Indonesia: scossa di terremoto 6,1 di magnitudo scuote la regione!
13 Dicembre 2011 - Indonesia - Un forte terremoto e' stato registrato dall'Istituto Sismologico Europeo EMSC in Indonesia di magnitudo 6,1 nella regione Minahasa,Sulawesi.ad una profondita' di 165 km il sisma e'stato localizzato a 59 km S Gorontalo,e 103 km SW Mobagu.- EMSC
Misterioso oggetto volante appare sopra i manifestanti a Mosca!
13 Dicembre 20111 - MOSCA - Un filmato che mostra un oggetto volante non identificato (UFO) sospeso sopra i manifestanti in piazza Bolotnaya a Mosca .

Testimoniato da centinaia di manifestanti pro-democrazia nella capitale russa in piazza Bolotnaya Sabato, l'oggetto volante non identificato ha attirato gli sguardi confusi dei manifestanti.Il misterioso oggetto volante non emetteva alcun rumore e pulsava con luci colorate e aveva come cinque ali che si estendevano all'esterno. Gli spettatori, che si trovavano in piazza per protestare contro i risultati elettorali, si arrampicavano sugli alberi per vedere più da vicino l'oggetto misterioso. La Russia è stata scossa da proteste di massa contro le elezioni dei primi di dicembre, che secondo gli organizzatori sono state truccate a favore di Vladimir Putin e del suo partito. - Telegraph
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La sonda Voyager 1 e' giunta ai confini del sistema solare
La sonda Voyager 1 della NASA è entrata in una nuova regione tra il nostro Sistema Solare e lo spazio interstellare. I dati ottenuti nel corso dell'ultimo hanno mostrano che questa nuova regione è una sorta di purgatorio cosmico. In esso, il vento composto da particelle cariche dal nostro Sole si è calmato, il campo magnetico del nostro Sistema Solare si è accumulato in particelle cariche e schiacciato da altre particelle in arrivo dallo spazio interstellare.
"Voyager ci dice ora che siamo in una regione a stagnazione nello strato più esterno della bolla intorno al nostro Sistema Solare", ha dichiarato Ed Stone, scienziato del progetto Voyager al California Institute of Technology di Pasadena. "Voyager mostra che ciò che è fuori sta spingendo verso l'interno. Non dobbiamo aspettare a lungo per scoprire che lo spazio tra le stelle è realmente come."
Anche se Voyager 1 è di circa 11 miliardi miglia (18 miliardi di chilometri) dal Sole, non è ancora nello spazio interstellare. Gli ultimi dati dicono che la direzione delle linee di campo magnetico non è cambiata, indicando che Voyager è ancora entro l'eliosfera, la bolla di particelle cariche emessa dal Sole intorno ad esso. I dati non rivelano esattamente quando Voyager 1 oltrepasserà il bordo dell'atmosfera solare per giungere nello spazio interstellare, ma suggeriscono che avverrà dai pochi mesi al massimo tra qualche anno.
Gli ultimi risultati del 5 dicembre rilevati del Geophysical Union a San Francisco, provengono dal Low Energy Voyager Charged e dal magnetometro a bordo della navicella.
Gli scienziati avevano rilevato che la velocità del vento solare era diminuita a zero nel mese di aprile del 2010, segnando l'inizio della nuova regione. I responsabili della missione hanno fatto compiere alla Voyager questa primavera ed estate cambi di direzione per aiutare gli scienziati a capire se il vento solare soffiava forte in un'altra direzione, cosa che non era presente.
Voyager 1 viaggia adesso in una porzione di spazio simile alla stasi della Terra, dove c'è pochissimo vento.
Nel corso di questo anno passato, il magnetometro a bordo ha anche rilevato un raddoppio dell'intensità del campo magnetico nella regione di stagnazione. Come le automobili accumulando in un'autostrada intasata, la maggiore intensità del campo magnetico mostra che la pressione verso l'interno dallo spazio interstellare in compattazione.
