7 dicembre 2017

GRECIA: L'EUROPA "DEMOCRATICA" IMPONE IL DIVIETO DI SCIOPERO!!!

La notizia che il governo Syriza sta per varare delle leggi che attaccano il diritto di sciopero, ha ricevuto l’immediata risposta del movimento sindacale di classe greco.



I link di seguito prodotti rimandano a video e foto della manifestazione promossa dal PAME ad Atene. Una manifestazione militante molto determinata che aveva chiesto di incontrare il Ministro del Lavoro, una volta che questo ha rifiutato di incontrare la delegazione , la testa del corteo ha buttato giù a spallate l’ingresso del Ministero che, come hanno gridato i manifestanti, rappresenta i padroni e non i lavoratori.


Il corteo ha fatto tappa davanti al parlamento greco dove ha lasciato una grande scritta che recita “Giù le mani dal nostro diritto di sciopero” per poi piombare rumorosamente sulla residenza del Primo Ministro Alexis Tsipras, la reazione particolarmente violenta della polizia però non ha scompaginato la dimostrazione ottenendo il temporaneo ritiro del disegno di legge contro il diritto di sciopero.


In una nota il PAME denuncia l’ennesimo attacco ad una manifestazione di lavoratori con manganelli e bombe lacrimogene da parte di quello che non nasconde di essere uno dei Governi più sottomessi alla Troika.




La mobilitazione promossa dal PAME così estesa e compatta ha ottenuto il temporaneo ritiro del disegno di legge antisciopero. Il sindacato di classe greco ha invitato i lavoratori a mantenere alta la mobilitazione perché il Governo Syriza ha fatto spaere che intende ripresentare una legge che limiti l’arma storica del movimento operaio.




L’appuntamento è per il 14 dicembre giorno dello sciopero generale dei lavoratori greci a cui va tutta la nostra solidarietà e sostegno.




Il comunicato della Unione Sindacale di Base




La durissima risposta dei lavoratori greci ha costretto il sedicente governo progressista di Syriza a una precipitosa retromarcia sulla stretta al diritto di sciopero, obbligando il ministro del Lavoro a ritirare l’emendamento che alzava dal 20 al 50% la percentuale di adesioni necessaria per proclamare uno sciopero.

Migliaia di militanti del Pame, il sindacato di classe aderente al Wftu, sono scesi in piazza martedì 5 dicembre ad Atene, scontrandosi con la polizia schierata a difesa del ministero del Lavoro, che ha aggredito i manifestanti facendo largo uso di lacrimogeni e spray.

La decisa reazione della classe operaia organizzata ha costretto il governo a ritirare l’emendamento, sventando così l’attacco ai diritti dei lavoratori. Quella di martedì è solo l’ennesima azione di Tsipras, sempre più marionetta nelle mani della Troika, del FMI e della UE, contro la popolazione greca. Un’azione venuta solo pochi giorni dopo i duri scontri in coincidenza con le prime aste di abitazioni confiscate a chi non riesce più a pagare i mutui a causa dei tagli a stipendi e pensioni seguiti ai diktat del capitalismo internazionale. Il Pame ancora una volta si è messo alla guida dei lavoratori, dimostrando che le lotte pagano e che non è più tempo di confronto passivo. Per questo il Pame ha confermato lo sciopero generale nazionale di 24 ore per giovedì 14 dicembre, chiamando a una grande risposta di massa alle politiche di Syriza genuflesse ai voleri del capitalismo. USB si schiera a fianco del Pame e solidarizza con tutti i greci vessati e umiliati da anni di diktat.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non dovevano mollare, ma estirpare questo cancro che usurpa la poltrona che non merita. Questo criminale politico greco come quello italiano, soprattutto dei "non eletti" va rimosso con ogni mezzo per alto tradimento! Il popolo deve ribellarsi prima che un giorno assai presto potrà essere impossibile a farlo. W l'unione e la rivoluzione! Boia chi molla..

Anonimo ha detto...

boia chi molla lo dici a soreta!

Anonimo ha detto...

Come mai la sinistra italiana, europea (ma anche quella Usa) è diventata in tal siffatta maniera asservita alle banche,alle multinazionali e al capitalismo? Qualcuno sa darmi una risposta sensata? Perché io non ho una idea precisa di come la sinistra sia arrivata a questo,ma solo vaghe teorie e supposizioni senza però certezze sicure di come mai abbia tradito spudoratamente i lavoratori che in passato a parole diceva di difendere. Sarei grato mi rispondesse qualcuno che è veramente di sinistra (e cioè che ancora ci crede e vota per la sinistra) e non chi non lo é,perchè è l'opinione di chi ancora ci crede che mi interessa e sono curioso di vedere la risposta alla "questione morale" (come avrebbe detto Berlinguer) che ho posto. Chiaramente mi riferisco alla sinistra e non all'estrema sinistra,visto che anch'essa odia la deriva anti-lavoratori della sinistra tradizionale. Astenersi per favore dal rispondere alla mia domanda fascisti,leghisti,5stelle e destrorsi in generale,anche estrema sinistra,ma che risponda solo chi E'DI SINISTRA.

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