Nuova Zelanda: si spezza la nave cargo sulla barriera corallina!

Vi ricordate la nave container che si era incagliata lo scorso 5 ottobre a ridosso della barriera corallina della Nuova Zelanda? E’ ancora lì, ma purtroppo di è appena spezzata in due ed è tornato l’incubo di ulteriori perdite di petrolio e gasolio, in una’area ad altissima biodiversità.

Inoltre gli oltre 300 container di quelli presenti ancora a bordo sono caduti in mare e la maggior parte probabilmente affonderà, secondo le autorità.

La nave è stata colpita da una violenta tempesta con onde alte fino a 6 metri sabato notte.

La prua della nave è rimasta incagliata nel punto esatto in cui era rimasta incastrata in ottobre, mentre la sezione di poppa si è allontanata dal resto dell’imbarcazione. Gli esperti dicono che potrebbe allontanarsi ulteriormente se la tempesta continuerà.

All’inizio di questa mattina funzionari della guardia costiera neozelandese hanno sorvolato la nave che era circondata da acque torbide, causate dalle tonnellate di latte in polvere fuoriuscite da uno dei container.



Secondo gli esperti dei circa 200-300 containers il ​​20 per cento galleggerà, e potrà quindi essere recuperato, mentre il resto affonderà nelle acque basse della zona.

In una conferenza stampa Claudine Sharpe, la portavoce della società specializzata nella pulizia ambientale che si sta occupando del caso, ha detto che i container a cui sono riusciti ad accedere, quindi quelli posizionati in alto, sono stati dotati di transponder, degli emettitori di segnali radio che permetteranno il recupero in mare, anche se dovessero affondare.
http://gaianews.it/ambiente/nuova-zelanda-si-spezza-la-nave-cargo-nella-barriera-corallina/id=16287


devastanti alluvioni mettono in ginocchio il sud-est del Brasile

Il Brasile è da giorni sotto attacco di un’ondata di maltempo che sta creando danni ingenti al territorio ed alle popolazioni nel sud est del paese, mentre nella zona nord-est è la siccità a creare problemi gravissimi all’agricoltura.

Nella notte ha ceduto un’altra diga a Rio de Janeiro, a seguito delle piogge ancora abbondanti nella regione: gli abitanti della località di Outero a nord della città, hanno cominciato a lasciare le loro case.

Secondo la Protezione civile, l’acqua ha già invaso le abitazioni e circa 900 persone dovranno essere evacuate nelle prossime ore. La zona è confinante con la cittadina di Campos, dove, mercoledì scorso, la violenza del fiume Murià in piena ha spaccato a metà un’autostrada che funzionava come diga, costringendo alla fuga 4mila persone.

Il maltempo – che ha già provocato almeno 15 morti e due dispersi dall’inizio dell’anno nello Stato di Minas Gerais, con più di centomila persone evacuate – ha costretto la presidente brasiliana, Dilma Rousseff, a rientrare in anticipo dalle ferie. Oggi a Brasilia il capo di Stato ha convocato una riunione con vari ministri del suo esecutivo per affrontare l’emergenza climatica in varie parti del Brasile. «Il governo è in allerta», ha detto il ministro della Salute, Alexandre Padilha.

La paura è quella di dover affrontare nuovamente una tragedia come quella che esattamente un anno fa provocò la morte di quasi mille persone sempre a causa delle piogge torrenziali che sempre nel mese di gennaio flagellano il Brasile.

D’altro canto la situazione più grave, a causa della mancanza di pioggia, anche per i riflessi sull’economia locale, è forse quella di Rio Grande do Sul, dove è stata calcolata una perdita del 25% della produzione annuale di soia, pari a 1,5 miliardi di dollari, che avrà ripercussioni su quasi 900mila persone. Danni pesantissimi all’agricoltura stanno riguardando anche la confinante Argentina, bersaglio di quella che potrebbe risultare la peggiore siccità degli ultimi 46 anni: l’assenza di pioggia minaccia anche qui la produzione di soia e compromette il 60% della raccolta del mais.

