Forte eruzione solare registrata sul versante orientale del Sole


Alle ore 18:14 UTC la sonda SDO Solar Dynamic Observatory ha registrato un forte brillamento solare di classe M 9.0 intorno ad un a nuova regione attiva del Sole in fase di rotazione dal versante orientale .Come si evince dal grafico il Solar x ray flux ha avuto un improvviso picco restate sintonizzati per sapere se l'evento potra' avere riflessi rispetto alla Terra.
http://www.solarham.net/

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Bambini africani cavie della sperimentazione di nuovi vaccini


- Di Gabriele Milani, infermiere -



Per lo sviluppo del programma sono già stati investiti più di 500 milioni di dollari e lavorano fianco a fianco i ricercatori di un colosso mondiale del settore farmaceutico e i migliori medici delle forze armate USA. Sponsor, l’onnipotente padrone delle nuove tecnologie informatiche. Si tratta della sperimentazione di un nuovo vaccino contro la malaria, nome in codice “RTS,S/ASO2”.
Una speciale unità dell’esercito statunitense in Kenya (USAMRU-K) e la multinazionale britannica GlaxoSmithKline (GSK) stanno eseguendo decine di migliaia di test su bambini e neonati in alcuni dei villaggi più poveri del continente africano. Il tutto sotto l’occhio vigile di US Army Africa, il comando delle forze militari terrestri in Africa istituito a Vicenza che tra gli scopi annovera il “supporto delle missioni mediche di US Army nel continente nero”. È nel Muriithi-Wellde Clinical Research Centre di Kombewa, città della provincia di Nyanza (Kenya), che i dati della sperimentazione del vaccino vengono raccolti ed analizzati dal team di USAMRU-K.

