Una domenica di fuoco in Sardegna e Sicilia!

Olbia - Una domenica di fuoco per l'Italia, con numerosi roghi e incendi che, aiutati da caldo torrido e siccità, stanno flagellando numerose regioni. Le situazioni più critiche si sono verificate in Sicilia (colpite soprattutto le zone di Palermo e Trapani) e Sardegna.
Un grosso incendio d'interfaccia, così definito per la sua vicinanza ad abitazioni e centri abitati, è divampato a San Teodoro in provincia di Olbia. Sono stati evacuati i villaggi Esmeralda e Runcina da parte di Squadre del corpo forestale regionale, dei vigili del fuoco, dei volontari della Protezione civile della provincia di Olbia e del 118. Per spegnere le fiamme stanno operando, oltre alle squadre a terra, tre elicotteri regionali, due canadair. Uno dei due ha dovuto abbandonare l'area per un guasto ma vista la gravità della situazione è stato  rimpiazzato da un altro aereo identico. Le persone evacuate sono oltre 500.

Due abitazioni e un'auto raggiunte dalle fiamme a Flumini di Quartu Sant'Elena. La Protezione Civile dell'isola aveva già ieri lanciato l'allerta per oggi con "elevato pericolo", il livello massimo sulla scala della gravità. Vasti incendi hanno interessato la Gallura, dove le forze dell'ordine hanno dovuto chiudere la statale 131, e la zona di Bolotana. Nessun ferito ma ingenti danni. Ad andare a fuoco alcune sterpaglie e poi l'incendio si è propagato arrivando fino alle case e alcune auto hanno preso fuoco. Sul posto sono intervenuti in forze i Vigili del Fuoco di Cagliari con tre squadre, due autobotti e mezzi fuoristrada per impedire che potessero essere coinvolte altre auto o case disabitate. 
Un vasto incendio, sviluppatosi nel pomeriggio di domenica sul monte Inici, in territorio di Castellammare del Golfo, nel Trapanese, sta interessando una vasta area boschiva demaniale. Nelle operazioni di spegnimento operano 4 Canadair ed un elicottero, oltre a 50 uomini del servizio antincendio della forestale. Un altro rogo, sempre nel Trapanese, è divampato in localita' Tre Noci di Calatafimi Segesta. Le fiamme stanno bruciando il sottobosco. In entrambi i casi, il vento di scirocco rende le operazioni di spegnimento difficoltose. E' stato spento invece l’incendio che ha devastato la vegetazione alle pendici di monte Cuccio alla periferia di Palermo. Alla sala operativa dei vigili del fuoco assicurano che l'emergenza è ormai conclusa. Domenica mattina a Baida alcune decine di residenti preoccupati di un avanzamento del fronte del fuoco hanno preferito abbandonare le loro case. All'alba sono ripresi i lanci d'acqua con aerei, tra cui uno inviato da Roma. Oltre un centinaio di uomini della forestale, dei vigili del fuoco e della protezione civile hanno lavorato a lungo per spegnere le fiamme e domare gli ultimi focolai nei pressi di San Martino delle Scale. I carabinieri stanno indagando per individuare le cause dell'incendio di probabile origine dolosa.  I danni sono notevoli, sicuramente oltre un milione di euro.
http://wwwaqvariuscom.blogspot.it/2012/07/domenica-di-fuoco-vasti-incendi-in.html
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Egitto: 200 tonnellate di pesci morti galleggiano sul Nilo!

16 luglio 2012 - secondo la commissione ministeriale dell'ambiente il basso livello di ossigeno e l'alta temperatura delle acque sarebbero,le cause della morte di circa 200 tonnellate di pesci di allevamento avvenuta lungo le sponde del fiume Nilo in Egitto.Funzionari del ministero della salute preleveranno campioni da analizzare in laboratorio per determinarne la presenza di eventuali virus o batteri.La commissione e' impegnata per il celere smaltimento delle carcasse ed evitare che vengano messe illecitamente sul mercato.

Colombia: una gigantesca crepa spacca un due una montagna!

16 luglio 2012  Una crepa di enormi dimensioni si e' aperta in Colombia.L'incidente è avvenuto nel settore Carare, del comune di Guadalupe, dove le autorità comunali devono decidere come proteggere i membri di quattro famiglie, che abitano nelle vicinanze.