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Freddo estremo provoca 140 vittime nel Kashmir

SRINAGAR, India — Sarebbero 140 le vittime del maltempo nella zona delle montagne himalayane del Kashmir Indiano, al confine col Pakistan. Intense nevicate e forte freddo stanno interessando la parte settentrionale dell’India, con inusuali temperature di diversi gradi sottozero. A Srinagar la corrente elettrica sarebbe tornata oggi nel 90 per cento della città dopo giorni di assenza e totale blackout, ma le comunicazioni sarebbero ancora molto difficili, dal momento che la via principale della regione, la Srinagar-Jammu National Highway è stata riaperta in parte e a un senso di marcia solo questa mattina.
Le forti nevicate sono cominciate tra giovedì e venerdì nelle regioni del Jammu, del Punjab, dell’Himachal Pradesh e dell’Uttarakhand, così come nella vicinissima regione pakistana, secondo quanto racconta Simone Moro nel blog della spedizione invernale al Nanga Parbat. La situazione peggiore è quella del Jammu e del Kashmir, dove peraltro le previsioni meteo continuano a dare neve. L’elettricità è mancata per diversi giorni, ma come si apprende dalla stampa indiana, questa mattina sarebbe stata ripristinata in parte della zona.
Grosse difficoltà nelle operazioni di soccorso sta causando la chiusura della Srinagar-Jammu National Highway, l’unica strada che collega la città di Srinagar al resto del Paese. Sulla via infatti, tra venerdì e sabato sono cadute due valanghe che hanno costretto le autorità a vietare la circolazione. Questa mattina sarebbe stato riaperto un senso di marcia, quello che da Jammu procede verso Srinagar, permettendo a circa 2000 passeggeri bloccati dalla neve di riprendere il loro viaggio.
Al momento si registrano 140 vittime, le ultime due sarebbero morte di freddo la notte scorsa nel Kashmir. Le temperature minime infatti, sono particolarmente rigide, come non si vedeva da anni nel nord dell’india. Pare che nel Punjab non facesse così freddo da oltre 40 anni, mentre la città di Kangra, che ha registrato i – 4 gradi, non vedeva la neve da circa 35 anni. A Himachal Pradesh la colonnina di mercurio ha registrato una minima notturna di -7 gradi. L’ondata di maltempo,  freddo e neve sarebbe quindi di portata straordinaria.

Sconvolgimento geologico in Turchia: appare improvvisamente una voragine!

9 Gennaio 2012 - Un massivo sinkhole e' apparso improvvisamente nella citta' turca di Zonguldak  nel distretto di Gelik.Dalle dimensioni di 30 metri di profondita' e di 15 di ampiezza i residenti sono rimasti sconvolti quando hanno visto l'incredibile voragine.






La Turchia gia' era stata colpita da uno sconvolgimento geologico nello scorso mese di giugno del 2010 dove fu un automobile ad essere letteralmente inghiottita da una voragine.Evidentemente c'e' una stretta correlazione tra questi fenomeni e la recente attivita' sismica che ha sconvolto la regione negli ultimi mesi innescando una liquefazione del sottosuolo  fenomeno tipico delle zone colpite da forti terremoti.
http://poleshift.ning.com/profiles/blogs/another-sinkhole-appeared-in-turkey