“La nostra unità dipende dal Comando per la Ricerca Medica dell’US Army (USAMRMC) che ha sede a Fort Detrick, Maryland, ma noi stiamo coordinando le attività nel continente con l’US Africa Command (AFRICOM) di Stoccarda e US Army Africa di Vicenza”, spiega il portavoce di USAMRU-K. “A Kombewa è in avanzata fase di sviluppo la ricerca sull’efficacia del vaccino contro la malaria, malattia trasmessa da zanzare infette.
USAMRU-K partecipa alla sperimentazione di quello che potrebbe diventare il primo vaccino anti-malarico per bambini. I partecipanti ricevono cure gratuite per la durata di tre anni scolastici. Una volta provata la sua sicurezza ed efficacia, il vaccino potrà essere immesso sul mercato. Lo studio odierno nasce da una partnership con la PATH Malaria Vaccine Initiative (MVI) e la compagnia farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK)”. Per lo sviluppo del vaccino, GSK ha già investito 300 milioni di dollari e altri 100 verranno spesi nei prossimi due anni. Al finanziamento delle ricerche ha contribuito con 107,6 milioni di dollari l’organizzazione statunitense “no-profit” Path, utilizzando un fondo ad hoc della Bill & Melinda Gates Foundation, la fondazione “umanitaria” del magnate di Microsoft, Bill Gates.
Il vaccino RTS,S/AS02 è stato creato nel 1987 nei laboratori del Belgio di GSK Biologicals (una partecipata Glaxo) ed è stato testato la prima volta nel 1992 su “alcuni volontari” negli Stati Uniti d’America, grazie alla collaborazione dell’US Walter Reed Army Institute of Research, l’istituto di ricerca medica dell’esercito USA con sede a Washington. La prima campagna di sperimentazione ad ampio raggio dell’RTS,S ha però preso via in Africa nel 1998 e nel biennio 2002-2003 i test sono stati eseguiti sulla popolazione “adulta” dei villaggi di Kombewa nel Centro clinico co-gestito da USAMRU-K.
“I test fornirono dati incoraggianti in termini di sicurezza e immunogenicità, così a partire della fine del 2003 è stata avviata la fase sperimentale “Ib” su 90 bambini della stessa aerea geografica, che ha prodotto risultati ancora una volta incoraggianti”, si legge in un report della GlaxoSmithKline. “Subito dopo è partita la fase “II”, condotta su oltre 2.000 bambini nel sud del Mozambico. I risultati di questo test, pubblicati dalla rivista medica The Lancet nel 2004 e 2005, hanno mostrato che l’RTS,S è stato efficace per un periodo di 18 mesi nel ridurre la malaria clinica nel 35% dei casi, e la malaria grave nel 49%”.
Ignoto, ovviamente, cosa sia accaduto nel restante numero di casi, 1.300 bambini in carne ed ossa.
Qualche tempo dopo è stata avviata la fase sperimentale “”IIb” per determinare l’efficacia “a lungo termine” del vaccino anti-malarico. A far da cavie, stavolta, più di un migliaio di neonati di Kenya e Tanzania e un imprecisato numero di bambini in Mozambico. I risultati sono stati pubblicati l’8 dicembre 2008 dal New England Journal of Medicine: “In 340 bambini di età compresa tra i 5 e i 17 mesi, l’RTS,S/AS01 ha ridotto il rischio di episodi clinici di malaria del 53%, su un periodo di follow-up di otto mesi, quando è stato amministrato a 8, 12 e 16 settimane di età con un vaccino comune contenente antigeni per la difterite, il tetano la pertosse e l’haemophilus influenzae B (Hib).
Lo studio ha inoltre riportato il 65% in meno nell’insorgenza delle nuove infezioni su un periodo di follow-up di tre mesi dopo la somministrazione delle tre dosi vaccinali”. Negli stessi mesi veniva realizzato un ulteriore test in Kenya e Tanzania su 894 bambini tra i 5 e i 17 mesi di età. “Si è valutata la sicurezza e l’efficacia dell’RTS,S/AS, combinato ad un altro Sistema Adiuvante di proprietà della GSK, noto con il codice AS01”, spiegano i responsabili della società farmaceutica. “Sono state somministrate ad ogni bambino altre tre dosi del vaccino sperimentale RTS,S/AS01 o il vaccino anti-rabbico.
È stato provato che la formula RTS,S/AS01 riduce gli episodi di malaria clinica del 53% in un periodo medio di otto mesi. Studi successivi in Mozambico con l’utilizzo del vaccino RTS,S congiuntamente ad un Sistema Adiuvante differente della GSK (AS02) hanno provato il 35% di efficacia contro la malattia clinica per 18 mesi in bambini di età compresa tra uno e quattro anni”. Nel maggio 2009 ha infine preso il via la fase sperimentale “III” che ha visto la somministrazione del vaccino a più di 16.000 bambini di sette paesi dell’Africa Sub-Sahariana (Gabon, Mozambico, Tanzania, Ghana, Kenya, Malawi e Burkina Faso).
Secondo US Army, nel centro clinico di Kombewa sarebbero stati sottoposti a test più di un migliaio di bambini di età compresa tra i cinque mesi e tre anni. “Il passo successivo sarà quello di trovare un altro migliaio di partecipanti che abbiano non più di sei settimane di vita”, spiega la responsabile del presidio militare. “Ciò significa ottenere la fiducia di nuove madri nei villaggi rurali, dato che esse partoriscono sempre in casa”. Un comunicato della GlaxoSmithKline in data 21 aprile 2010 afferma che “se sarà provata l’efficacia sui bambini tra i 5 e 17 mesi d’età, il nuovo vaccino sarà sottoposto ai controlli delle autorità sanitarie internazionali nel 2013”.
