Scoperta l'origine delle pietre usate per costruire Stonehenge


Gli scienziati sono riusciti a localizzare esattamente l’origine della roccia usata cinquemila anni fa per creare il primo cerchio di pietre a Stonehenge.
Dal confronto dei frammenti lapidei trovati intorno a Stonehenge con le rocce del Galles sud-occidentale, è stata identificata l’origine di una parte del materiale usato.


Lo studio è stato condotto dai geologis Robert Ixer della University of Leicester e Richard Bevins del National Museum of Wales, che hanno identificato l’origine delle pietre in una grande formazione rocciosa, lunga 70 metri, chiamata Craig Rhos-y-Felin, presso Pont Saeson nel Pembrokeshire settentrionale. E’ la prima volta che si trova un’origine esatta per una parte delle pietre usate per costruire Stonehenge.
La scoperta ha rinvigorito uno dei più duraturi dibattiti accademici: se le piccole pietre erette di Stonehenge fossero cavate e trasportate per tutta la strada da Pembrokeshire dagli uomini preistorici, oppure esse fossero state distaccate dalla madre roccia originaria e trasportate lungo tutto o parte del cammino verso Wiltshire dai chiacciai, centinaia di millenni prima.
Gli archeologi tendono a sostenere la teoria del trasporto umano, mentre alcuni geo-morfologisti sono a favore dell’ipotesi glaciale. La discussione riguarda soltanto le pietre più antiche e più piccole di Stonehenge (spesso definite 'pietre azzurre') e non le più grandi (la maggior parte delle quali sono chiamate 'sarsens'), incorporate al monumento diversi secoli dopo.
La scoperta degli scienziati della Leicester University e del National Museum of Wales, riferita dalla rivista “Archaeology in Wales”, non risolve il mistero di come le pietre di Stonehenge siano state portate dal Galles in Inghilterra, ma apre potenzialmente la strada al ritrovamento di evidenze archeologiche di attività cavatorie condotte dagli uomini, piuttosto che ad una spiegazione glaciale. Al contrario, la mancanza di qualsiasi evidenza di questo tipo avrebbe naturalmente favorito l’ipotesi contraria. Poiché la ricerca geologica prosegue, è possibile che numerose altre emergenze rocciose in varie parti del Pembrokeshire siano positivamente identificate come cave per le altre pietre usate nelle costruzioni più antiche di Stonehenge. Nei decenni scorsi, l’area approssimativa di provenienza era stata identificata, e il progresso della ricerca contribuirà certamente a identificare le posizioni con maggior precisione.
Mentre però i frammenti di pietra di Stonehenge possono permettere ai ricercatori di identificarne l’origine materiale, gli stessi frammenti nel loro insieme rappresentano un mistero di natura differente.
Migliaia di frammenti di roccia, infatti, sono stati trovati tutt’intorno, quasi certamente provenienti dai monoliti usati per Stonehenge.
Questi frammenti (per lo più inferiori a 50 grammi di peso ciascuno) rivelano di essere stati deliberatamente asportati dagli antichi monoliti in qualche momento dell’antichità, molti probabilmente già nel Neolitico.
Tuttavia, molti dei frammenti esaminati appartengono a tipi di roccia che furono poco usati nei monoliti di Stonehenge, in meno del 10% di essi (proprio quelli di origine gallese). I frammenti, trovati tutt’intorno sparsi nella zona, sono geologicamente diversi dalla grande maggioranza delle pietre erette della prima Stonehenge (fatte per lo più d’un tipo diverso di roccia, proveniente dal Pembrokeshire). Invece il tipo di roccia proveniente da Craig Rhos-y-Felin (e indicato dalla ricerca attuale) fu probabilmente usato per uno solo dei monoliti di Stonehenge (una pietra oggi sepolta, vista per l’ultima volta negli anni 1950).
Ciò suggerisce che dovessero esserci altri cerchi di pietre o altri monumenti di ‘pietre erette’ nei dintorni, oggi scomparsi, ma che potrebbero essere scoperti in futuro.
