Italia, la nuova portaerei di Israele



Ottima inchiesta indipendente sui rapporti militari tra Italia e Israele. Che indirettamente spiega molto anche sulla "nuova" politica del nostro paese nel Mediterraneo. E domani Monti si vede con Netanyahu...

Italia, la nuova portaerei di Israele

L'Italia è la nuova «portaerei» di Israele. In meno di dieci anni, un tassello alla volta, si completa il disegno del puzzle. Strategico, militare, commerciale e politico. Basta avere la pazienza di intrecciare notizie, protocolli, fotografie. Oppure seguire le scie degli aerei, degli appalti e della diplomazia formato Finmeccanica. Tutto funzionale alla guerra all'Iran?
Caccia israeliani in volo radente sulla Sardegna. Tornado italiani nel deserto del Negev. Scambi di "carte" tra mercanti d'armi, benedetti dalla Nato e dai governi (più o meno tecnici). Ecco l'alleanza «a contratto» fra Roma e Tel Aviv. 
Commesse a «somma zero»
Un preliminare «blindato», previsto dalla legge, affidato ai militari. Chiude il cerchio della «collaborazione» avviata dall'ex ministro della difesa Antonio Martino. Sacheon, Corea del Sud, gennaio 2012. I vertici di Korean Aerospace Industries inoltrano l'ultima offerta ai militari israeliani: 25-30 addestratori Golden Eagle in cambio dei droni con la stella di David. È un affare da 1,6 miliardi di dollari. Per di più fa contenti anche gli americani: gli aerei sono firmati Lockheed-Martin e i robot-volanti servono a spiare la Corea del Nord. 
Ilsoo Kim, ambasciatore sudcoreano in Israele, ha reso noto attraverso le colonne del Jerusalem Post: «Spendiamo 30 miliardi di dollari all'anno nel settore della difesa». Il governo di Seul sarebbe disposto a dirottarne almeno 5 in radar e sistemi anti-missile made in Israel. È quanto provano a spiegare i contractors locali: da mesi giocano di sponda con i lobbisti al ministero della difesa. Tuttavia, sono manovre "acrobatiche". L'aeronautica militare israeliana (Iaf) ha diffuso una nota che tecnicamente chiude la partita. Contiene la raccomandazione d'acquisto al proprio general staff di 30 addestratori Aermacchi M-346 Master prodotti da Finmeccanica già selezionati da Emirati Arabi e Singapore. Non è una specifica vincolante per il governo Netanyahu, ma nel quartier generale di Alenia a Venegono Superiore (Varese) stappano le bottiglie. 
Il 17 febbraio il ministero della difesa israeliano ufficializza il preliminary agreement con gli italiani. Valore: non meno di 1 miliardo di dollari. Per Aermacchi è fatta, con relativo ritorno d'immagine buono per altri due mega-appalti all'orizzonte (Usaf e forze aeree polacche). Il concorrente da battere è sempre Kai.
Diventa di pubblico domino il prezzo del "successo" di Finmeccanica, l'altra faccia della medaglia della maxi-commessa bellica vinta dalla holding controllata dal ministero dell'economia. In cambio degli M-346, l'Italia dovrebbe acquistare uno stock di prodotti dalle aziende militari dello Stato ebraico. Per un miliardo di dollari. È una partita a somma zero. L'affare di Alenia lo pagano i contribuenti.
Emerge il controvalore: l'Italia avrebbe nel mirino due aerei-radar, ma all'Aeronautica militare fanno gola anche sofisticati sistemi satellitari, segnalano i quotidiani a Tel Aviv. Particolari tecnici, per addetti ai lavori, tutt'altro che secondari.
Un passo indietro
Epoca Berlusconi, con il ministero degli esteri affidato a Franco Frattini. Già nel 2003 scatta la sintonia: il ministro Martino e il collega israeliano (generale di corpo d'armata) Shaul Mofaz firmano a Parigi l'accordo di cooperazione Italia-Israele nel settore della difesa. Scenari integrati tra i due Paesi e piena collaborazione su tutti i fronti: da licenze, royalties e informazioni tecniche scambiate «con le rispettive industrie nella ricerca di progetti e materiali di interesse per le parti» normate dalla legge 94/2005, all'«importazione, esportazione e transito di materiali militari e di difesa» con lo scambio di informazioni e hardware. 
