7 maggio 2013

Krugman: l'austerity minaccia per la democrazia


Nella foto: Paul Krugman
NEW YORK (WSI) - Novello vate del terzo Millennio, l'economista Paul Krugman non esita a lanciarsi contro l'austerity, mettendone ancora una volta in luce i limiti e le distorsioni, ma soprattutto gli effetti devastanti sull'economia e la capacità di creare solo recessione e disoccupazione. 


Il Premio Nobel per l'economia, fedele alla politica keynesiana e contrario alle misure di austerità, fortemente volute da Berlino e Bruxelles, ha criticato proprio quella politica sostenuta dalle Istituzioni europee sin dagli albori della crisi debitoria, mettendone in luce il fallimento e gli effetti depressivi sull'economia. Una contro-tesi che poggia proprio sui principi dell'economia keinesiana, che imporrebbero piuttosto un aumento della spesa in periodi di recessione ed in una condizione in cui i tassi di interesse sono ormai vicini a zero. 

In un editoriale pubblicato sul New York Times, Krugman ha spiegato che la politica dell'austerity ha rivelato tutta la sua inefficacia. Lo dimostrano i numeri e le statistiche, smontati da uno studente ventottenne e dai suoi professori, e le risposte dell'economia reale, che hanno dimostrato i limiti della teorica economica che sta alla base di questa politica. 

Tutto ha avuto inizio con una teoria formulata da due economisti, Reinhart e Rogoss, "Growth in Time of debt", che postula la necessità di mettere in atto politiche di consolidamento fiscale ogni volta che il debito pubblico sale sopra la soglia del 90%. una teorica che è stata sposata in pieno dagli "austeriani". 

Lo studente, coadiuvato dai suoi professori, ha trovato invece ben tre errori: un errore di calcolo del foglio Excel, l'omissione di alcuni Paesi ad alto debito pubblico (ad esempio l'Australia e la Nuova Zelanda), il metodo di selezione dei dati raccolti (semplicemente arbitrario). Insomma, un fallimento della teoria dell'austerity che trova basi logiche e matematiche. 

A chi afferma, come fatto dal presidente della Bce Mario Draghi, che è diverso raggiungere l'obiettivo di ridurre il debito con una riduzione delle spese piuttosto che con un aumento delle imposte, Krugman ribatte che è la stessa identica cosa. L'effetto è il medesimo e si accelera il processo di involuzione ed avvitamento dell'economia, acuendo la recessione. 

Krugman però non si ferma qui e attacca i fautori dell'austerity, preventivando un fallimento completo dell'economia, una possibile disgregazione dell'Eurozona e il collasso della democrazia. L'Italia ne è un esempio.

2 commenti:

Mikahel ha detto...

L'austerity nemica della democrazia e la democrazia e' la nemica dell'umanita'!

Demo-crazia, ovvero 60 milioni di egocentrici cittadini che dovrebbero auto-governarsi.

ahahah!!

Anonimo ha detto...

Hanno paura di perdere lo status.qio' che devono manenere a tutti i costi!
La democrazia non esiste, e' solo una parola sulla carta!

Strana luce in cielo sui Campi Flegrei

Stasera il cielo era saturo di scie. La coltre grigia al tramonto copriva tutto ed una strana luce è apparsa.