Germania niente più farmaci antitumorali alla Grecia, e presto potrebbe accadere all’Italia


Da ieri la Merck non fornisce più agli ospedali pubblici greci il suo più importante farmaco anti-tumorale.
Motivo: troppi pagamenti in ritardo o sospesi, per via della crisi economica. E troppi crediti nei confronti della sanità greca – ma questa non è certo la spiegazione ufficiale – convertiti in titoli di Stato ellenici, poi deprezzatisi con l'aggravarsi della situazione generale (solo la consociata Merck Serono avrebbe accettato, in pagamento dei farmaci, bond per 56 milioni di euro).
Il medicinale che viene negato ora agli ospedali si chiama commercialmente Erbitux (principio attivo, il «cetuximab»), è il secondo prodotto più venduto della Merck, risulta prescritto soprattutto per i tumori colon-rettali o per quelli della testa e del collo.
 Non è la prima volta che la crisi incide sui costi della salute e su uno degli aspetti più angosciosi della vita umana, la lotta a un tumore. È già accaduto fin dall'anno scorso, con altre case farmaceutiche, sempre in Grecia e in altri Paesi. Ed è stato già detto che potrebbe accadere ancora, anche in nazioni come l'Italia.
La Roche, per esempio, ha sospeso le forniture a credito a 23 ospedali pubblici portoghesi, appellandosi al fatto che avevano accumulato debiti per 135 milioni di euro, e che ritardavano ormai i pagamenti anche per più di 420 giorni. 
Però quello della Merck è un caso particolare, ha sede nella nazione governata da Angela Merkel,  la cancelliera che solo pochi giorni fa è stata accolta da fischi e qualche bottigliata nel centro di Atene, fra lo sventolare beffardo di bandiere con la svastica, la leader straniera che almeno una parte dell'opinione pubblica greca considera responsabile delle proprie angosce. 

Rinvenuto lo scheletro di un Mammut vicino Parigi



Oggi è stato comunicato dall'Istituto Nazionale dell'archeologia preventiva, in una cava lungo la riva del fiume Marna è stato trovato lo scheletro ben conservato di un mammut peloso (Mammuthus primigenius) uno dei più grandi mammiferi che vivevano sulla Terra. Secondo le prime valutazioni degli specialisti, l'età del fossile è databile fino a 200 mila anni.


La trovata del gigante cui gli scienziati hanno dato il nome di Helmut, è diventata un gran successo dell'archeologia francese. E' solo il quarto caso di ritrovamento di questo animale in Francia, l'ultima volta che è stato trovato un mammut è successo più di cento anni fa.
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Una nuova minacciosa tempesta sta per abbattersi sulle coste del New Jersey e New York

NEW YORK Dopo il devastante passaggio di Sandy, sul nord-est degli Usa si allunga l’ombra di un’altra tempesta in via di formazione che si sta dirigendo verso New Jersey e New York, gli Stati più colpiti. A dare l’allarme è stato il governatore di New York, il democratico Andrew Cuomo, il quale ha avvertito che l’arrivo è previsto già per domani. «Mercoledì avremo una potenziale tempesta», ha avvertito Cuomo in conferenza stampa. «Normalmente, non costituirebbe una minaccia particolarmente letale, ma questa non è una situazione normale», ha puntualizzato. «In una situazione del genere, è una cosa grave. Se dovremo effettuare nuove evacuazioni, inizieremo presto, e la popolazione farebbe meglio a prendere sul serio la faccenda», ha sottolineato. Secondo il Servizio Meteorologico Nazionale, un’area di bassa pressione che attualmente si trova al largo delle coste sud-orientali è prevista in rafforzamento per domani, mano a mano che procederà lungo il litorale della South e della North Carolina. La perturbazione continuerà poi a potenziarsi il giorno seguente, rasentando il New Jersey, e potrebbe portare con sé raffiche di vento anche superiori agli 80 chilometri l’ora, inondazioni, forti precipitazioni piovose sul mare e nevose nell’entroterra. Cuomo al riguardo ha ammonito che le masse di detriti rimaste sul territorio interessato dopo il passaggio di Sandy potrebbero essere scaraventate in aria da una tempesta sufficientemente violenta, con evidenti margini di pericolosità. La stessa saturazione del suolo tuttora intriso d’acqua, dovuta ai precedenti allagamenti,rischia di determinare ulteriori alluvioni.