La preoccupazione tra i residenti si e' sentita per tutta la settimana, perché la montagna,sulla quale si e' formata questa crepa enorme, si trova vicino alle rive del fiume Río Suárez, settore Carare, e' potrebbe diventare una seria minaccia per tutta la citta'.

Le Autorità ritengono che si tratti di una nuova faglia geologica.Il sindaco del comune, Óscar Sierra Zuleta, ha sottolineato che "allertera' il Comitato regionale per la prevenzione delle catastrofi. Si è constatato che all'altezza di 150 metri,si e' aperta una fenditura che ha spaccato la montagna  per circa 300 metri.

Le autorità del comune avvertono che rappresenta un rischio evidente lo spostamento geologico graduale verso il fiume, è quindi una minaccia per il pubblico.

India: pioggia rosso sangue cade dal cielo, panico tra i residenti!

16 luglio 2012 - Anche se non e' la prima volta che accade questo fenomeno nello stato indiano del Kerala,la pioggia di colore rosso sangue che e' precipitata dal cielo ha destato preoccupazione e panico tra la popolazione locale. Il fenomeno e' avvenuto lo scorso giovedi' intorno a 06:50 del mattino ed è durato per 15 minuti. La gente e' scesa in strada in preda al panico dopo aver visto colorarsi di rosso sangue i cortili delle loro abitazioni.

Un residente che ha raccolto il campione di acqua piovana, ha detto che l'acqua era scura come caffè nero ed aveva l'odore di barbabietola cruda. "Pensavo che qualcuno avesse ucciso qualche animale e il suo sangue si fosse mescolato con l'acqua sul cortile", ha detto. Akshay Sajeevan, un altro residente del luogo Secondo il dipartimento di meteorologia anche se la pioggia rossa è un fenomeno raro, non rappresenta un pericolo per la salute umana.


In effetti il fenomeno si e' ripetuto nel 2001 e nel 2006 sempre nella stessa regione,le analisi dei campioni del tempo evidenziarono la presenza di materia biologica cellulare nei campioni di acqua piovana prelevati.Diverse furono le ipotesi ma nessuna riusci' a spiegare in modo definitivo la vera origine del fenomeno.Non mi meraviglierei che si tratti di esperimenti militari legati al fenomeno delle scie chimiche.

In Spagna e' quasi rivoluzione, si uniscono alla protesta le forze armate!

In Spagna e' quasi rivoluzione,le misure si austerity imposte dal governo spagnolo non sono andate proprio giu' al popolo.Abolizione della tredicesima, riduzione delle ferie, ad altri durissimi provvedimenti ai danni dei dipendenti pubblici stanno facendo mobilitare migliaia di persone che stanno manifestando nella capitale Madrid,ma la cosa piu' sorprendente e che le Forze armate spagnole si associano alla protesta contro "lo smantellamento dei diritti che non avremmo mai dovuto perdere". E' quanto si legge in una nota dell'Associazione di categoria I militari, in quanto statali, sono colpiti dalla manovra del governo Rajoy che prevede l'eliminazione della tredicesima e la riduzione delle ferie. Il comunicato critica il governo, "a corto di idee" e sottolinea: "la nostra capacità di sopportazione ha un limite"

Usa, controllo totale in caso di emergenza nazionale!

Con un ordine esecutivo firmato alla chetichella la scorsa settimana, il presidente Usa Barack Obama abilita di fatto la Casa Bianca a controllare tutte le comunicazioni private del Paese in nome della sicurezza nazionale. Con il provvedimento, chiamato ‘Assignment of National Security and Emergency Preparedness Communications Functions’, si attua una delle decisioni più drastiche e più invasive della privacy della storia degli Stati Uniti.

Il documento comincia così: “Il governo federale deve possedere la facoltà di comunicare in ogni momento e in ogni circostanza al fine di portare avanti le sue missioni più critiche e più sensibili”, per poi proseguire: “Comunicazioni durature, resistenti, continuative ed efficaci, sia nazionali che internazionali, sono essenziali per consentire al ramo esecutivo di comunicare al suo interno e con i rami legislativo e giudiziario, con i governi statali, locali, territoriali e tribali, con i soggetti del settore privato, con i soggetti del potere pubblico, con gli alleati e le altre nazioni”.

