Turchia: getti urticanti contro i manifestanti. Il mistero di 14 bambini dispersi


Foto: Turchia: Armi chimiche e bambini dispersi  

Getti urticanti contro i manifestanti. Il mistero di 14 bambini dispersi

Dopo il lancio con gli idranti i manifestanti hanno cominciato ad accusare bruciori agli occhi e alla pelle

ISTANBUL - Il parco Gezi si sveglia in un clima da day after. I poliziotti presidiano la zona, si scattano foto ricordo nelle aiuole dove prima erano accampati i ragazzi della protesta. I netturbini puliscono ancora senza sosta: durante la notte sono riusciti a cancellare ogni traccia dell’occupazione, durata quasi venti giorni. Non ci sono più gli striscioni, le scritte irriverenti, i disegni dei bambini appesi agli alberi. Una piccola folla di manifestanti è ancora davanti al Divan Hotel, l’albergo che nella notte è stato attaccato dalla polizia con i gas lacrimogeni. Zeynep è qui da ieri. Ci racconta di bambini terrorizzati che cercavano le madri. Corre voce che 14 siano dispersi. Su Facebook si lanciano appelli per trovarli con la descrizione di come sono vestiti. «Eravamo sui gradini del Point Hotel – dice - proprio davanti al parco, ci fumavamo una sigaretta, la polizia ci ha intimato di entrare dentro ma noi abbiamo risposto che non stavamo facendo nulla di male e volevamo restare lì. Allora hanno aperto l’idrante e la pelle ha cominciato a bruciarci. Vogliamo sapere cosa c’è in quell’acqua ma ci impediscono di raccoglierne un campione. Altrimenti sarebbero finiti».

PIAZZA SIMBOLO - Oggi Solidarietà a Taksim, la piattaforma che raccoglie le 116 associazioni della protesta, ha convocato una manifestazione nella piazza simbolo. Ma è dubbio che la gente riesca ad arrivare visto che polizia impedisce a chiunque di avvicinarsi. Ieri notte ci sono stati durissimi scontri nelle zone limitrofe al parco. I dimostranti hanno alzato barricate nel tentativo di difendersi dagli attacchi. Il governatore ha bloccato metro e traghetti per impedire alla gente di spostarsi. Tuttavia migliaia di persone hanno cercato di raggiungere Gezi Park a piedi attraversando il ponte sul Bosforo che collega la parte asiatica con quella europea. La gente è stata fermata dai lacrimogeni e dagli idranti. Stamattina ancora si combatteva. Dimostrazioni anche nel resto del Paese. Ad Ankara sono state almeno 3mila le persone che si sono radunate nella John F. Kennedy street, non lontano dall’ambasciata Usa e dal Parlamento.


SFIDA ALLA POLIZIA - Deputati dei partiti di opposizione si sono seduti a terra in testa alle proteste, sfidando la polizia in assetto antissommossa che è intervenuta. Migliaia di persone hanno manifestato anche a Smirne. Il leader dell’opposizione Kemal Kiliçdaroglu ha accusato Erdogan di «crimini contro l’umanità» mentre la piattaforma Solidarietà a Taksim, ha denunciato il comportamento «disumano» delle forze dell’ordine: «Questo attacco brutale portato avanti dalla polizia si deve fermare. È il partito politico al potere che sarà responsabile degli avvenimenti di oggi e di domani (ieri e oggi n.d.r.)» hanno scritto in un comunicato. Il movimento parla di centinaia di persone ferite dai proiettili di gomma che non possono andare in ospedale per paura di essere identificate. Ieri la polizia ispezionava le tende nel parco in cerca di documenti o oggetti che potessero aiutare a stabilire le generalità dei dimostranti. Oggi Erdogan ha convocato una manifestazione oceanica alla periferia di Istanbul. Ma il Paese ferito avrebbe bisogno di una prova di pace non di forza.

http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_16/turchia-gezi-park-giorno-dopo-getti-urticanti_3f31955a-d662-11e2-ad4f-3b376a6920bc.shtmlDopo il lancio con gli idranti i manifestanti hanno cominciato ad accusare bruciori agli occhi e alla pelle

ISTANBUL - Il parco Gezi si sveglia in un clima da day after. I poliziotti presidiano la zona, si scattano foto ricordo nelle aiuole dove prima erano accampati i ragazzi della protesta. I netturbini puliscono ancora senza sosta: durante la notte sono riusciti a cancellare ogni traccia dell’occupazione, durata quasi venti giorni. Non ci sono più gli striscioni, le scritte irriverenti,
i disegni dei bambini appesi agli alberi. Una piccola folla di manifestanti è ancora davanti al Divan Hotel, l’albergo che nella notte è stato attaccato dalla polizia con i gas lacrimogeni. Zeynep è qui da ieri. Ci racconta di bambini terrorizzati che cercavano le madri. Corre voce che 14 siano dispersi. Su Facebook si lanciano appelli per trovarli con la descrizione di come sono vestiti. «Eravamo sui gradini del Point Hotel – dice - proprio davanti al parco, ci fumavamo una sigaretta, la polizia ci ha intimato di entrare dentro ma noi abbiamo risposto che non stavamo facendo nulla di male e volevamo restare lì. Allora hanno aperto l’idrante e la pelle ha cominciato a bruciarci. Vogliamo sapere cosa c’è in quell’acqua ma ci impediscono di raccoglierne un campione. Altrimenti sarebbero finiti».

http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_16/turchia-gezi-park-giorno-dopo-getti-urticanti_3f31955a-d662-11e2-ad4f-3b376a6920bc.shtml

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