Un esplosione subsonica avviene nei cieli della Finlandia!

19 luglio 2012 - Un eccezionale fenomeno luminoso e' stato osservato nei cieli della citta' di Ostobothnia nella parte occidentale della Finlandia,poco dopo le cinque del pomeriggio di martedi'. Secondo l'associazione astronomica si sarebbe trattato di un meteorite che ha attraversato l'alta atmosfera terrestre per poi cadere al suolo.Il bolide luminoso e' stato osservato in diverse localita' della Finlandia e sembra che sia stato accompagnato da un esplosione subsonica prima di sparire.Dalle prime stime si sarebbe trattato di un oggetto dal peso di alcune dozzine di kg.Gli astrofili sono all'opera per cercare di localizzare l'oggetto celeste.
l'osservazione della caduta di meteorite e' un evento raro, mentre quello delle meteore, oggetti che non riescono a raggiungere la superficie terrestre, e' più comune. Ad esempio, durante il corso dell'anno, la Terra passa attraverso nubi di polvere che danno luogo a un fenomeno noto come "pioggia di meteore." Durante tale evento, strisce di luce causati da piccole particelle rocciose sono visibili ad intervalli regolari nel cielo notturno.
http://yle.fi/uutiset/meteorite_lights_up_the_skies_in_ostrobothnia/6221100

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Forte Flare solare di classe M 7,7,disturbi radio in corso...

Ancora una volta la macchia solare 1520 emette un lungo ed intenso flare, proprio quando è in procinto di abbandonare il lato visibile del sole rispetto al nostro Pianeta. La sua intensità registrata dai parametri NOAA è stata di classe M7,7.

Sono in corso una serie di disturbi nelle comunicazioni radio e piccole interferenze tra radar GPS e comunicazioni satellitari. Il flusso di protoni ha subito un rialzo e l’allerta per le interferenze radio si attesta intorno al livello 4. Questi problemi si stanno avendo in particolar modo nell’area euroasiatica, come potete apprezzare nella mappa sottostante.

Tuttavia il CME sprigionato non dovrebbe interessare direttamente il nostro Pianeta ma restate sintonizzati sul nostro Portale per avere ulteriori chiarimenti al riguardo, quando questo pomeriggio verrà fatto un importante monitoraggio della superficie solare.

Di seguito l'immagine della stessa eruzione solare su 4 diversi canali, l'indicatore del black out radio, il grafico x-ray ed il flusso di protoni che viene mostrato, come detto, in rialzo.

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I flussi energetici ci possono guarire o far ammalare

La Medicina Energetica parte dall'assunto che siamo costituiti da un reticolo di energie.

Queste energie possono fluire in modo corretto oppure essere sbilanciate. Conoscendo questi flussi si può provocare la guarigione o il collasso di un sistema energetico.

I flussi energetici seguono particolari percorsi che per alcuni versi possono essere assimilati al sistema nervoso o sanguigno. Ma vi è tutta una letteratura di meridiani, chakras, vortici, punti vitali, reticoli... di cui parlano le diverse tradizioni del pianeta. Ogni tradizione ha sviluppato maggiormente un suo sistema. Così i cinesi utilizzano maggiormente il sistema dei meridiani, mentre gli indiani il sistema dei chakras e delle nadi.

Ma cosa ci può servire, conoscere meridiani e chakras?

Ci può servire a incrementare le nostre capacità naturali di autoguarigione, quindi guarire più in fretta e meglio, ridare rapidamente vitalità ad un corpo stanco o esaurito dal lavoro o da allenamenti estenuanti, ridare vigore ad una mente stressata. Inoltre si possono gestire meglio stati emozionali quali ansia, nervosismo e disturbi connessi.

Da sempre guaritori, sciamani, massaggiatori ed operatori del benessere hanno utilizzato queste conoscenze, che si sono sviluppate in diversi sistemi, dal qigong, allo yoga, al reiki, al quantum energy, all'EFT... una pletora di sistemi e metodologie che combinano intuizione, arte e scienza. Certo ci sono anche tanti ciarlatani, ma ci sono anche persone che con serietà e pragmatismo compiono ogni giorno autentici miracoli.

Così piano piano, sveleremo anche questo mondo sulle pagine del blog, e come sempre, sperimenterò in prima persona.

