Ce lo chiedono i mercati. Bisogna rassicurare i mercati. Come reagiranno i mercati. Prima era la crescita economica, da qualche anno a questa parte l’impostura si è tolta la maschera: è la finanza internazionale a dettare i compiti alla politica. Chi diavolo siano i mercati, però, è una questione lasciata regolarmente sul vago.
Fukushima: nel pesce radiazioni 2500 volte superiori al consentito
I livelli di radiazioni nel pesce giapponese sono allarmanti. Dopo quasi due anni dal disastro nucleare di Fukushima il pescato è altamente contaminato
(Rinnovabili.it) – Nonostante sia passato del tempo il Giappone ancora oggi si scontra con le conseguenze del terremoto e del devastante tsunami che colpì e danneggiò, nel marzo 2011,
Cause di una possibile terza guerra mondiale
Ultimamente si fa un gran parlare di Terza Guerra Mondiale alle porte. Tali portavoce non corrispondono ai profili dei soliti apocalittici o catastrofisti dell’ultima ora, bensì a quelli più autorevoli di economisti e analisti. L’allarme è stato lanciato e c’è già chi prefigura scenari possibili e previsioni per nulla ottimistiche. Le analisi, inoltre, sembrano tutte concordare su un fatto: se guerra ci sarà, sarà entro il 2015.
L’allarme lanciato da Kyle Bass
Una delle più recenti voci a riguardo è quella del fondatore del gruppo statunitense Hayman Capital Management, Kyle Bass, che ha affermato sostanzialmente che la crisi dell’Eurozona terminerà con una guerra di proporzioni globali.
Terremoto in Abruzzo: a prova di Nato
di Gianni Lannes
I segreti indicibili giocano sporco con le vite altrui. In una parola: genocidio. Altro che allarmismo, il popolo italiano se non fosse troppo incline ai condizionamenti sociali, avrebbe già capito. Ai magistrati onesti è meglio non far sapere nulla. Il Patto Atlanticonon si tocca: c'è sempre il muro di gomma. I sismogrammi, seppure truccati parlano chiaro. L’ipocentro di quel terremoto artificiale che 4 anni fa ha mietuto 309 vittime, 1.600 feriti e 100 mila sfollati, ha una costante: 10 chilometri di profondità. Vale a dire, una traccia inconfondibile di un terremoto artificiale, innescato dalla mano militare. Quale miglior territorio di sperimentazione bellica dei dispositivi ionosferici, per non destare sospetti, di un'area a rischio sismico?
Chi tace i possibili danni da vaccinazione antinfluenzale ha la coscienza sporca
Attilio Speciani, allergolo e immunologo - tratto da http://www.eurosalus.com/malattie-cura/chi-tace-i-possibili-danni-da-vaccinazione-antinfl
Vaccinazione antinfluenzale, vaccino e influenza sono temi molto caldi. Come ogni anno, la campagna mediatica per la vaccinazione antinfluenzale ha iniziato a battere la sua grancassa già dalla fine di agosto. La campagna vaccinale 2012-2013 sarà però ricordata per l'ulteriore perdita di credibilità proposta da chi sostiene la vaccinazione come strumento unico di prevenzione.
Ottobre ha visto il blocco di 2,5 milioni di dosi vaccinali prodotte dalla Crucell per una contaminazione batterica e ieri il blocco di 3 milioni di dosi di vaccini antinfluenzali di Novartis (Agrippal, Influpozzi subunità, Influpozzi adiuvato e Fluad) di cui 500.000 già distribuiti e i restanti già prodotti e pronti all'uso.Scienziati prevedono forti terremoti futuri per l'Himalaya
In passato, violenti terremoti di magnitudo 8-8.5 hanno lasciato profonde cicatrici nella catena himalayana. La notizia è stata data di recente dalla rivista Nature Geoscience mediante la pubblicazione del relativo studio della Nanyang Technology University di Singapore, i cui scienziati hanno affermato che eventi sismici di quella portata potrebbero verificarsi ancora in quella regione, soprattutto nelle aree che presentano fratture molto estese lasciate dai terremoti regionali del passato.
Questa scoperta ha enormi implicazioni per la zona situata lungo il fronte che si snoda davanti alla catena montuosa himalayana e che ha una densità di popolazione paragonabile a quella dell’intera città di New York.