L'enigmatico fascino delle Pleiadi: sette sorelle, anzi mille!


L'ammasso aperto delle Pleiadi è sicuramente uno tra gli oggetti celesti più belli da osservare ad occhio nudo. I nostri suggerimenti per ammirarlo al meglio nelle sere di novembre, insieme agli altri fenomeni del cielo.

Per la mitologia greca erano sette sorelle, ninfe delle montagne figlie di Atlante e Pleione. Per gli astrofisici oggi  sono un ammasso stellare che conta oltre 1000 astri.


Sono le Pleiadi, splendido oggetto celeste che scintilla brillantissimo nel cielo di novembre e che rimarrà ben visibile per tutto l’autunno e l’inverno. Già alto in prima serata verso est, questo caratteristico gruppo di astri è situato nella costellazione del Toro. Ad occhio nudo e in assenza di luci o inquinamento luminoso, è possibile contare tra 6 e 8 stelle dell’ammasso, ma già con un semplice binocolo se ne individuano alcune decine.

Dal punto di vista astronomico, le Pleiadi sono un ammasso stellare aperto - dove tutti gli oggetti che lo compongono si sono formati dalla stessa nube proto stellare - che ha un raggio del suo nucleo centrale di circa 4 anni luce e dista da noi poco più di 400 anni luce. Può sembrare sorprendente ma l’estensione delle Pleiadi è davvero elevata: basti pensare che la sua ampiezza apparente equivale a quattro volte il diametro della luna piena.

Un’altra particolarità di questo ammasso è la sua età, relativamente giovane in termini astronomici: circa cento milioni di anni. Nonostante ciò, le previsioni degli astrofisici non prospettano una lunga vita per questo ammasso, che dovrebbe disgregarsi (per effetto di interazioni gravitazionali con altri oggetti celesti massicci come gruppi di stelle o nebulose), nell’arco di qualche centinaio di milioni di anni.

Se volete trovare facilmente l’ammasso delle Pleiadi e con l’occasione dare uno sguardo a quello che sarà il cielo notturno di novembre e i suoi fenomeni più caratteristici, nonché conoscere la visibilità dei principali pianeti, troverete le mappe stellari e altre informazioni sulle osservazioni nel video qui sotto - Fonte

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La sincronicità



Sincronicità è un termine introdotto dallo psicologo Carl Gustav Jung nel 1950 per descrivere la contemporaneità di due eventi connessi in maniera a-causale. Coincidenza di due o più eventi atemporali, quindi non sincroni, legati da un rapporto di analogo contenuto significativo.
I fenomeni denominati “coincidenze significative” hanno affascinato Jung da sempre. Jung distingue la sincronicità dal “sincronismo” (eventi che accadono simultaneamente, cioè nello stesso tempo, es: ballerini che fanno lo stesso passo con la stessa cadenza simultanemaente, due orologi che segnano lo stesso orario, metronomo e musica che seguono lo stesso ritmo etc.) che sono eventi che accadono senza alcuna connessione di significato, sia causale che casuale, perché sono azioni di pura contemporaneità temporale.
La sincronicità invece è basata su altri postulati che, nella vita di tutti i giorni, si traducono come: pensare a una persona e poco dopo ricevere una telefonata che ne porta notizie; nominare un numero e vedere passare una macchina con lo stesso numero impresso sulla carrozzeria; leggere una frase che ci colpisce e poco dopo sentircela ripetere da un’altra persona etc.; che talvolta danno la netta impressione d’essere accadimenti precognitivi legati a una sorta di chiaroveggenza interiore, come se questi segnali fossero disseminati ad arte sul nostro percorso quotidiano per “comunicare qualcosa che riguarda solo noi stessi e il nostro colloquio interiore”. Una sorta di risposta esterna, affermativa o negativa, oggettivamente impersonale e simbolicamente rappresentata.
In analogia alla causalità che agisce in direzione della progressione del tempo e mette in connessione due fenomeni che accadono nello stesso spazio in tempi diversi, viene ipotizzata l’esistenza di un principio che mette in connessione due fenomeni che accadono nello stesso tempo ma in spazi diversi. Praticamente viene ipotizzato che al fianco del logico svolgimento di un atto conforme al principio in cui in tempi diversi accadono avvenimenti provocati da una causa, ne esista un altro in cui accadono avvenimenti nello stesso tempo ma in due spazi diversi perché, essendo casuali, non sono direttamente provocati da un effetto, corrispondendo per cui perfettamente al principio di a-temporalità.

