Siamo alla frutta! Anche i talebani denunciano la censura di Facebook (video)
I talebani hanno quindi sostenuto che in America è più minacciata che in Afghanistan a causa dell’uso di Facebook da parte dell’amministrazione per censurare il dissenso, e erosione generale della libertà di espressione da parte delle big tech.
Sono momenti bellissimi: i talebani che danno lezione di libertà agli USA – e hanno pure ragione!
Anzi, aggiungiamo: i talebani, almeno, rispondono alle domande dei giornalisti. Joe Biden, durante la conferenza stampa di lunedì, si è rifiutato di farlo.
Se perfino pastori di capre nelle desolate lande rocciose del Centrasia riconoscono che Facebook è oramai un censore nelle mani di un potere politico dispotico, cosa aspettano i politici europei a fare qualcosa?
Hanno forse paura che poi Facebook gli tagli il reach, cioè le persone raggiunte dai loro post, generando un’esposizione minore che potrebbe tradursi in meno voti?
When pressed on the issue of free speech, Taliban spokesman points to Facebook's and Big Tech's censorship of Americans. pic.twitter.com/vi8kktLFgV
— The Post Millennial (@TPostMillennial) August 17, 2021
Commenti
Siete messi molto male se li difendete......siete loro complici.
I talebani sono comunque e ovunque sempre indifendibili.
Ma nessuno che abbia centrato il vero obbiettivo, e , nelle trasmissioni chi osava porre il quesito veniva interrotto o censurato.
La domanda è: caro stato Italiano VUOI IMPORRE L'OBBLIGO DEL VACCINO ANTI COVID, BENE, prenditi la responsabilità insieme alle case farmaceutiche, e, paga per le reazioni avverse (sentenza della corte costituzionale N° 5/2018 al punto “c”).
Io non firmo nessun consenso informato, ma tu stato che mi imponi l'obbligo con trucchi e trucchetti da quattro soldi, ti prendi tutte le responsabilità.
Un invito a tutti gli utenti di internet, copiate questo post all'infinito, ovunque anche quando il commento non è pertinente, è ora che TUTTI gli italiani vaccinati (a cui è stata estorta una firma) e non, abbiano la possibilità di un GIUSTO INDENNIZZO in caso di reazione avversa da vaccino.
Che diventi come una petizione, anzi meglio, UNA DOMANDA ALLA QUALE DEVE ESSERE DATA UNA RISPOSTA.