Un altro mistero irrisolto è perché gli uomini preistorici staccassero frammenti dai monoliti. E’ possibile che lo facessero per migliorare la sagoma degli stessi monoliti. Oppure, alcuni monoliti o altri materiali rocciosi potrebbero essersi rotti ed essere stati riciclati per farne asce, che potenzialmente avevano assorbito l’energia del luogo ed erano perciò percepite come dotate di poteri magici.
La ricerca che la University of Leicester e il National Museum of Wales hanno dovuto svolgere, per definire l’origine precisa nel Pembrokeshire della maggior parte di questi frammenti, è stata estremamente complessa.
Innanzitutto i geologi hanno dovuto raccogliere migliaia di piccoli frammenti di roccia del Pembrokeshire, trovata dagli archeologi a Stonehenge e nei dintorni nel corso degli ultimi 70 anni.
Poi I due scienziati hanno cominciato a esaminarne da vicino circa 700, fatti con una specifica roccia di tipo vulcanico chiamata “riolite stratificata” (che risale, geologicamente, a circa 460 milioni d’anni fa).
Quindi sono riusciti a localizzata l’area approssimata del Pembrokeshire settentrionale da cui provenivano quei 700 frammenti.
Ciò è stato in seguito confermato dal confronto tra la composizione chimica dei cristalli dei frammenti di Stonehenge con quelli delle rocce del Pembrokeshire (cristalli del diametri di 1/500 di millimetro).
Infine, dall’esame dei rapporti intimi tra i minerali negli esempi provenienti da Stonehenge e dal Pembrokeshire settentrionale, sono riusciti a identificare con precisione la roccia madre.
Se le pietre furono portate a Stonehenge dal Pembrokeshire con lo sforzo umano, la localizzazione della cava scoperta (Craig Rhos-y-Felin) ha implicazioni culturali interessanti, perché si trova a circa cinque miglia di distanza da un’area più ampia, nota come la cava di provenienza di altri monoliti eretti a Stonehenge.
Se le pietre furono cavate e trasportate dagli uomini dal Pembrokeshire, ciò potrebbe suggerire che i progettisti neolitici di Stonehenge fossero estremamente selettivi e desiderassero usare in modo specifico proprio quelle pietre.
La ricerca condotta in anni recenti da Tim Darvill della Bournemouth University e Geoffrey Wainwright, già capo degli archeologi di English Heritage, suggerisce che le pietre del Pembrokeshire potessero avere un particolare significato culturale o magico.
Le rocce madri da cui alcune di queste pietre provengono sono ritenute associate con sacre sorgenti e con cerchi di pietre dalla tradizione locale gallese.
Se ne deduce che, importando quelle particolari rocce provenienti da 160 miglia, dal Pembrokeshire al Wiltshire, i costruttori di Stonehenge pensassero d’impadronirsi di qualcosa di più che di semplici pietre. Possono averle considerate estremamente importanti, e persino aver pensato che possedessero poteri soprannaturali.
L’origine ora scoperta è significativa anche per la sua localizzazione, al piede settentrionale delle Preseli Mountains. Questo avrebbe reso il trasporto verso il Wiltshire molto più difficile che per le altre pietre del Pembrokeshire usate a Stonehenge e provenienti dalle High Preseli, diverse miglia più a sud.
Il trasporto delle pietre dal Pembrokeshire settentrionale per via marittima avrebbe richiesto di fare rotta intorno al capo di St. David's Head, una rotta particolarmente difficile e pericolosa per un’imbarcazione del Neolitico. In alternativa i cavatori e i costruttori avrebbero dovuto innalzare le pietre sino alla cima delle vicine Preseli Mountains. In ogni modo, se gli uomini trasportarono le pietre sino a Stonehenge, è anche possibile che le pietre fossero già state usate per costruire cerchi nel Pembrokeshire, e poi venissero spostate dalle loro posizioni d’origine per portarle a Stonehenge, invece di portarle laggiù direttamente dalle cave d’origine.