Sincronicità e Causalità



Considerata  superficialmente come un’autentica antitesi della causalità, la sincronicità rappresenta di fatto un modalità di apparente “assemblaggio di fenomeni” attraverso il quale si arriva a coincidenze e a corrispondenze significative. In realtà la Legge della Sincronicità non contraddice la Legge della Causa e dell’Effetto. Facendo un parallelismo tra la Legge della Causa e dell’Effetto e la Legge della Sincronicità constateremo che esse non sono in nessun caso in contraddizione ma perfettamente complementari.
La Legge del Karma è, per così dire, la legge delle cause o delle connessioni inerenti alla manifestazione, mentre la Legge della Sincronicità può essere considerata la Legge delle “cause divine” dei miracoli. La Legge della Sincronicità ci rivela l’esistenza di un mondo misterioso dei sensi che è sovrapposto a quello fisico nel quale viviamo ma che è altrettanto reale. La comprensione e l’applicazione di questa legge, a livello spirituale, è ciò che ci permette la realizzazione di salti spirituali. Jung considera che simili corrispondenze si possano produrre tra un evento psichico e un evento fisico che non sono legati in modo causale l’uno all’altro.
Simili fenomeni sincronistici (non sincroni perché non è obbligatorio che si producano simultaneamente) hanno luogo per esempio nel momento in cui le manifestazioni psichiche (sogni, visioni, presentimenti) arrivano, ad un certo momento, ad avere una corrispondenza nella realtà esteriore. La Teoria della Sincronicità ci suggerisce l’esistenza di un mondo misterioso che trascende la causalità, che è situato in un altro ordine della realtà: oltre le cause materiali, oltre lo spazio e il tempo (…) che può essere concepito come un “continuum onnipresente”.
La psiche dell’essere umano diventa, in certe condizioni misteriose, un vero trasformatore dell’energia del mondo archetipico, esterno, atemporale, oltre lo spazio, oltre la causalità, in frequenze di vibrazioni che diventano percettibili a livello spazio-temporale.
In un lavoro autobiografico Jung scrive:


“La mia preoccupazione costante riguardo la psicologia dei processi incoscienti mi ha obbligato a cercare, da affiancare alla causalità, un altro principio da spiegare, in quanto a volte il principio della causalità mi sembrava insufficiente per spiegare certi fenomeni sorprendenti della psicologia dell’inconscio. Trovavo così fenomeni psicologici paralleli che non potevano essere legati in modo causale gli uni agli altri; ma, oltre la causalità essi potevano essere legati tra di essi in modo diverso, attraverso un altro svolgimento degli eventi. Questa connessione tra gli eventi sembrava, essenzialmente, essere data dalla loro relativa simultaneità da cui il termine “sincronistico”. Sembra davvero che il tempo, lontano dall’essere un’astrazione, sia un continuum energetico concreto. Esso include determinate qualità o condizioni fondamentali che si manifestano simultaneamente in luoghi diversi con un parallelismo che non può essere spiegato dal principio della causalità”.
Sottolineando una definizione del termine scelto da lui in questo caso, Jung stesso scrive:
“Utilizzo quindi il concetto generale di sincronicità nel senso specifico di corrispondenza tra due o più eventi senza una relazione causale, e che hanno lo stesso contenuto significativo o un senso simile; e faccio questo attraverso un’opposizione alla nozione di sincronismo che indica soltanto il semplice fatto della simultaneità di due fenomeni”.

I principali tipi di sincronicità



In pratica possiamo distinguere tre tipi principali di sincronicità:
1. La coincidenza profondamente significativa tra lo stato psico-mentale di una persona e uno o più eventi esteriori, obiettivi, che hanno luogo simultaneamente.

2. La coincidenza profondamente significativa tra lo stato psico-mentale di una persona e uno o più eventi esteriori , obiettivi, che si trovano fuori dal campo di percezione di questa o che sono lontani nel tempo e quindi non possono essere conosciuti e verificati se non dopo che l’evento rispettivo si sia prodotto.