Voyager ha misurato le particelle energetiche che provengono da dentro e fuori il nostro sistema solare. Fino a metà del 2010, l'intensità di particelle provenienti dall'interno del nostro Sistema solare era costante, ma durante lo scorso anno, l'intensità di queste particelle energetiche è andata in declino, come se si stessero perdendo nello spazio interstellare.
Le particelle sono ora la metà di come erano durante i precedenti cinque anni.
Allo stesso tempo, Voyager ha ha rilevato un incremento di 100 volte l'intensità di elettroni ad alta energia da altre parti della galassia in diffusione nel nostro Sistema Solare, indicando che si sta avvicinando al confine.
"Stiamo usando il flusso di particelle cariche rilevate da Voyager 1 come una sorta di manica a vento per stimare la velocità del vento solare", ha affermato Rob Decker, ricercatore presso la Johns Hopkins University di Fisica nel Maryland. "Abbiamo scoperto che la velocità del vento è bassa in questa regione e il tipo di vento è irregolare. Per la prima volta, il vento soffia anche verso di noi. Stiamo evidentemente viaggiando in un territorio completamente nuovo. Gli scienziati avevano suggerito già che ci potrebbe essere uno strato di stagnazione, ma non eravano sicuri che esistesse, fino ad ora".
Lanciate nel 1977, Voyager 1 e 2 sono in buona salute. Voyager 2 è 9000000000 miglia (15 miliardi di chilometri) di distanza dal Sole.
Le sonde Voyager sono state costruite dal Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, che continua a monotorarle e a gestirle.
A cura di Arthur McPaul
Fonte:
Scoperta la stella rotante piu' veloce!
Ruota sul suo asse alla velocità di 600 chilometri al secondo, tanto che rischia di spezzarsi in due: è la stella massiccia più veloce mai individuata.

Pesa almeno otto volte più del Sole e l'ha scoperta un gruppo di astrofisici guidati dall'italiano Matteo Cantiello, che lavora negli Stati Uniti, all'università della California a Santa Barbara. La stella, chiamata VFTS 102, è molto calda e luminosa ed è circa 100.000 volte più brillante del Sole.
Possibile grazie al Very Large Telescope dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) in Cile, la scoperta è annunciata sulla rivista Astrophysical Journal Letters. Dal passato violento, perchè si pensa sia stata espulsa da un sistema di stelle binario dopo che il suo compagno è esploso, la stella si trova nella nebulosa della Tarantola, a circa 160.000 anni luce dalla Terra. Secondo Cantiello la stella potrebbe aver raggiunto una tale rapida rotazione tramite una sorta di 'danza cosmica' con una stella compagna. Quest'ultima ruotava così pericolosamente vicino alla prima, da strappare gas dalla sua superficie grazie alla forza di gravità.
''Questo gas - ha spiegato Cantiello - è caduto sulla stella, incrementando la sua massa e la sua velocita, come una pallina da tennis che aumenta la sua velocita' quando è colpita di striscio''.
La stella è insolita non solo perchè ruota così velocemente ma anche perche' si allontana dalla sua compagna a una velocita' di circa 30 chilometri al secondo. ''Aver fatto parte di un sistema binario potrebbe spiegare questa stranezza spaziale'', ha aggiunto Cantiello. ''Una stella in un sistema binario - ha aggiunto - può essere sparata via dal suo ambiente quando il suo compagno termina la sua vita in una spettacolare esplosione chiamata supernova''. La stella, infatti, si trova vicino ad una pulsar e ai resti di una supernova, che, secondo gli esperti potrebbero essere ciò che resta della sua compagna.
Secondo Cantiello questa stella potrebbe morire producendo spettacolari fuochi d'artificio. Stelle molto queste, molto grandi e superveloci, infatti, si pensa siano all'origine di alcune fra le piu' brillanti esplosioni dell'universo: i lampi di raggi gamma che si possono verificare quando la rotazione veloce di una stella produce potenti getti di luce e materia. - Ansa
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Una nuvola di plasma in eruzione eclissata da un filamento magnetico scuro
L'osservatorio della NASA Solar Dynamics Observatory (SDO) ha registrato un evento inconsueto sul sole: Una nube di plasma in eruzione dalla superficie solare è stata eclissata da un filamento magnetico scuro.
