Disastro naturale in Svizzera, crollano 300.000 metri cubi di montagna!



16 maggio 2012 - Svizzera 300.000 metri cubi di rocce e terra sono franate a Preonzo,comune svizzero del Canton Ticino situato nel distretto di Bellinzona, nella valle Riviera..La strada sottostante e' stata chiusa e residenti nelle vicinanze evacuati.
La frana e durata diverse ore con vari crolli fino a notte fonda,secondo i geologi ci sarebbero altri 500.000 metri cubi di roccia instabile che rischiano di crollare in qualsiasi momento.Sembra che il territorio svizzero stia subendo una drammatica destabilizzazione geologica infatti qualche mese fa un'altra frana di gigantesche dimensioni,fece accendere il dibattito su questi pericolosi eventi.
Fonte

SEGUITECI SU FACEBOOK!!!









Grecia: Partiti nel caos e' possibile uscita dall'Euro!

C’è l’accordo. Anzi, no. Le trattative continuano. A oltre una settimana dalle elezioni, la Grecia non è ancora riuscita a mettere in piedi un nuovo governo in grado di onorare le promesse d’austerità fatte all’Europa. E il teatrino andato in scena domenica dimostra come nella politica ellenica la vera forza dominante sia il caos. Al quarto tentativo in sette giorni, i leader dei partiti maggiori sono stati convocati d’urgenza dal presidente della Repubblica, Karolos Papoulias, per cercare un accordo in extremis.
Nel primo pomeriggio sembrava fatta: Alexis Tsipras, leader del partito di estrema sinistra Syriza, ha annunciato l’intesa per un esecutivo biennale fra i conservatori di Nuova Democrazia, i socialisti del Pasok e i filoeuropei di Sinistra Democratica (Dimar). “Io non posso accettare quello che considero un errore”, ha precisato tirandosi fuori.


Peccato che a stretto giro sia arrivato un duro comunicato di smentita. Dimar ha definito “menzogne diffamatorie” le parole del leader radicale, ribadendo che appoggerebbe un nuovo governo solo a due condizioni: la cancellazione delle leggi che riducono il salario minimo garantito e facilitano i licenziamenti e la profonda revisione degli accordi presi con Ue e Fmi.

Niente da fare, il valzer dei negoziati non si ferma. E così diventa sempre più concreta la possibilità che i cittadini greci siano chiamati nuovamente al voto il mese prossimo. Negli ultimi giorni la tensione è tornata a salire – sui mercati come nelle cancellerie – proprio per il timore che il governo nato da nuove elezioni possa trascinare il Paese fuori dall’eurozona e quindi, inevitabilmente, al default totale e incontrollato.
Se Nuova Democrazia, Pasok e Dimar si alleassero, sommando i loro attuali seggi arriverebbero a quota 168, sufficiente per ottenere la maggioranza assoluta in Parlamento. In ogni caso anche questa strana alleanza non cancellerebbe affatto le enormi incertezze legate alla situazione politica greca. Anzi, viene da chiedersi quale credibilità potrebbe avere un governo nato dalla disperazione più che da un vero accordo elettorale.
Il nuovo Esecutivo avrebbe un solo punto in agenda: mettere in pratica la macelleria sociale imposta da Bruxelles e ottenere in cambio i 130 miliardi di aiuti internazionali concordati con Ue e Fmi. Si tratterebbe semplicemente di approvare le riforme progettate e scritte da qualcun altro, abdicando totalmente a qualsiasi principio di autonomia, sovranità e rappresentanza dei cittadini. Sulla carta non sembra una missione impossibile, ma ad oggi qualsiasi accordo – ammesso che arrivi – lascerebbe forti dubbi sulle capacità di tenuta dell’Esecutivo.


Alle elezioni della settimana scorsa il risultato era stato più che contraddittorio. Nuova Democrazia e Pasok, i due partiti maggiori e primi interlocutori dell’Europa, si erano fermati a 149 seggi, appena due in meno rispetto alla soglia di maggioranza assoluta. Questo il verdetto delle urne: primi i conservatori di Antonis Samaras, secondi i radicali di Tsipras, terzi i socialisti di Evangelos Venizelos.

