Indonesia: numerosi vulcani si stanno risvegliando e' minacciano l'intero arcipelago!

29 Dicembre 2011 - INDONESIA - Le popolazioni che vivono nelle vicinanze dei tre vulcani a East Java sono stati avvertiti di stare in allerta visto i segni di un aumento dell'attività vulcanica

I tre vulcani sono il Monte Ijen ,il Monte Semeru e il Monte Bromo.Un funzionario dell''agenzia della gestione delle calamità Timur Siswanto ha riferito  che le autorità sono pronte a gestire qualsiasi situazione di emergenza,se dovesse verificarsi un disastro vulcanico.Secondo i media locali il Monte Ijen sta mostrando segni di incremento della sua attività e le persone che vivono nelle sue vicinanze sono stati avvertiti di stare lontano almeno 1,5 km della montagna. Oltre ai suddetti tre, altri cinque vulcani - Il Monte Gamalama (sull'isola di Ternate, nelle Molucche),il Monte Papandayan (Garut, West Java), il Gunung Karangetang (Nord Sulawesi), Gunung Lokon (Nord Sulawesi) e Anak Krakatau (Sunda Strait) - mostrano segni di un aumento  della loro attivita' vulcanica e minacciano l'intero arcipelago indonesiano.

Le foche in Alaska stanno morendo di Cancro!

29 Dicembre 2011 - ALASKA - Gli scienziati in Alaska stanno indagando sulla moria di foche sigillo che sta colpendo la regione,secondo alcuni contaminate dalle radiazioni nucleari provenienti dallo stabilimento giapponese di Fukushima . I biologi in un primo momento avevano pensato che le foche fossero affette da un virus, che non sono riusciti finora ad identificare dopo numerosi test.Le foche presentano i seguenti sintomi: lesioni sanguinanti sulle pinne posteriori, la pelle irritata intorno al naso e gli occhi, e perdita di capelli a chiazze sulle pellicce degli animali '. John Kelley, professore emerito presso l'Istituto di Scienze Marine presso l'Università di Fairbanks in Alaska ha detto: "Abbiamo recentemente ricevuto campioni di tessuto di animali malati catturati vicino a St Lawrence Island con una richiesta di esaminare il materiale per la radioattività. C'è preoccupazione espressa da alcuni membri delle comunità locali che ci possa essere qualche relazione con il disastro nucleare di Fukushima. "I risultati del test non saranno disponibili per diverse settimane.Non dimentichiamo che secondo un articolo pubblicato su una famosa rivista medica statunitense ci sarebbe stato un incremento della mortalita infantile nelle settimane seguenti in disastro giapponese che ha sprigionato una nube radioattiva che ha investito la costa occidentale degli Stati Uniti appena 6 giorni dopo Fukushima.
http://enenews.com/reuters-dead-diseased-seals-alaska-tested-fukushima-radiation-suffering-bleeding-lesions-hair-loss-photo

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Gli scienziati prevedono un massiccio black-out radio per i prossimi tre giorni!

28 Dicembre 2011- Skywatchers sperano in un cielo limpido a partire da oggi visto che sono attese particelle del recente flare solare che dovrebbero impattare con la Terra tra oggi e domani 29 Dicembre.Splendide aurore potranno essere osservate ad alte latitudini.Gli esperti si aspettano un black-out radio per i prossimi 3 giorni causato dalla tempesta geomagnetica che si scatenera'.Secondo le previsioni del NOAA ci si aspetta una tempesta geomagnetica di livello G1 ed un conseguente black-out radio di livello R1.questo potra' impattare sulle comunicazioni dei sistemi GPS ,radio e telefonia cellulare.