Inondazioni in Groenlandia. I ghiacciai fondono, travolgono ponte e acquedotto!

Di Maria Ferdinanda Piva – Fonte: Blogeko
Anche quest’estate la fusione dei ghiacci artici è sui livelli record degli ultimi anni, ed è sempre più evidente la svolta netta che si è prodotta con l’inizio di questo secolo ancora breve. Oltre al ghiaccio sul mare sono in chiara sofferenza i ghiacciai della Groenlandia.

La novità dei giorni scorsi – la cosa davvero mai vista – è la rapidità con cui, a causa delle alte temperature, sta squagliandosi il ghiacciaio di Russell, e le inondazioni causate dai corsi d’acqua che da esso si alimentano. Ogni secondo 3,5 milioni di litri d’acqua si riversano nel fiumiciattolo di Akuliarusiarsuup Kuua, conosciuto anche con il nome inglese di Watson.
Sì, 3,5 milioni di metri cubi d’acqua: avete un’idea? L’Empire State Building misura un milione di metri cubi, qui il ghiacciaio ha generato tre Empire State Building e mezzo – tre e mezzo! – ogni secondo. Ogni secondo, non ogni minuto (questo almeno è quanto riferiscono i media locali). Dalla fusione di un solo ghiacciaio, anche se – poveretto – possiamo supporlo particolarmente malmesso.
Travolti ponte e acquedotti nel piccolo centro abitato di Kangerlussuaq, nel Sud Ovest della Groenlandia. C’è un video impressionante.


Il fiumiciattolo gonfiato in modo così abnorme dalla fusione del ghiacciaio è un affluente del Qinnguata Kuussua, in principale corso d’acqua nella zona di Kangerlussuaq.
Di solito la piena connessa con la fusione dei ghiacci si produce alla fine del’estate (non in luglio!) e – ovviamente – a memoria di uomo e di infrastrutture non è mai stata così violenta. Il villaggio di Kangerlussuaq è stato tagliato in due, evacuati i pur pochi residenti al di là del ponte.


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Ministro della difesa: gli F-35 non si toccano! I posti di lavoro invece si!

Nonostante le campagne promosse da associazioni e personalità e la mobilitazione in rete, sintesi di un dissenso piuttosto diffuso, il ministro della Difesa, Giapaolo Di Paola, va avanti a testa bassa: i caccia-bombardieri F35 l'Italia li comprerà. "C'é nell'aria un furore ideologico contro le Forze Armate che non mi spiego - ha detto l'ammiraglio-ministro in un'intervista al Corriere della sera -. La sicurezza è un bene condiviso la cui responsabilità è di tutti". Pertanto, spiega, "un Paese come l'Italia non può sottrarsi a questo dovere. Le Forze Armate possono essere più piccole ma non meno efficienti. Altrimenti si fa prima a chiuderle". Premessa necessaria per ribadire l'importanza dell'acquisto di 90 aerei da guerra. E spiega: "Tuteliamo investimenti e 10 mila posti" di lavoro, "veniamo da un taglio da 1,5 miliardi nella precedente legge di stabilità. Siamo l'unica amministrazione che ha avuto un'attenzione così marcata". Si è già tagliato abbastanza nel settore Difesa e quindi non si taglia più, pace.Troppi tagli sulla Difesa - "Nel triennio 2013-2015 - argomenta infatti il ministro - dovremo fare a meno di 18 mila unità militari. A questo va ad aggiungersi il taglio di 3 mila civili su 30 mila. Non si possono fare maggiori tagli - ribadisce - perché non avremmo più la capacità operativa per svolgere il nostro compito". E sui tagli alla dirigenza chiesti dalla spending review, parla di uno "spirito ghigliottinesco". Più precisamente sui caccia multiruolo F35, il ministro ricorda di averli già "ridotti da 131 a 90". E del resto, continua, la natura delle Forze Armate e la "corresponsabilità", in quanto membro della Nato, danno la misura degli impegni anche in fatto di spesa. E su Finmeccanica aggiunge che "non è un giocattolo. Sta andando incontro con tutto il settore a una ristrutturazione: lasciamo lavorare i vertici".

