanno pagando il conto dei prestiti allegri pre-crisi, quando si finanziavano mutui anche al 120% a soggetti con rating di credito a rischio. Per finire, Tosi ha detto che la colpa della situazione italiana, ovvero il malessere di lavoratori e piccole imprese, è del debito pubblico e dell’eccessiva spesa pubblica, non delle banche.
Dopo aver controllato che Flavio Tosi non fosse passato nelle file dell’Udc, mi sono chiesto: ma come, un leghista che difende le banche e non gli imprenditori strozzati da Equitalia? Al netto del fatto che il debito sia oggettivamente alto e la spesa pubblica vada fatta dimagrire nettamente, anche per poter abbassare le tasse, come si fa a difendere l’operato delle banche post-Ltro della Bce? Primo, il debito in Italia è storicamente alto e abbiamo toccato rendimenti del decennale ben più alti di quelli emergenziali di qualche mese fa, eppure il Paese cresceva - seppur poco - e non è mai andato in default. Il nostro, infatti, è un debito alto ma sedimentato, in parole povere spaventa i mercati molto ma molto meno di altri, altrimenti il Giappone non dovrebbe nemmeno più esistere. 
Secondo, caro Tosi le dico un segreto, ma, per favore, lo tenga per sé: le banche ci hanno guadagnato da quell’operazione che lei quasi denunciava come uno strozzinaggio di Bankitalia contro la loro indipendenza operativa. Le care banche del Bel Paese, infatti, hanno preso soldi dalla Bce all’1% e hanno comprato titoli di Stato che pagavano all’epoca un rendimento del 5,5%: un bel 4,5% di guadagno non è male, vero Tosi? In gergo finanziario risponde al nome esotico di carry trade, è legale e fa la gioia di chi lo compie. Quindi, non c’è proprio da ringraziare le banche come salvatrici del Paese, visto che hanno fatto i Garibaldi con la camicia rossa altrui. Terzo, non è vero che se non fossero entrate in gioco le banche i mercati ci avrebbero chiuso le porte del finanziamento. E il perché nel grafico qui sotto: se va in default l’Italia, si sfonda l’Europa e il sistema bancario francese crolla in due ore. Ed essendo il valore di quel sistema doppio del Pil francese, chi salva le banche d’Oltralpe?
In caso di spread ancora in rialzo, ci avrebbe pensato la Bce, come farà a inizio anno nuovo con la Spagna: d’altronde, è la Bce che ha salvato il nostro debito, al limite, non le banche o il governo tecnico, inondando i soggetti di mercato con denaro a costo zero per stabilizzare il mercato secondario, senza violare così il mandato dell’Eurotower, altrimenti i falchi della Bundesbank rompono l’anima. Quarto, nelle due aste Ltro di dicembre e febbraio scorsi, le banche italiane hanno ricevuto complessivamente circa 249 miliardi del triliardo totale messo a disposizione dall’Eurotower e, conti dello scorso aprile alla mano, ne avevano spesi per comprare debito italiano poco più di 100. Ne ballano quasi 150, caro Tosi e sa dove sono finiti? Parcheggiati nei depositi overnight della Bce, pagando lo 0,75% di interesse, per tenerli al caldo come riserva per le scadenze obbligazionarie future e per fare lifting ai conti in vista di Basilea III.
Ci sta, lo capisco, sono uomo di mondo (pur non avendo fatto il militare a Cuneo), ma sarebbe il caso di dirlo chiaramente invece di raccontare barzellette, anche perché la Bce disse chiaro e tondo che parte di quei fondi dovevano essere immessi nel sistema per aiutare la ripresa. Quinto, caro Tosi, non è che da “barbaro sognante” anche lei si è piegato a certe logiche e, in quanto sindaco della città che esprime una delle fondazioni bancarie più importanti d’Italia, Cariverona (3,5% del capitale di Unicredit), all’Europa dei popoli è costretto, giocoforza, a preferire quella delle banche? Soprattutto ora che si parla di fusione con IntesaSanPaolo? Così, tanto per sapere.
Il fatto che in studio a “L’ultima parola” nessuno abbia alzato il ditino per far notare queste cose a Tosi, poi, la dice lunga, molto lunga sullo status quo. E io dovrei preoccuparmi di questa politica italiana, tra mutazioni genetiche e primarie per scegliere il maggiordomo futuro di Mario Monti? No, grazie.
P.S.: Il governo britannico ha deciso di cambiare radicalmente la guida della Banca d’Inghilterra, nominando alla carica di governatore il canadese Mark Carney, attuale governatore della Banca centrale del Canada. La decisione è stata annunciata dal ministro delle Finanze George Osborne, il quale ha confermato che Carney rileverà la guida della Bank of England per otto anni, in sostituzione di Mervyn King, che lascerà a giugno e assumerà anche nuovi poteri di vigilanza sulle banche. E sapete dove ha lavorato Carney, dopo laurea e PhD ad Oxford? Bravissimi, Goldman Sachs. La presa d’Europa da parte della banca d’affari Usa è completa, la guerra per la salvaguardia del dollar standard a livello globale - costata la ghirba a Dominique Strauss-Kahn - avrà inizio a breve. Non ci credete? Dietrologia. Guardate questo grafico e meditate.