Gli effetti vengono letteralmente fotografati nell'autunno 2011. A Decimomannu (Cagliari) gli spotter immortalano l'atterraggio di F-16 e Gulfstream con la stella di David. Ufficialmente, manovre nell'ambito dell'esercitazione «Vega» condotta con piloti italiani e della Nato. 
Missioni non sempre regolari, come risulta dal resoconto stenografico della seduta della Camera dei deputati del 18 novembre. All'ordine del giorno, plana l'interdizione al volo comminata da un tribunale militare israeliano a un pilota Iaf per aver effettuato tonneau a bassa quota. Sulle coste della Sardegna. 
La segnala il deputato Augusto Di Stanislao (Idv) con un'interrogazione al ministero della difesa che giusto in quelle ore, cambia: Ignazio La Russa cede il posto all'ammiraglio Giampaolo Di Paola. La vicenda è coperta dal programma di cooperazione individuale con Israele ratificato dalla Nato nel 2008. Di Stanislao però, ricorda che «l'unica potenza nucleare della regione» rifiuta di firmare il trattato di non-proliferazione.
Negli stessi giorni, dal sito internet dell'Iaf decollano altri segni dell'«amicizia» tra Italia e Israele. A disposizione, la cronaca degli «Hawk over Sardinia» insieme alle dichiarazioni del maggiore Baruch Shushan, comandante dell'Aerial maintenance formation («Ci siamo preparati per questo cinque mesi»).
Dopo i sigilli di Erdogan allo spazio aereo turco, le sessioni congiunte Israele-Nato in Italia sono imprescindibili. Necessarie, anche per lo stato maggiore dell'Aeronautica; in cambio, partecipa all'esercitazione «Desert dusk» (5-15 dicembre 2011) facendo decollare dalle basi di Grosseto, Gioia del Colle e Piacenza 25 caccia che compiono un centinaio di missioni di volo nei poligoni della base di Ovda, nel deserto del Negev. Un altro corollario a somma zero.
Convergenze armate
Resta da capire se gli indirizzi strategici che palazzo Chigi impartisce all'Aeronautica corrispondono ai notam inviati dal governo israeliano ai suoi piloti. In Sardegna si vola in funzione di obiettivi reali: l'orografia si presta a missioni precise, l'addestramento risulta sempre allineato agli scenari «prossimi». Si simula un'operazione militare alle installazioni nucleari iraniane? Il governo Monti ne è tecnicamente al corrente?
Un altro dettaglio alimenta i dubbi. Nelle esercitazioni congiunte gli aerei militari italiani provano i sonic-boom a bassa quota con lo stesso intento degli alleati israeliani, che lo utilizzano contro la popolazione palestinese a Gaza?
Comunque, per testare l'inossidabilità del «patto d'acciaio» con Israele conviene girare nuovamente il binocolo. In parallelo alle manovre militari, dal 6 ottobre 2009 è operativo un altro fondamentale corridoio. È il Gruppo di collaborazione parlamentare presieduto dalla vicepresidente della commissione esteri Fiamma Nirenstein, con Luca Barbareschi (Pdl), Emanuele Fiano (Pd) e Massimo Polledri (Lega Nord). Lavori articolati su piani di interscambio finalizzati a solidificare relazioni bilaterali in campo culturale e scientifico. Un ponte diplomatico permanente, tra «democrazie occidentali», politicamente a tutto campo. La cornice istituzionale perfetta per tenere insieme il quadro affrescato da Finmeccanica.
L'aprile scorso il presidente Monti ha trascorso le vacanze di Pasqua tra Ramallah e Cesarea, ribadendo il sostegno italiano al piano dei due popoli in due Stati. Ad Abu Mazen come a Netanyahu ha ricordato la necessità di superare lo stallo negoziale «facendo il possibile per scongiurare il ritorno della violenza». Corrisponde al mandato Onu affidato al generale degli alpini Paolo Serra, che dal 2 gennaio è il comandante dei 10.988 caschi blu (di 36 Paesi) della missione Unifil nel sud del Libano.
E qui scatta il cortocircuito: la piena esecutività di accordi, obblighi e contratti stipulati con Israele compromette di fatto l'«interposizione» nelle operazioni di peacekeeping. D'ora in poi, sarà più difficile per i governi, non solo arabi, chiudere un occhio sulla "cobelligeranza" italiana. Con tutte le conseguenze del caso.