Un sistema per avvisare gli astronauti dell’arrivo di tempeste solari

Un sistema per avvisare gli astronauti dell’arrivo di tempeste solari. Lo hanno messo a punto i fisici dell’Università del Delaware, negli USA, e di quelle coreane di Chungnam e Hanyang. I ricercatori hanno sviluppato un sistema in grado di prevedere con circa tre ore di anticipo (166 minuti) le radiazioni provenienti dalle violente tempeste solari, permettendo agli astronauti, oltre che agli equipaggi che sorvolano le regioni polari della Terra, di adottare in tempo misure di sicurezza.

L’articolo che descrive la ricerca è pubblicato su Space Weather: The International Journal of Research and Applications, pubblicato dalla American Geophysical Union. John Bieber del Bartol Institute Research all’Università del Delaware, che ha coordinato la ricerca, spiega: “Le prime particelle espulse da una tempesta solare impiegano, viaggiando quasi alla velocità della luce, 10 minuti per raggiungere la Terra”. Queste tempeste solari possono coprire migliaia di chilometri sulla superficie del Sole. Dai dati raccolti, gli studiosi hanno potuto esaminare le proprietà delle particelle più energetiche (500 megaelectron volt), quelle che arrivano per prime sulla Terra e, attraverso queste, fare delle previsioni utili su quelle più lente che seguono .”Le particelle lente sono più pericolose perché più numerose. Ecco dove sta il pericolo”, spiega Bieber.

Quando le prime arrivate, particelle cariche positivamente o protoni, hanno colpito una molecola d’aria nell’atmosfera terrestre, si infrangono in piccoli pezzi che, a loro volta, sbattono contro altre molecole d’aria e così via. In questa reazione a catena si producono neutroni. Dalle misurazioni dei neutroni prodotti negli ultimi eventi solari, rilevati da strumenti al Polo Sud, gli scienziati hanno calcolato l’energia dei protoni che arrivano per primi e da questa hanno stimato l’intensità delle particelle più pericolose, cioè quelle più lente.

“A seconda dell’energia dei protoni, il sistema fornisce un tempo di preavviso fino a 166 minuti. Questo darebbe agli astronauti in volo nello spazio il tempo per portarsi in una zona schermata della navicella” dice Bieber pensando al caso di un equipaggio in volo verso Marte o la Luna, per cui queste radiazioni potrebbero essere un pericolo mortale. “E darebbe ai piloti che volano nelle regioni polari della Terra, dove il campo magnetico del pianeta è più debole, il tempo di ridurre la loro quota”.

Nel Sistema Solare esisteva un pianeta in più, poi espulso - Una nuova teoria astronomica potrebbe spiegare l'origine di Nibiru?

Un pianeta mancante spiega la struttura del sistema solare
Secondo uno studio realizzato da David Nesvory, ricercatore del Southwest Reaserch Institute del Colorado, il sistema solare una volta aveva cinque pianeti giganti gassosi invece dei quattro che conosciamo oggi. Lo studioso è giunto a questa conclusione grazie a una simulazione al computer dell'evoluzione del sistema solare primordiale. I risultati dell'elaborazione suggeriscono che il quinto pianeta gigante è stato scagliato fuori dalla sua orbita circa 4,5 miliardi di anni fa, dopo un violento incontro con la forza gravitazionale di Giove.
Gli astronomi hanno lottato per decenni per spiegare l'attuale struttura del sistema solare. In particolare, Urano e Nettuno, secondo l'attuale modello che spiega laformazione dei sistemi planetari, non avrebbe potuto formarsi nella posizione in cui si trovano attualmente, dato che il disco di gas primordiale ai margini del sistema solaresarebbe stato troppo sottile per consentirne l'aggregazione in pianeti. Lo scenario più probabile è che i pianeti si siano formati più vicini l'uno all'altro, e solo dopo la loro formazione le interazioni gravitazionali hanno fatto assumere a ciascuno la sua posizione attorno al sole. Le orbite strette di sistemi planetari extrasolari supportano questa idea.
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La simulazione al computer ha svelato che 4,5 miliardi di anni fa, nel sistema solare primordiale, c'era un grande caos. I pianeti si erano da poco formati, ed erano sottoposti a un bombardamento continuo da parte della materia residua della nebulosa solare da cui si erano formati. Poi, uno dei pianeti sarebbe stato "espulso" dalla propria orbita a causa delle perturbazioni gravitazionali prodotte da Giove, il pianeta più massiccio del sistema solare. Questa "carambola" cosmica, avrebbe generato anche un'altra conseguenza: un avvicinamento al Sole da parte di Giove e un allontanamento di Urano e Nettuno. Il "pianeta perduto" potrebbe essere il leggendario Nibiru o Decimo Pianeta (Planet X) che i ricercatori stanno cercando da anni?

