TERREMOTO M 6.6 - A SUD DELLE ISOLE FIJI - 2011/07/29 07:42 UTC

Secondo l'USGS un terremoto di magnitudo 6,6 scala Richter ha colpito a sud delle isole Fiji il giorno 29/07/2011 alle ore 7:42 UTC ad una profondita' di 528 km ad est del continente oceanico.
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Le isole Figi (figiano: Viti; indostano: फ़िजी فِجی), note anche con la grafia Fiji, sono un arcipelago dell'Oceania che formano l'omonimo stato. Ufficialmente denominata Repubblica delle Isole Figi, è una nazione insulare nel sud dell'Oceano Pacifico ad est di Vanuatu, ad ovest di Tonga e a sud di Tuvalu. Il paese occupa un arcipelago di circa 322 isole, di cui 106 sono abitate permanentemente, oltre a 522 isolotti. Le due isole maggiori, Viti Levu e Vanua Levu contano circa l’87% della popolazione.
USGS
WIKIPEDIA

Messico,allarme per la tempesta tropicale Don


28 LUGLIO 2011 - TEXAS - La tempesta tropicale Don si e' sviluppata nella parte meridionale del golfo del Messico con venti massimi sostenuti di 40 mph, il National Hurricane Center lo ha riferito Mercoledì. alle 5 pm ET, la tempesta si trovava 190 chilometri (118 miglia) a nord di Cozumel, in Messico, e circa 1.220 km (758 miglia) a est sud-est di Corpus Christi, in Texas . Secondo le previsioni, dovrebbe avvicinarsi alla costa nord-occidentale del Golfo del Messico Venerdì.Le compagnie petrolifere con piattaforme off-shore nel Golfo del Messico sono state allertate ed hanno iniziato le operazioni di evacuazione,in stato di allarme la penisola dello yucatan. - CNN

Il Sole si risveglia,apparse grosse macchie solari

Il Sole torna a dare spettacolo con tre grandi macchie comparse oggi e riprese dal satellite Sdo (Solar Dynamics Observatory) della Nasa. Secondo le stime dell’ente americano per l’Atmosfera e gli oceani (Noaa) il fenomeno in atto nel Sole potrebbe provocare delle eruzioni classificate nel livello M, ossia di media entita’.

Le eruzioni solari sono la conseguenza di esplosioni che avvengono sulla superficie della stella quando l’energia che nel tempo si e’ accumulata nel campo magnetico viene immediatamente rilasciata sotto forma di radiazioni che abbracciano l’intero spettro elettromagnetico, dai raggi X ai raggi gamma. La classificazione delle emissioni di raggi X provenienti dal Sole prevede tre categorie: la classe X, che comprende gli eventi piu’ intensi, in grado si scatenare tempeste magnetiche capaci di provocare il blackout nelle comunicazioni radio in tutto il pianeta; la classe M, che comprende fenomeni di entita’ media, la cui influenza si risente soprattutto nelle regioni polari e puo’ provocare sia problemi nelle comunicazioni radio sia spettacolari aurore; la classe C, che comprende eventi minori e che hanno conseguenze minime sulla Terra.
Delle tre grandi macchie solari comparse oggi, una e’ particolarmente attiva e nelle ultime 24 ore ha prodotto decine e decine di eruzioni di classe C, ma secondo gli esperti potrebbe provocare fenomeni molto piu’ attivi, che potrebbero arrivare a provocare anche esplosioni di classe X.
Fonte ANSA

L'Artico si sta sciogliendo a velocità record



L'ondata di caldo sta provocando lo scioglimento dei ghiacci Artici a velocità record

Secondo gli scienziati, l'Artico sta perdendo ogni giorno 120.000 chilometri quadrati
di ghiaccio e' questa sara' la futura mappa del mondo se tutto cio' non si arrestera'.


Per il  National snow and ice data center (NSDIC) del Colorado, la banchisa perderebbe ogni giorno quasi 120.000 chilometri quadrati di ghiaccio dall'inizio dell'anno. Se questo ritmo fosse confermato anche nel mese di luglio sarebbe il più alto dal 1979, anno dei primi rilevamenti.

Da sei a otto gradi più alta del solito

Il 17 luglio dello scorso anno, le acque ghiacciate rappresentavano 7,5 milioni di km 2 nel Mar Glaciale Artico, in pratica  2.2 milioni in meno rispetto alla media tra il 1979 e il 2000. Quest'anno, il ghiaccio ha cominciato a sciogliersi, a seconda della località, da due settimane a due mesi prima del solito. Le forti pressioni osservata nel Mare di Beaufort nel mese di giugno hanno causato un innalzamento delle temperature da 6 a 8 gradi sopra la media stagionale.

artico

Julienne Stroeve, ricercatrice presso il NSDIC, ha spiegato che il cielo limpido sopra l'Artico ha favorito la penetrazione della luce solare. Il raffreddamento osservato nel mese di luglio potrebbe rallentare lo scioglimento dei ghiacci, ma Julienne Stroeve preferisce non fare previsioni: "E 'troppo presto per sapere se si raggiungerà un record, ma penso che sia possibile"