Guerra elettronica, un interscambio segreto che va contro la legge

Luciano Bertozzi
Nell'estate scorsa Alenia Aermacchi (gruppo Finmeccanica) ha firmato con il Governo israeliano un contratto per la fornitura di 30 aerei da addestramento M-346, un affare del valore di alcune centinaia di milioni di dollari. Le consegne inizieranno nel 2014. L'aereo può essere equipaggiato con armi e bombe e trasformato in caccia leggero. La fornitura rientra in un accordo - che include velivoli, motori, manutenzione, logistica, simulatori e addestramento, del valore di un miliardo di dollari. La commessa sarà compensata da acquisti italiani di pari importo. L'Italia comprerà un satellite spia, per un valore di 200 milioni di dollari e due velivoli per la guerra elettronica per un costo di circa 760 milioni di dollari. Degli oneri previsti, quasi 500 milioni di dollari coprono l'acquisto dei due velivoli e i rimanenti sono utilizzati per finanziare i costi logistici e la manutenzione per un periodo di 15 anni dalla consegna. 
Alenia ha battuto la concorrenza internazionale ottenendo la commessa grazie anche al sostegno dell'Esecutivo dei Professori, sottolineata da un comunicato Finmeccanica, ottavo produttore mondiale in base al fatturato militare: «L'intesa, per la quale Finmeccanica esprime un ringraziamento particolare al Ministero della Difesa, è frutto di una proficua collaborazione tra il Governo italiano, il Governo israeliano, il mondo aziendale e vari altri soggetti istituzionali».
La vendita di armi ad Israele appare una violazione della legge che disciplina il delicato settore, che vieta le vendite ai Paesi belligeranti e ai Paesi i cui Governi siano responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali dei diritti umani. Gerusalemme occupa i Territori dal 1967, è l'unica potenza nucleare militare del Medio Oriente e viola costantemente le libertà fondamentali dei palestinesi, ad esempio con il blocco di Gaza e il Muro di separazione. La cooperazione militare fra i due Paesi si esprime anche in altre forme. L'Italia ha firmato un accordo di cooperazione per favorire l'interscambio fra i due Paesi che è sottoposto a segreto, nemmeno il Parlamento ne può conoscere i contenuti. Secondo alcune fonti, l'accordo interesserebbe tecnologie di interdizione, sorveglianza e guerra elettronica per un valore di 180 milioni di dollari. Il nostro Paese consente all'aviazione israeliana di addestrare i propri piloti in Sardegna, partecipando ad esercitazioni Nato. Ciò rappresenta un aiuto importante poiché così Gerusalemme può ovviare all'esiguità del proprio spazio aereo. Inoltre nel 2011, si legge nei dati ufficiali di Palazzo Chigi sono state consegnate armi per un valore di due milioni di euro. 
L'agenda Monti va capovolta, riducendo drasticamente la spesa per acquistare armi, imponendo a Finmeccanica (di cui il Ministero dell'economia è azionista di riferimento) la riconversione produttiva dal settore militare al civile e ponendo fine alle esportazioni verso Paesi belligeranti o retti da regimi liberticidi.

da "il manifesto"

Domani Monti incontra Netanyahu

Il terzo vertice intergovernativo italo-israeliano è in programma domani a Gerusalemme, «in un momento - si legge sul sito dell'ambasciata d'Italia a Tel Aviv - di particolare intensità nelle relazioni tra i due Paesi a tutti i livelli, che ci spinge a adoperarci perché i legami si facciano ancora più intensi».
«Se Israele guarda all'Italia come il proprio partner d'elezione in Europa spiega l'ambasciatore Francesco Maria Talò - l'Italia ricambia con un'attenzione crescente. È una relazione privilegiata che si nutre di una comunanza di valori e di una vicinanza culturale radicata nella storia e resa ogni giorno viva dall'interesse condiviso a creare uno spazio di pace, sicurezza e prosperità nel Mediterraneo».
Tra i temi conduttori del vertice ci sono «crescita, scienza e cultura», con enfasi particolare sulle «tecnologie innovative». Così era stato anche in occasione del secondo incontro bilaterale, tenutosi a Roma nel giugno 2011 e quindi ancora in piena era Berlsuconi, quando sul tavolo c'erano «le relazioni politico, economico-commerciali, scientifiche, tecnologiche e culturali». Questa volta, oltre al presidente del Consiglio Mario Monti e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu saranno della partita numerosi ministri di governo, funzionari e imprenditori dei due Paesi. Sui temi più prettamenti economici Monti avrà un colloquiop anche con il governatore della Banca Centrale israeliana, Stanley Fisher. A margine degli eventi ufficiali verrà allestita una mostra fotografica dell'Ansa sulla storia d'Italia e i suoi legami con Israele, a cura della nuova «Fondazione Italia-Israele per la cultura e le arti».
La folta delegazione guidata da Monti vedrà prima il presidente israeliano Shimon Peres. Poi il premier italiano vedrà quello israeliano Netanyahu. Seguono gli incontri bilaterali tra ministri italiani e i loro omologhi israeliani, la sessione plenaria e la conferenza stampa finale.

Grecia. Senza aiuti, ecco l’ombra della fame


La Grecia è un Paese sull’orlo del baratro ormai da mesi. A suonare il campanello d’allarme ora però è il ministro delle Finanze ellenico, Yannis Stournaras, che ha fatto chiaramente capire che senza la tranche di aiuti potrebbe mettersi davvero male.



E’ ormai più di un anno che la stampa di tutto il mondo diffonde notizie allarmanti sull’avanzare della povertà in Grecia, e le cose non sembrano migliorare.”Se la Grecia non otterra’ la tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro, il danno per il Paese sara’ enorme. Senza questa tranche la gente fara’ la fame“, ad aver parlato con estrema franchezza questa volta è il ministro delle Finanze ellenico, Yannis Stournaras, che davanti al Parlamento ha fatto quindi chiaramente capire che Atene è giunta veramente vicina al baratro.  Il premier greco Antonis Samaras incontrera’ i leader dei due partiti che sostengono il suo governo di coalizione, Evangelos Venizelos del Pasok e Fotis Kouvelis di Sinistra Democratica, per finalizzare il nuovo pacchetto di austerita’ richiesto dai creditori. Intanto solo per far capire come sono cambiate velocemente le cose nel paese ellenico dalle elezioni di giugno (che hanno visto la vittoria di Nuova Democrazia) a oggi, secondo un recente sondaggio almeno il 48% degli intervistati voterebbe Syriza, il partito della sinistra radicale che vorrebbe dire basta all’austerity.