Ipotesi Nibiru
Ma insomma, questo benedetto Nibiru, esiste o no? Tra ipotesi di complotto, affermazioni e smentite da parte nella NASA sull'esistenza di un decimo pianeta nel Sistema Solare, antiche profezie sul 2012 e ignoranza generale, districarsi e capire qualcosa sull'argomento non è semplice. Ma chi o cosa è Nibiru?
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Nibiru per gli antichi Sumeri era il corpo celeste associato al dio Marduk. Il nome deriva dalla lingua accadica e significa punto di attraversamento o di transizione. Lo scrittore Zecharia Sitchin, sulla base di una propria interpretazione delle scritture sumeriche, giunge alla convinzione che Nibiru sia un diverso e sconosciuto pianeta realmente esistente. Nella sua costruzione teorica affianca al pianetaNibiru il pianeta Tiamat. Quest'ultimo sarebbe esistito collocandosi tra Marte e Giove. Egli suppone che fosse un fiorente mondo con giungle e oceani la cui orbita fu distrutta dall'arrivo di un grande pianeta che attraversò il sistema solare tra i 65 milioni e i 4 miliardi di anni fa.

L'impatto avrebbe creato il pianeta Terra, la luna e la fascia degli asteroidi. Tiamatsarebbe stato dapprima colpito da una delle 7 lune di Nibiru, spezzandosi in due. Una di queste due porzioni sarebbe poi diventata la Terra e sarebbe stata spinta nell'attuale posizione da un altro impatto con una luna di Nibiru. In seguito l'altra metà, colpita da Nibiru stesso, avrebbe dato vita alla fascia degli asteroidi. I restanti detriti dell'impatto avrebbero dato origine alle comete. Sitchin affermava che questa teoria spiegherebbe perché la geografia terrestre avrebbe la peculiarità di avere più continenti su un lato rispetto all'altro.

La nascita e l'orbita di Nibiru secondo Sitchin
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Secondo l'interpretazione data da Sitchin della cosmologia sumera, il sistema solareavrebbe un decimo pianeta, che seguendo un'orbita ellittica, rientrerebbe nel centro sistema una volta ogni 3.600 anni. Secondo Sitchin,  l'ipotetico pianeta sarebbe stato catturato dall’attrazione gravitazionale di Nettuno e deviato dal suo percorso verso l’interno, miliardi di anni fa quando il nostro sistema solare era ancora in via di formazione. Quindi, secondo lo scrittore azero, Nibiru era un pianeta vagante"catturato" dalla gravità solare.
Nibiru è detto anche il "pianeta del passaggio". Ogni 3.600, nel passaggio al suoperielio (quindi vicino al Sole e ai pianeti interni), Nibiru, a causa delle perturbazioni gravitazionali dovute alla sua massa, sarebbe all'origine dei grandi sconvolgimenti e cataclismi terrestri. Al suo passaggio sarebbero attribuiti gli spostamenti repentini dell'asse terrestremolteplici impatti con gli asteroidi spinti fuori dalla fascia principale e un elevata attività tellurica e vulcanica sulla superficie del nostro pianeta. Secondo Sitchin, le storie raccontate dalla Bibbia, e quindi la genesi, il diluvio universale, la vicenda di Sodoma e Gomorra, ma anche alcuni racconti lasciatici dalle culture egizie e mesopotamiche, non sarebbero altro che le "cronache" degli effetti distruttivi di Nibiru.

