I vulcani del pianeta sempre piu' in agitazione!

30 maggio. 2012 - Islanda - Uno sciame sismico di piccole scosse si e' verificato nei dintorni del vulcano Katla negli ultimi due giorni. La Profondità rilevata tra 0,1 e 12,2 km. A giudicare dalla profondità e l'intensita' dei terremoti, la causa più probabile per lo sciame sismico e' da attribuire ad adeguamenti del sistema idrotermale sotto la calotta glaciale, e probabilmente non ad intrusioni di tipo magmatiche, che sarebbero un chiaro indicatore di una futura eruzione vulcanica - Volcano Discovery






30 maggio. 2012 - Russia - Il vulcano Shiveluch situato nella remota penisola di Kamchatka nell' Estremo Oriente della Russia ha espulso una nube di cenere Martedì dopo una serie di tremori. La colonna di cenere si e' innalzata dal vulcano per circa 3,3 km di altezza raggiungendo fino a 7,3 km sopra il livello del mare Nessun impatto o danno è stato segnalato nei confronti della potente esplosione, che è avvenuta dopo una catena di eventi sismici nella regione. Situato sulla penisola di Kamchatka, Shiveluch è un vulcano attivo dal settembre 1980. 
Fonte:http://www.chinadaily.com.cn/world/2012-05/29/content_15414522.htm




30 maggio 2012- Indonesia - Le autorita' indonesiane hanno innalzato il livello di allarme per il vulcano Soputan da 2 a livello 3 dopo una intensificazione dell'attivita' vulcanica registrata intorno al cratere.Le autorita' hanno avvertito la popolazione di non avvicinarsi al vulcano per un raggio di almeno 6 km.Il Soputan, uno dei vulcani più attivi situato sull'isola diSulawesi
Fonte:http://news.asiaone.com/News/AsiaOne%2BNews/Asia/Story/A1Story20120529-349069.html
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Scie chimiche: abbiamo tutti l'Alzaimer e non ne siamo consapevoli!

Sembra che ci sia qualcuno "dietro le quinte", che non voglia farci pensare in modo critico e cerchi in tutti i modi di deviare la nostra attenzione da alcune "singolari stranezze", mentre vengono apportate nel mondo terribili e significative "modifiche".

Stiamo per invadere la Siria (ma nessuno lo sa)


I governi fantoccio d’Europa  diretti da Gran Bretagna, Israele, Usa si offrono per entrare in guerra contro Siria, Iran, ben sapendo che trascineranno dentro anche la  Russia e la  Cina.  E’ un piano suicida, scellerato, già programmato  e dato per scontato dai dominanti. L’incendio dell’Europa e del medio Oriente servirà a far collassare le civiltà europee nell’estremo tentativo di salvare la macchina infernale della speculazione  finanziario bancaria basata sul dollaro e sulla sterlina oltre che sulla soppraffazione militare..
Nei paesi europei non vi è nessun allarme, la popolazione ha da pensare alla sua crisi e continua nella sua stupida e disastrosa incoscienza e vigliaccheria. I politici venduti ai poteri mondialisti occultano per bene ogni anelito di giustizia, ogni allarme proveniente dalla società civile.
L’Europa, presa dai suoi casini finanziari non vede l’ora di andarsene in ferie e sarà in quel momento che gli assassini mondialisti daranno fuoco alle miccie.

Ricordate cari lettori,  lanciammo analoghe previsioni per la Libia.  Con ciò non pensiamo che questo sia un epilogo irreversibile e improcastinabile. Le nazioni parassite dell’Europa potrebbero collassare prima di produrre danni e a questo punto ce lo auguriamo.
Tuttavia  da quasi un anno con criminale determinazione i Nostri, disinformano sulla guerra infida che già conducono per procura utilizzando un esercito privato fatto di  milizie criminali, terroristi comuni, autentici squartatori. I morti sono contati solo fra gli invasori e più volte per giunta. Con una pratica di aggressione sistematica e di assassinio della popolazione inerme favorevole ad Assad, una schiera di paesi sciacalli che va dall’Arabia Saudita, all’emiro del Qatar, oltre alla Turchia e Israele,  fomenta disordini, esegue attentati, elimina i militari ed i loro famigliari.
Come in Libia gli europei alterano, anzi sovvertono la verità, derubando miseramente per conto delle banche occidentali,  la Siria e l’Iran dei loro beni depositati nelle stesse banche.  I politici camerieri Nato di Italia, Francia e Gran Bretagna, stanno ancora una volta pianificando la distruzione di nazioni libere e indipendenti che, colpevoli solo di non essere asservite al nuovo ordine mondiale americanoangloisraeliano, devono essere distrutte come civiltà e modello. Se tutto questo nuoce gravemente ai nostri interessi nazionali non importa ai nostri venduti ed ai nostri burattinai, ovviamente, ma anzi, questo progetto è parte del piano prestabilito di sconquasso continentale. La lista degli stermini e delle nazioni distrutte si sta facendo lunga oramai: Iraq,  Serbia, Afghanistan, Libia, Somalia e altre.
Come sempre dalla stampa serva escono solo belati di concorso e consenso alla pratica criminale di distruzione dei paesi liberi. I meschini sembra siano ovunque in questo finale di partita. Sparito Sarkozy, il sionista ungherese imposto dalla Cia alla guida della Francia,  oggi abbiamo un altro zerbino e per giunta massone:  Hollande. Un pò come per noi essere passati da Berlu a Monti.
L’Europa terrorizzata è oramai in mano atlantica sia a destra che a sinistra. Al potere vanno solo i loro uomini e resteranno fino a quando questo castello di menzogne, criminalità,  non crollerà definitivamente per eccesso di stupidità.