Anonymous vs Polizia

il noto gruppo di hacker Anonymous ha trafugato dai database della polizia numerosi file riservati. Pare si tratti, per la maggior parte, di documenti inerenti al movimento No Tav.


Questo è il messaggio presente sul sito del gruppo, accessibile al seguente indirizzo http://www.anon-news.blogspot.it/

“Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro. Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta.” 

Già nel mese di marzo sempre Anonymous aveva attaccato il sito della polizia, sfruttando un tipo di attacco denominato “Ddos”, che comporta la messa offline del sito tramite un sovraccarico al server. Mai nessuno però aveva pubblicato documenti riservati, ora accessibili a chiunque tramite link di download distribuiti dagli hacker. A.Assorgia

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Israele bombarda Sudan,violata la sovranita' del paese!


KHARTOUM – Mercoledì pomeriggio il Ministro delle Comunicazioni del Sudan ha annunciato che una fabbrica di armi del suo paese è stata bombardata da 4 cacciabombardieri dell'aviazione israeliana.
Secondo l'IRIB il Ministro ha definito l'azione una aggressione "illegale" ed "inammissibile" affermando che il suo paese è indipendente e sovrano e che Israele non ha il diritto di bombardare le fabbriche, di armi o di qualsiasi altra cosa, della sua nazione. Il Sudan, tra le nazioni africane indipendenti e non allineate agli interessi di Israele ed Occidente, potrebbe decidere di rispondere all'affronto israeliano. Secondo gli ultimi aggiornamenti l'aggressione ha causato almeno 2 morti.

I sudanesi non ci stanno con l'atto prepotente di Israele ed il bombardamento della loro fabbrica costato la vita ad almeno 2 persone.
Mercoledì sera, riferisce il corrispondente di Press TV, centinaia di persone sono scese in piazza nella capitale Khartoum pochi minuti dopo il bombardamento della fabbrica di munizioni ad opera del regime di TelAviv. "Morte ad Israele", "Israele venga cancellato dalle mappe", gli slogan della gente indignata. Intanto da Tel Aviv il Ministro della Guerra israeliano Ehud Barak, in risposta ad una domanda sulla questione ha detto "Non c'è nulla che io possa dire sull'argomento".