Ulteriori dati sulla sicurezza e immunogenicità “saranno presentati quando essi saranno pronti”. “Se tutto andrà bene – prosegue GSK – la somministrazione generale dell’RTS,S ai bambini di età compresa tra le 6 e le 12 settimane di vita sarà possibile entro cinque anni”. Se tutto andrà bene, dunque. Male che va si potrà pensare di estendere la sperimentazione ad altre decine di migliaia di piccolissime cavie umane in tutto il continente africano.
Se appare incredibilmente spregiudicata e priva di etica la massiccia sperimentazione del vaccino in aree del continente dominate dalla fame, dal sottosviluppo, dall’analfabetismo e dall’assenza di qualsivoglia servizio primario, desta profonda inquietudine il ruolo assunto nella vicenda da un’unità “sanitaria” d’élite delle forze armate USA. USAMRU-Kenya vanta però una lunga tradizione nel campo della “ricerca scientifica” e della “prevenzione” delle infermità tropicali.
In qualità di task force operativa estera del Walter Reed Army Institute of Research, l’unità fu inviata in Kenya nel lontano 1969 per avviare uno studio sulla tripanosomiasi, un’infezione parassitica trasmessa dalla mosca tse-tse. Nel 1973 USAMRU stabilì una propria sede permanente a Nairobi grazie ad un accordo con il Kenya Medical Research Institute. Negli anni successivi furono aperti laboratori nella capitale e nel Kenya occidentale (Kisumu, Kisian, Kombewa e Kericho) per la sperimentazione di farmaci contro malaria, tripanosomiasi, “malattie infettive globali emergenti” e l’HIV/AIDS.
Proprio all’AIDS sono stati destinati gli sforzi maggiori più recenti: nell’ambito dell’United States Military HIV Research Program (USMHRP), lo staff di US Army sta sviluppando il vaccino HIV-1 ad efficacia globale e testando e valutando altri vaccini sperimentali contro l’AIDS. La sede del programma HIV è stata stabilita ancora una volta in Kenya, a Kericho, alla fine del 2000.
Coincidenza vuole che a fine dicembre 2000 nasceva pure in Gran Bretagna la GlaxoSmithKline (GSK) grazie alla fusione di due grandi società farmaceutiche, Glaxo Wellcome e SmithKline Beecham.
Con oltre 100 mila dipendenti e un fatturato di 34 miliardi di euro, GSK si colloca al secondo posto nel mondo con una quota di mercato del 5,6%, dietro il gruppo Pfizer. Il comportamento “etico” della multinazionale è stato duramente stigmatizzato da più parti e non sono mancati gli scandali che l’hanno vista direttamente coinvolta. Tra le fondatrici di EuropaBio, l’associazione-lobby che raggruppa le industrie che promuovono la legalizzazione della produzione e dell’impiego di cibi geneticamente modificati, GlaxoSmithKline è stata messa sotto inchiesta dalle autorità argentine a seguito della morte nel 2008 di 14 bambini sottoposti alla sperimentazione di un nuovo vaccino contro la polmonite e l’otite. Altri due bambini sarebbero morti durante analoghi test a Panama e Cile.
Agli inizi del 2007 la GSK aveva cominciato la somministrazione di 15.000 vaccini contro lo pneumococco ad altrettanti bimbi minori di un anno in tre regioni del nord argentino, Mendoza, San Juan e Santiago dell’Estero. Secondo gli organi di stampa locali, i genitori, di origini umili, “firmavano senza sapere che si trattava di una sperimentazione in fase tre, direttamente su umani, di un farmaco che poteva comportare dei rischi”. Nonostante l’indagine, GSK ha iniziato a distribuire in tutto il continente africano il vaccino Synflorix “per combattere le malattie pneumococciche invasive”.
Si tratta di un programma “umanitario” dal costo di 1,3 miliardi di dollari voluto da G8, Banca Mondiale e UNICEF, finanziato in buona parte dall’Alleanza pubblico-privato internazionale GAVI (Global Alliance for Vaccines and Immunisation), da cinque paesi donatori (Gran Bretagna, Canada, Russia, Norvegia e Italia) e dall’immancabile Bill & Melinda Gates Foundation. È prevista la distribuzione fino a 300 milioni di dosi prodotte da un impianto aperto dalla multinazionale a Singapore.
Proprio un bell’esempio di mercato globale. Mentre fatturati e guadagni si moltiplicano inverosimilmente, il management di GSK ha varato un piano che prevede la chiusura a breve termine del Centro ricerche e produzione antibiotici di Verona, uno dei due impianti posseduti in Italia dalla società. A rischiare il licenziamento sono più di 600 lavoratori. Delocalizzazioni nel sud-est asiatico, test sui bambini africani, smantellamento dell’apparato produttivo in Europa. E nello sfondo la guerra, altro crimine del capitalismo dal volto sempre più disumano.
Nell’ultima decade, la GlaxoSmithKline ha sottoscritto con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d’America ben 61 contratti per la fornitura di vaccini, farmaci e attrezzature sanitarie, per un importo complessivo di 75.555.579 dollari. Assai meno di quanto fatto però dal partner e “mecenate” Bill Gates: in computer, programmi e war games, Microsoft-Gates ha fatto affari con il Pentagono per 278.480.465 dollari. Due volte e mezzo in più di quello che è stato reinvestito per i nuovi vaccini contro la malaria.
Se al posto di questi bambini vi fosse vostro figlio?… come reagireste?