Ahmadinejad vuole un Nuovo Ordine Mondiale

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad dichiara che il mondo ha bisogno di un nuovo ordine basato sulla giustizia, la fratellanza, il progresso e il benessere. “Dobbiamo lavorare per la creazione di un ordine mondiale giusto che deriva dalla forza di volontà delle nazioni e i governi possono svolgere un ruolo nella definizione di condizioni eque”. Così ha parlato il presidente Ahmadinejad in un incontro con gli ambasciatori africani a Teheran. “La creazione di un giusto ordine mondiale sta diventando una richiesta popolare nel mondo. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso uno sforzo collettivo. Il mondo richiede un nuovo sistema economico in grado di proteggere gli interessi delle nazioni, nonché una nuova struttura politica che porterà il rispetto della sicurezza, e pace in tutte le nazioni. Le strutture economiche, politiche, sociali e l’ordine mondiale esistente sono controllate da un piccolo gruppo di persone che si rifiutano di consentire un ordine del mondo a a beneficio di altre nazioni”. Il presidente Ahmadinejad ha criticato alcuni paesi dominanti e ha dichiarato che tutte le nazioni e i governi hanno bisogno di essere coinvolti insieme nelle decisioni globali. Ha elogiato le relazioni dell’Iran con i paesi africani basate su amicizia, affetto, rispetto, dignità umana e della giustizia e ha chiesto un ulteriore espansione dei legami dell’Iran in Africa.

Continua ad ingrandirsi l'enorme frattura lungo il deserto etiope!



La famosa teoria della “deriva dei continenti”,secondo la quale i vari continenti si muoverebbero l’uno rispetto all’altro, è tuttora in evoluzione. Basta andare nella famosa “ Great Rift Valley”dell’Africa orientale per poterlo notare di persona. All’inizio del 2005 una enorme frattura iniziò ad aprirsi e a spaccare il terreno lungo il deserto etiope, una estesa landa di terreno arido e privo di vegetazione che caratterizza una vasta area dell’Etiopia. La fenditura, lunga fino a 60 chilometri, si aprì lungo un tratto nella depressione di Afar. Nel corso dei mesi questa enorme frattura cominciò sempre più ad allargarsi, estendendosi alle aree limitrofe. Il fenomeno suscitò inquietudine, ma al tempo stesso pure grande interesse da parte degli scienziati che dopo aver appreso la notizia sono accorsi sul luogo per effettuare i primi studi. In un primo momento alcuni geologi pensavano che la frattura potesse rappresentare l’inizio della creazione di un nuovo oceano, per l’allontanamento della zolla africana orientale verso levante. Tale teoria che accese un vivace dibattito fu subito contrastata e smontata da una parte della comunità scientifica internazionale.
Ma dopo qualche anno la tesi ha cominciato a mettere d’accordo buona parte dei geologi, tra questi pure chi inizialmente la criticò in maniera aspra. Difatti gli scienziati provenienti da diversi paesi hanno confermato che i processi vulcanici in azione sotto la “Great Rift Zone etiopica” sono quasi identici a quelli in fondo degli oceani del mondo, segno che l’apertura della grande spaccatura con molta probabilità rappresenta niente meno che il preludio per la nascita di un nuovo mare che cambierà per sempre la geografia dell’intero continente africano che noi oggi conosciamo. Negli anni successivi, uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters, sosteneva che le zone soggette ad una intensa attività vulcanica, lungo i bordi delle placche tettoniche oceaniche, possono improvvisamente dissolversi in ampie sezioni, invece che a poco a poco come si credeva precedentemente.