Chi e’ veramente Mario Monti e qual e’ il suo obiettivo


Quando Mario Monti si è insediato con la sua variopinta squadra di professori seri, compunti, per la massa anonimi, gente che si capiva le lauree se le era conquistate studiando, frequentando l’università e andando a sostenere gli esami, con persone in grado di affrontare e sostenere confronti e  dibattiti sull’economia, sulla finanza, sul lavoro, sull’imprenditoria, sulla cultura, sull’ambiente, sulla società civile, molti hanno tirato un sospiro di sollievo.
Ci ha fatto credere che la Rinascita fosse alle porte.
Abbiamo scoperto invece che il loro intento non è quello di salvare nessuno ma di accompagnarci con dolcezza nel baratro.
Le tasse e i tagli imposti da Monti non sono necessari, perché il governo dovrebbe prima tagliare spese pubbliche parassitarie e gonfiate, e non lo fa. Le tasse e i tagli imposti da Monti non sono non sono idonei, perché, conti alla mano, non risolvono la crisi ma paiono aggravarla con l’avvitamento fiscale; inoltre non rientrano in un programma di interesse nazionale, non creano lavoro ma lo distruggono, non danno potere d’acquisto ma lo tolgono, anzi non si capisce nemmeno che fine stia perseguendo il governo.
Io vi risolleverò dalla vergogna, dall’umiliazione, perché usciremo tutti insieme dal baratro che si apre dinanzi a noi, da questa immensa voragine del debito pubblico che ci sta mangiando vivi e riconquisteremo la credibilità internazionale diventando orgogliosi di essere un popolo, una nazione, proiettati verso un futuro di progresso sociale e di equità”. Così Adolf Hitler (Ecco da chi ha preso spunto Monti) parlava al suo comizio elettorale conclusivo nel febbraio del 1932, quando vinse le elezioni, parlando continuamente –un vero e proprio mantra ossessivo- di “baratro” di “mancanza di alternative” di “necessità di rigore” di “regole ferree”.
Scopriamo qualcosa di più su Mario Monti e sul perché è stato messo al governo, non dai noi ovviamente, i cittadini non hanno avuto voce in capitolo sulla gestione della crisi.
Nato a Varese il 19 marzo 1943, a ventun’anni si laurea in Economia alla Bocconi e parte alla volta degli Stati Uniti per specializzarsi a Yale dove incontra, tra l’altro, James Tobin – padre della cosiddetta Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie che non smette si far discutere.
Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d’un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l’emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni.
Il che, a detta del Professore, garantiva il potere d’acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell’1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale. 
A soli ventisei anni inizia la sua carriera di accademico come ordinario presso l’Università degli Studi di Trento. L’anno successivo e fino al 1985 insegna a Torino.
Nel 1985 diventa direttore dell’Istituto di Economia Politica della Bocconi e assume la cattedra della medesima disciplina. Dal 1989 al 1994 è Rettore, sempre dell’Università Bocconi, e poi, con la morte di Spadolini nel 1994, ne diviene il Presidente, carica che tutt’ora ricopre.
Alle sue attività di accademico si sono affiancate, nel corso degli anni, consulenze e collaborazioni con diverse istituzioni e commissioni e sono soprattutto questi incarichi che destano non poche preoccupazioni non solo nei fanatici dei complotti.
È stato relatore della commissione sulla difesa del risparmio finanziario dall’inflazione nel 1981, presidente della commissione sul sistema creditizio e finanziario dal 1981 al 1982, membro della Commissione Sarcinelli dall’86 all’87, membro del Comitato Spaventa sul debito pubblico dall’88 all’89, vicepresidente della Banca Commerciale Italiana dall’88 al ’90.
Il premier Mario Monti, chiamato a salvare l’Italia dai gorghi del default, tra il 1989 e il 1992 nei tempi del sesto e settimo governo Andreotti, non riuscì a impedire il peggio. Cioè l’esplosione del rapporto tra debito e pil preludio della grande tempesta finanziaria che al principio degli anni Novanta costrinse Giuliano Amato alla manovra da 103.000 miliardi di vecchie lire. In quei tre anni il peso del debito balzò dal 93,1% del 1989 al 98% del 1991 e al 105,2% del 1992. Un vero boom, insomma, pari al 12,9% in termini relativi e al 44,5% in cifre assolute, da 533,14 miliardi di euro a 799,5 “
Nel 1994 è indicato dal governo Berlusconi come candidato alla carica di Commissario Europeo e con Jaques Santer ottiene le deleghe a Mercato Interno, Servizi Finanziari e Integrazione Finanziaria, Fiscalità e Unione Doganale.
Nel 1999 fu costretto a dimettersi insieme a tutti gli altri membri della Commissione Santer per cattiva gestione, corruzione e nepotismo. Nello stesso anno, con Romano Prodi alla presidenza della Commissione Europea, è Commissario con delega alla Concorrenza: è il momento in cui si apre il procedimento contro la Microsoft di Bill Gates per abuso di posizione dominante. Inizia così l’azione di approfondimento del ruolo di controllo della concorrenza, uno dei vessilli del liberismo che è caro a Monti, così come gli è caro il rigore dei conti pubblici e la tutela del mercato, tanto da aver mosso – dalle colonne del Corriere della Sera – non poche critiche a Silvio Berlusconi per la sua gestione della crisi.
Fin qui Monti sembra solo un uomo in gamba che ha fatto una bella carriera, ma se si affianca il nome di Mario Monti alla Commissione Trilaterale, all’Aspen Institute e alla banca Goldman Sachs, la situazione assume connotati, forse, decisamente più loschi.
La Commissione Trilaterale – la Trilateral Commission di cui Monti è stato presidente – nata ufficialmente per rafforzare i legami tra Nord Europa, Europa e Giappone, coopera con il discusso Bilderberg Group, il Gruppo Bilderberg e con non poche altre grosse istituzioni mondiali: il mondo è nelle mani di pochi influenti uomini che ne determinano il destino: un’oligarchia segreta o un gruppo di stimabili filantropi? I dubbi si moltiplicano e in molti danno ragione a Daniel Estulin che vede la Trilaterale, così come il Bilderberg, come una massoneria segretissima e ultraliberista. Cliccate sui link per approfondire.
LAspen Institute – a quanto pare Monti fa parte del Comitato Esecutivo – è un’organizzazione internazionale no profit finanziata dalla Fondazione Ford e dal Rockefeller Brothers Fund (almeno inizialmente) che persegue una serie di scopi più o meno segreti grazie all’appoggio dei suoi ricchi e facoltosi membri. La “filiale” italiana, l’Istituto Aspen – «Aspen Institute Italia è un’associazione privata, indipendente, internazionale, apartitica e senza fini di lucro caratterizzata dall’approfondimento, la discussione, lo scambio di conoscenze, informazioni e valori» – è stata