Oltre duemila parole connotano assertivamente la necessità di raggiungere chiunque nel Paese durante situazioni considerate critiche: “Tali comunicazioni devono essere possibili in qualsiasi circostanza al fine di garantire la sicurezza nazionale, gestire in maniera efficiente le emergenze e migliorare la solidità nazionale”. Per raggiungere tale finalità, è necessario costituire un’infrastruttura basata su un “centro congiunto tra governo e industrie in grado di assistere lo start-up, il coordinamento, il ripristino e la ricostituzione dei servizi di comunicazione del NS/EP (national security and emergency preparedness) in qualsiasi condizione di minacce incipienti, crisi o emergenze”.

Sul sito ufficiale del governo del National Communications Systems, viene spiegato che questa infrastruttura governativa “comprende comunicazione senza fili, via cavo, satellite, televisione, e le reti di trasporto dati che supportano internet e altri sistemi-chiave dell’informazione”, suggellando così il definitivo controllo da parte del governo dell’accesso alla Rete.

Il piano per ‘raggiungere chiunque negli Stati Uniti’ consta di un comitato esecutivo di alto livello composto da agenti del Dipartimento della Homeland Security (Dhs), del Pentagono, della Federal Communications Commission e di altre agenzie governative, in uno sforzo congiunto per assicurare l’implementazione dell’executive order.

Il Centro per la privacy delle informazioni elettroniche (Epic), nello spiegare l’ordine presidenziale, scrive che il presidente autorizza il Dhs “a sequestrare strutture private, qualora necessario, limitando o interrompendo del tutto le comunicazioni civili”.

Nella Sezione 5 dell’ordine, Obama delinea le specifiche responsabilità di agenzie e dipartimenti deputati all’espletamento delle sue richieste. Il comitato esecutivo supervisionerà le operazioni di controllo attraverso “il supporto tecnico necessario per sviluppare e mantenere il programma di sicurezza e protezione delle comunicazioni del NS/EP”. Allo stesso organismo è affidata la pubblicità di tale programma, attraverso l’utilizzo di “risorse di comunicazione commerciale governative e private

L’Universo è un’illusione, ovvero, il “paradigma olografico”