La Grecia e' nel caos...tra poco anche L'Italia?

“Chissà cosa ci porterà il domani?”, si chiede la gente di Atene, Salonicco e di tutta la Grecia. C’è il senso di una prigionia collettiva, di un’incertezza individuale e di una catastrofe incombente. Ma la Grecia ha avuto una storia turbolenta e i Greci si sono sempre considerati un popolo valente, forte e abituato alle avversità. “Ci sono sempre stati periodi difficili e ce la siamo sempre cavata. Ma ora, abbiamo perso tutte le speranze”, ci dice un proprietario di una piccola azienda.

Mentre le misure di austerità si susseguono una dopo l’altra, una valanga di leggi, decreti ed editti sta franando sul corpo sociale, economico e amministrativo. La realtà di ieri sta crollando. E del domani, chi ne sa qualcosa?

I cittadini greci devono subire una burocrazia kafkiana, con le sue incomprensibili e fluttuanti disposizioni. Parlando ai colleghi, un dipendente pubblico nelle Cicladi ha detto: “La gente vuole rispettare la legge, ma non sappiamo cosa dirgli, [le autorità] non ci hanno fornito dettagli di sorta.” Un uomo ha dovuto pagare 200 euro e presentare 13 prove e documenti di identità per rinnovare la sua patente di guida. I tagli salariali tra i dipendenti pubblici ha distrutto i servizi. “Se chiami la polizia per dargli un allarme, ti rispondono ‘È un vostro problema, pensateci voi’”, ha detto un ufficiale in pensione della marina mercantile. Le tensioni stanno salendo. I resoconti mostrano un forte incremento di violenze domestiche, furti e omicidi (1).

I salari stanno calando (del 35-40% in alcuni settori) mentre vengono introdotte nuove tasse, e alcune con la validità retrodatata all’inizio di quest’anno. I redditi netti sono diminuiti drasticamente, in molti casi del 50% o più. Dall’estate sono state imposte una tassa di solidarietà (1-2% dei redditi annuali) e una tassa energetica (calcolata sul consumo di petrolio e gas naturale). Altre novità includono l’abbassamento del reddito imponibile da 5.000 a 2.000 euro e una tassa di proprietà da 0,5 a 20 euro al metro quadro inserita nella bolletta dell’elettricità, pagabile in due o tre soluzioni (non pagando, viene tagliata la fornitura e ci sono penali).

Dall’inizio di novembre i pensionati e i dipendenti pubblici e privati hanno difficoltà a ricevere le retribuzioni mensili. Molti lavoratori non vengono neppure pagati. Lo stato sta riducendo la forza lavoro in modo drastico nel suo programma di ristrutturazione. Da ora al 2015 120.000 dipendenti pubblici che hanno più di 53 anni verranno assegnati alla “semi-pensione” - il preludio alla vera pensione dopo 33 anni di servizio – e in questo periodo i dipendenti saranno obbligati a rimanere a casa ricevendo solo il 60% del loro salario di base. Una volta in pensione vera e propria, molti dipendenti pubblici saranno costretti a vivere davvero con poco. Un gruppo di ex ferrovieri, che hanno 50 anni e più, ha detto che di solito guadagnavano tra i 1.800 e i 2.000 euro al mese, un salario relativamente buono in Grecia. Ora sono stati trasferiti al museo a fare i custodi nell’ambito di un pacchetto di “transizione volontaria” (2) e il loro stipendio medio mensile fluttua tra i 1.100 e i 1.300 euro; i semi-pensionati ne ricevono solo 600. A tutti è vietato di fare ore di straordinario per incrementare lo stipendio, e sono state introdotte penalità, con un taglio immediato del reddito.