fondata da Gianni Letta – proprio il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo uscente – l’attuale presidente è Giulio Tremonti e nel Comitato Esecutivo ce n’è per tutti i gusti, in un’inquietante miscellanea di appartenenze politiche: Corrado Passera – neo ministro per lo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti, già consigliere delegato di Intesa Sanpaolo – con Emma Marcegaglia, Romano Prodi, Umberto Eco, Fedele Confalonieri, Giuliano Amato, Lucia Annunziata e molti altri. L’Aspen Institute Vigila e Suggerisce i contenuti informativi dei Media Italiani e anche Mondiali. Ne esiste una sede in quasi tutto il mondo. Segna le linee guida (praticamente censura ciò che non gli fa comodo)sui palinsesti e le materie da trattare, applicandone delle migliorie per non offendere il pubblico (censura).
E poi c’è la chiacchieratissima Goldman Sachs, di cui Monti è international advisor, in sostanza consiglia alla banca dove portare i propri investimenti, indirizzandola – preferibilmente – verso affari convenienti. Per la cronaca Goldman Sachs è una banca d’affari – forse la più influente al mondo – e quindi offre servizi ben diversi dalle banche commerciali. In particolare sembra che Goldman Sachs sia “specializzata” in speculazioni ad alto rischio e secondo il Telegraph avrebbe speculato anche sulla crisi dei mutui subprime – per intenderci quella iniziata con la bolla immobiliare del 2006, che nel 2008 portò al fallimento della Lehman Brothers e che ha causato l’attuale crisi mondiale – mentre lo Spiegel spiega come abbia anche sulla situazione Greca, aiutando il Paese a nascondere il debito pubblico che lo affliggeva.

Che altro occorre sapere? Ah, forse che il 16 aprile 2010 la Security and Exchange Commission – la Sec, l’organismo statunitense che vigila sulla borsa valori – ha incriminato per frode la Goldman Sachs a causa del titolo Abacus 2007-AC1, grazie al quale la banca avrebbe frodato molti suoi clienti. Inutile riportare il ribasso dei titoli bancari delle borse statunitensi e del Vecchio Continente seguito all’inchiesta.
Sembra che la Goldman abbia “sfornato” non poche influenti personalità: anche Prodi è stato un consulente per la banca, così come Gianni Letta, mentre Mario Draghi – attualmente a capo della Banca centrale europea, ex governatore della Banca d’Italia – ne è stato vicepresidente dal 2002 al 2005.
La Goldman Sachs è famosa per «prestare» i propri uomini alle istituzioni, quasi dei civil servants con il pessimo difetto di passare spesso dalla banca privata ai posti di governo. Come peraltro i membri della Trilaterale o del Bilderberg Group. Mario Monti è uomo accorto: è presente in tutti e tre.
È la banca che ha inventato (subito copiata dalle altre) i prodotti derivati, quei 600mila miliardi di dollari virtuali che stanno strangolando il mondo. Che ha aiutato i conservatori greci a nascondere lo stato reale dei conti pubblici davanti alla Ue. Che ha mandato l’amministratore delegato Henry Paulson, nel 2006, a fare il ministro del tesoro di Bush figlio. Dopo il crack di Lehmann Brothers inventò il piano Tarp: 700 miliardi di dollari statali per salvare le banche private anche a costo di far esplodere il debito pubblico Usa. G&S riuscì in quel caso a intascare buona parte dei 180 miliardi destinati al salvataggio di Aig, gruppo assicurativo. Prima di lui era stato su quella poltrona Robert Rubin, con Clinton presidente; c’era poi tornato molto vicino, con Obama, ma dovette lasciare quasi subito il team economico: troppo evidente il suo doppio ruolo. Robert Zoellick è invece partito da G&S per coprire decine di ruoli per conto dei repubblicani, fino a diventare 11° presidente della Banca Mondiale.
Romano Prodi era stato lui advisor, prima di tornare all’Iri per privatizzarla e spiccare quindi il volo verso la presidenza del consiglio, per ben due volte. Al suo fianco, negli anni, Massimo Tononi, ex funzionario della sede di Londra e quindi sottosegretario all’economia tra il 2006 e il 2008.
Mario Draghi è certamente il più noto: dal 2002 al 2005 è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs; in pratica il responsabile per l’Europa. Ha lasciato l’incarico per diventare governatore della Banca d’Italia e prendere la presidenza del Financial Stability Forum (ora rinominato Board), incaricato di trovare e mettere a punto nuove regole per il sistema finanziario globale. Compito improbo, che ha partorito molte raccomandazioni ma nessun risultato operativo di rilievo (le regole di Basilea 3 sono tutto sommato a tutela della solidità delle banche, non certo limitative di certe «audacie» speculative).
Per vedere meglio che aria tira in Goldman Sachs leggete la lettera di dimissioni di Gregh Smith: Perché sto lasciando Goldman Sachs – di Greg Smith
Purtroppo c’è dell’altro: Monti ratificherà, ossia farà passare al Parlamento Italiano, l’ennesimo, anzi ultimo Trattato con l’Europa, che cederà la restante SOVRANITA’ POPOLARE ad un ente chiamatoMES-MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’, che ci condurrà alla fine.
Questo è un Ente che sovrasta la Costituzione Italiana ed ha Poteri Illimitati e Immunità , così come l’esercito che hanno creato per sedare eventuali rivolte, quando mai i cittadini volessero ribellarsi.
Gli EUROGENDFOR che potrebbero disperdere i manifestanti non più con manganellate o lacrimogeni o proiettili di gomma, ma sparando sulla folla, senza subire alcun processo per aver ferito o ucciso qualcuno.

