La rete: l’oppio dei popoli


di Gianni Tirelli

“Il Sistema dorme sonni tranquilli, certo che la massa di ebeti adoranti, narcotizzati e intrappolati come mosche fra le maglie della grande ragnatela mediatica, ha perduto per sempre la sua capacità di di ribellarsi e di combattere”

Mi rivolgo a tutti voi, amici e nemici, sostenitori e accaniti detrattori, sottraendomi da ogni sentimento di disprezzo e di odio che in genere nutro per tutti coloro che ancora oggi, nonostante la tragedia umana, sociale e ambientale che aleggia minacciosa sopra le nostre teste, persistono nei loro comportamenti dissennati, rendendosi complici diretti e fautori della fine, prossima e ineluttabile.

Se noi stessi, per primi, siamo incapaci di riconvertire i nostri comportamenti irrazionali in altri di natura etica e spirituale, come possiamo minimamente credere di trasmettere quella forza empatica che dietro le nostre parole, può produrre il cambiamento?

E’ l’esempio che conta e non l’inconcludente chiacchiericcio ! I fatti concreti e la coerenza dei nostri atteggiamenti, si ascrivono a metafora delle radici sane e profonde di quell’albero che è la nostra vita. Un albero che può produrre frutti dolcissimi se curato a dovere, e frutti velenosissimi se lasciato a se stesso.

Ma mentre io arrivo al succo della questione, alla radice del problema, gli intelligentoni di turno continuano a svolazzare fra le foglie secche e i frutti bacati di un albero che sta per tirare le cuoia ed esalare il suo ultimo respiro. Del resto, l’immagine del mondo che abbiamo di fronte é la logica e inevitabile conseguenza di una moltitudine di parassiti in balia della propria coltivata ignoranza che nel tempo ha trasfigurato in astio, odio, solitudine, intolleranza e fascismo.!

Il mondo ci sta crollando addosso e nel frattempo i grandi capitalisti sono intenti a studiare nuove forme di speculazione mentre, dall’altra parte, un branco di stupidi indefessi, in veste di novelli Sheelock Holmes si limitano a denunciare le cause di un tale tracollo economico, ambientale, umano e di valori – tutto questo senza muovere un dito – senza volere rinunciare a nulla per cambiare lo stato delle cose, anteponendo un fastidioso parlottio all’azione pragmatica. Hanno smarrito quella passione che consentirebbe loro di avere il polso esatto dell’attuale condizione in cui versa l’umanità, costringendoli così ad avventurarsi nei meandri di una realtà che lo stesso Dio onnipotente non sarebbe in grado di decifrare.

Quando sento parlare di certezza scientifica, rabbrividisco! Un ossimoro a tutti gli effetti: una calamità che non ha risparmiato niente e nessuno. Un’opera di distruzione di massa che ha tradotto tutto in chimica, plastica, tecnologia e rifiuti, e che non ha precedenti nella storia di questo pianeta – un atto di estrema incoscienza e di profanazione, per trarre profitti vivisezionando l’opera di Dio. Un peccato talmente abominevole che ha messo ha dura prova la sua pazienza, e alterato le logiche e le ragioni degli equilibri perfetti che regolano il cosmo. La terra, per l’universo (un tutto vivo e pensante), è oggi come una cellula cancerogena all’interno di un organo del corpo umano, che riproducendosi in forma ipertrofica, rischia di infettare e contaminare tutto il resto.

E’ per tanto ragionevole pensare, che presto sarà annientata in virtù di un meccanismo di auto protezione di cui si avvale l’universo, in circostanze simili. E non sarà ne la prima ne l’ultima volta!

Ma queste, sono cose che io so, e che attingo dalla mia mente liberata e dalla mia anima trascendente, mentre i tanti, che cavalcano l’onda dell’iper/informazione mediatica, non sono che un branco di asini ammaestrati dall’opera di omologazione del Grande Fratello: la Rete.

Di veramente nostro, in realtà, non se ne vede l’ombra (se non in rare eccezioni), indaffarati come siamo a rendere pubblici i crimini economici, politici, finanziari e ambientali di questa società e che, in larga parte, sono la risultante dei nostri comportamenti, e dipendenze dal Sistema Bestia.

Tutto troppo comodo! Non è in questo modo che ci laveremo la coscienza! Siamo tutti complici e fautori di quella fine che abbiamo prodotto, e che ce ne guardiamo bene dal volere vedere, rinnegando l’evidenza dei fatti e rimandando ad altra data quella consapevolezza che ci costringerebbe ad abbandonare ogni resistenza e inettitudine, per sferrare il colpo mortale al Sistema Potere.