Meteorite solca i cieli dell'Inghilterra: boati e scosse sismiche dovuti al boom sonico


Dopo l’evento della California, i dipartimenti di polizia del Devon e della Cornovaglia, nel Regno unito, hanno ricevuto centinaia di telefonate da parte di residenti che sostengono di aver udito delle scosse di terremoto e udito forti boati intorno alle 16:15 ora locale di ieri, 18 Ottobre 2012.

Il British Geological Survey ha riferito alla BBC che potrebbe essersi trattato di un boom sonico da parte di un meteoroide entrato nella nostra atmosfera a grande velocità, che avrebbe causato variazioni di pressione nell’atmosfera durante la caduta. 


Dalle prime analisi sembra che nulla abbia colpito il suolo, e che quindi non si sia trattato di un meteorite, anche se si attendono i responsi definitivi da parte dei ricercatori. Richard Luckett, del BGS, è convinto, grazie alle testimonianze della popolazione, che il boom sonico sia la teoria più plausibile. Ogni anno, a cavallo tra la seconda e la terza decade di Ottobre, la Terra attraversa un flusso di detriti della nota cometa di Halley.

Queste particelle di polvere sono note come le Orionidi, anche se non è ben chiaro se questo evento possa essere rappresentato da questi flussi detritici o da meteore sporadiche, non associate. Tuttavia, la testimonianza di un altro bolide nei cieli della California, fa pensare che la vicinanza del picco con le Orionidi che avverrà nella notte tra il 21 ed il 22 Ottobre, possa essere correlato. In quella notte sono attese 25-30 meteore all’ora, purchè si osservi da un cielo particolarmente buio.

Non è certamente la prima volta che accadono quest eventi, nè bisogna valutarli come segno di un prossimo cataclisma, come alcune fonti tendono a farci capire. Lo scorso 29 Agosto avevamo segnalato un evento analogo nei cieli dell'Inghilterra e della Scozia. Ma la spettacolarità del fenomeno induce a pensare che sia sempre qualcosa di eccezionale. 

Studio dell'E.U: scenari draconiani di controllo demografico per i prossimi 40 anni



DI JURRIAN MAESSEN

Uno studio del 2011 finanziato dalla Commissione Europea e dal WWF presenta misure draconiane di controllo delle nascite, tasse individuali sulle emissioni di carbone, canali d’informazione controllati dal governo e legalizzazione del suicidio volontario e assistito nei paesi europei.

Un gruppo di studio finanziato dall’Unione Europea chiamato The One Planet Economy Network (OPEN-EU) ha elaborato nel 2011 un documento totalmente ignorato dall’attenzione pubblica e dai mezzi d’informazione di massa. Questo, finora.

Il documento, intitolato Scenari verso un’Economia Planetaria Unica in Europa) (1) riporta diversi scenari o “percorsi” che l’Unione Europea dovrebbe seguire per raggiungere una cosiddetta “Economia Planetaria Unica”.

Finanziata con i fondi del Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo dell’Unione Europea e dal WWF, il documento segue pedissequamente i tipici scenari dell’ Agenda 21. Nel documento, intriso di termini come “sostenibilità” e “matrice ecologica”, gli autori delineano quattro distinti percorsi che conducono alla cosiddetta “Economia Planetaria Unica”. Stessa cosa è riportata all’inizio dello stesso studio.

“Ci sono quattro storie che forniscono visioni alternative, non necessariamente ideali, della transizione verso l’Economia Planetaria Unica in Europa entro il 2050; scenari che presentano sia una descrizione di vita in Europa nel 2050 sia dell’organizzazione politica necessaria per sostenere la transizione verso quest’unico e comune punto di arrivo, sulla base di diverse premesse del futuro”.