Consiglio la visione del seguente video: COSI’ INIZIANO LE DITTATURE! Byoblu intervista l’europarlamentare Nigel Farage
Concludo con una dichiarazione di Rockfeller, proprio di quello che vedete mensionato sempre negli affari condotti da Mario Monti: 
Siamo sull’orlo di una trasformazione globale. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la “giusta” crisi globale e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale“.

“Il mondo è pronto per raggiungere un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di una elite intellettuale e di banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati“. David Rockefeller, 1991
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Napolitano,Sarkozy,Tremonti,Bush,Brown,il Papa,Gorbaciov,Obama,chiedono un Nuovo Ordine Mondiale!

10/09/2021 - Napolitano,Sarkozy,Tremonti,Bush,Brown,il papa,Gorbaciov,Obama,chiedono un Nuovo Ordine Mondiale...Aprite gli occhi!

USA: esperimenti segreti di manipolazione genetica



L’obiettivo è il controllo del pianeta Terra. Impossibile negare l’evidenza: governi e militari trattano la popolazione peggio di una cavia. La dittatura nazista o staliniana al confronto è uno scherzo.  Ecco altre prove del Pentagono: la diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell’acqua, nell’aria.
Lo dicono comunque gli stessi criminali in divisa che spadroneggiano in mezzo mondo, Italia in primis: «…are used to treat vast areas…». La brochure a stelle e strisce è inequivocabile:  «The 757th Airlift Squadron of the 910th Airlift Wing conducts the only aerial spray missions in the Air Force. These Reservists use four C-130H aircraft equipped with Modular Aerial Spray Systems (MASS), which are used to treat vast areas. For example, crews were charged with spraying areas devastated by Hurricane Katrina in Mississippi, Louisiana and Texas, to prevent the spread of disease. The 757th Airlift Squadron operates out of the Youngstown Air Reserve Station in Ohio». Si chiede un mio informatore  allarmato:  con cosa e per cosa?
E avvisano chi viene trattato? Va in onda il medesimo copione già sperimentato negli anni ’50 e ’60 mediante gli esperimenti nucleari segreti direttamente sulla popolazione (alla voce Stati Uniti d’America e Gran Bretagna), scoperti da ricercatori indipendenti ed ammessi dai “governi alleati”. Vale a dire: una sperimentazione di massa. Si, perché lo zio Sam ha allargato a dismisura l’orizzonte su scala planetaria. Tanto chi lo controlla? L’Europa è succube o tutt’al più supina al volere criminale della Casa Bianca e al nuovo ordine mondiale degli illuminati (vedi anche i criminali a piede libero Rockefeller e Rothschild). A parte le lobbies, basta dare un’occhiata all’Aspen Institute , o meglio al grado di cooptazione della cosiddetta “classe dirigente” del vecchio continente. Quanto alla portaerei Italia, i boiardi di Stato ci sono tutti: da Berlusconi a Prodi, passando per l’eterodiretto Monti ed il privilegiato Napolitano (inciampato nella trattativa Stato-mafia). Alzi la mano chi è fuori controllo disumano, a parte i miopi e i noti corrotti assoldati un tanto al chilo. Il tema della guerra ambientale in atto non entra nel dibattito generale dettato da chi detiene il potere. Quanto alle voci ammaestrate, basta fare attenzione alle grossolanità – nazionali e internazionali – pronunciate dai giullari ammaestrati – italioti e non – per rendersi conto del livello di disinformazione corrente. Allora: Saviano e Grillo a nanna. La faccenda è seria: è in gioco la vita di questa generazione e di quelle future.
Italia, scie chimiche, anno 2012
Controllo totale – Il vero scopo delle scie chimiche (chemtrails): il controllo della popolazione mondiale, per mezzo della distribuzione  sul globo di microsensori che funzionano alimentati dai raggi ultravioletti. Ecco perché gli avvelenatori stanno completando la distruzione dell’ozonosfera.  Bisognerebbe acquisire familiarità con il documento “Weather As a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025”, un capitolo delle previsioni future. Le persone preoccupate circa le operazioni di aerosol in tutto il mondo nell’atmosfera e definite “scie chimiche”, spesso si riferiscono a questo testo come un’evidenza in grado di dimostrare che le forze armate statunitensi sono coinvolte nelle operazioni di irrorazione per il controllo del tempo. Si tratta di un documento bellico da divulgare nelle scuole  di ogni ordine e grado ed in ogni continente.
Il concetto che le scie chimiche servono a ridurre il riscaldamento globale è la solita storia di copertura. L’aeronautica militare nord-americana ha studiato come diffondere sensori nanometrici tra la popolazione per mezzo del cibo, dell’acqua e dell’aria, di modo che questi sensori penetrino nell’organismo. Numerosi ricercatori indipendenti hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario ed un tipo di fibra di polietilene e silicio. Solo per offrire un termine di paragone documentato da nord a sud, osservato da una miriade di testimoni oculari: nel giugno 2012 in Puglia nevicava di brutto su distese di ortaggi, uliveti, vigneti e campi di grano. Velivoli senza livrea hanno irrorato il cielo nell’indifferenza generale, grazie alla compiacenza delle sottomesse autorità tricolori; ovviamente in ossequio agli accordi della Nato.
La dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa ed il dottor Michael Castle, chimico e attivista, hanno unito le loro forze per determinare se le nanofibre che fuoriescono dalla pelle dei malati di Morgellons e le nanofibre delle scie chimiche sono correlate. I pazienti affetti da Morgellons presentano nanofibre di colori differenti che fuoriescono da piaghe che non guariscono. Le fibre di ricaduta delle scie chimiche sono simili. Sono su di noi, nella nostra abitazione e si possono vedere con una luce fluorescente nera. La luce ultravioletta le fa brillare.  I filamenti, campioni di tessuto prelevati dalle vittime del Morgellons e campioni delle fibre delle chemtrails, sono stati inviati nei migliori laboratori degli Stati Uniti: AMDL Inc., ACS, Inc., MIT e Lambda Solutions. Il dottor Castle e la dottoressa Staninger hanno chiesto a questi laboratori di identificare le fibre. La dottoressa Staninger ha inoltre determinato che i filamenti del Texas coincidono con quelli analizzati in Italia. Le fibre delle scie chimiche sono una specie di filamenti pre-Morgellons. Le fibre del Morgellons sono più sviluppate, ma sono correlate ad un tipo di nanotecnologia. Assistiamo ad un’invasione dei tessuti umani nella forma di nanotubi, nanofili, nonostrumenti, in grado di autoassemblarsi, autoreplicarsi insieme con sensori o antenne e capaci di trasportare frammenti di D.N.A. ed R.N.A. geneticamente modificati. Queste nanomacchine proliferano in un ambiente alcalino ed usano l’energia dell’organismo, i suoi minerali ed altri elementi non identificati come alimentazione. Esiste un’evidenza che suggerisce che queste nanomacchine ospitano al loro interno delle batterie. Si ritiene anche che siano in grado di ricevere specifiche microonde, segnali EMF ed ELF. E’ possibile che le fibre delle scie chimiche diventino nanoparticelle? La dottoressa Staninger pensa di sì. Le nanoarticelle possono passare attraverso le barriere del sangue nei polmoni, entrare in circolo e raggiungere il cervello o altri organi del corpo. Jim Giles afferma: “Le nanoparticelle, piccoli grumi che potrebbero essere usati per rendere i circuiti dei computers più veloci e per migliorare l’assorbimento dei farmaci, possono raggiungere il cervello dopo essere state inalate”.