Dobbiamo togliere la testa dalla sabbia e guardare in faccia alla realtà, benché dura e dolorosa, ma in qualsiasi caso, la cosa più opportuna da fare.

L’imminente collasso del Sistema, non è più una questione di un secolo o di qualche decennio, ma siamo alla vigilia del punto di non ritorno. E dunque che mi frega di apparire impopolare, offensivo e catastrofista, suscitando l’indignazione, lo sprezzo e lira degli altri? Sono in pace perché io so, mentre gli altri sono informati, ma non sanno niente. La verità è un atto di umiltà – quel processo di bonifica interiore che ci libera da pregiudizi, conformismi, dipendenze e debolezze per poi condurci al’essenza delle cose.

Siamo alla Fine, comunque la si voglia immaginare! Il tempo è scaduto, e se non avete ancora fatto le valige per abbandonare le città e trovare rifugio e autonomia in qualche luogo sicuro, le vostre possibilità di sopravvivere, sono nulle.

Il Sistema ci vuole così! Come adesso; incollati di fronte allo schermo di un computer, inebetiti dall’illusione di ritenerci liberi, e di poterlo combattere e sconfiggere, in virtù qualche post trafugato dal grande mare della Rete. Un innoquo gioco d’aria prodotto dal movimento di un ventaglio, sulla sua chioma posticcia!!

Adesso siamo schiavi a tutti gli effetti. Questo è il “moderno oppio dei popoli!” Una droga virtuale che ci ha reso inoffensivi, sterilizzando ogni personalismo, disinnescando in noi ogni impulso rivoluzionario, e lobotomizzando le nostre coscienze.

L’informazione attraverso i moderni mezzi di comunicazione, è simile ad un giornale di gossip che registra le notizie in tempo reale, provocando la maniacale curiosità della gente al pettegolezzo e relegandola in una condizione di immobilità invalidante – esonerandola così da ogni oggettiva responsabilità. Il Sistema dorme sonni tranquilli, certo che la massa di ebeti adoranti, narcotizzati e intrappolati come mosche fra le maglie della grande ragnatela mediatica, ha perduto per sempre la sua capacità di di ribellarsi e di combattere.

Lui intanto incassa, e se la ride sulla nostra conclamata cazzonaggine!

Russia: KRASNOYARSK-26,la citta' segreta progettata per l'apocalisse


Zheleznogorsk è una cittadina della Russia orientale, affacciata sul fiume Yenisei. Si chiama così solo dal 1992, nonostante la sua costruzione sia avvenuta nel 1950, quando la zona su cui sorge non era nient’altro che un territorio desolato al confine della foresta siberiana. Per oltre 40 anni, fino alla disintegrazione dell’impero sovietico, quasi nessuno è stato al corrente della sua esistenza. Eppure la città era popolata da centinaia di ingegneri, fisici e soldati che chiamavano il posto in cui vivevano con il nome in codice di Krasnoyarsk-26.

Sotto la bandiera rossa dell’Urss issata nella inospitale Siberia, centomila fantasmi hanno vissuto e lavorato ogni giorno in una città altrettanto fantasma, non segnata sulle carte geografiche, difficile da raggiungere e mantenuta appositamente isolata dal mondo. Krasnoyarsk-26 era una delle città segrete dell’Unione Sovietica. Una delle meraviglie moderne dell’ingegneria militare, il complesso nucleare segreto più grande del mondo. Pochi palazzi residenziali costruiti attorno a tre reattori per la produzione di plutonio per le armi atomiche che avrebbero dovuto servire ai russi per vincere la Terza guerra mondiale contro gli Stati Uniti.

Per decenni, in silenzio, la città si è preparata all’apocalisse. Continue esercitazioni, esperimenti e test venivano condotti in strutture sotterranee multilivello con oltre 3500 stanze o in gallerie scavate a 200 metri di profondità all’interno di una montagna. Tutti dovevano essere pronti a tutto, anche ad un attacco a sorpresa. Ecco perché gli impianti dei reattori erano progettati non solo per resistere ad un bombardamento nucleare, ma anche per reagire continuando a produrre plutonio per gli armamenti.

Ma in attesa del conflitto globale, a Krasnoyarsk-26 non si viveva affatto male per gli standard di vita dell’Unione Sovietica. Chi lavorava agli impianti nucleari era ottimamente pagato e poteva godere di molti privilegi sociali per sé e per la propria famiglia. In cambio lo stato comunista imponeva la più assoluta segretezza su quanto accadeva in città. Gli spostamenti degli abitanti erano scoraggiati dalle autorità locali, per entrare o uscire dai confini di quel lembo di Siberia ci voleva un pass speciale. Anche le comunicazioni con il resto del paese erano difficoltose ed avvenivano per lo più per corrispondenza. Le lettere dei familiari dei lavoratori della città segreta, inviate da Mosca o da San Pietroburgo, dovevano essere indirizzate ad una casella postale chiamata appunto “Krasnoyarsk-26”. Nessuna riservatezza, ogni riga era passata al setaccio dagli agenti del KGB.