Cause del fenomeno
Per liquefazione si intende un processo di accumulazione della pressione del fluido interstiziale che causa in un terreno non coesivo (sabbia, ghiaia, limo non plastico) saturo diminuzione della resistenza e/o rigidezza a taglio a seguito dello scuotimento sismico, potendo dar luogo a deformazioni permanenti significative. La liquefazione consiste quindi in una diminuzione della resistenza del terreno, a seguito del raggiungimento della condizione di fluidità. La perdita totale della resistenza viene raggiunta quando la pressione dell'acqua che riempie gli interstizi arriva a uguagliare la pressione di confinamento, rendendo nulle le tensioni efficaci trasmesse attraverso le particelle solide. Una volta che il terremoto ha innescato il processo di liquefazione, la massa del suolo resta in movimento fino a che non raggiunge una nuova condizione di stabilità.
Dalla relazione (2) si vede che la liquefazione si attua quando il valore limite della tensione tangenziale tn tende a zero. E' necessario precisare che la (2) è una relazione del tutto generale, indipendentemente dalla presenza o meno dell'azione sismica. Come si osserva facilmente il pericolo di liquefazione aumenta al diminuire della coesione c, dell'angolo di attrito f, della tensione totale sn, e all'aumentare della pressione interstiziale p. Tale pericolo riguarda pertanto i depositi superficiali di terreni incoerenti o debolmente coerenti, in presenza di falde acquifere.
Le azioni cicliche di un sisma hanno l'effetto di incrementare notevolmente il potenziale di liquefazione del terreno, provocandone la compattazione: ciò riduce il volume dei vuoti aumentando di conseguenza la pressione dell'acqua interstiziale. Questo implica una perdita di resistenza dovuta a meccanismi di generazione di sovrapressione interstiziale nel terreno in condizioni non drenate, vale a dire di deformazione a taglio a volume costante. Ciò è essenzialmente dovuto alla rapidità dei processi di sollecitazione agenti, troppo brevi perché possa avere inizio la dissipazione delle pressioni accumulatesi nel fluido.
Dai casi verificatisi in passato si è capito che questo fenomeno è profondamente influenzato dal numero dei cicli N del terremoto, dalla densità relativa D e dalla granulometria del terreno. Un terreno incoerente, a parità di altri fattori, è maggiormente esposto al pericolo della liquefazione quanto minore è la sua densità relativa. Il potenziale di liquefazione aumenta poi, ovviamente, al crescere di N.

MANIFESTAZIONI DELLA LIQUEFAZIONE

La manifestazione della liquefazione può dare origine ad effetti di varia natura:

- affondamento di edifici nel terreno (Figura 1(a))
- scorrimento di pendii (Figura 1(b))
- collasso di terrapieni, rilevati stradali e opere di terra in genere (Figura 1(c))
- collasso di palificate per perdita di connessione laterale (Figura 1(d))
- zampillio di copiosi getti d'acqua e di sabbia con formazione dei caratteristici coni (Figura 1(e))
- collasso di opere di sostegno per sovraspinta del terreno a monte (Figura 1(f))



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Un piano segreto per eliminare gran parte della popolazione mondiale! Sconvolgenti rilevazioni dell principessa giapponese Kaoru Nakamaru

Il Magazine On-Line "Notizie Fresche" pubblica a nome di un certo Mister X, un articolo interessante che riguarda l'intervista alla principessa Nakamaru che fa delle dichiarazioni sconcertanti. Ovvio che molti già sapevano di questa notizia, riguardo i programmi occulti del Governo Ombra, che avrebbe un piano per eliminare gran parte della popolazione mondiale diffondendo pandemie attraverso i vaccini e scie chimiche. Come detto sopra, a parlare nel video, che vi proponiamo e’ la principessa giapponese Kaoru Nakamaru, la quale regala dichiarazioni schock sui vaccini, le pandemie e i governi ombra. La principessa Nakamaru, ai tempi della presidenza Clinton, venne invitata dalla famiglia del vice presidente Al Gore a Washington. Nel video che vi mostriamo sotto, Nakamaru dichiara che la sorella dell’allora vicepresidente Al Gore, confermava l’esistenza di un governo ombra che agisce a livello mondiale sul mercato del petrolio, dei diamanti, dell’oro e dell’energia atomica. Il giorno dopo incontra il vicepresidente che conferma che tutti i piu’ grandi media mondiali sono manipolati e che stanno diffondendo al mondo informazioni false.

Un docuemento top secret mostrato alla principessa Nakamaru da Al Gore, dimostrerebbe come esiste un piano per eliminare gran parte della popolazione mondiale diffondendo pandemie attraverso i vaccini. Il motivo? Siamo in troppi su questo pianeta. Su questo misterioso documento, sarebbe riportato non solo il nome del dottore responsabile della strategia da attuare per l’eliminazione della gran parte della popolazione mondiale, ma erano listate tutte le strategie e i passi da seguire, influenza dopo influenza, organi militari, i periodi della diffusione delle epidemie, quale paese doveva essere colpito, e da quale virus. Tutto era gia’ stato pianificato e definito. Veramente raccapricciante tutto ciò! Su questo docuemnto, viene dichiarato anche come, attraverso la somministrazione del vaccino antipolio, sia stato diffuso l’AIDS in India, nei paesi asiatici e in Africa, con l’intento di decimare la popolazione di questi paesi. Tutto cio’ che circonda il potere politico e’ manipolato.