3. La coincidenza profondamente significativa tra uno o più avvenimenti che sono vissuti da una persona e uno o più eventi esteriori, obiettivi, che si manifestano allo stesso tempo (simultaneamente) o dopo un periodo di tempo molto breve.
(…) Una delle citazioni utilizzate spesso da Jung sulla sincronicità è tratta da “Alice nel Paese delle Meraviglie ” di Lewis Carroll, dove la Regina dice ad Alice: “È una memoria ben misera quella che ricorda solo ciò che è già avvenuto.”
Solo un osservatore capace di ricordare il futuro sarebbe in grado di comprendere immediatamente e spiegare il Principio della Sincronicità.

La sincronicità nel cammino spirituale



Vi siete mai svegliati con la sensazione di aver vissuto qualcosa di “reale” o avete mai vissuto qualche evento che aveva il sapore di un sogno, tanto da non essere poi cosi certi che fosse realtà?
Passato, presente e  futuro – dimensione interiore ed esteriore – non possono essere rigidamente incasellati in qualcosa di assoluto ma, al contrario,  si possono considerare  relativi: assumono quindi il significato che gli attribuiamo in base al nostro stato psichico.
Collegamenti apparentemente casuali tra avvenimenti, persone e luoghi che invece, in una diversa chiave di lettura, si rivelano incredibilmente significativi  come “indicatori di direzione“ del nostro cammino evolutivo. Questi segni sono sotto gli occhi di tutti, ma non è da tutti coglierne attinenze e significati.
Il linguaggio che parla questa realtà parallela è fatto di simboli: può essere divertente, il più delle volte ha a che fare con la sfera che per eccellenza  più sollecita il nostro emisfero destro: quella dei sentimenti. Sono stati fatti numerosi parallelismi tra il modo che il principio della sincronicità ha di manifestarsi e la  modo di funzionare del nostro emisfero destro. Quest’ultimo, sede delle emozioni e del nostro vero sè, si servirebbe della sincronicità come un vero e proprio modo di comunicare con la parte razionale del nostro cervello (il suo inseparabile compagno, l’emisfero sinistro), sede del raziocinio e capace di trasferire emozioni e sensazioni nel mondo esterno.
Come un cavallo selvaggio, non provate ad “addomesticare” questo modo di interpretare eventi e persone perchè potrebbe ritorcervisi contro con risvolti anche pericolosi. Questo spazza via il concetto ormai sorpassato della causalità classica per lasciare il posto ad una visione di più ampio respiro, dove il confine tra noi ed il mondo esterno, nonchè tra mente e materia, finisce per assottigliarsi.
Ci ritroviamo immersi in una  infinita ragnatela di collegamenti che rende la nostra vita, le persone che ci sono intorno e i nostri stati mentali, nella più ampia accezione, una “cascata” di flussi energetici: se riusciamo a lasciarci trasportare da essa, rimarremo sorpresi di scoprirci veleggiare tranquilli verso l’isola dei nostri sogni.


L’isola dove ci aspetta un livello di vibrazione superiore, dove la soddisfazione egoica lascia il posto ad aspirazioni più profonde ed il linea con la nostra evoluzione. È interessante correlare questo dualismo causalità-sincronicità alle tradizioni culturali Occidentale ed Orientale: la prima affida le proprie aspettative ad un atteggiamento pragmatico e materialista mentre la seconda si lascia andare alla trasmissione intuitiva della conoscenza tra persone simili e non ad acquisizioni mnemoniche ed intellettuali.
Da qui nasce la concezione olistica di scienze e discipline quali astrologia, metafisica e mistica che assecondano la magia degli eventi che rendono significativa la nostra vita, superando in questo modo la frammentazione nel comprendere che tipica della mente razionale.
Carl Jung, a questo proposito, accostò il concetto di sincronicità a quello dell’alchimia medievale, ponendosi l’ambizioso obiettivo di trovare anche nella cultura occidentale la comprensione attraverso la vita e non attraverso la scienza. Ciò per evitare una sterile imitazione dello stile orientale fatta da noi occidentali che ci priva del vero senso della nostra antica cultura.
In questo contesto rientra la teoria medievale della correspondentia di Ippocrate:
”Un unico confluire, un unico cospirare (conflatio), sentendo tutto insieme. Tutto in rapporto alla totalità, ma in rapporto alla parte le parti (presenti) in ogni parte con intenzione all’effetto. Il grande principio va fino alla parte estrema, dalla parte estrema al grande principio: un’unica natura, l’Essere e il Non-Essere. Ma il principio universale si trova anche nella più piccola parte, la quale perciò coincide con il tutto”.
In altre parole ciò che accade in alto è strettamente correlato a ciò che accade in basso e non esistono barriere tra le varie discipline ma tante tessere dell’unico mosaico del vivere.  Se riusciamo a inforcare gli occhiali della sincronicità, il mondo diventa davvero come vedere un film in 3D, effetti speciali e mille sorprese sono dietro l’angolo, e come nel film Vanilla Sky, potremmo sorprenderci a vivere sotto un cielo color vaniglia con la colonna sonora dei Beatles che risuona intorno in uno stato di “veglia paradossale”.
Namastè.
Sunshining
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Dopo la Germania anche l’Equador pretende il rimpatrio delle proprie riserve l’oro