Questo è l’elenco delle Quattro “narrazioni”:

1: Capacità e attenzione
2: Avanti veloce
3: Punto di Rottura
4: Al Rallentatore

Per avere un’immagine chiara degli strumenti “draconiani” proiettati verso l’inevitabile fine del mondo, sarà necessario citare gli autori per esteso, soprattutto riguardo al “Punto di Rottura” L’“assetto politico” indicato comprende quanto segue:

“L’UE deve prendere delle drastiche misure per ridurre la crescita demografica sia in Europa sia, e soprattutto, nel resto del mondo, per evitare che la crescita della domanda (in un momento in cui l’innovazione tecnologica è stagnante e le risorse naturali – combustibili fossili e terreno agricolo – sono in esaurimento) facciano innalzare ulteriormente i prezzi. In alcuni paesi europei l’aspettativa di vita è stabile, in altre si riduce.”

Più Avanti, con il titolo “Demografia”, leggiamo:
v “All’inizio del 2012, una delle misure adottate per il controllo demografico era di ridurre gradualmente – fino ad annullarli – gli assegni familiari alle famiglie numerose. Entro il 2020, tali assegni sono riconosciuti solo fino al secondo figlio. Considerando che in generale l’economia è ormai basata sul lavoro intensivo, le politiche d’immigrazione si sono nel frattempo rilassate per attrarre lavoro specializzato, soprattutto nel campo agricolo. Questo aumenta la tensione sociale in Europa. Per attuare il controllo della popolazione, gli accordi commerciali bilaterali hanno bisogno di partner commerciali.”

Benché il documento camuffi i suoi modelli “politicamente rilevanti” sotto il termine intenzionalmente vago di “scenari”, molte delle misure descritte sono attualmente già state adottate. Quando gli autori dicono che “gli accordi commerciali bilaterali richiedono partner commerciali per poter applicare le misure di controllo demografico”, va sottolineato che è una cosa che già accade oggi. Nel mio articolo “ONU e Banca Mondiale tengono in pugno le nazioni sovrane con la clausola della riduzione della popolazione” (2) , fornisco le prove, senza dubbio alcuno, che tali accordi commerciali sono già in atto. In un “documento di discussione” (3) della Banca Mondiale del 2007 è ben descritto il ruolo della Banca stessa in questi accordi:

“La Banca è in una posizione di potenziale forte vantaggio nel trattare questi argomenti al più alto livello politico nei vari paesi, non solo a livello di Ministri della Salute, ma anche di Finanze e Pianificazione e Sviluppo. Questo è un punto fondamentale, considerato il crescente aumento del riconoscimento all’economia politica di un ruolo cruciale nella realizzazione dei programmi sanitari legati alla riproduzione umana, soprattutto in paesi ad alto tasso di natalità”.

Il documento indica due nazioni attualmente già sottoposte al regime di controllo demografico da parte della Banca Mondiale. Primo esempio: il Niger. La Banca Mondiale ha già stabilito dei cosiddetti “paletti” che il paese in questione deve rispettare per poter continuare a beneficiare degli aiuti della Banca. Nel caso del Niger, che l’IMP classifica come “paese povero con alto tasso d’indebitamento” e, quindi, facile da soggiogare, il documento riporta:

“La crescita della popolazione è documentata e si pianifica un ESW – Economic Sector Work – Studio di Settore. Una strategia nazionale della popolazione e della sanità riproduttiva non è solo un limite imposto di Strategia di Aiuto al Paese (CAS-Country Assistance Strategy), ma anche una fonte di prestiti economici, mentre la sanità riproduttiva fa parte dei cosiddetti “paletti” della CAS”.