Al Gore racconta alla principessa Nakamaru che lui non ha alcun potere in qualita’ di vicepresidente, ma che l’unico potere che i cittadini hanno per cambiare le cose e’ di non votare certa gente. Tutte queste informazioni che Al Gore ha passato alla principessa, non potevano essere pubblicate negli Stati Uniti e in questo senso le chiese se potevano essere pubblicate in Giappone. Dopo aver vissuto una incredibile esperienza spirituale, grazie alla quale ha capito che l’oscurita’ viene creata solamente nella nostra mente attraverso la paura, Nakamaru ha cominciato a scrivere ben 54 libri. Durante il periodo che e’ stata ospite di Al Gore in USA, la principessa Kaoru Nakamaru afferma di aver conosciuto, a sua insaputa, i leader della Commissione Trilaterale (di cui fa parte anche il nostro premier Mario Monti), del Gruppo Bilderberg e del Foreign Affairs, i quali constituiscono tre veri e propri governi ombra che operano a livello mondiale.
Letto su:http://www.altrogiornale.org/news.php
Fonte:http://notiziefresche.info/vaccini-pandemie-e-governi-ombra-video-principessa-kaoru-nakamaru_post-148327/


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L'imminente scoppio della bolla del credito

Per la seconda volta in tre anni il sistema bancario è crollato, il che significa che le banche non sono più in grado di finanziare sé stesse attraverso i normali mezzi, cioè i mercati all'ingrosso. Questa stessa cosa è avvenuta nel luglio del 2007 quando due hedge fund di Bear Stearns fallirono e trilioni di dollari di titoli garantiti da ipoteca, detenuti dalle banche degli Stati Uniti, iniziarono a subire un netto decremento di valore. Nel giro di pochi mesi la maggior parte delle più importanti banche di America erano tecnicamente insolventi anche se la farsa è continuata per un altro intero anno prima che la Lehman Brothers saltasse in aria e il marciume del sistema divenisse evidente a tutti. Ora la stessa cosa sta avvenendo in Europa.

Le banche non ottengono più la gran parte dei loro finanziamenti attraverso regolate attività di raccolta di depositi e di erogazione di crediti, ma concedendo prestiti a breve termine attraverso lo scambio di patrimonio. Naturalmente, quando sorgono dubbi sulla qualità di questi beni, il sistema viene messo poi in ginocchio e le banche restano all’asciutto. In altre parole, le banche si sono trasformate in un multimiliardario e sregolato banco dei pegni che può chiudere da un momento all’altro lasciando l‘intera industria al palo.

Quando la crisi colpisce, gli allarmi si spengono nelle banche centrali, che vanno alla ricerca di sontuosi salvataggi a spese dei contribuenti. Abbiamo già visto questo gioco molte volte, senza che il copione cambiasse mai. I direttori della banca centrale sostengono di offrire solo “temporanea” assistenza di liquidità, ma, naturalmente, non è vero. Due anni dopo che la Fed iniziò ad acquistare gli MBS tossici dalle banche statunitensi, quelle stesse attività sono ancora sul bilancio della Fed. La Fed è diventata una "cattiva banca" dove sono stipate scorte di merda invendibile inventata dalle banche tramite alchimie finanziarie. Alla fine, le perdite saranno trasmesse ai contribuenti.

Immagina che la casa che hai pagato 350.000 dollari nel 2005, all’apice della bolla immobiliare, diventasse improvvisamente “invendibile” a qualsiasi prezzo. Questa è la situazione in cui versano adesso le banche europee. Nessuno vuole fare affari con loro perché si nutrono dubbi sulla reale solvibilità e sull’effettivo valore dei loro patrimoni. Così il sistema si è ridotto al minimo, costringendo le banche a dipendere sempre più dalla BCE.