"I pagamenti delle assicurazioni sono stati sospesi"

La perdita di introiti sta dilaniando la società. Le bollette non vengono pagate, il consumo va giù, i negozi chiudono e la disoccupazione cresce. In maggio il tasso ufficiale di disoccupazione era del 16,6% (10 punti più alto del 2008) e del 40% tra i giovani. Ma il tasso reale è essere ben più alto. La crisi sociale, economica e politica ha scosso il servizio sanitario nazionale. I bilanci degli ospedali e dei centri sanitari sono stati tagliati del 40% in media. Sempre più pazienti si rivolgono al pronto soccorso, altri vanni ai centri dei Medici del Mondo e molti scelgono di fare a meno delle cure mediche. La gente dice di non avere accesso ai farmaci salvavita. Un giornalista ha detto che suo padre soffre del morbo di Parkinson: “La sua terapia costa 500 euro al mese. La farmacia ci ha detto che smetterà di ordinarla, perché i pagamenti dell’assicurazione sono stati sospesi.”

I disturbi fisici (principalmente al cuore) e le malattie mentali stanno aumentando a un ritmo preoccupante. Alcuni recenti studi epidemiologici hanno evidenziato che l’incremento di stress, esacerbato dai forti debiti e dalla disoccupazione di lungo corso, sta provocando “forti disordini depressivi, disfunzioni e ansia generalizzata” (The Lancet (4) rivelano un allarmante escalation della prostituzione, così come dei tassi di infezione da HIV e da altre malattie trasmesse sessualmente (5). C’è un numero senza precedenti di persone senza casa e non sono più confinate agli alcolisti, ai tossicodipendenti e agli insani di mente. Una recente ricerca ha dimostrato che la classe media, i giovani e i moderatamente poveri hanno oggi una maggiore probabilità di finire per strada (6).

I greci lottano per vedere una via d’uscita da quella che un lavoratore del sociale ha descritto come uno stile di vita “barbarico”. Si sentono abbandonati e incapaci di farcela. I forti legami familiare stanno cedendo sotto la pressione della diminuzione dei redditi e del collasso dello stato sociale. Quelli che possono partire, lo fanno. Le opzioni per quelli che rimangono sono limitate. Alcuni si rivolgono alla Chiesa, che ha approntato mense e altri servizi sociali. A Salonicco Padre Stefanos Tolios della chiesa Ortodossa è sommerso dalla gente che cerca un lavoro. I residenti di molte città (Volos, Patras, Heraklion, Atene, Corfu, Salonicco) hanno dato vita a economie informali a livello di comunità, basate su un sistema locale di scambio. Le famiglie si stanno riprendendo i vecchi dalle case di cura, per riprendersi la retta mensile di 300-400 euro.

Nessun paese potrebbe farcela. La Grecia è peggio attrezzata per reggere le conseguenze sociali delle misure di austerità imposte con “crudeltà scientifica” (7) dalle élite nazionali e transnazionali. La Grecia post-1945, con uno stato debole e clientelare, non ha neanche avuto il tempo né i mezzi per costruire un solido sistema di protezione sociale. Le reti di sicurezza esistenti si stanno sfilacciando. “Tutto sta cadendo a pezzi”, ha detto Sotiris Lainas, psicologo e coordinatore del Programma di Promozione dell’Auto Aiuto dell’Università Aristotele di Salonicco.

Di chi è la colpa?

Il governo precedente, sotto Georgos Papandreou, si è affannato per conformarsi alle richieste della “troika” – Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea -, ad esempio tagliando 210 linee di credito al ministero della Sanità. Non ci sono state valutazioni su quanto i tagli al bilancio avrebbero potuto minare la possibilità di esercizio dei servizi essenziali (e vitali), come l’assistenza giornaliera fornita dalla Federazione Panellenica del morbo di Alzheimer. Alla fine le forze transnazionali, che per quasi trent’anni hanno lavorato per erodere lo stato sociale, hanno passato il testimone ai controllori nazionali, essi stessi da lungo tempo beneficiare di un sistema nepotismo, inefficiente e corrotto.

