Ucraina: pesanti ingerenze Usa negli affari interni di una nazione sovrana


Alle minacce ed i ricatti di matrice “europeista”, che hanno preceduto e seguito il fallimentare vertice di Vilnus, si aggiunge ora l’entrata a gamba tesa di alcuni senatori della Destra neocon statunitense, per obbligare il governo di Kiev ad accettare le condizioni capestro imposte dall’ Ue per l’entrata dell’Ucraina nell’ area di libero scambio con l’Occidente.

Da ieri, le circa 200 mila persone nuovamente riunite in piazza Maidan per sostenere le ragioni dell’accordo con l’Ue hanno ricevuto il sostegno diretto di due senatori Usa: Jhon McCain dell’Arizona e Chris Murphy del Connecticut. Intervenendo dal palco, i due senatori hanno minacciato sanzioni contro il Governo del presidente Viktor Yanukovych nel caso in cui le autorità dovessero usare violenza per disperdere le proteste. «Siamo qui perché il vostro processo di pace e la vostra protesta pacifica continuino a ispirare il vostro Paese e il resto del mondo», ha espresso McCain ai manifestanti. «L’Ucraina renderà migliore l’Europa e l’Europa migliorerà l’Ucraina». La risoluzione proposta venerdì da Murphy, presidente della Sottocommissione per le Relazioni estere per gli Affari europei, insieme ad altri tre senatori tra cui McCain, invita gli Stati Uniti a sostenere una pacifica e democratica soluzione alla crisi. La risoluzione chiede inoltre che i prigionieri politici vengano liberati e non esclude possibili sanzioni nel caso venisse utilizzata ulteriore violenza contro i manifestanti.
Ora, provate ad immaginate quale enorme “scandalo” mediatico avrebbero suscitato, in lungo e largo per tutto l’Occidente, simili, pesanti interferenze straniere negli affari interni di una nazione sovrana se a compierle fosse stato ad esempio un Putin recandosi negli States per sostenere le proteste antigovernative del movimento “Occupy”. In quel caso, simili ingerenze straniere non sarebbero di sicuro passate sotto silenzio dei media.


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1 commento:

Anonimo ha detto...

non finiranno mai questi americani di farsi i cavoli loro.

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