A sostegno della teoria del decimo pianeta
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Quando nel 1930 venne individuato Plutone, in base alle anomalie di Urano, si pensò che il nuovo pianeta fosse grande e gassoso tanto da influenzare l'orbita di Urano. Si scoprì, però, che Plutone è  meno massiccio del previsto e la sua rotazione di sei giorni è tipica dei piccoli pianeti; possiede un orbita più estesa ed ellittica fuori di 17 gradi e quando raggiunge il perielio attraversa l'orbita di Nettuno e non può causare anomalie nelle orbite degli altri due pianeti a lui vicini.
Per questo iniziò la caccia al decimo pianeta, sicuramente un gigante gassoso con una massa capace di causare le anomalie accertate. Tale pianeta è stato segnalato due volte. La prima nel 1972 dall'astronomo Joseph Brady che ne calcolò addirittura l'orbita con un afelio di 150 milioni di chilometri dal sole, un orbita di 464 anni, un'eccessiva inclinazione e una massa tripla rispetto a Saturno. Ma un tale pianeta non poteva essere sfuggito alle frequenti osservazioni e quindi non esisteva, perché la sua massa avrebbe influenzato tutto il sistema e non solo due pianeti. La seconda rilevazione, più recente e affidabile, proviene dal satellite astronomico IRAS che avrebbe segnalato un oggetto nel profondo spazio. Secondo la NASA il corpo avrebbe una massa tale da poter causare irregolarità nelle orbite di Urano e Nettuno. Così scriveva il Washington Post:
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"Scoperto misterioso corpo celeste. Forse grande come Giove.  Un corpo celeste forse grande come il gigantesco pianeta Giove e forse così vicino alla Terra che potrebbe far parte di questo sistema solare, è stato trovato nella direzione della costellazione di Orione, da un telescopio a infrarossi a bordo di un satellite astronomico U.S. in orbita.  
L'oggetto è così misterioso che gli astronomi non sanno se è un pianeta, una cometa gigante, una protostella vicina che non è diventata abbastanza calda da divenire una stella; oppure una galassia così giovane che si trova ancora nel processo di formazione, o una galassia avvolta dalle polveri che nessuna delle luci emesse dalla sue stelle passi attraverso la cortina.  "Tutto ciò che posso dire è che non sappiamo cos'è" - ha detto ilDr. Gerry Neugebauer capo scientifico dell'IRAS al Jet Propulsion Laboratory California e direttore dell'Osservatorio di Palomar
La più affascinante spiegazione di questo corpo misterioso, così freddo da non emettere luce e non essere mai stato avvistato da telescopi ottici situati sulla terra o nello spazio, è che si tratta di un gigante gassoso grande come Giove e vicino alla Terra a 50 bilioni di miglia. Mentre può sembrare una grande distanza in termini terrestri, è ad un tiro di sasso in termini cosmologici; così vicino infatti che potrebbe essere il corpo celeste più vicino alla Terra oltre Plutone. Il Dr. James Houck, del dipartimento di Astrofisicadell'Università di Cornell, ha dichiarato: "Se è realmente così vicino potrebbe far parte del nostro sistema solare".
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Un'altra tesi dei sostenitori dell'esistenza di Nibiru è l'identificazione di quest'ultimo conNemesis, l'ipotetica stella nana bruna o rossa associata al Sole, ipotizzata da Richard A. Muller per spiegare una presunta regolarità delle estinzioni di massa osservata nella storia dei fossili. Muller sostenne che Nemesis, passando attraverso la nube di Oort a cadenze di alcuni milioni di anni, perturberebbe con la sua gravità le orbite degli oggetti della nube di Oort, causando l'entrata nel sistema solare di uno sciame di comete, alzando così le probabilità di una collisione che porterebbe a un'estinzione di massa. Tuttavia, Nemesi, se esistesse, avrebbe un'orbita migliaia di volte più grande di quella proposta per Nibiru, e non potrebbe mai avvicinarsi alla Terra.
Un comunicato ANSA del 12 dicembre 2002 ed un articolo della rivista britannica New Scientist ci informano dell’esistenza di un "decimo" pianeta nel nostro sistema solare. Si troverebbe oltre l’orbita di Plutone, ai confini della fascia di Kuiper, dove stazionano asteroidi e materiale interstellare. Le informazioni inviate dalle sonde spaziali suggeriscono, infatti, l’esistenza di un altro pianeta o di un corpo celeste, oltre Plutone, che influenza le orbite dei pianeti esterni. Grande come Giove o come la Terra? Passerà a 42 milioni di miglia e tutti temono la sua coda, detta del "Drago", già visibile ai telescopi, perché investirà il nostro pianeta con meteoriti e polveri. La notizia inoltre evidenzia che secondo gli astronomi il nostro sistema solare potrebbe contenere ben novecento pianeti; solo otto si troverebbero fuori della fascia di Kuiper. In pratica si teme che il suo passaggio sia causa di una catastrofe di proporzioni globali.