“Alta fertilità e rapida crescita demografica non solo sono considerate problemi gravi, ma la fertilità è anche usata come parametro di performance CAS. Inoltre, è stato programmato ed eseguito un ESW sulla popolazione. Quell’ESW è stato determinante nella promozione del dibattito interno sui problemi demografici, e ha condotto a un’operazione demografica indipendente dell’ IDA (International Development Association), attualmente in corso di preparazione, la prima – dopo molti anni – operazione specifica sulla popolazione nella Regione Africana della Banca Mondiale. La preparazione della Strategia Nazionale della Popolazione e della Sanità Riproduttiva è anche stata un “paletto” CAS e una fonte di prestiti, mentre la sanità riproduttiva era uno dei pilastri fondamentali dei “paletti” CAS”.

Si spiega chiaramente in questo linguaggio tipicamente tecnocratico il vero modus operandi adottato, rivelando apertamente chi sonoi complici della Banca.
“Si sono uniti allo sforzo anche altri partner della Banca, come l’Unione Europea. Finalmente i problemi demografici assumono alta priorità nel nuovo sistema di Crediti alle Politiche Agricole e Sociali (Prestiti alle Politiche di Sviluppo).”

E di nuovo. Il documento del 2011 sottolinea che “sono limitati i rapporti commerciali con quei paesi che non adottano misure di controllo demografico”. Un altro problema presentato nello scenario “Punto di Rottura” è la forte espansione della legislazione comunitaria:

“Nel 2050 – scrive il documento – “gli europei saranno costretti ad adottare stili di vita ecologici – ad esempio, il divieto di viaggi individuali a lunga distanza non essenziali. A quel punto, i viaggi aerei sarebbero diventati troppo costosi per la maggior parte della gente. Lo stato controllerebbe e influenzerebbe ogni possibile canale educativo, d’informazione e di marketing per diffondere questo messaggio, allo scopo di imporne l’affermazione e l’applicazione e modificale la comune percezione della sostenibilità”. Si giunge quindi all’elaborazione della scenario-trappola di una popolazione in stile Agenda 21:
v “La maggior parte degli Europei vive in aree metropolitane densamente popolate, in quartieri residenziali compatti e altamente efficienti. Le unità abitative comprendono due o tre persone. I quartieri residenziali sono essenziali, energeticamente efficienti, controllati da sensori intelligenti che permettono allo stato di regolare l’utilizzo delle infrastrutture energetiche, monitorarne il consumo, il carico e, se necessario, tagliare la fornitura di energia elettrica.”

Riascoltiamo un attimo queste parole: “Lo stato controlla uso, carico e se necessario taglia la fornitura di energia”. Fantastico, vero? E se non vi è bastato, ascoltate questo: “Nel 2015, nei Paesi Europei il suicidio volontario o assistito sarà diventato legale”.

“Entro il 2020, la maggior parte dei canali d’informazione sarà controllata dal governo e utilizzata nel tentativo di indurre nuovi comportamenti sociali; al motto di “Forte giocare entro i limiti!” oppure “Verde = Crescita”.

Cito l’attuale Commissario Europeo all’Ambiente Potočnik, che ha dichiarato che “attribuisce più importanza alle politiche che mirano a cambiare i comportamenti umani più che a politiche reattive che puniscono chi inquina”. Mi tornano in mente anche altri commenti fatti da questo stesso commissario in un discorso postato sul sito internet della Commissione Europea . Nel suo discorso Potočnik ricordava il suo “caro amico” Achim Steiner, Direttore Esecutivo dell’U.N.Environment Programme, secondo il quale l’idea di governare sui mercati era un accordo previsto dall’Agenda 21 fin dai suoi inizi, nel 1992, durante il noto Earth Summit di Rio de Janeiro:

“Vent’anni fa abbiamo convenuto su cosa fare, ora abbiamo gli strumenti per farlo. Se non arriviamo al cuore delle politiche economiche, ci ritroveremo un giorno a Rio-+40, sentendoci ancora più in colpa. I mercati sono costrutti sociali. Non sono una forza come la gravità. Possono essere governati.”

Con queste poche frasi a effetto, il Segretario Generale dell’ UNEP rivela molte cose. Primo: che le attuali disparità economiche offrono “gli strumenti” per applicare un’Agenda (la 21) concordata nei primi anni ’90; secondo: che il nostro caro Segretario Generale vuole “arrivare al cuore delle economie”; e terzo: che fin dall’inizio dell’Agenda 21 si era già convenuto che i liberi mercati dovessero essere controllati.