Molto più agevole era invece l’interconnessione con le altre città segrete russe come Chelyabinsk-65 o Tomsk-7, con cui venivano scambiati minerali ad altri materiali utili per scopi bellici. Nella più rigida disciplina militare, tutto a Krasnoyarsk-26 è rimasto uguale per oltre quarant’anni. La vita dei figli dei soldati e dei fisici nucleari si svolgeva su strade desolate al di sopra dei labirinti sotterranei, in cui costantemente in allarme lavoravano i loro padri. In attesa della resa dei conti finale. Quella che non è mai arrivata.

Nel 1992 il presidente russo Boris Eltsin ha finalmente riconosciuto con un decreto l’esistenza delle città segrete. Krasnoyarsk-26 è apparsa per la prima volta sulle cartine geografiche ufficiali con il nome storico di Zheleznogorsk e nulla è più stato uguale. Chiunque ora può entrare ed uscire ma nella ex città segreta non ci vengono molti turisti perché c’è poco da vedere.

Due dei tre reattori sono stati spenti, alcune attività belliche riconvertite. Rimangono però i segni indelebili della catastrofe ecologica che l’attività della misteriosa Krasnoyarsk-26 ha procurato nella regione siberiana: 3000 tonnellate di scorie radioattive accumulate, materiale pericolosissimo che nessuno a Mosca ha ancora deciso come smaltire. È il prezzo da pagare per aver progettato la fine del mondo.









Trema il Giappone,forte terremoto di magnitudo 6.4 Honshu

17 giugno 2012 - Un terremoto di magnitudo 6.4 della scala richter e' avvenuto in Giappone alle 20:32 UTC(22:32 italiane)l'epicentro localizzato vicino alla costa orientale di Honshu a 113 km a Sud Est da Marioka,Honshu.La profondita' del sisma stimata a 31,8 km.
Small map showing earthquake

Continua il mistero dell'oggetto sui fondali del mar Baltico

La notizia non è stata diffusa su larga scala, come ci si aspetterebbe normalmente per una scoperta di questo genere; ma il ritrovamento di una misteriosa formazione circolare sul fondo del Mar Baltico sta facendo discutere da mesi scienziati e appassionati. 
Il team svedese e finlandese Ocean Explorer ha scoperto, all'inizio di quest'anno, un oggetto di forma circolare a circa 80 metri di profondità nel Mar Baltico. Inizialmente si trattava soltanto di immagini sul sonar, ma una recente spedizione si è spinta sul fondale per riprendere direttamente ciò che tutti stavano aspettando di vedere con impazienza. 
Misterioso oggetto del Mar Baltico: immagini e video"Faccio questo lavoro da quasi 20 anni e ne ho viste di cose sul fondale, ma niente del genere" dice Peter Lindberg, leader della spedizione. "Siamo stati in mare per nove giorni, ed eravamo stanchi e sulla via di casa, ma abbiamo fatto un'ultima sortita con il sonar e questa cosa è apparsa sullo schermo".


Proprio ieri il team Ocean Explorer ha rilasciato altre immagini sull'oggetto, e un video che mostra non soltanto un disco-cupola del diametro di 60 metri, ma anche una scia sul fondale che parte da esso e si allunga per quasi 400 metri, oltre ad un'altra struttura circolare a 200 metri di distanza. 
Misterioso oggetto del Mar Baltico: immagini e video
Quella che è stata definita "anomalia del Baltico" emerge dal fondale per 3-4 metri, e si trova vicino a piccole formazioni di roccia che somigliano incredibilmente a fuochi da campo. "Non posso spiegare quello che ho visto, mi sono immerso per avere delle risposte, ma sono riemerso con altre domande" sostiene Stefan Hogeborn, membro della spedizione. 
"All'inizio pensavamo che si trattasse soltanto di roccia, ma c'era altro. E dato che non è mai stata registrata attività vulcanica nel Mar Baltico, la scoperta si è fatta ancora più strana. Possiamo solo speculare, da non scienziati, come questa struttura possa essersi formata naturalmente, ma questa è la cosa più strana che abbia mai visto durante la mia carriera di sommozzatore professionista" spiega Lindberg. 
Purtroppo, le immagini non sono dotate di un qualsiasi rapporto di scala, per cui non è semplice confermare le dimensioni degli oggetti ritratti. Ma ciò che si vede non sembrerebbe essere un artefatto computerizzato, e la notizia si è meritata qualche articolo su diverse testate giornalistiche internazionali. 
Ora come ora non è possibile stabilire se la struttura a forma di cupola sia di origine geologica o artificiale, ma le speculazioni sono già al galoppo. C'è chi parla di "Millennium Falcon" spaziale, tirando in ballo l'onnipresente ipotesi aliena, e chi invece di bunker sovietico segreto.  
Misterioso oggetto del Mar Baltico: immagini e video
Una delle ipotesi più interessanti nate nel gennaio del 2012 riguardava un tipo di nave progettato nel XIX° secolo da un certo Andrey Popov: ideò e realizzò due navi, la "Novgorod" e la "Contrammiraglio Popov", di forma circolare, con l'obiettivo di renderle piattaforme stabili per l'artiglieria. Le navi circolari di Popov furono un fallimento colossale, tanto da essere considerate tra le peggiori imbarcazioni della storia della marina militare.