La spiegazione a Nibiru dalla teoria di David Nesvory
Come detto in apertura, David Nesvorny ritiene che il sistema solare in passato aveva un quinto pianeta gigantesco, che è stato poi espulso a causa delle interazioni gravitazionali. Osservando i corpi celesti della fascia di Kuiper - il gelido anello di asteroidi che circonda il sistema solare oltre Nettuno - e studiano le "impronte digitali" lasciate nei crateri da impatto della Luna, Nesvory è stato in grado di mettere insieme alcuni indizi fondamentali per ricostruire l'adolescenza del nostro sistema solare.
Il ricercatore ha dimostrato che l'instabilità dinamica, che si è verificata circa 600 milioni di anni dopo la nascita del sistema solare, ha fortemente influenzato l'orbita dei pianeti giganti e distribuito i corpi più piccoli nelle varie orbite. Alcuni di questi sarebbero andati a costituire quella che è conosciuta come Fascia di Kuiper e la nube di Oort - serbatoio di proto-pianeti che si trova oltre l'orbita di Nettuno - altri, invece, viaggiando verso l'interno, hanno lasciato il segno del loro passaggio impattando sulle Luna e sugli altri pianeti interni. La carambola descritta da Nesvorny ricorda molto la cosmogenesi descritta nei miti dei Sumeri.

Che fine ha fatto il "pianeta perduto"?
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Il "pianeta perduto" potrebbe essere ancora la fuori. Ma dove? Le ipotesi plausibili sono tre. La prima prevede che il pianeta espulso dal sistema solare abbia cominciato a fluttuare solitario nella galassia. Nel mese di maggio del 2011, un team di astronomi giapponesi annunciò di aver individuato numerosi pianeti solitari che vagano nello spazio interstellare. Questi lupi solitari potrebbero essere più comuni di quanto si pensi. Uno di essi potrebbe essere proprio l'ex gigante perduto del nostro sistema solare.
Una seconda teoria, prevede che l'ipotetico quinto pianeta potrebbe essere stato fagocitato da uno pianeti esterni. Se si ipotizza che il quinto pianeta si trovasse su un'orbita tra Marte e Giove, si può supporre che il corpo celeste, trovandosi in una posizione favorevole, sia stato attratto e inghiottito da Giove o da Saturno. "Il nostro sistema solare oggi sembra calmo e tranquillo, ma siamo consapevoli che il suo passato è stato molto violento", spiega Nesvorny.
In ultima analisi, c'è l'ipotesi che potrebbe spiegare l'origine di Nibiru (Marduk o Pianeta X) e della sua orbita fortemente ellittica. L'orbita di Nibiru avrebbe tre caratteristiche molto particolare: 1) la forte eccentricità; 2) l'inclinazione di 30 gradi rispetto al piano orbitale degli altri pianeti solari; 3) il moto retrogrado della sua orbita, cioè Nibiru si muoverebbe in senso inverso rispetto agli altri pianeti del sistema solare. L'espulsione gravitazione del quinto pianeta, sarebbe in grado di spiegare tutte e tre le caratteristiche. Nibiru sarebbe stato scagliato via dalla forza gravitazionale di Giove per poi essere catturato dalla gravità solare nell'orbita ipotizzata da Sitchin.

Che nome dare al "pianeta perduto"
Nesvorny ha avuto diverse proposte da parte dei colleghi sul nome da dare al quinto pianeta perduto. Alcuni hanno suggerito "Ade", il dio invisibile degli inferi della mitologia greca (un pò macabro, n.d.r.). Oppure "La cosa 1" in onore del libro del dottor Seuss. Quest'ultimo lascia aperta la possibilità di una "Cosa 2" se le ricerche future dovessero prevedere la necessità di un secondo pianeta! Ma David Nesvory non è ancora convinto: "Non mi piace nessuno di loro", ammette il ricercatore. Sarebbe significativo, invece, che il "pianeta perduto", a prescindere dal fatto che sia andato via o che orbiti ancora attorno al Sole, fosse chiamato proprio Nibiru o Marduk, in onore della civiltà sumera che, prima e più di altre, aveva scorto nell'astronomia uno dei campi di ricerca più importanti per la scoperta delle origini dell'umanità. 
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