Naturalmente, non funziona in questo modo per il lavoratore medio. Quando il valore della sua casa diminuisce o il suo diritto al credito viene ridotto, deve solo farsi forza e vivere con meno, perché nessuno gli darà un prestito. Per i banchieri è diverso.

Il sistema bancario della UE: quanto è messo male?

La scorsa settimana la BCE ha prestato a 523 banche un totale di 489 miliardi di euro per tre anni all'1 per cento. Mercoledì scorso quelle stesse banche hanno parcheggiato tutti i soldi che hanno preso in prestito (a eccezione di € 37 miliardi) presso la BCE in depositi in conto corrente (sono 452 miliardi, un nuovo record). Pensateci per un minuto. In altre parole, il sistema non è solamente rotto: lo è completamente. Non c'è nessun prestito, nessun scambio di beni per i prestiti a breve termine, né espansione del credito, niente di niente. Nulla. Tutto quello che c'è è l'accaparramento e un sacco di parole senza senso di PR sulla "liquidità di emergenza", sul "rifinanziamento a lungo termine", bla, bla, bla. L'utente medio non vuole un mucchio di scuse, vuole fatti. E il dato di fatto è che un sistema non regolamentato, volatile, soggetto a crisi è crollato per la seconda volta in tre anni ed è per questo che le banche centrali stanno affidando trilioni (basta guardare l’esplosivo bilancio della BCE) di denaro pubblico per salvare speculatori che hanno fatto saltare il sistema. Questo è tutto quello che la gente deve conoscere.

E allora, cosa sta cercando di ottenere la BCE pompando tutto questo denaro nel sistema bancario?

Prima di tutto, il direttore della BCE, Mario Draghi, sta cercando di rigonfiare la bolla del mercato obbligazionario. Vedete, negli anni del boom, i flussi di capitali in Grecia, Portogallo, Spagna, eccetera, hanno aumentato il valore del debito sovrano di molti ordini di grandezza. I principali acquirenti di tali obbligazioni sono state le banche dell'UE, e queste sono piene fino all’orlo di questa spazzatura di carta. Dal momento che la Grecia ha iniziato a traballare, il valore di queste obbligazioni ha fatto un tonfo lasciando molte di queste banche in rosso. E la situazione è ancora peggiore di quanto sembri, perché le banche hanno preso in prestito più denaro rispetto al valore originale delle stesse obbligazioni. In altre parole, hanno affidato in garanzia più volte lo stesso collaterale, ingigantendo la loro importanza e la loro esposizione. Sarebbe come se voi o io avessimo portato la nostra moto da corsa al banco dei pegni e la avessimo scambiata in cambio di un prestito a breve termine pari a 3.500 dollari. Solo in questo caso il proprietario del banco dei pegni ci avrebbe permesso di mantenere la moto. Dopo ci siamo recati presso un altro banco dei pegni, e presso un terzo e un quarto, utilizzando la stessa moto per lo stesso prestito a breve termine più e più volte. In poco tempo, il debito diventa così ingente che, se ci fosse una qualsiasi interruzione nel flusso di tutta la piramide del debito di Ponzi*, crollerebbe. Attualmente, la BCE sta cercando di mantenere intatta questa piramide, gonfiando il valore delle obbligazioni subdole con iniezioni di liquidità a tre anni. Questi prestiti non verranno rimborsati. Ora date un'occhiata a quanto di seguito riportato dal Wall Street Journal:

Anche dopo che la Banca Centrale Europea ha sborsato la scorsa settimana quasi mezzo trilione di euro di prestiti alle banche a corto di liquidi, i timori sui potenziali problemi finanziari stanno ancora affliggendo il settore. Un grande motivo: le preoccupazioni sui collaterali.

L'unico modo con cui le banche europee possono convincere qualcuno - investitori istituzionali, banche o la BCE - a prestare loro denaro è che mettano a garanzie collaterali di alta qualità.

Ora alcuni regolatori e banchieri stanno diventando nervosi perché gli asset di alcuni istituti di credito, che comprendono titoli di stato europei e prestiti non governativi, stanno diminuendo di valore.

