Terremoto in Abruzzo: a prova di Nato


di Gianni Lannes

I segreti indicibili giocano sporco con le vite altrui. In una parola: genocidio. Altro che allarmismo, il popolo italiano se non fosse troppo incline ai condizionamenti sociali, avrebbe già capito. Ai magistrati onesti è meglio non far sapere nulla. Il Patto Atlanticonon si tocca: c'è sempre il muro di gomma. I sismogrammi, seppure truccati parlano chiaro. L’ipocentro di quel terremoto artificiale che 4 anni fa ha mietuto 309 vittime, 1.600 feriti e 100 mila sfollati, ha una costante: 10 chilometri di profondità. Vale a dire, una traccia inconfondibile di un terremoto artificiale, innescato dalla mano militare. Quale miglior territorio di sperimentazione bellica dei dispositivi ionosferici, per non destare sospetti, di un'area a rischio sismico?

Chi tace i possibili danni da vaccinazione antinfluenzale ha la coscienza sporca



Vaccinazione antinfluenzale, vaccino e influenza sono temi molto caldi. Come ogni anno, la campagna mediatica per la vaccinazione antinfluenzale ha iniziato a battere la sua grancassa già dalla fine di agosto. La campagna vaccinale 2012-2013 sarà però ricordata per l'ulteriore perdita di credibilità proposta da chi sostiene la vaccinazione come strumento unico di prevenzione. Ottobre ha visto il blocco di 2,5 milioni di dosi vaccinali prodotte dalla Crucell per una contaminazione batterica e ieri il blocco di 3 milioni di dosi di vaccini antinfluenzali di Novartis (Agrippal, Influpozzi subunità, Influpozzi adiuvato e Fluad) di cui 500.000 già distribuiti e i restanti già prodotti e pronti all'uso.

Scienziati prevedono forti terremoti futuri per l'Himalaya

In passato, violenti terremoti di magnitudo 8-8.5 hanno lasciato profonde cicatrici nella catena himalayana. La notizia è stata data di recente dalla rivista Nature Geoscience mediante la pubblicazione del relativo studio della Nanyang Technology University di Singapore, i cui scienziati hanno affermato che eventi sismici di quella portata potrebbero verificarsi ancora in quella regione, soprattutto nelle aree che presentano fratture molto estese lasciate dai terremoti regionali del passato. Questa scoperta ha enormi implicazioni per la zona situata lungo il fronte che si snoda davanti alla catena montuosa himalayana e che ha una densità di popolazione paragonabile a quella dell’intera città di New York. E’ stato il professor Paul Tapponier, della NTU di Singapore, riconosciuto come uno scienziato di primo piano nel campo della neotettonica, a dichiarare che il fatto che terremoti così devastanti si siano già verificati in passato in quella regione sta a significare che anche per il futuro si ci può aspettare che terremoti di simile magnitudo possano tornare a colpire ancora quella regione, soprattutto in alcune aree, già fratturate da un evento sismico antico. La catena himalayana. Lo studio è stato condotto dall’EOS (Earth Observatory of Singapore), organo della NTU, unitamente a quelli di altri scienziati in Nepal e in Francia, ed ha dimostrato che per due volte, nel 1255 e nel 1934 due grandi eventi sismici hanno fratturato la superficie terrestre nella regione dell’Himalaya; e questo contrariamente a quanto ritenuto in precedenza dagli scienziati. Terremoti così estremi non sono estranei a questa regione, come del resto è accaduto negli anni 1897, 1905, 1934 e 1950, tutti eventi di magnitudo elevata, compresa tra 7.8 e 8.9 gradi della scala Richter e tutti seguiti da ingenti danni. Non si era però finora ritenuto che questi avessero fratturato la superficie terrestre. Erano stati classificati come terremoti ciechi, le cui conseguenze superficiali sono molto difficili da individuare. Tuttavia il professor Tapponier afferma che, combinando le nuove immagini ad alta risoluzione con le avanzate tecniche di datazione di cui oggi si dispone, si potrebbe dimostrare che il terremoto del 1934 ha prodotto una frattura della superficie terrestre lunga 150 chilometri a sud della regione che comprende il Monte Everest. Regione himalayana. Evidenziata la regione interessata dalla lunga frattura prodotta dagli eventi sismici tra la placca Indiana e la placca Asiatica. Questa frattura si è formata in Nepal lungo la faglia principale che segna oggi il confine tra le placche tettoniche Indiana e Asiatica ed è conosciuta anche come Main Frontal Thrust (MFT) o spinta frontale principale. Utilizzando la datazione al radiocarbonio di sedimenti fluviali di compensazione e di depositi derivati da pendici collinari crollate, il team di ricerca è riuscito a separare centinaia di episodi di movimenti tettonici su questa enorme faglia e a stabilire i tempi dei due terremoti, avvenuti a circa 7 secoli di distanza uno dall’altro. “L’importanza di questo risultato” – ha detto Tapponier – “è sapere che questi terremoti di magnitudo 8-8.5 possono avvenire al massimo due volte per millennio su questo tratto di faglia, il che consente una migliore valutazione del rischio che rappresentano per gli abitanti delle zone circostanti”. Il prof. Tapponier avverte anche che il lungo intervallo tra i due eventi sismici scoperti di recente non significa che le persone debbano essere tranquillizzate ritenendo che c’è ancora tempo prima che un fortissimo terremoto torni a colpire la regione. “Le nostre osservazioni non vogliono dire che il prossimo mega-terremoto in Himalaya avverrà fra molti secoli, perché ancora non ne sappiamo abbastanza sui segmenti adiacenti la MFT”, spiega Tapponier. “Si suggerisce, al contrario, che le aree ad ovest e ad est della rottura della superficie del Nepal del 1934 sono ora a maggior rischio di un forte terremoto, dato che esistono pochi dati, per non dire praticamente nessuno, per affermare con esattezza quando un ultimo sconvolgente terremoto sia accaduto in questi settori”. Il prossimo passo per Tapponier e i suoi scienziati dell’EOS è quello di scoprire la piena portata di tali rotture di faglia, che consentirà poi loro di costruire un modello più completo della pericolosità sismica lungo il fronte himalayano.
http://www.scienze-naturali.it/ambiente-natura/previsti-violenti-terremoti-in-himalaya


SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

I “nostri Nemici” in ginocchio, con la manipolazione del clima?



Siamo nel bel mezzo di guerra ambientale,  distratti da una informazione  di regime,  paradossamente paghiamo per distruggere le nostre colture,  minare la nostra salute e metterci in miseria. Stiamo percorrendo al galoppo la strada dell’implosione economica e sociale come fu per l’URSS.

In Iran l’anno scorso una siccità infernale, forse indotta,  ha incenerito gran parte della vegetazione, creando vaste aree desertiche e mettendo in gravissima difficoltà la sopravvivenza della popolazione già provata dall’assedio economico dei paesi Nato, gli esportatori di democrazie al fosforo e all’ uranio.  

Le straordinarie bolle di ghiaccio del lago Abraham in Canada

Bolle di ghiaccio intrappolate in un lago. Nel lago Abraham, per la precisione, un bacino artificiale che si trova sul fiume North Saskatchewan in Canada, nella regione occidentale di Alberta. Creato nel 1972 con la costruzione della diga di Bighorn, prende il nome da un noto abitante della valle del XIX secolo, Silas Abraham, e ha una superficie di 53.7 km² e una lunghezza di 32 km. Ma non è tutto questo che lo rende particolare e meraviglioso. La sua fama, infatti, è dovuta piuttosto a un raro fenomeno naturale che avviene tra le sue splendide, limpide e fredde acque. Sotto lo spesso strato di ghiaccio, infatti, spesso si possono osservare delle grandi bolle d'aria, dette "ghiacciate" o "congelate",

Usa: e' un ecatombe di pesci in South Caroline!

20 gennaio 2013 - Rimangono sconcertati gli esperti per quello che sta accadendo sulle coste della Caroline del sud.Per la seconda volta in una settimana migliaia di pesci stanno sbarcando morti dalle acque dell'oceano.Uno spettacolo spettrale che si presenta davanti agli occhi dei frequentatori delle spiagge nelle ultime settimane.La flebile spiegazione del repentino abbassamento dei livelli di ossigeno paventata inizialmente sembra non mantenere piu'.Oramai sono circa 40.000-50.000 gli esemplari raccolti lungo le spiagge di Pawleys Island.Anche l'emittente televisiva NBC si e' occupata del caso, le autorita' continuano a dare spiegazioni continuando ad imputare ai livelli di ossigeno l'accaduto.

WMBFNews.com, Myrtle Beach/Florence SC, Weather


SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Il sarcofago di Chernobyl: allarme attuale e pericolo imminente


L'incidente alla centrale di Chernobyl è stato il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare. È uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 e massimo della scala INES dell'IAEA, insieme all'incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011.

Oggi, a 26 anni da quel giorno, secondo i dati ufficiali, ci sono aree estremamente contaminate sia in Bielorussia sia in Ucraina ma ci sono aree contaminate anche in Europa perché il suolo si è contaminato in corrispondenza del passaggio della nube quando pioveva. Ma anche dopo l'incidente fino ad oggi si sono riscontrate nubi tossiche per via dell'infiltrazione dell'acqua piovana nella sala reattore,

 


Post più popolari

AddToAny