Le teorie di Alain Aspect, David Bohm e Karl Pribram sulla nuova fisica scuotono i principi della scienza tradizionale:  dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è parte infinitesimale e totalità di “Tutto”. Nel 1982 un’équipe di ricerca dell’Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, condusse forse il più importante esperimento del 20º secolo.  Aspect ed il suo team scoprirono che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l’altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. Come se ogni singola particella sappia esattamente cosa stiano facendo tutte le altre. Un fenomeno che può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein – che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce – è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. La maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, ma l’esperimento di Aspect rivoluziona il postulato, provando che il legame tra le particelle subatomiche è effettivamente di tipo non-locale.  David Bohm, celebre fisico dell’Università di Londra recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicassero la non-esistenza della realtà oggettiva. Vale a dire che, nonostante la sua apparente solidità, l’Universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato. Per capire la sbalorditiva affermazione di Bohm gettiamo uno sguardo alla natura degli ologrammi. Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l’aiuto di un laser:  l’oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica.  Quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un  intrico di linee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale.  La tridimensionalità non è l’unica caratteristica interessante degli ologrammi:  se l’ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un  laser, si scopre che ciascuna metà contiene ancora l’intera immagine della rosa.  Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine.  Diversamente dalle normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall’ologramma integro. Si schiude così una nuova comprensione dei concetti di organizzazione e di ordine. Per quasi tutto il suo corso la scienza occidentale ha agito sotto il preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si trattasse di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne le varie parti.  Gli ologrammi ci insegnano che alcuni fenomeni possono esulare da tale approccio. Bohm lo intuì, aprendo una strada alla comprensione della scoperta del professor Aspect. Per Bohm il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un’illusione. Era infatti convinto che, ad un livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali, ma estensioni di uno stesso “organismo” fondamentale.  Bohm semplificava con un esempio:  immaginate un acquario contenente un pesce. Immaginate che l’acquario non sia visibile direttamente, ma solo attraverso due telecamere, una  posizionata frontalmente e l’altra lateralmente rispetto all’acquario. Guardando i due monitor televisivi possiamo pensare che i pesci siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci darà infatti due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra loro: quando uno si gira, anche l’altro si girerà;  quando uno guarda di fronte a sé, l’altro guarderà lateralmente. Essendo all’oscuro dello scopo reale dell’esperimento, potremmo credere che i due pesci comunichino tra loro, istantaneamente e misteriosamente. Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica che esiste un livello di realtà del quale non siamo consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono “parti” separate bensì sfaccettature di un’unità più profonda e basilare, che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile quanto la nostra rosa.  E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste “immagini”, ne consegue che l’Universo stesso è una proiezione, un ologramma. Oltre alla sua natura illusoria, questo universo avrebbe altre caratteristiche stupefacenti: se la separazione tra le particelle subatomiche è solo apparente, ciò significa che, ad un livello più profondo, tutte le cose sono infinitamente collegate. Gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo. Tutto compenetra tutto. Sebbene la natura umana cerchi di categorizzare, classificare e suddividere i vari fenomeni, ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che una immensa rete ininterrotta. In un universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali. Concetti come la località vengono infranti in un universo dove nulla è veramente separato dal resto, sicché anche il tempo e lo spazio tridimensionale (come le immagini del pesce sui monitor TV) dovrebbero venire interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso. Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente.  Disponendo degli strumenti appropriati un giorno potremmo spingerci entro quel livello della realtà e cogliere delle scene del nostro passato da lungo tempo dimenticato. Cos’altro possa contenere il super-ologramma resta una domanda senza risposta.  In via ipotetica, ammettendo che esso esista, dovrebbe contenere ogni singola particella subatomica che sia, che sia stata e che sarà, nonché ogni possibile configurazione di materia ed energia:  dai fiocchi di neve alle stelle, dalle balene ai raggi gamma.  Dovremmo immaginarlo come una sorta di magazzino cosmico di Tutto-ciò-che-Esiste.  Bohm si era addirittura spinto a supporre che il livello super-olografico della realtà potrebbe non essere altro che un semplice stadio intermedio oltre il quale si celerebbe un’infinità di ulteriori sviluppi. Poiché il termine ologramma si riferisce di solito ad una immagine statica che non coincide con la natura dinamica e perennemente attiva del nostro universo, Bohm preferiva descrivere l’Universo col termine “olomovimento”.  Affermare che ogni singola parte di una pellicola olografica contiene tutte le informazioni in possesso della pellicola integra significa semplicemente dire che l’informazione è distribuita non-localmente.  Se è vero che l’Universo è organizzato secondo principi olografici, si suppone che anch’esso abbia delle proprietà non-locali e quindi ogni particella esistente contiene in se stessa l’immagine intera.  Dato il presupposto, tutte le manifestazioni della vita provengono da un’unica fonte di causalità che include ogni atomo dell’Universo.  Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di “tutto”. Lavorando nel campo della ricerca sulle funzioni cerebrali, anche il neurofisiologo Karl Pribram, dell’Università di Stanford, si è convinto della natura olografica della realtà.  