Il sito “Metalli Milano” che si occupa delle attività di trading di metalli preziosi, ha informato che l’Equador ha deciso di rimpatriare il proprio oro depositato presso la Federal Reserve e/o la Bank of England.
Il sito precisa che trattandosi di 26,3 tonnellate del prezioso metallo, le banche depositarie non ne sono certo impensierite, ma la richiesta viene dopo quella della Banca Centrale del Venezuela e quella della Bundesbank e questo è un segnale di decrescente fiducia tra banche centrali.

Il Messico è sotto pressione , ma pur avendo specificato dove il proprio oro è depositato, non ha fatto altre dichiarazioni.
I mercati sono impensieriti non tanto dalla dimensione del trasferimento, quanto dalla dimostrazione di sfiducia .
Vero anche però che la mossa del Presidente equadoregno Rafael Vicente Correa Delgado, potrebbe essere stata anche influenzata da una motivazione elettorale, visto che la scadenza è imminente e gli USA non fanno mistero di aver deciso di trombarlo elettoralmente, dopo il fallimento del Colpo di Stato organizzato dalla polizia il 30 settembre 2010.

Cattolico, ex seminarista, allievo dei salesiani, Rafael Correa – noto in Europa per aver ospitato Assange nella ambasciata di Londra e negli USA per aver commentato una battuta del Presidente venezuelano Chavez che aveva definito Bush jr ” satana” , come ” iniqua per il Diavolo” – con una laurea alla Università di Lovanio ed un’altra – in economia – nella Università dell’Ilinois ( Urbana Champaign) , ha preso il dottorato con una tesi sul fallimento delle riforme strutturali attuate in America Latina , dimostrando- con un modello econometrico – tra l’altro che la liberalizzazione del mercato del lavoro, tanto caro al Nostro governo Monti, ha in realtà seriamente danneggiato la produttività della intera regione, sta rivoluzionando il suo paese anche grazie ad un prestito ottenuto dal Venezuela a metà degli interessi correnti sul mercato.

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Violenta tempesta di fulmini in Australia: registrati più di 170 mila fulmini



Nella regione meridionale dell'Australia, si sono stati registrati più di 170 mila fulmini. Non pioveva quasi da nessuna parte, ma la velocità del vento in alcune zone è arrivata a 100 km orari.



Molti fulmini hanno colpito le torri degli elettrodotti e gli alberi cadendo hanno strappato i cavi elettrici per questo più di 80 mila famiglie sono rimaste senza luce. Le altre conseguenze del fronte atmosferico temporalesco sono molteplici incendi. Attualmente i vigili del fuoco sono riusciti a spegnerne più di 50.



Le aree bruciate ammontano a circa 85.000 ettari. I Vigili del Fuoco continuano a monitorare i diversi focolai precisando che le case e le comunità della zona non sono in pericolo. Il Gran Deserto Victoria, una delle zone più aride del paese, occupa un’area compresa tra gli Stati dell’Australia Meridionale e dell’Australia Occidentale. Di giorno le temperature estive variano dai 32 ai 40 °C. La media annuale delle precipitazioni in queste zone è piuttosto bassa, con una variazione dai 200 ai 250 mm annui. I temporali sono comunque relativamente comuni, con una media di 15-20 fenomeni temporaleschi all’anno.

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Il 20 ottobre il Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) della NASA sul satellite Terra ha catturato questa immagine a colori sugli incendi e il relativo fumo sprigionatosi. I puntini rossi indicano gli hot spot in cui il MODIS ha rilevato temperature di superficie insolitamente calde, quindi probabili incendi. [Fonte].

 


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