BRUXELLES PRODUCE ODIO, CRESCE IL RISCHIO DI UNA GUERRA

18 dic 2013 Ciò che sta accadendo in Italia va letto nel contesto della deflagrazione dell’Unione Europea, provocata dall’aggressione finanzista guidata dalla Banca centrale europea e dal governo tedesco. Da Maastricht in poi, il ceto finanzista globale ha deciso di cancellare in Europa le tracce della forza operaia del passato, la democrazia, la garanzia salariale, la spesa sociale. In nome del fanatismo liberista ha finito per sradicare le radici
del consenso su cui si fondava l’Unione Europea. L’effetto, però, non è solo il dimezzamento del monte salari dei lavoratori europei, la distruzione della scuola e della sanità pubblica, l’abolizione del limite dell’orario di lavoro, la precarizzazione generalizzata. E’ anche la guerra. Era prevedibile, era previsto, ora comincia ad accadere.
La disgregazione finale dell’Unione europea possiamo leggerla sulla carta geografica. Cominciamo da est. L’insurrezione ucraina è prova di come sia 
mutata la natura d’Europa. Nata come progetto di pace tra tedeschi e francesi, e quindi di pace in tutto il continente, l’Unione è oggi divenuta l’esatto contrario. Gli europeisti ucraini usano l’europeismo come arma puntata contro l’imperialismo russo, e risvegliano fantasmi del nazismo. L’ingresso inEuropa è visto come una promessa di guerra, e la precipitazione del conflitto in Ucraina non potrà che avere conseguenze spaventose per l’Europa intera. Bruxelles reagirà aprendo un confronto con la Russia di Putin, oppure lascerà che la Russia di Putin soffochi una rivolta che è nata nel nome dell’Europa?

Spostiamoci a ovest. Il Parlamento catalano ha indetto il referendum indipendentista per l’autunno del 2014. I franchisti del governo madrileno hanno risposto che il referendum non si farà mai. Nel frattempo, in Francia i sondaggi prevedono che il Front National diverrà partito di maggioranza alle prossime elezioni. A quel punto il patto franco-tedesco su cui si fonda l’Unione sarà cancellato nella coscienza della maggioranza dei francesi, e la balcanizzazione del continente precipiterà. Questa dinamica mi pare il contesto in cui leggere le convulsioni agoniche della penisola italiana. Il governo Letta Alfano Napolitano, filiale del partito distruttori d’Europa, è in camera di rianimazione. Può durare o crollare poco importa: non è in grado 
Berardi
di mantenere nessuna promessa, neppure quelle fatte ai suoi padroni di Francoforte.

Il movimento dei forconi è tracimare del nervosismo sociale. Nel 2011 il movimento anticapitalista tentò di fermare l’aggressione finanzista, ma non ebbe la forza per mettere in moto una sollevazione solidale. La precarizzazione ha sgretolato la solidarietà tra lavoratori, e il movimento si risolse in una protesta che il ceto politico-finanziario, per criminale interesse e per imbecillità conformista, rifiutò perfino di ascoltare. Ma la sollevazione non si ferma, perché ha i caratteri tellurici di una disgregazione della base stessa del consenso sociale. E’ una sollevazione priva di interna coerenza, priva di strategia progressiva. Ci sono dentro elementi di nazionalismo, di razzismo, di egoismo piccolo-proprietario, ma anche elementi di ribellione operaia, di democrazia diretta e rabbia libertaria. Non è importante la sua confusa coscienza, le contrastanti ideologie e i contrastanti interessi che la mobilitano. Conta il fatto che il suo collante obbiettivo è l’odio contro l’Europa. Questo odio non può che essere portatore di disgrazie.
(Franco “Bifo” Berardi, “I forconi e la deflagrazione dell’Europa”, da “Micromega” del 13 dicembre 2013).


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4 commenti:

stella ha detto...

Ma come fanno gli ucraini a desiderare di entrare in Europa?
Le notizie delle condizioni in cui versano gli Stati della Comunità Europea in Ucraina non arrivano?

Anonimo ha detto...

I capi della protesta pro EU sono servi a libro paga dei burocrati massonico-finanziari di Bruxelles e di Washington che ha tutto l'interesse a destabilizzare l'Ucraina in funzione anti Russia. Mentre la semplice gente che protesta sono solo dei sempliciotti che si fanno trascinare come dei pecoroni dai loro leader,come purtroppo gente di questo tipo ce ne è tanta anche in Italia.

Anonimo ha detto...

ancora Berardi Bifo? Fino a poco tempo fa sosteneva che contestare la Ue era da nazisti e avrebbe incrementato il pericolo di estremismi. Ora dice l'opposto....la solita coerenza di sinistra

Anonimo ha detto...

Molti stanno dimenticando i fatti. Nessuno ricorda che il "Concordia" (simbolo dell'UE) è stato fatto affondare davanti al (l'isola del) "Giglio"... la disgregazione dell'Europa è stata pianificata già da tempo e... certamente non dal popolo europeo che è "costretto" a chiedere la separazione e l'autonomia dopo essere stato spolpato sia nel pubblico, sia nel privato. Purtroppo, tutti quelli che siedono sugli scranni del potere sono graditi al "Giglio" e per fare i propri interessi personali, fanno i suoi... Napolitano teme un'insurrezione violenta nel 2014? Arriverebbe terribilmente in ritardo, perché ci voleva già vent'anni fa!

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