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Università di Harvard: Il latte pastorizzato è legato al cancro



Uno studio dell’Università di Harvard afferma che il latte pastorizzato prodotto a livello industriale  è associato nel causare tumori ormoni-dipendenti a causa della mungitura della mucca per tutta la sua gravidanza.
Molti non ci hanno mai pensato ma la mucca produce latte solo aver partorito il vitello, ovvero quel latte serve a nutrire il piccolo animale nel periodo dello svezzamento dopo il quale la mucca smette di produrre latte perché non è più necessario.
Non appena una mucca ha raggiunto la maturità sessuale, circa all’età di due anni, una mucca “da latte” viene inseminata artificialmente per la prima volta. Una mucca ha un periodo di gestazione di nove mesi. Poco dopo la nascita il vitello al solito viene separato dalla mamma ed allevato in un box. Sia la mamma che il vitello possono mostrare un comportamento turbato anche a distanza di giorni dalla separazione. A decorrere dalla nascita del primo vitello la mucca viene munta due o anche tre volte al giorno. Ma non è il vitello a ricevere il latte, bensì l’umano. Perché la mucca possa “produrre” latte deve partorire un vitello all’anno. Si punta ad avere un vitello l’anno, una lattazione di 305 giorni con una fase di “asciutta” di 60 giorni circa. Mucche “da latte” si trovano pertanto in uno stato di permanente gravidanza quasi tutta la vita.
Più avanzata in gravidanza è una mucca, più ormoni appaiono nel suo latte. Il latte di una mucca in fase tardiva nella gravidanza contiene fino a 33 volte in più un composto estrogeni (solfato di estrone) rispetto al latte di una mucca dopo la gravidanza, così come livelli molto più elevati di altri ormoni.
Nella maggior parte delle aziende che producono latte troviamo oggi mucche “ad alta prestazione”. Alcune mucche “danno” più di 10.000 litri di latte all’anno, corrispondente a quasi33 litri al giorno (Wikipedia riporta che alcune arrivano anche a 60-70 litri). Per alimentare un vitellino la mucca dovrebbe dare solo 8 litri. Il problema delle mucche ad “alta produzione” è assai difficile se non impossibile fornire loro tutta quell’energia (cibo) di cui necessitano per la produzione di quelle quantità di latte. Ragion per cui le mucche consumano le proprie riserve fisiche per continuare a produrre latte.
Si scopre che nelle operazioni di alimentazione concentrata animale (CAFO) il modello di allevamento delle mucche negli allevamenti intensivi sforna latte con livelli pericolosamente elevati di estrone solfato, un composto di estrogeni legati al cancro del testicolo, della prostata e della mammella.
Dr. Ganmaa Davaasambuu, Ph.D., e colleghi hanno identificato come il colpevole specifico “il latte proveniente dalle moderne industrie casearie”, facendo riferimento alle operazioni di confinamento dove le mucche vengono munte 300 gg all’anno, includendo il periodo di gravidanza.
Valutando i dati da tutto il mondo,  Dr. Davaasambuu e i suoi colleghi identificarono un chiaro legame tra il consumo di latte con alta concentrazione dell’ormone e alto tasso di tumori ormone-dipendente.
In altre parole, contrariamente a quanto i Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie ela Prevenzione (CDC), il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) e la lobby del latte convenzionale vorrebbero far credere, il latte trasformato da allevamenti industriali non è un prodotto di salute, ed è direttamente implicato nel causare il cancro.
Il latte che noi oggi beviamo è abbastanza diverso rispetto a quello che bevevano i nostri antenati” , senza apparenti danni per 2000 anni, così afferma il Dr. Davaasambuu nella Gazzetta dell’Università di Harvard.
“il latte che si beve oggi non è un cibo perfettamente naturale”.
Nel frattempo il latte crudo, proveniente da mucche allevate con erba, munte a tempo debito è legato al miglioramento della digestione, nella cura di malattie autoimmuni e aumentando l’immunità generale, aiutando nella prevenzione del cancro. 
Anche se tutto questo sarà ignorato da parte dei media principali, il latte non è tutto uguale – il modo in cui vengono allevate le mucche, quando vengono munte, e come il suo latte è manipolato e trasformato fa la differenza, se il prodotto finale favorisce la salute o la morte
Il Governo americano cerca di perpetuare ulteriormente la menzogna che tutto il latte è lo stesso con eclatanti proposte di legge 2012.
Di particolare interesse sono le nuove disposizioni nel progetto di legge 2012 che creanoincentivi ancora di più per gli agricoltori industriali intensivi che producono tipi di latte con la più bassa qualità , e con molti componenti distruttivi per la salute.
Invece di incentivare la crescita di  mucche al pascolo, che permette loro di nutrirsi di erba, un cibo nativo che i loro sistemi possono elaborare, il governo preferisce incentivare ristretti metodi di confinamento che forzano le mucche a mangiare mais geneticamente modificati (OGM),  e altri mangimi, che le rende malate.