Una tempesta solare (detta anche tempesta geomagnetica) è un disturbo della magnetosfera terrestre, di carattere temporaneo, causato dall' attività solare. Durante una tempesta solare il Sole produce forti emissioni di materia dalla sua corona che generano un forte vento solare, le cui particelle ad alta energia vanno ad impattare il campo magnetico terrestre dalle 24 alle 36 ore successive all'emissione di massa coronale.
Ciò accade soltanto qualora le particelle del vento solare viaggino in direzione della Terra. La pressione del vento solare cambia in funzione dell'attività solare e tali cambiamenti modificano le correnti elettriche presenti nella ionosfera. Le tempeste magnetiche generalmente durano dalle 24 alle 48 ore, anche se alcune possono durare per diversi giorni.
Nel 1989, una tempesta elettromagnetica si verificò sui cieli del Québec[1], causando un'aurora boreale visibile fino in Texas che lascio' 6 milioni di persone senza elettricita'.

Indonesia,un fiume di lava travolge un villaggio!

Quattro persone sono morte e mille hanno dovuto lasciare le loro case a causa di colate di lava fredda e fango fuoriuscite dalla bocca del vulcano Gamalama, nelle Molucche, nell'Indonesia orientale. Il vulcano è tornato in attività a dicembre con una potente eruzione.
Il portavoce del governo indonesiano, Yusuf Sunnya ha fatto sapere che piogge intense hanno provocato le colate di lava fredda, rocce e fango che hanno colpito villaggi situati alla base del Gamalama. Una dozzina di persone è stata ricoverata con fratture e lesioni alla testa.

Secondo la Nasa l'eruzione avvenuta nel Mar Rosso ha fatto emergere una nuova isola!

In questi giorni la Nasa ha scoperto che, in questo mese, nel Mar Rosso c’è stata una eruzione vulcanica e i pescatori hanno assistito il 19 dicembre a fontane di lava alte ben 30 metri.
Infatti utilizzando l’Ozone Monitoring Instrument (OMI) sono stati rilevati elevati livelli di biossido di zolfo che indicano una eruzione e, attraverso delle immagini satellitari, la Nasa ha notato che nel Mar Rosso, precisamente lungo il Gruppo Zubair, si sta creando una nuova isola.
Qui in basso potete vedere le immagini e notare le differenze:
Aggiungi didascalia


Infatti possiamo vedere una isola, dove prima invece c’era completamente acqua, e una nube densa, forse un misto di cenere vulcanica e vapore acqueo, che sale dall’isola.
Il Gruppo Zubair è un insieme di piccole isole che si trovano vicino alla costa dello Yemen, una regione che appartiene alla Rift Valley ovvero quella formazione geologica che si estende per 6000 km dal nord della Siria fino al Mozambico e che si è creata dalla separazione delle placche tettoniche africana e araba.
http://www.zazoom.it/blog_rsc/post.asp?id=4799


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Australia: pesanti inondazioni colpiscono il nord del paese facendo deragliare un treno merci

Un treno merci è deragliato durante violente inondazioni nel Territorio del Nord dell'Australia. Il Ciclone tropicale ha scaricato centinaia di millimetri di pioggia  durante la notte e un treno merci è stato spazzato via dalle acque mentre attraversava un ponte ferroviario vicino a Katherine. Willem Van Westra Holte ha parlato di  una scena di devastazione.Due macchinisti sono stati isolati dopo l'incidente e la polizia ha detto che uno dei due uomini è stato trasportato in ospedale con lesioni alla schiena.Le autorita' riferiscono che il fiume e' a rischio contaminazione. L'inondazione ha colpito anche due parti della Stuart Highway, che ha fatto deragliare un treno e spazzato via due persone dalle loro auto,fortunatamente senza provocare vittime.
http://abcasiapacificnews.com/stories/201112/3398553.htm?desktop

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Alla ricerca di tracce aliene sulla superficie della Luna!

La singolare proposta di due scienziati: scandagliare la superficie della Luna, fotografata in dettaglio dal Lunar Reconnaissance Orbiter, per cercare eventuali tracce di intelligenze extraterrestri passate in visita da quelle parti



NEW YORK - Nel film-cult di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello spazio, ispirato al racconto di Arthur C. Clarke La sentinella, veniva ritrovato sulla Luna un grande monolite nero, di chiara fattura intelligente. Un indizio che, da qualche parte nell'universo, una civiltà extraterrestre aveva visitato il nostro sistema solare. Qualcosa del genere, magari anche meno vistosa, foss'anche una lattina di Coca-cola di Aldebaran, è quel che suggeriscono di cercare due eminenti scienziati attraverso l'analisi delle foto della superficie lunare raccolte nel corso degli anni dal potentissimo mirino del Lunar Reconaissance Orbiter, la sonda NASA in orbita intorno al nostro satellite naturale dal 2009.