Se le banche esauriscono le loro scorte di titoli idonei a servire come garanzia, potenzialmente potrebbero avere problemi di liquidità. Questo è quello che è successo questo autunno all’istituto franco-belga Dexia SA, che ha finito i soldi e ha richiesto un piano di salvataggio del governo ("Europe's Banks Face Pressure on Collateral", Wall Street Journal).

Quindi, le banche non hanno soldi e non hanno buone garanzie. E la ragione per cui non hanno buone garanzie è che essi hanno usato la stessa garanzia più e più volte per aumentare la leva finanziaria. Quindi, è tutta una farsa: sono a testa in giù e avranno seri problemi. Di seguito, c’è ancora una parte dello stesso articolo:
[…] Oltre al timore che le banche potrebbero semplicemente essere a corto di garanzie adatte, alcuni banchieri e regolatori temono che il crescente ricorso delle banche al “prestito garantito" renda più difficile per l'industria tornare alla prassi seguita in passato per finanziarsi mediante l'emissione di obbligazioni non garantite. Ciò potrebbe provocare una penuria permanente di finanziamenti. […].

Da questa estate, è stato praticamente impossibile per le banche emettere obbligazioni non garantite, perché gli investitori hanno classificato le banche europee come investimenti rischiosi.

Nella seconda metà del 2011 le banche europee hanno emesso un totale di circa 80 miliardi di dollari di obbligazioni senior non garantite secondo i provider di dati Dealogic, un dato che va comparato con i 240 miliardi di dollari emessi nello stesso periodo dello scorso anno e con i 257 miliardi dollari del 2009 ("Europe's Banks Face Pressure on Collateral", Wall Street Journal).

I giornalisti finanziari amano rendere questa roba più difficile di quanto realmente sia. Invece è semplice. Nessuno vuole fare affari con le banche perché tutti sanno che sono a pezzi. Quando l'autore dice che la "crescente dipendenza delle banche dal ‘prestito garantito’ rende più complesso per l'industria tornare alla prassi seguita in passato di finanziarsi mediante l'emissione di obbligazioni non garantite", significa che il modello delle banche di finanziamento è finito, perché le obbligazioni possedute dalle banche stanno perdendo il proprio valore e nessuna persona sana di mente li accetta in cambio di denaro contante. Quindi, i banchieri hanno dovuto tirare la cinghia della BCE per ricevere un’elemosina. E questo è il punto a cui siamo arrivati.

Quindi, qual è lo scopo di tutto questo? Cosa ci dicono questi nuovi sviluppi (l’operazione di rifinanziamento a lungo termine di Draghi per 600 miliardi di euro), sulla condizione del sistema bancario europeo e sulla probabilità di una nuova crisi finanziaria?

Questa è la domanda che ho posto a un amico che lavora nei mercati del credito. Ecco cosa ha detto:

Ponetevi una domanda, cosa è cambiato in pratica circa il problema della solvibilità delle banche in Europa in generale e dei problemi di solvibilità dei paesi europei in particolare?

Niente.

Una bolla del debito è inevitabile, e un crollo è una possibilità."

Non si può riassumere meglio di così.

(*) Lo schema di Ponzi (spesso confuso con lo schema piramidale o il marketing multilivello) è un modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi "investitori", a loro volta vittime della truffa.

Rallentare il tempo per creare un buco temporale,si puo!