Ad appena tre ore dalla fine degli scrutini, il leader del partito vincitore aveva rinunciato a creare una maggioranza di governo. Il secondo classificato aveva impiegato più tempo, ma alla fine era giunto alla stessa conclusione. Si era poi diffusa la speranza che Venizelos potesse riuscire nell’impresa: il socialista aveva incassato l’ok di Sinistra Democratica, ma solo a patto che dell’esecutivo facesse parte anche Syriza. I radicali di Tsipras avevano però negato il loro appoggio a qualsiasi governo che intendesse proseguire sulla strada del piano di salvataggio chiesto dalla troika (Ue, Bce, Fmi). Ennesimo fallimento.
Martedì 15 maggio è fallito l'ultimo tentativo del presidente Papoulias di formare un governo. I leader dei partiti politici ricevuti dal capo dello Stato hanno spiegato che saranno convocate nuove elezioni, così come confermato dall'ufficio del presidente. Domani nuova riunione per la nomina di un esecutivo facente funzione. Lagarde, Presidente FMI: ''Possibile uscita ordinata dall'euro''.
Il riferimento e' alla coalizione della sinistra radicale Syriza, superfavorita in caso di nuove elezioni e che si e' rifiutata di entrare in un governo di coalizione. Il numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde non esclude la possibilita' di un'uscita ordinata della Grecia dall'euro. "Se gli impegni di bilancio - spiega la Lagarde - non dovessero essere onorati, si possono pensare a delle appropriate revisioni, il che significa sia finanziamenti supplementari, sia piu' tempo e un ulteriore meccanismo di uscita, che in questo caso potrebbe configurarsi come un'uscita ordinata".
Continua dicendo che un' ''uscita ordinata'' della Grecia dall'euro ''sarebbe straordinariamente costosa e presenterebbe dei grandi rischi, ma fa parte delle opzioni che siamo obbligati a considerare tecnicamente''.
Sta ai partiti decidere quale strada seguire: rimanere nell’eurozona e affamare i cittadini per imposizione altrui o affrontare l’inferno per poter decidere in autonomia la propria politica monetaria e in prospettiva (forse) rilanciare il Paese. Ieri il tentativo di mediazione da parte del presidente Papoulias ha regalato qualche ora di speranza ai greci che non vogliono tornare alla dracma. Poi però è stato ancora una volta il caos a prevalere. La porta per uscire dall’eurozona rimane aperta.
Ricordo inoltre le previsioni del Premio Nobel dell'Economia Paul Krugman: se non si cambia rotta, in un mese la Grecia sarà fuori dall’euro e le conseguenze si avvertiranno subito in Italia con la fuga di capitali, per cui le banche dovranno decretare il blocco dei conti correnti, limitando i prelievi quotidiani, come successe in Argentina nel 2001.

Scoperti imponenti e misteriosi vortici nel Mediterraneo!

SCOPERTA INSPIEGABILE «Lenticchie liquide» di 10 chilometri a tremila metri di profondità che si spostano a tre centimetri al secondo

In fondo al Mediterraneo si scandaglia nel buio per andare a caccia degli imprendibili neutrini, sempre più protagonist,i nel bene e nel male, della nuova fisica. Ma nel frattempo i sensibilissimi strumenti hanno scoperto qualcosa di inaspettato e misterioso nelle sue origini. Degli imponenti vortici d’acqua, delle lenticchie liquide estese dieci chilometri si muovono a tremila metri di profondità e, roteando, si spostano rapidi alla velocità di tre centimetri al secondo. Lo racconta sulla rivista scientifica Nature Communications Angelo Rubino dell’Università Ca’ Foscari di Venezia che insieme ad un gruppo di altri fisici dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) stanno indagando un mondo sconosciuto. Già in passato erano stati colti di sorpresa perché trovarono consistenti gruppi di cetacei, in particolare capodogli, dove non dovevano esserci. Ma ora la scoperta intriga di più perché il fenomeno osservato, che in un grande oceano può essere normale, nel piccolo bacino del Mare Nostrum non si capisce perché e come possa manifestarsi.