In cerca del monolite nero - Il primo è Paul Davies, astrofisico che non ha bisogno di molte presentazioni, vista la mole di libri divulgativi di grandissimo successo pubblicati anche in Italia, e la lunga attività nel campo della ricerca di vita extraterrestre; il secondo è Robert Wagner, giovane ricercatore della School of Earth and Space Exploration dell'Università dell'Arizona. La loro proposta è stata pubblicata sugli Acta Astronautica, la principale rivista americana dedicata allo spazio. «Sebbene ci sia solo una minuscola probabilità che tecnologia aliena abbia lasciato tracce sulla Luna sotto forma di artefatti o modifiche alla struttura lunare superficiale, questa location ha il pregio di essere vicina e di preservare eventuali tracce per una durata immensa», sostengono i due scienziati. Ma poiché la scansione delle immagini in cerca di eventuali tracce extraterrestri non richiede costi, se non in termine di tempo impiegato, anche la minima probabilità dovrebbe essere presa in considerazione.

Il vantaggio offerto dalla Luna è evidente. La Luna è un corpo geologicamente morto, ed essendo priva di atmosfera può preservare per un lunghissimo lasso di tempo qualsiasi tracce lasciata da fattori esterni. Le impronte degli astronauti delle diverse missioni Apollo succedutesi tra il 1969 e il 1972 sono ancora lì, così come i segni dei cingolati dei rover guidati dagli astronauti sulla superficie lunare. Il sismografo montato nella missione Apollo 12 ha verificato che per ogni 350 chilometri quadrati avviene in media un impatto di asteroide della grandezza di un acino d'uva ogni mese: e questo è l'unico tipo di evento che può modificare la superficie lunare. L'epoca dei grandi impatti meteorici che hanno segnato per sempre la faccia della Luna è da tempo finita. Secondo le stime di Davies e Wagner, occorrerebbero alcune centinaia di milioni di anni per sotterrare sotto la polvere e la sabbia sollevata da questi impatti un oggetto della grandezza di una decina di metri.

Un archivio fotografico lunare - L'idea è di utilizzare per la ricerca le foto acquisite del Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA, che ha fino a oggi mappata circa un quarto della superficie della Luna ad alta risoluzione. Tra queste immagini sono già state tirate fuori quelle che mostrano, per esempio, i siti degli allunaggi dell'Apollo e tutti i pezzi di rover e satelliti precipitati inviati dagli americani e dai sovietici nel corso degli anni. Sono circa 340.000 le immagini rese pubbliche dalla NASA, una cifra destinata a crescere fino a raggiungere il milione quando sarà stata mappata l'intera superficie, intorno al 2014. «Dati i numeri, è ovvio che una ricerca manuale da parte di un piccolo gruppo è senza speranze», riconoscono gli studiosi. Una soluzione potrebbe venire dall'informatica. Wagner, che è anche un esperto informatico, sta lavorando a un software capace di effettuare una scansione delle immagini e di individuare, tramite appositi algoritmi, tracce di strutture che possono suscitare qualche sospetto sulla loro natura: pannelli solari o contorni di edifici, per fare qualche fantasioso esempio. Roba del genere resterebbe visibile per milioni di anni dopo la loro costruzione, grazie ai lentissimi mutamenti morfologici della Luna.