In risposta alla citazione de “il caro amico alle Nazioni Unite”, il commissario europeo per l’ambiente ha aggiunto del suo a quest’incredibile montagna di dichiarazioni assolutistiche, dicendo:

“Sì. Possono essere governati e devono essere governati”.

L’ultimo scenario previsto dal Gruppo di Studio dell’Unione Europea, intitolato “Al Rallentatore”,
Il documento elenca molte altre cose che non riporto in questo mio articolo. Una sfida per i lettori: studiate questo documento, insieme con altri documenti dei radicali ambientalisti, quei piccoli e asettici tecnocrati che circolano a Bruxelles.

L’Agenda 21, o con qualunque altro termine essa sia oggi promossa e chiamata, è letteralmente intrecciata nel tessuto delle grandi imprese e dei governi. Per questo motivo, tutte le relative affermazioni e pubblicazioni emanano un sentore di tirannia e quindi hanno quel sapore d’intrinseca tirannia, quindi non valide.

Jurriaan Maessen
Fonte: http://explosivereports.com
Link: http://explosivereports.com/2012/10/09/eu-funded-group-outlines-draconian-population-control-scenarios-for-the-next-forty-years/
10.10.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

NOTE:

1) http://seri.at/wp-content/uploads/2011/11/WP6_Scenarios_Storyline_Report_Cover.pdf
2) http://explosivereports.com/2012/05/14/un-world-bank-strangle-sovereign-nations-into-accepting-global-population-reduction-dictates/
3) http://siteresources.worldbank.org/HEALTHNUTRITIONANDPOPULATION/Resources/281627-1095698140167/PopulationDiscussionPaperApril07Final.pdf
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Gigantesca crepa si apre nel sud della Spagna!


20 ottobre 2012 - Uno squarcio della lunghezza di 1,5 km si e' improvvisamente aperto nella Terra nelle zone del sud della Spagna, che erano state colpite dalle inondazioni nei distretti di El Esparragal, Puerto Lumbreras.Lo stupore e lo sgomento nei proprietari del terreno che non riescono a darsi una spiegazione.L'enorme crepa e' profonda dai 3 fino al massimo di 5 metri.Consulenti tecnici della protezione civile e del servizio geologico nazionale hanno ispezionato la zona senza pero' ancora trovare una spiegazione del fenomeno.Da entrambe le organizzazioni viene riferito che sara' necessario uno studio geologico piu' approfondito per capirne le cause, il terreno potrebbe trovarsi su una faglia o potrebbe essere stato destabilizzato dalle estrazioni di acque sotterranee.
terrarealtime

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San Francisco: un onda d'urto ha fatto tremare la citta'!


19 ott 2012 - SAN FRANCISCO, CA - Una palla di fuoco e' stata avvistata nei cieli della baia di San Francisco da numerosi residenti, l'oggetto luminoso con sfumature di rosso-arancio, ha striato il cielo notturno lo scorso Mercoledì, 18 ottobre, intorno alle 20:00 ora locale.Secondo alcune  testimonianze sembra che l'avvistamento sia stato accompagnato da un boom sonico che avrebbe generato un onda d'urto cha avrebbe fatto tremare numerosi quartieri facendo temere per un terremoto.L'astronomo californiano Wes Jones ha catturato una palla di fuoco mentre solcava il cielo il 17 ottobre. Terra Cielo

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Perù: frana su villaggio, 11 morti e 10 dispersi

PERU’ / Tragedia in Perù: 11 persone sono morte e 10 sono disperse in Perù a causa di un fiume di fango in una regione montuosa nel nord del paese. Tra le vittime ci sono anche 5 bambini, secondo quanto riferito dalle autorità locali. La tragedia è avvenuta in località El Porvenir. I soccorritori hanno scoperto 11 cadaveri dopo che una caduta di fango e rocce, seguita alle forti piogge, che ha colpito la zona. Sono al momento dispersi altri 10 abitanti del villaggio, situato nel dipartimento di Picota, una zona montuosa nella regione di San Martin.

 


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