E’ stato il professor Paul Tapponier, della NTU di Singapore, riconosciuto come uno scienziato di primo piano nel campo della neotettonica, a dichiarare che il fatto che terremoti così devastanti si siano già verificati in passato in quella regione sta a significare che anche per il futuro si ci può aspettare che terremoti di simile magnitudo possano tornare a colpire ancora quella regione, soprattutto in alcune aree, già fratturate da un evento sismico antico.
La catena himalayana.
Lo studio è stato condotto dall’EOS (Earth Observatory of Singapore), organo della NTU, unitamente a quelli di altri scienziati in Nepal e in Francia, ed ha dimostrato che per due volte, nel 1255 e nel 1934 due grandi eventi sismici hanno fratturato la superficie terrestre nella regione dell’Himalaya; e questo contrariamente a quanto ritenuto in precedenza dagli scienziati.
Terremoti così estremi non sono estranei a questa regione, come del resto è accaduto negli anni 1897, 1905, 1934 e 1950, tutti eventi di magnitudo elevata, compresa tra 7.8 e 8.9 gradi della scala Richter e tutti seguiti da ingenti danni. Non si era però finora ritenuto che questi avessero fratturato la superficie terrestre. Erano stati classificati come terremoti ciechi, le cui conseguenze superficiali sono molto difficili da individuare.
Tuttavia il professor Tapponier afferma che, combinando le nuove immagini ad alta risoluzione con le avanzate tecniche di datazione di cui oggi si dispone, si potrebbe dimostrare che il terremoto del 1934 ha prodotto una frattura della superficie terrestre lunga 150 chilometri a sud della regione che comprende il Monte Everest.
Regione himalayana. Evidenziata la regione interessata dalla lunga frattura prodotta dagli eventi sismici tra la placca Indiana e la placca Asiatica.
Questa frattura si è formata in Nepal lungo la faglia principale che segna oggi il confine tra le placche tettoniche Indiana e Asiatica ed è conosciuta anche come Main Frontal Thrust (MFT) o spinta frontale principale.
Utilizzando la datazione al radiocarbonio di sedimenti fluviali di compensazione e di depositi derivati da pendici collinari crollate, il team di ricerca è riuscito a separare centinaia di episodi di movimenti tettonici su questa enorme faglia e a stabilire i tempi dei due terremoti, avvenuti a circa 7 secoli di distanza uno dall’altro.
“L’importanza di questo risultato” – ha detto Tapponier – “è sapere che questi terremoti di magnitudo 8-8.5 possono avvenire al massimo due volte per millennio su questo tratto di faglia, il che consente una migliore valutazione del rischio che rappresentano per gli abitanti delle zone circostanti”.
Il prof. Tapponier avverte anche che il lungo intervallo tra i due eventi sismici scoperti di recente non significa che le persone debbano essere tranquillizzate ritenendo che c’è ancora tempo prima che un fortissimo terremoto torni a colpire la regione.
“Le nostre osservazioni non vogliono dire che il prossimo mega-terremoto in Himalaya avverrà fra molti secoli, perché ancora non ne sappiamo abbastanza sui segmenti adiacenti la MFT”, spiega Tapponier.
“Si suggerisce, al contrario, che le aree ad ovest e ad est della rottura della superficie del Nepal del 1934 sono ora a maggior rischio di un forte terremoto, dato che esistono pochi dati, per non dire praticamente nessuno, per affermare con esattezza quando un ultimo sconvolgente terremoto sia accaduto in questi settori”.
Il prossimo passo per Tapponier e i suoi scienziati dell’EOS è quello di scoprire la piena portata di tali rotture di faglia, che consentirà poi loro di costruire un modello più completo della pericolosità sismica lungo il fronte himalayano.
http://www.scienze-naturali.it/ambiente-natura/previsti-violenti-terremoti-in-himalaya
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I “nostri Nemici” in ginocchio, con la manipolazione del clima?
Siamo nel bel mezzo di guerra ambientale, distratti da una informazione di regime, paradossamente paghiamo per distruggere le nostre colture, minare la nostra salute e metterci in miseria. Stiamo percorrendo al galoppo la strada dell’implosione economica e sociale come fu per l’URSS.
In Iran l’anno scorso una siccità infernale, forse indotta, ha incenerito gran parte della vegetazione, creando vaste aree desertiche e mettendo in gravissima difficoltà la sopravvivenza della popolazione già provata dall’assedio economico dei paesi Nato, gli esportatori di democrazie al fosforo e all’ uranio.
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