La responsabilità per la crisi è stata impunemente rovesciato sui greci. Accusati, ma non processati, sono già stati dichiarati colpevoli a causa dell’associazione con i loro inetti dirigenti. Alcune fasce della popolazione sono sottoposte alla furia popolare: considerati una casta privilegiata, i dipendenti pubblici vengono stigmatizzati; i medici e i commercianti sono tutti sospettati di essere degli evasori fiscali. Ma la gente sa che il sistema e i loro leader sono alla radice del marciume. Sapere, comunque, non è potere, e la nazione viene lasciata a chiedersi cosa fare.

Il clientelismo e la corruzione hanno radici storiche. La Grecia non ha mai usufruito di uno stato moderno con una burocrazia relativamente autonoma, libera dagli interessi privati, con la capacità di formare uno sviluppo economico e sociale. E neppure ha una forte identità civica. Le potenze straniere hanno imposto le proprie preferenze sin dall’indipendenza nel 1830 (8) quando la Grecia fu forzosamente integrata nell’economia capitalistica mondiale in una posizione periferica, tenuta servile e soggiogata da varie grandi potenze. La storia ha sovrimposto un modello politico artificiale su una società frammentata e tradizionalmente centrata sui legami locali, sulla famiglia estesa e i valori della comunità. Per questo il sistema politico greco è sempre stato autoritario e centralizzato, ha negato la separazione dei poteri, le autonomie locali o una democrazia vera (9): un terreno fertile per la corruzione e il clientelismo, che serve gli interessi e rafforza la dominazione delle élite. I greci si sono rassegnati a tutto questo.

Non sono ignoranti o ingenui su sé stessi o i difetti della nazione. Ma sono stati destituiti e sono privi di potere. Che speranza ci può essere per una nazione che si è dimostrata “fondamentalmente incapace di formare una comunità politica” (10)? Anche se tornassero ai giorni precedenti alla crisi, “quando vivevamo nella menzogna”, come afferma Lainas, la Grecia non ne sarebbe capace. È stata colpita troppo duramente, come evidenziano con chiarezza i ripetuti appelli all’ordine e al controllo. I sondaggi inizialmente favorevoli al nuovo governo di Lucas Papademos, l’ex governatore della Banca Centrale Greca che ha sostituito Papandreou alla carica di Primo Ministro, evidenziano l’idea di molti greci che un’amministrazione tecnocratica possa essere preferibile alla disgraziata classe politica. Ciò non implica un’adesione alle misure di austerità, quanto piuttosto una volontà di mettere le cose a posto. Per alcuni, una forte autorità straniera – citata da Mario Monti prima di diventare Primo Ministro in Italia (11) – potrebbe garantire un governo onesto e competente che agisce negli interessi del paese.

Ma tutto indica il contrario. Avendo visto scomparire i loro inetti dirigenti, i greci potrebbero non riuscire più a capire chi sia il nemico. “Non c’è un nemico da combattere”, ha detto Lainas: “Non puoi lottare contro chi non riesci a vedere. La loro forza risiede nei governi astratti. Come l’EFSF [European Financial Stability Fund]. Il nemico può essere astratto, ma la tragedia è reale. Ci stanno rubando la vita, privandoci di un futuro.”

I grandi terremoti non sono in aumento


A dispetto della percezione suggerita dai grandi terremoti avvenuti negli ultimi anni, non si rileva una tendenza all'aumento di terremoti particolarmente violenti, superiori a magnitudo 8. L’analisi realizzata da ricercatori dell’Università della California a San Diego e pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, confuta le tesi che sostengono una connessione tra i sismi degli ultimi anni.

I recenti e intensi terremoti avvenuti negli ultimi anni a Sumatra (2004), Haiti (2010), Cile (2010) e Giappone (2011) hanno alimentato molte preoccupazioni nell’opinione pubblica e aperto un dibattito anche in ambito scientifico sulla possibilità che alcuni di questi potessero essere in qualche modo associati e che stessimo assistendo a una maggiore e pericolosa fase di attività sismica.