"Le informazioni che abbiamo dicono che la più grande di queste navi avesse un diametro approssimativo di 35-37 metri" spiegò Lindberg in una e-mail alla ABC News. "Il disco [che abbiamo scoperto] ha un diametro di 55-60 metri. Ovviamente c'è la possibilità che i Russi abbiano costruito una nave circolare più grossa, rimasta sconosciuta fino ad oggi. Se fosse questo il caso, avremmo una spiegazione. Credo, invece, che sia più probabile che si tratti di un fenomeno naturale e non di una nave simile alla Novgorod, ma è solo la mia opinione".

L'ipotesi Novgorod è stata recentemente smentita dalle immagini scattate dai sommozzatori. Immagini che, oltre a mostrare una struttura apparentemente simile al cemento, hanno consentito di individuare anche un buco di forma ovale sulla cima della cupola. 
Il video rilasciato lo scorso 15 giugno, con immagini della spedizione e degli oggetti  scoperti sul fondo del Baltico. Mi scuso per le dimensioni minuscole dei sottotitoli  in inglese, è il meglio attualmente disponibile in rete. Mi scuso anche per il titolo del video pubblicato su youtube: niente Men in Black, e niente UFO.

Cosa si cela, quindi, sul fondale del Baltico? La realtà dei fatti sarà sempre e comunque difficile da stabilire a meno che la ricerca non venga svolta con criteri e metodologie severamente scientifici. Criteri che, nel caso si trattasse davvero di un ritrovamento capace di sconvolgere la storia dell'uomo, contribuirebbero a rendere tutto credibile e verificabile. 
Per quanto riguarda la credibilità della missione stessa, c'è chi ha motivi per ritenere l'intera spedizione un'abile trovata pubblicitaria, dato che di scienza si sente parlare poco. La Ocean Explorer si occupa del recupero di relitti di navi antiche e recenti; anche se ha ottenuto parecchio successo negli ultimi anni, la sua occupazione principale non è quella di fare scienza, ma ottenere denaro e pubblicità per finanziare la successiva spedizione di recupero. 
C'e chi, invece, per motivi altrettanto validi, crede che il Baltico possa riservare sorprese sconvolgenti, e che questa recente scoperta rappresenti soltanto la cima dell'iceberg. Solo pazienza, serietà e metodo potranno condurci alla spiegazione dell'anomalia del Baltico, che si tratti dell'ennesima bufala o di una scoperta rivoluzionaria.

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Barroso: se la Grecia esce dall'euro sarà caos!

17 giugno 2012 - In queste ore la Grecia e' alle urne per decidere del proprio futuro e di conseguenza di quello dell'intera euro-zona,se esce dall'euro sara' il caos, quindi allacciate le cinture di sicurezza che la tempesta e' alle porte......

ATENE - Gli occhi del mondo puntati sulla Grecia, dove alle 7 ora locale (le 6 in Italia) si sono aperti i seggi per le elezioni legislative, riconvocate dopo quelle - inconcludenti - del 6 maggio scorso. Su una popolazione complessiva di circa 11 milioni dipersone, gli aventi diritto al voto sono poco più di 9.850.000, ma alle ultime consultazioni gli astenuti erano stati quasi il 40%. Le operazioni di voto si concluderanno alle 19 ora locale e, secondo quanto annunciato dal ministero degli Interni, le prime proiezioni dovrebbero essere disponibili entro due-tre ore dal momento della chiusura delle urne, sempre che tutto proceda senza imprevisti. Le elezioni greche vengono viste come decisive per il futuro del Paese e per la stessa sopravvivenza dell'euro.

 


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