L’enorme fenditura osservata dall’alto, si nota la notevole estensione
Inoltre l’evoluzione di questi fenomeni geologici potrebbero agevolare l’apertura di nuove grandi spaccatura in seno alla crosta terrestre, originando delle nuove faglie capaci di generare improvvisi terremoti di alta magnitudo sulle regioni circostanti, rappresentando cosi un pericolo molto grave per le popolazioni che vivono vicino ai margini delle fenditure. “Questo lavoro è un importante passo avanti nella nostra comprensione del Rift continentale, che può portare alla creazione di nuovi bacini oceanici”, dice Ken Macdonald, professore del Dipartimento di Scienza della Terra presso l’Università della California, Santa Barbara. Notevole pure il contributo delle università locali di Etiopia ed Eritrea che fin dal 2005, quando si è aperta la grande spaccatura sul deserto etiope, hanno avviato degli studi inerenti proprio l’attività sismica dell’area. Atalay Ayele, professore presso l’Università di Addis Abeba, in Etiopia, ha raccolto una grande quantità di dati sismici riguardanti la frattura del 2005, che ha aperto la grande spaccatura di 20 metri di larghezza in pochi giorni.
Unendo dati sismici provenienti dall’Etiopia, con quelli dell’Eritrea di Ghebrebrhan Ogubazghi, professore dell’Istituto Eritrea of Technology, e dello Yemen con la collaborazione di Jamal Sholan del National Yemen Seismological Observatory Center, è stata creata una mappa molto interessante che ha saputo fornire dei dettagli molto utili ai fini della ricerca. Dopo mesi di studi e catalogazione dei fenomeni sismici il professorAyele ha dimostrato che la fessura non si è aperta dopo una serie di piccoli terremoti per un periodo prolungato di tempo, ma in maniera disgiunta lungo tutta la sua lunghezza di oltre 35 miglia (60 chilometri) in pochi giorni. Qui entra in scena l’intensa attività vulcanica dell’area. Nelle vicinanze al luogo della frattura un vulcano, denominato Dabbahu, posto all’estremità settentrionale della Rift, ha prima eruttato e poi spinto il magma attraverso il centro della zona di frattura fino a “decomprimere” la spaccatura in entrambe le direzioni, ampliandola ulteriomente.


Nei fondali marini la lava fuoriesce di continuo dai vulcani creando sempre nuova crosta terrestre, una volta che si è raffreddata e indurita. I terremoti si sviluppano con lo spostamento delle placche tettoniche nel momento in cui il magma si estende verso l’alto per poi diffondersi in entrambi i lati sul fondale marino. Questa attività ha dato vita, negli ultimi mesi, ad un forte incremento di terremoti nel Golfo di Tagiura. In pratica gli studiosi sostengono che la frattura africana determina una scissione a un tasso che si manifesta molto raramente in geologia. Il Mar Rosso e il Golfo di Aden furono creati milioni di anni fa dalla prima frattura. Dall’Etiopia al Mozambico si estende la seconda frattura, fiancheggiata da molti vulcani, chiamata “Great Rift Valley “ che, secondo le teorie scientifiche, rischia di essere sommersa dal mare. Secondo gli studiosi le acque del mare potrebbero inondare le terre molto prima di quanto si potrebbe prevedere a causa della depressione della Dancalia, situata a settentrione della valle. Il luogo è profondo circa 25 metri (localmente anche più) e le acque del Mar Rosso sono trattenute solo dalle colline.
La fascia collinare però ha già subito uno sprofondamento di alcune decine di metri rispetto i livelli precedenti e la presenza di sale sul deserto testimonia che il mare abbia già in passato inondato la zona. La lava ha successivamente poi fatto ritirare il mare. Attualmente l’unica cosa certa è che l’attività vulcanica è fortemente aumentata negli ultimi anni, I geologi hanno registrato in 22 posti nel triangolo della depressione di Afar, nel nord Africa, eruzioni vulcaniche in prossimità alla superficie terrestre. Anche lo studio del magma ha permesso ai vulcanologi di scoprire che la sua tipologia, caratterizzata da una bassa quantità di acido silicico, è la medesima di quella che caratterizza le eruzioni nelle dorsali medio-oceaniche collocate negli abissi degli oceani. Oltre al rinvigorimento della sismicità profonda, una caratteristica tipica delle dorsali, altri eventi hanno confermato lo sconvolgimento geologico che sta interessando l’intera area del Corno d’Africa. Su tutti va ricordata, nel Maggio 2009, l’improvvisa eruzione di un vulcano sotterraneo nell’ovest dell’Arabia Saudita. Allora l’evento eruttivo fu localizzato ad appena 200 chilometri dalla linea del Rift. Finora nessuno può dire quando il mare inonderà la depressione etiope, potrebbero passare centinaia di anni oppure ci potremo trovare di fronte ad un fenomeno alquanto rapido che rischia di cogliere di sorpresa gli stessi ricercatori.


Di Daniele Ingemi

 


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