Altrimenti, non resta che affidarsi a soluzioni del tipo SETI@home: così si chiama il celebre programma che, per abbattere i costi, distribuisce a decina di migliaia di utenti in tutto il mondo «pacchetti» di dati acquisiti dai radiotelescopi, lasciando ai loro calcolatori l'onere di analizzarli in cerca di segnali di possibile origine intelligente. Tramite SETI@home è stato possibile far sopravvivere il celebre progetto di ricerca di radiosegnali prodotti da civiltà extraterrestri, costretto a fare periodicamente i conti con tagli di fondi: oggi si basa esclusivamente su sovvenzioni e donazioni dei privati. Analogamente, si potrebbero inviare a decine di migliaia di utenti pacchetti di immagini da analizzare con i propri occhi. I rischi, in questo caso, non sono pochi: qualcosa di importante potrebbe sfuggire (anche se ciascuna immagine verrebbe inviata in copia a non meno di un centinaio di persone, per sicurezza), ma soprattutto, affidandosi ad «amatori», è forte il rischio contrario. Che qualcuno, cioè, veda qualcosa che non c'è. I casi di presunti avvistamenti su Marte hanno fatto scuola. Sulla superficie marziana, analizzando le immagini - spesso a bassa risoluzione - acquisite dalle diverse spedizioni di sonde, la gente ha visto di tutto: piramidi, sfingi, facce umane, statue, edifici, basi militari e chi più ne ha più ne metta. È vero che il suolo lunare offre assai meno appigli alla fantasia. Ma se l'immaginazione umana è capace di scorgere forme singolari anche nelle nuvole, il rischio di prendere fischi per fiaschi è notevole.

Cosa cercare sulla Luna - Ma cosa cercare, esattamente? L'artefatto più semplice, spiegano i due scienziati, sarebbe probabilmente un messaggio lasciato intenzionalmente. Non tanto una grossa scritta del tipo «Ehi, siamo qui» che possiamo leggere dal cielo, quanto una capsula costruita in un materiale altamente resistente, apribile da una qualsiasi forma di vita intelligente e abbandonata magari in uno dei crateri più recenti, come il grande cratere Tycho, sugli altipiani meridionali della Luna. Messaggi pensati per durare più a lungo potrebbero essere stati sepolti in profondità, ma collegati a trasmettitori capaci di penetrare la superficie lunare: un po' come una «X» su una mappa del tesoro, per indicare il punto dove scavare. Ancora meglio, intelligenze extraterrestri potrebbero aver installato sulla Luna, in tempi remoti, delle vere e proprie basi, magari sfruttando i tunnel di lava ancora esistenti sotto le pianure di basalto. Si tratta di habitat ideali, perché offrono un ottimo riparo dalle radiazioni cosmiche che sulla Luna non vengono bloccate dall'atmosfera, di fatto inesistente. Eventuali colonie lunari passate o future dovrebbero tenere conto del riparo che questi tunnel, presenti sulla Luna come su qualsiasi corpo celeste che abbia avuto attività vulcanica, posso offrire.

In realtà, ci basterebbe anche trovare tracce di spazzatura aliena. Certo, se gli extraterrestri sono soltanto un po' più intelligenti di noi, avranno avuto il buon gusto di non lasciare pessimi ricordini sui pianeti visitati. Da tempo, le agenzie spaziali mondiali adottano un principio di non contaminazione, in base al quale qualsiasi visita umana e non umana su corpi celesti esterni alla Terra deve essere quanto meno possibile «impattante». Le sonde che scendono sui pianeti devono essere sterilizzate per evitare di invadere con microrganismi terrestri potenziali ecosistemi autoctoni. Una futura missione umana su Marte avrà cura di non lasciare in giro cartacce o lattine di birra. Tuttavia, qualcosa deve pur sempre rimanere. Non possiamo portarci a casa i rover marziani o lunari, per dirne una, cosicché quando la loro missione è finita essi restano lì, immobili. Se una sonda aliena avesse visitato la Luna, potrebbe essere rimasta abbandonata sulla sua superficie. È vero che il nostro satellite è piccolo e privo di nascondigli significativi; ma trovare una di queste tracce è come cercare un ago in un pagliaio. Ciò nonostante, qualcosa sarà tentato: sarebbe davvero comodo trovare un segno di vita extraterrestre dietro l'angolo, anche se magari gli alieni erano giunti solo in visita cento milioni di anni fa per un pic-nic con vista sulla Terra.

 


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