Per fare chiarezza i ricercatori californiani hanno esaminato il numero dei terremoti con magnitudo superiore a 7 registrati a partire dal 1900 ad oggi. Secondo lo studio, il numero medio di sismi di magnitudo superiore a 8 è stato praticamente uniforme, e dal 2004 si è registrato un piccolo aumento; si tratterebbe però di una deviazione dallo standard assolutamente normale e che rientra pienamente nei modelli di analisi statistici di questi fenomeni.

Secondo i ricercatori non esiste alcun elemento che possa suggerire in alcun modo che il rischio di violenti terremoti sia oggi più elevato che in passato.
Il più violento terremoto mai registrato è avvenuto nel 1960 a Valdivia, in Cile, con una magnitudo di 9,5, ma danni e numero di morti (circa 3.000) furono relativamente pochi poiché il sisma colpì aree scarsamente abitate; ben diversi i casi dei terremoti di Haiti e Sumatra, che hanno provocato la morte di oltre 200.000 persone.

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/terrapoli/2011/12/20/visualizza_new.html_16522867.html



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Scossa di terremoto di 4,5 richter colpisce Creta,non si segnalano danni

ATENE / Una scossa di terremoto di magnitudo intensa ha colpito la Grecia. L’epicentro è stato localizzato all’isola di Creta.
La magnitudo del sisma è stata pari a 4,5. Per la precisione, secondo gli esperti locali, l’epicentro è stato localizzato a 87 chilometri a nord-est dell’isola e ad una profondità di 109 chilometri.
Non ci sarebbero vittime né danni. Ma si attendono ulteriori informazioni. In questi giorni sciami sismici stanno interessando anche l’Italia. Ha preoccupato la popolazione negli ultimi giorni la serie di scosse registrate a Teramo. Un altro sciame sismico di lieve intensità si è registrato tra Bologna e Pistoia.





Keplero Scopre I Primi Pianeti Delle Dimensioni Della Terra


La missione Keplero della NASA ha scoperto il primo pianeta delle dimensioni della Terra che orbita attorno ad una stella simile al Sole al di fuori del nostro Sistema Solare. I pianeti, chiamati Kepler-20e e Kepler-20f, sono troppo vicini alle loro stelle, per essere nella cosiddetta "zona abitabile" dove l'acqua liquida possa esistere sulla superficie, ma sono i più piccoli esopianeti mai confermati attorno ad una stella come il nostro Sole.


I nuovi pianeti divrebbero essere rocciosi. Kepler-20e è leggermente più piccolo di Venere, e misura 0,87 volte il raggio della Terra. Kepler-20f è leggermente più grande della Terra, misurando 1,03 volte il suo raggio. Entrambi i pianeti risiedono in un sistema con cinque pianeti chiamato Kepler-20, posto a circa 1.000 anni luce di distanza nella costellazione della Lyra.

Kepler-20e orbita intorno alla sua stella madre ogni 6,1 giorni e Kepler-20f ogni 19,6 giorni. Questi brevi periodi orbitali comportano una temperatura di superficie molto calda, rendendoli mondi inospitali.
Kepler-20f, cuoce a circa 800 gradi Fahrenheit, in un giorno medio simile a quello di Mercurio. La temperatura superficiale di Kepler-20e è invece più di 1.400 gradi Fahrenheit.

"L'obiettivo primario della missione Kepler è quello di trovare pianeti delle dimensioni della Terra nella zona abitabile", ha detto Francois Fressin del Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts, principale autore di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature.
"Questa scoperta dimostra per la prima volta che esistono pianeti delle dimensioni della Terra intorno ad altre stelle, e che siamo in grado di individuarli".