Fonte: 20 minute.fr

CLIMA:IL RISCALDAMENTO INNESCA INCENDI NELL'ARTICO


(ANSA) - ROMA, 27 LUG - Dopo 10.000 anni di assenza, i grandi
incendi sono tornati nel Circolo Polare Artico e stanno
rilasciando una quantita' di anidride carbonica impressionante:
un solo incendio nella tundra dell'Alaska, nel 2007, ha liberato
nell'atmosfera tutta la CO2 intrappolata da quel sito in 50
anni. 
Lo dimostra uno studio coordinato da Michelle Mack,
dell'universita' della Florida a Gainesville, pubblicato su
Nature. Il fenomeno, secondo l'autore della ricerca, potrebbe
accelerare il riscaldamento globale.
Innescato da un fulmine, l'incendio ha colpito l'area del
fiume Anaktuvuk, mandando in fumo 1.039 chilometri quadrati di
vegetazione. L'area era visibile anche dallo spazio e ha
rilasciato 2,3 milioni di tonnellate di anidride carbonica
nell'atmosfera: il doppio del gas serra che una citta' grande
quanto Miami immette nell'atmosfera in un anno. Analizzando le
cicatrici lasciate dall'incendio sul suolo e datando al
radiocarbonio i resti bruciati, i ricercatori hanno dimostrato
che l'anidride carbonica liberata era quella immagazzinata dalla
tundra in 50 anni.
Si sa poco, sottolineano gli esperti, degli effetti degli
incendi sul ciclo della CO2 nell'ecosistema della tundra. Si
riteneva che il suolo umido e freddo e il sottostante
permafrost, ossia lo strato di terreno permanentemente
ghiacciato, potessero tenere lontani gli incendi. Tuttavia, da
quando l'estate artica e' diventata piu' calda e asciutta in
seguito al riscaldamento globale, gli incendi stanno diventando
di casa anche a ridosso del Polo Nord e non piu' soltanto alle
latitudini piu' temperate, dove mettono a rischio foreste come
quelle del parco di Yellowstone.
La frequenza degli incendi nella tundra rischia di far
scomparire questo tipo di vegetazione: ''se la frequenza di
questi incendi ha lunghi intervalli, da 80 a 150 anni, la tundra
ha il tempo di rigenerarsi'', ha osservato uno degli autori,
Syndonia Bret-Harte, dell'universita' dell'Istituto di Biologia
Artica dell'Alaska a Fairbanks. ''Ma se questi incendi avvengono
sempre piu' frequentemente, al ritmo di uno ogni 10 anni, e in
questo modo - ha concluso - la vegetazione non avra' il tempo
di rigenerarsi''.(ANSA).

Seul:frana causa vittime e feriti



27 LUGLIO 2011 -   Seul (CNN) - Una frana nei pressi della città sudcoreana di Chuncheon ha ucciso 32 persone e feriti altri 24, hanno detto le autorità Mercoledì. Più di 750 soccorritori sono stati inviati sul sito dopo il crollo avvenuto intorno alla mezzanotte, secondo il Centro Central Disaster Relief. Circa 400 famiglie hanno perso le loro case e oltre 14.000 sono rimaste senza energia. La collina e franata dopo un'estate di precipitazioni record  che hanno provocato allagamenti e interruzioni del traffico in diverse zone importanti del paese. Chuncheon è di circa 75 chilometri (45 miglia) a nord-est della capitale, Seul, che ha visto cadere  più di 400 millimetri (15 pollici) di pioggia da Martedì. Sessanta famiglie nella capitale sono stati isolati dalle acque alte, e sei persone sono scomparse. L'agenzia meteorologica coreana prevede ancora pesanti precipitazioni.. - CNN


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UN URAGANO BIBLICO ATTESO IN CALIFORNIA

Un'altra minaccia più letale incombe sulla costa ovest degli Stati Uniti, uragani (ArkStorm) di proporzione biblica potrebbero portare morte e distruzione su una scala mai vista prima. Muri di acqua di 3 metri di altezza, pioggia misurata in centimetri piuttosto che in millimetri e nove milioni di case allagate il tutto causato da una mega tempesta che potrebbe durare più di un mese. L'ultima registrazione di un evento di questa portata è avvenuto nel 1861 e ha reso tutta la parte centrale della California impraticabile. A quei tempi il costo dei danni era impossibile da quantificare, ma se un evento simile accadesse oggi i danni  potrebbero ammontare a più di  300 bilioni di dollari. Altre grosse tempeste si sono abbattute anche nel 1969 e nel 1986, ma la più devastante rimane quella che ha colpito nel 1861, la tempesta arrivò proprio il giorno di Natale e continuò ad infierire per un totale di 45 giorni.






La conseguente alluvione fu così grave che trasformo la Valle di Sacramento in un mare interno, dei laghi si formarono nel deserto del Mojave e nel bacino di Los Angeles, nel sud della California. La tempesta distrusse circa un terzo delle terre coltivabili, lasciando lo Stato in fallimento.La U.S. Geological Survey ha iniziato a pianificare il ritorno di "ArkStorm", dal nome dell'Arca di Noe utilizzata per sfuggire al diluvio biblico.Sono stati reclutati 17 nuovi ricercatori per lavorare con le squadre di emergenza locali e i funzionari governativi. Il team ha confermato che una tempesta simile a quella che ha colpito nel 1861 è "inevitabile".
Fonte:http://www.dailymail.co.uk/news/article-1347725/Walls-water-10ft-high-month-long-megastorm--California-told-prepare-Biblical-ARkStorm.html






 


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