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L'ONU vuole il controllo di Internet.

Fonte: hearthaware.wordpress.com 

 La prossima settimana sarà decisiva per il futuro di Internet. Le Nazioni Unite hanno reclamato il potere di controllo centralizzato delle rete globale di comunicazione attraverso il proprio ente di riferimento (ITU) sollevando un vespaio di proteste e di mozioni a sfavore da parte di membri del parlamento europeo. Si è mosso persino un gigante del web come Google, perchè le sue tasche potrebbero essere colpite duramente: parte della proposta è infatti quella di tassare il traffico internet spiccando parte degli introiti verso le compagnie telefoniche. A serio rischio anche la libertà della rete, se dovesse essere riconosciuto il diritto di censura sul web ai governi nazionali che l’hanno richiesto. Lòthlaurin L’appuntamento è a Dubai, dal 3 al 14 dicembre. Alla World Conference on International Telecommunications 2012 (WCIT 2012) si deciderà il destino della Rete. O per lo meno si affronteranno alcuni dei temi che da mesi agitano l’universo del web e che hanno per oggetto le regole alla base della grande rete telematica. Ad agitare i lavori è arrivata in queste ore una mozione a firma di alcuni parlamentari europei per opporsi al trasferimento all’ITU, l’International Telecommunications Union(l’organismo per le telecomunicazioni dell’ONU), dei poteri di controllo di Internet, al momento esercitati dall’ICAAN. La petizione proposta all’Assemblea della UE, che ricalca nella sostanza l’opposizione alle possibili risoluzioni dell’ITU eretta da Google, chiede agli Stati membri di rifiutare le modifiche ai regolamenti ed è finalizzata ad evitare che vengano meno la libera circolazione delle informazioni in Rete e le relazioni d’affari, nonché il funzionamento e la gestione di Internet. Ufficialmente, le proposte che verranno presentate al vaglio del consiglio e del segretario generale dell’ITU, sono ancora top secret. Qualche documento, a quanto riporta il sito wcitleaks.org, è stato però svelato in anticipo e fra questi ce n’è uno (datato 13 novembre) che vedrebbe la Russia, paradossalmente, avanzare la richiesta di maggiore democrazia per il controllo della Rete. Più precisamente: «Gli Stati membri dovrebbero avere gli stessi diritti per gestire Internet, anche in relazione alla ripartizione, assegnazione, numerazione e denominazione degli indirizzi e all’identificazione delle risorse, nonché per il supporto allo sviluppo dell’infrastruttura di base di Internet». Messaggio che ha per destinatari, di fatto, il Ministero del Commercio USA e il governo di Washington, rei di avere eccessivo peso nella giurisdizione delle regole del web. Altro argomento centrale della WCIT 2012 è quello della ventilata tassazione degli operatori “Over the Top”, e cioè i colossi dei contenuti digitali che viaggiano sulle reti mobili come Google, Facebook o Apple. Il tema è oggetto di contenzioso da tempo, con il carrier Telco a batter cassa (Telecom Italia e Deutsche Telekom i paladini di questa linea in Europa) nei confronti dei content provider per ottenere una parte degli introiti generati dal traffico dati (per il download e l’upload di video, apps e altro) che viaggia sulle loro infrastrutture. Oltre alla questione economica, a Dubai si dovrà discutere di quella relativa allacensura dei contenuti online, che alcuni Stati pare vogliano richiedere come diritto. Alcuni esperti ipotizzano in tal senso, nella peggiore delle ipotesi, il pericolo di una separazione della Rete, eventualità molto peggiorativa rispetto alle attuali restrizioni all’accesso di alcuni siti in Paesi (la Cina per esempio) dove vige uno stretto controllo del web da parte delle autorità governative. Per questo Google è scesa in campo con Take Action, campagna online il cui intento è quello di sensibilizzare la community Internet mondiale sull’eventuale aggiornamento delle regole che riguardano il web e in particolare quelle che interessano gli Over the Top. Lo slogan coniato per l’occasione da Mountain View è il seguente: “Un mondo libero e aperto dipende da un web libero e aperto”. 


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