Il sistema Kepler-20 include tre altri pianeti che sono più grandi della Terra ma più piccoli di Nettuno. Kepler-20b, il pianeta più vicino, Kepler-20c, il terzo pianeta, e Kepler-20d, il quinto pianeta, orbita attorno alla loro stella rispettivamente in 3,7, 10,9 e 77,6 giorni.

Tutti e cinque i pianeti hanno orbite in paragone all'interno dell'orbita di Mercurio nel nostro Sistema Solare. La stella ospite appartiene alla stessa classe G del nostro Sole, anche se è leggermente più piccolo e più fresco.

Nel nostro Sistema Solare, orbitano piccoli mondi rocciosi vicino alla stella e altri gassosi di grandi dimensioni, più lontano. In confronto, i pianeti di Kepler-20 sono organizzati in formato alternati: grandi, piccoli, grandi, piccoli e grandi.

"I dati di Keplero ci stanno mostrando che alcuni sistemi planetari sono molto diversi da quelli visto nel nostro Sistema Solare", ha affermato Jack Lissauer, scienziato planetario e Keplero membro del team scientifico della NASA Ames Research Center di Moffett Field, in California. "L'analisi dei dati di Keplero continua a rivelare nuove intuizioni circa la diversità dei pianeti e di sistemi planetari nella nostra galassia".

Gli scienziati non sono certi come il sistema si sia evoluto, ma non credo che i pianeti si siano formati nelle loro posizioni attuali. Si teorizza che i pianeti più lontani dalla loro stella sono poi migrati verso l'interno, probabilmente attraverso le interazioni con il disco di materiale da cui hanno origine. Questo ha permesso al mondo di mantenere la loro spaziatura regolare, nonostante che le dimensioni si alternano.

Il telescopio spaziale Keplero rileva i candidati pianeti misurando i loro tuffi nella luminosità di oltre 150.000 stelle mentre li attraversano di fronte, o in transito. Il team scientifico di Keplero richiede almeno tre transiti per verificare il segnale come presenza certa di un pianeta.
Il team scientifico utilizza poi i telescopi terrestri e il telescopio spaziale Spitzer per confrontare e leggere le osservazioni dei candidati. Keplero osserva il campo stellare nelle costellazioni del Cigno e della Lira che può essere visto da osservatori a terra solo dalla primavera all'autunno.

I dati di queste osservazioni consentono di determinare quale candidati possono essere convalidati come pianeti.
Per convalidare Kepler-20e e Kepler-20f, gli astronomi hanno usato un programma per computer chiamato Blender, che effettua simulazioni per aiutare a escludere altri fenomeni astrofisici che mascherano i dati.

Il 5 dicembre, il team ha annunciato la scoperta di Keplero-22b nella zona abitabile della sua stella madre. E' probabile che sia troppo grande per avere una superficie rocciosa. Mentre Kepler-20e e Kepler-20f sono simili alla Terra, ma troppo vicini alle loro stella madre per avere acqua liquida sulla superficie.

"Nel gioco cosmico di nascondino, trovare pianeti con appena il giusto formato e la giusta temperatura sembra solo una questione di tempo", ha detto Natalie Batalha, vice responsabile del team scientifico di Keplero e professore di astronomia e fisica presso la San Jose State University . "Siamo al limite delle nostre possibilità, sapendo che le scoperte di Keplero più attese devono ancora avvenire".
Traduzione a cura di Arthur McPaul
Fonte:http://www.sciencedaily.com/re



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Misteriosa sostanza bianca cresce sui fusti di scorie nucleari

Giustamente preoccupati per la sorte di Fukushima e del Giappone intero, è naturale trascurare alcune notizie come quella che sto per riportarvi. Gli scienziati del Dipartimento dell'Energia americano hanno scoperto una strana sostanza biancastra che sta crescendo sull'imballaggio dell'uranio custodito nel Savannah River Site, in un deposito di materiale nucleare esausto.

"Questa escrescenza, simile alla struttura di una ragnatela, deve ancora essere identificata, ma potrebbe essere di natura biologica" spiega un rapporto stilato dal Defense Nuclear Facilities Safety Board americano.