Numerosi studi, condotti sui ratti negli anni ’20, avevano dimostrato che i ricordi non risultano confinati in determinate zone del cervello:  dagli esperimenti nessuno però riusciva a spiegare quale meccanismo consentisse al cervello di conservare i ricordi, fin quando Pribram non applicò a questo campo i concetti dell’olografia. Egli ritiene che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni o in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l’area del frammento di pellicola che contiene l’immagine olografica. Quindi il cervello stesso funziona come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe come il cervello riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato. Quello umano può immagazzinare circa 10 miliardi di informazioni, durante la durata media di vita (approssimativamente l’equivalente di cinque edizioni dell’Enciclopedia Treccani!).  Di converso, si è scoperto che gli  ologrammi possiedono una sorprendente possibilità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l’angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico di spazio. La nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall’enorme magazzino cerebrale risulta spiegabile più facilmente, supponendone un funzionamento secondo principi olografici. Inutile, quindi, scartabellare nei meandri di un gigantesco archivio alfabetico cerebrale, perché ogni frammento di informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: si tratta forse del massimo esempio in natura di un sistema a correlazione incrociata. Nell’ipotesi di Pribram si analizza la capacità del cervello di tradurre la valanga di frequenze luminose, sonore, ecc. ricevute tramite i sensi, nel mondo concreto delle percezioni.  Codificare e decodificare frequenze è esattamente quello che un ologramma sa fare meglio, fungendo da strumento di traduzione per convertire un ammasso di frequenze prive di significato in una immagine coerente:  il cervello usa gli stessi principi olografici per convertire matematicamente le frequenze ricevute in percezioni interiori. Vi è una impressionante quantità di dati scientifici a conferma della teoria di Pribram, ormai condivisa da molti altri neurofisiologi.  Il ricercatore italo-argentino Hugo Zucarelli ha applicato il modello olografico ai fenomeni acustici, incuriosito dal fatto che gli umani possono localizzare la fonte di un suono senza girare la testa, pur sordi da un orecchio. Ne risulta che ciascuno dei nostri sensi è sensibile ad una varietà di frequenze molto più ampia. Ad esempio: il nostro sistema visivo è sensibile alle frequenze sonore, il nostro olfatto percepisce anche le cosiddette “frequenze osmiche” e persino le cellule biologiche sono sensibili ad una vasta gamma di frequenze. Tali scoperte suggeriscono che è solo nel dominio olografico della coscienza che tali frequenze possono venire vagliate e suddivise. Ma l’aspetto più sbalorditivo del modello cerebrale olografico di Pribram è ciò che risulta unendolo alla teoria di Bohm. Se la concretezza del mondo non è altro che una realtà secondaria e ciò che esiste non è altro che un turbine olografico di frequenze e se persino il cervello è solo un ologramma che seleziona alcune di queste frequenze trasformandole in percezioni sensoriali, cosa resta della  realtà oggettiva? In parole povere: non esiste.  Come sostenuto dalle religioni e dalle filosofie orientali, il mondo materiale è una illusione.  Noi stessi pensiamo di essere entità fisiche che si muovono in un mondo fisico, ma tutto questo è pura illusione. In realtà siamo una sorta di “ricevitori” che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei miliardi di “mondi” esistenti nel super-ologramma. Questo impressionante nuovo concetto di realtà è stato battezzato “paradigma olografico” e sebbene diversi scienziati lo abbiano accolto con scetticismo, ha entusiasmato molti altri. Un piccolo, ma crescente, gruppo di ricercatori è convinto si tratti del più accurato modello di realtà finora raggiunto dalla scienza. In un Universo in cui le menti individuali sono in effetti porzioni indivisibili di un ologramma e tutto è infinitamente interconnesso, i cosiddetti “stati alterati  di coscienza” potrebbero semplicemente essere il passaggio ad un livello olografico più elevato. Se la mente è effettivamente parte di un continuum, di un labirinto collegato non solo ad ogni altra mente esistente o esistita, ma anche ad ogni atomo, organismo o zona nella vastità dello spazio, ed al tempo stesso, il fatto che essa sia capace di fare delle incursioni in questo labirinto e di farci sperimentare delle esperienze extracorporee, non sembra più così strano. Il paradigma olografico presenta implicazioni anche nelle cosiddette scienze pure, come la biologia. Keith Floyd, uno psicologo del Virginia Intermont College, ha sottolineato il fatto che se la concretezza della realtà non è altro che una illusione olografica, non potremmo più affermare che la mente crea la coscienza (cogito ergo sum).  Al contrario, sarebbe la coscienza a creare l’illusoria sensazione di un cervello, di un corpo e di qualunque altro oggetto ci circondi che noi interpretiamo come “fisico”. Una tale rivoluzione nel nostro modo di studiare le strutture biologiche spinge i ricercatori ad affermare che anche la medicina e tutto ciò che sappiamo del processo di guarigione verrebbero trasformati dal paradigma olografico. Infatti, se l’apparente struttura fisica del corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza, risulta chiaro che ognuno di noi è molto più responsabile della propria salute di quanto riconoscano le attuali conoscenze nel campo della medicina. Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell’ologramma corporeo. Allo stesso modo, potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative come la “visualizzazione” risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la “realtà”. Perfino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono venire facilmente spiegate se accettiamo l’ipotesi di un universo olografico. Nel suo libro “Gifts of Unknown Things”, il biologo Lyall Watson descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana che, eseguendo una danza rituale, era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi. Watson riferisce che mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare, la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte. Sebbene le conoscenze scientifiche attuali non ci permettano di spiegarle, esperienze come queste diventano più plausibili qualora si ammetta la natura olografica della realtà. In un universo olografico non vi sono limiti all’entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà, perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo. Tutto diviene possibile, dal piegare cucchiai col potere della mente, ai fantasmagorici eventi vissuti da Carlos Castaneda durante i suoi incontri con Don Juan, lo sciamano Yaqui.  Nulla di più, né meno, miracoloso della capacità che abbiamo di plasmare la realtà a nostro piacimento durante i sogni.  E le nostre convinzioni fondamentali dovranno essere riviste alla luce della teoria olografica della realtà.

 


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