Secondo la teoria della relatività di Einstein, la gravità può far rallentare il tempo. Oggi un gruppo di scienziati ha dimostrato che esiste un modo di fermarlo del tutto; o almeno di deviare la luce in modo di dare l'apparenza di un "salto" temporale.
È un ulteriore sviluppo delle ricerche in corso, che hanno già provato la possibilità di deviare la luce visibile in modo da creare un "mantello dell'invisibilità" che dia l'impressione che un oggetto sparisca. Se la luce viene deviata in modo da aggirare un oggetto invece di colpirlo e venirne dunque riflessa, l'oggetto diventerà praticamente invisibile agli osservatori.
Gli scienziati della Cornell University hanno utilizzato un'idea simile per creare un "buco" temporale, anche se brevissimo: 40 trilionesimi (vale a dire 40 mila miliardesimi) di secondo. "Immaginiamo di poter deviare la luce nel tempo, cioè rallentarla o accelerarla: in questo modo si creerà un intervallo temporale nel fascio di luce", spiega Alex Gaeta, fisico a Cornell e coautore dello studio. "Un evento che si verificasse in quell'istante non darebbe luogo a diffusione ottica. Sarebbe come se non fosse mai avvenuto". Gaeta fa l'esempio della sala di un museo attraversata da raggi laser per proteggere le opere d'arte che vi sono conservate. "C'è un rilevatore che ha il compito di segnalare quando uno dei raggi viene interrotto, quando insomma non riceve luce. Se qualcuno passa attraverso il raggio, scatta l'allarme".
"Ma," prosegue lo scienziato, "si può immaginare un meccanismo che rallenti una parte del raggio e ne acceleri un'altra frazione, in modo che in un istante nel tempo il raggio laser non ci sarebbe affatto. In quell'istante si potrebbe passare: subito dopo il meccanismo farebbe il contrario (rallenterebbe la porzione del raggio che era stata accelerata e velocizzerebbe quella che era stata rallentata), in modo da "ricucire" il fascio di luce. Così il rilevatore non si accorgerebbe di nulla".
Come fermare il tempo Per realizzare l'esperimento, descritto nel numero di Nature di questa settimana, Gaeta e i suoi colleghi hanno puntato verso un rilevatore un raggio laser, facendolo passare attraverso un dispositivo battezzato "lente temporale". Come una lente ottica, che devia un raggio di luce nello spazio, la lente temporale è in grado di alterare la distribuzione della luce nel tempo".
"È un modo di controllare le proprietà di un raggio luminoso nell'ambito temporale, di modellarlo, distorcerlo e alterarlo in altri modi divertenti", spiega Gaeta.
Il metodo messo a punto da Moti Fridman, coautore dello studio e collega di Gaeta alla School of Applied and Engineering Physics della Cornell University prevede di far passare il raggio laser all'interno di una fibra ottica e interromperlo con un impulso laser. "In questo modo frequenza e lunghezza d'onda della luce sono cambiate, il raggio ha cominciato a muoversi a velocità diverse e ciò ha creato un varco temporale", spiega lo studioso.
Dal lato opposto del varco temporale un altro impulso ha invertito il processo, in modo che il raggio tornasse ad avere le proprietà iniziali. Nel corso dell'esperimento, un evento accaduto all'interno del varco temporale di 40 trilionesimi di secondo non è stato percepito dal rilevatore.
Zhimin Shi, dell'Istituto di Ottica dell'Università di Rochester, sottolinea che la possibilità teorica di un esperimento del genere era già stata discussa da altri scienziati. "Ma questo è il primo esperimento in cui è stato effettivamente realizzato un varco temporale che ha nascosto un evento nello spazio-tempo", dice.
Prossimo passo: le tre dimensioni
La ricerca è naturalmente nelle sue fasi iniziali, ma la manipolazione del tempo potrebbe avere parecchie applicazioni pratiche. "Mi sembra che non si sia ancora riflettuto abbastanza su questo aspetto", sostiene Shi. "Certo la prima cosa che viene in mente è di usare un meccanismo del genere per nascondere un oggetto o un evento, come con il mantello di Harry Potter".
Ma le lenti temporali potrebbero servire anche a inserire informazioni all'interno di un flusso continuo di dati rendendo invisibile la manipolazione. Anche senza immaginare intenti maligni, la tecnica potrebbe essere impiegata in futuri chip ottici - ancora da mettere a punto - per velocizzare il trattamento e il flusso di dati in Internet.
Il primo passo, ad ogni modo, è allungare il divario temporale, precisa Shi. Bisogna inoltre lavorare per rendere l'effetto applicabile anche a oggetti tridimensionali, colpiti dalla luce su tutti i lati, anziché limitarlo a un fascio bidimensionale come è avvenuto nell'esperimento in corso.
Comunque sia, conclude lo studioso, l'esperimento ha già fornito vantaggi reali: "Ci fornisce di certo una maggiore comprensione del tempo e dello spazio in cui viviamo".

 


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