La Staninger ritiene che queste nanoparticelle siano in grado di assemblarsi dopo che hanno raggiunto il cervello o altri organi. Ella afferma che noi mangiamo questa nanotecnologia. È nel cibo, nelle piante e negli animali. Ricorda anche che le nanoparticelle replicano il D.N.A. dei germi con cui vengono in contatto. Ciò determina un aumento delle malattie. Un tipo di nanofilo è implicato nella creazione di pseudo-capelli e di pseudo-pelle. Queste proteine, in grado di replicarsi, creano anche forme chimeriche, simili ad insetti o a parassiti. Nascono pure dei bambini con queste nanomacchine nel loro organismo e ciò è la prova che questa tecnologia può oltrepassare le barriere protettive. Il dottor Castle ha stabilito che almeno 20 milioni di Statunitensi hanno questi sensori, antenne fili e strumenti nel loro organismo. Il Morgellons si diffonde con una media di mille casi al giorno. La media è destinata a crescere nei prossimi anni. Le persone che non manifestano sintomi del Morgellons possono avere comunque una malattia non conclamata. Si ritiene che il sintomo principale sia l’espulsione di fibre dalla pelle. Se non si manifestano sintomi, vuol dire che il tuo organismo si sta abituando all’aggressione.
Su la testa – Una volta i disinformatori prezzolati o più semplicemente i dementi nullafacenti – senza arte né parte – stravaccati sul web, riuscivano a convincere le masse facendo credere che Haarp fosse una stazione radio per musica leggera, che le scie chimiche un grazioso ornamento al cielo naturale, i cerchi nel grano elaborati da ricci in amore, il signoraggio bancario una fortuna per i popoli. Invece, basta socchiudere gli occhi al cielo. Quella che stiamo vivendo è una guerra climatica, ambientale, finanziaria ed alimentare creata in laboratorio da criminali potenti. O apriamo le menti e facciamo qualche cosa di sensato per arrestare questa barbarie, oppure siamo destinati in questa vita a soccombere. Non è più tempo di ingenuità o chiacchiere al vento. Bisogna osare: vale a dire mandare gambe all’aria questo sistema di potere che opprime il genere umano e distrugge la vita di Gaia.
di Gianni Lannes
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