MISTERO - I fisici guardano laggiù nell’ambito dell’esperimento Nemo (Neutrino Mediterranean Observatory) volto a costruire sotto grandi strati d’acqua dei rilevatori capaci di catturare le effimere particelle, i neutrini appunto, che provenienti dalle profondità cosmiche attraversano impunemente la Terra senza che nessuno se ne accorga. A tal fine, nei fondali del Mare Ionio, a 3500 metri di profondità, sono stati collocati rilevatori di temperature e correnti i quali hanno individuato appunto lo scorrere inaspettato dei dischi acquosi. Da dove vengano per il momento nessun lo sa. Forse, dicono i ricercatori, ci sono delle cause locali o forse sono innescati da lontano, dal Mare Adriatico o dal Mar Egeo. Queste sono solo alcune ipotesi che sembrano emergere dalle simulazioni effettuate con i dati raccolti e che non sembrano regalare grandi certezze. La spiegazione, quindi, è ancora lontana. Nemo, che nel frattempo ha anche cambiato nome (ora si chiama KM3Net), prosegue nelle sue installazioni dopo le primi torri di prova che verificavano il sistema. L’esperimento europeo sui neutrini con Infn da guida sarà realizzato al largo di Capo Passero.

Giovanni Caprara 15 maggio 2012 | 21:55
Fonte: http://www.corriere.it/scienze
Tratto da: astronavepegasus

SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Attenti a quei 30, sono loro che ricattano il mondo!


 Attenti a quei Trenta: ricattano il mondo truccando le regole. E nessuno li può fermare, perché maneggiano 650.000 miliardi di dollari, cioè otto volte il Pil del pianeta. In dieci anni,

Italia, il governo minaccia di usare l'esercito per affrontare le proteste!

ROMA - Il governo di Mario Monti ha minacciato di chiamare l'esercito per far fronte alle violente proteste contro la crisi economica in Italia.
L'attacco contro le istituzioni non è più tollerabile. Per il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, qualsiasi attacco contro Equitalia sarà considerato come un atto contro lo Stato. La decisione arriva dopo che nei giorni scorsi scontri e lanci di molotov avevano interessato tanto la sede napoletana dell'Agenzia di riscossione delle entrate, quanto quella livornese, dove erano stati rinvenuti anche due ordigni, inesplosi. "Il rischio escalation esiste, è una situazione che richiede molto rigore. Molta attenzione, bisogna lavorare", ha detto la titolare del Viminale. Contro l'ondata di proteste, la Cancellieri, intervistato da Repubblica, ha affermato di voler rafforzare le scorte per politici e manager. E di schierare i militari, anche a difesa delle sedi di Ansaldo e Finmeccanica. Una scorta potrebbe essere assegnata anche a trenta colleghi di Adinolfi, potenziali target per i nuovi attacchi annunciati dagli anarchici.


SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Nigel Farad: attenzione tenteranno di instaurare una dittatura!

Con i crescenti timori riguardo la stabilità dell’eurozona, l’Unione Europea si trova davanti al baratro. Ecco una intervista a Nigel Farage, in cui possiamo sentire la sua opinione riguardo la situazione. Farage sostiene, che nel giro di pochi mesi, si tenterà di imporre una dittatura in Europa.”Francamente, tutto sta cadendo in pezzi. E nel bel mezzo di questa baraonda, la signora Merkel se ne esce dicendo: ‘Il trattato fiscale non può essere rinegoziato, va mantenuto.’ Spero che questo sia uno dei rari casi di umorismo tedesco, perché la baracca non reggerà a lungo. “