Questa crescita anomala di materiale sconosciuto è stato scoperta all'interno dei fusti di materiale radioattivo custoditi nel Savannah River Site, una riserva atomica americana che si trova in South Carolina.

Questo sito nucleare racchiude quella che viene definita "Area L", una zona dotata di bacini d'acqua in grado di isolare e mantenere a temperatura costante le scorie prodotte dalle centrali nucleari nazionali.

Il bacino principale, chiamato Bacino L, è una struttura dotata di pareti di cemento spesse un metro, ed è in grado di contenere 3,5 milioni di galloni d'acqua per una profondità totale di 5-10 metri.


E' proprio all'interno di questa cisterna che i ricercatori del Dipartimento dell'Energia hanno scoperto questa strana "cosa", inizialmente troppo piccola per essere vista, ma che col tempo è cresciuta facendosi notare dallo staff dell'installazione.

Questa misteriosa "creatura" (non è ancora chiaro se sia di origine biologica o meno) sembra poter proliferare dove molti altri organismi viventi troverebbero la morte. Anche se il materiale nucleare del Bacino L è efficacemente isolato dai dipendenti del sito, in prossimità dei fusti permane una lenta ma costante emissione di radiazioni potenzialmente nocive.

Il The Augusta Chronicle, il giornale che ha reso pubblica la notizia lo scorso 16 dicembre, riporta che un campione di materiale biancastro e filamentoso è stato portato al Savannah River National Laboratory per tentare di dare un'identità a questa strana sostanza.

I laboratori, tuttavia, non sono stati in grado di identificare il campione per via dell'insufficienza di materiale da esaminare. Ciò che attira l'attenzione non è soltanto un campione la cui origine e identità rimangono ancora sconosciute, ma soprattutto il fatto che questa crescita anomala sembrerebbe avere un comportamento relativamente complesso, riuscendo a formare strutture più o meno ordinate come il disegno di una ragnatela.

Siamo di fronte ad un altro estremofilo? Possibile. Conosciamo già alcuni microrganismi radioresistenti, capaci di sopportare dosi di radiazioni capaci di sterminare una città intera. Uno di questi è il Deinococcus radiodurans, in grado di sopravvivere a quantità di radiazioni che abbatterebbero una balena grazie ad una riprogrammazione del proprio materiale genetico.

Prima di lanciarsi in facili entusiasmi, è imperativo accertarsi dell'identità di questa bizzarra escrescenza mai osservata in precedenza.
"Sarà necessario effettuare altre valutazioni" spiega Will Callicott, portavoce del Savannah River National Laboratory, "ma qualsiasi cosa sia, non sembra stia causando alcun danno".


http://www.ditadifulmine.com/2011/12/misteriosa-sostanza-bianca-cresce-sui.html



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Indonesia: allerta per il vulcano Ijen

Il livello di allerta del vulcano Ijen, nella parte East di Java, in Indonesia, è stata innalzato al livello arancio (3° su 4) a causa dell’ aumento dell'attività sismica e delle temperature e oltre che a delle fumarole all'interno del cratere, famoso per il suo lago acido turchese e per i depositi di zolfo, che viene regolarmente estratto.


E’ stata stabilita una zona di esclusione di 1,5 km intorno al cratere. I lavoratori ed i turisti non possono quindi attualmente avvicinarsi all'interno del cratere.

Il cratere del vulcano è lungo 800 metri e largo 700 m, mentre la profondità del suo lago è pari a 180 metri. I risultati delle osservazioni visuali effettuate presso il lago del cratere il 17 dicembre 2011 mostrano che il lago ha cambiato colore da verde chiaro al bianco. L'odore di zolfo nei pressi del cratere è molto forte e la misurazione della temperatura dell'acqua del lago è difficile da misurare senza l'utilizzo di una maschera. Il rischio di una violente eruzione esplosiva e ricca di gas nocivi è molto alto.

 


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