Nigel Farage continua:
“Credo che l’euro e il sistema euro siano a conti fatti, la più profonda crisi che abbiamo visto. Siamo in un territorio totalmente inesplorato e caotico. Il controllo della palla è, per qualche motivo, in mano ai tedeschi. Visto che non sono stati in grado di imporre la disciplina hanno pensato che il tratto Merkozy (Trattato di Stabilità) risolvesse tutti i problemi, in questo modo la Germania, infatti, potrebbe dire: ‘Bene Grecia, devi andartene.’ Il fatto è, che una volta “eliminata” la Grecia, i pezzi del domino cominceranno a cadere e questo lo sappiamo benissimo tutti.
Dire che si tratta di un casino totale è quanto mai esatto. Non si possono avere le democrazie nazionali e questa nuova forma di governo economica e politica contemporaneamente. Sono già avvenute cose terribili. Il “sistema europa” si è già sbarazzato di due Primi Ministri, democraticamente eletti (Italia, Grecia).
Non possono però, al momento, senza imporre una dittatura totalitaria, bloccare le elezioni nazionali dei vari paesi….
Rischiamo che lo spread sui bond si alzi a livelli del tutto folli. Con le banche francesi e tedesche in grosse difficoltà. Sono tornato oggi a Bruxelles ed ho potuto osservare la paura nei volti dei politici. Sanno che questa “cosa” (l’UE) si è trasformata in un mostro.
Non ci sono ancora molte voci politiche che hanno il coraggio di dire: ‘Stiamo andando verso l’abisso, proviamo a cambiare direzione. Proviamo a fermare questa cosa pacificamente, prima che finisca in un disastro. ‘
Nella storia da sempre il sistema sostiene lo status quo dicendo:’ E’ l’unico sistema possibile, distruggetelo e finirà tutto.” Credo, tuttavia, che l’unico modo per salvarci da questa terribile spirale sia quello di eliminare pacificamente l’istituzione dell’Unione Europea prima che sia troppo tardi “.
Farage ha anche aggiunto: “E’ sorprendente. Mi riferisco al Parlamento europeo che si riunisce domani, il tema discusso sarà l’emergenza. Ma secondo voi, il signor Barroso, il Presidente della Commissione e il caro vecchio Herman van Rumpuy, il presidente europeo, saranno presenti?
No! Anche se i loro impegni fossero stati programmati, sicuramente nulla è più importante della partecipazione all’assemblea rappresentativa di circa mezzo miliardo di cittadini europei. Mettono la testa sotto la sabbia, per evitare di affrontare ciò che sta succedendo.
Quello che i simpatici ragazzi dell’Unione Europea tenteranno di fare nei prossimi mesi è instaurare, mentre la crisi peggiora di giorno in giorno, qualcosa di molto simile ad una dittatura. Non so, osservando l’umore dell’opinione pubblica, se anche questa volta riusciranno a farla franca … le somiglianze con gli anni ’30 sono piuttosto agghiaccianti… “
http://www.neovitruvian.it/2012/05/09/nigel-farage-tenteranno-di-instaurare-una-dittatura/

SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Gli infrasuoni per prevedere l'inizio e la fine di un eruzione vulcanica

Seoul - Attraverso gli infrasuoni emessi dai vulcani si potrebbero prevedere inizio e fine delle eruzioni. E' quanto sostengono i ricercatori della Pusan National University della Corea del Sud. Il geofisico Aurélien Dupont ha monitorato i suoni a bassa frequenza emessi dai gas filtrati dal magma basaltico, un tipo di magma che scorre facilmente perche' a bassa viscosita' e contenuto di gas. Viaggiando nella camera magmatica, sacche di gas intrappolate al suo interno si espandono e producono infrasuoni che raggiungono la superficie. Queste 'colonne sonore' dei vulcani potrebbero aiutare gli esperti a individuare l'inizio e la fine di una eruzione.
Dupont e i suoi colleghi hanno utilizzato microfoni a condensatore e microbarometri per monitorare, dal 1992 al 2008, i suoni del vulcano Piton de la Fournaise, situato nell'isola di Reunion nell'Oceano indiano. Gli studiosi hanno scoperto una corrispondenza tra i suoni prodotti dai gas e il flusso dai camini dentro e fuori il cratere del vulcano, mappando il corso dell'eruzione. "Se i gas vulcanici non fuoriescono piu', i rilevamenti si arrestano e l'eruzione e' finita - ha detto Dupont in una nota -. L'infrasuono puo' caratterizzare accuratamente l'inizio e la fine di un evento eruttivo". La ricerca sara' presentata durante "The Acoustics 2012 Hong Kong", meeting di Acoustical Society of America, Acoustical Society of China, the Western Pacific Acoustics Conference e dell'Institute of Acoustics di Hong Kong, in corso in questi giorni.

 


Post più popolari

AddToAny