La fonte dell'esplosione è avvenuta in una regione attiva sul versante oscuro del sole che sara' orientata verso la Terra tra pochi giorni.Il luogo dell'esplosione si trova appena dietro il versante orientale del sole in posizione perfetta per questo raro tipo di eclissi. Si noti il filamento di materiale relativamente freddo e buio che serpeggia attraverso la superficie del sole in primo piano, bloccando parzialmente la nostra visione del plasma caldo in eruzione dietro di esso.- SpaceWeather
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Forti piogge e frane devastano la Colombia!
Devastanti piogge hanno inondato circa 4000 abitazioni a sud della capitale colombiana Bogotà con il livello dell'acqua che in alcuni punti ha raggiunto 1,5 m (5 piedi) . Le piogge torrenziali hanno provocato una frana di una collina a circa 200 km a nord est di Bogotà, che ha travolto un autobus uccidendo sei passeggeri all'interno. Altri quattro sono rimasti feriti quando la colata di fango ha quasi sepolto il bus, secondo l'agenzia di stampa Associated Press.

Le Inondazioni che stanno colpendo la regione, secondo il sindaco di Bogotà Clara Lopez, sono " 10 volte peggiori "di quelle dello scorso anno. Secondo gli esperti La Nina ha contribuito a rafforzare le precipitazioni totali in tutta la regione dove più di 140 persone sono state uccise o risultano disperse dall'inizio di settembre.- ABC
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La Cometa Lovejoy si appresta al suo passaggio ravvicinato con il sole!
Qualche giorno fa è stata scoperta una nuova cometa che a metà Dicembre passerà ad una distanza molto ravvicinata dal Sole. Un appuntamento però a cui probabilmente non sopravviverà.
La cometa è stata classificata dagli astronomi come una cometa radente, ed effettivamente sfiorerà la superficie solare (la fotosfera) e passerà attraverso la caldissimacorona solare, dove le temperature raggiungono i 2 milioni di gradi. L’oggetto però non si scontrerà con il Sole, anche se le probabilità di sopravvivenza saranno come detto ridottissime. L’aspetto più spettacolare e più entusiasmante di questo evento, è che la disgregazione dovrebbe essere visibile dalle sonde spaziali. In realtà, se la cometa riuscisse a sopravvivere a questo passaggio così ravvicinato, potrebbe addirittura diventare visibile in pieno giorno (non certo ad occhio nudo, ma con filtri particolari). La cometa è stata scoperta da un astrofilo australiano, Terry Lovejoy, il 27 Novembre scorso, con un telescopio Schmidt-Cassegrain C8 (20 cm di diametro), lavorando con un CCD. In un primo momento lo scopritore ha creduto che l’immagine fosse un riflesso sfocato nella fotocamera. Due notti dopo però, nonostante fossero presenti nubi e foschia, è riuscito a rintracciare nuovamente l’oggetto sfocato e a rilevare diverse nuove immagini. Lovejoy ha poi preso in considerazione alcuni osservatori di fiducia per confermare le sue osservazioni. La conferma è giunta il 1 Dicembre dal “Mount John Observatory”, posto nel bacino del Mackenzie sull’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Da quel momento sono state raccolte 31 osservazioni separate della cometa, per determinarne l’orbita. La scoperta è stata ufficialmente divulgata il 2 Dicembre (Venerdì scorso) da parte del Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale. Il suo nome ufficiale è C/2011 W3 (Lovejoy), ed è la terza cometa scoperta da Terry Lovejoy. L’astronomo Gareth V. Williams ha poi calcolato un’orbita preliminare per la cometa, dove ha scoperto che il perielio (punto più vicino al Sole) avverrà all’1:00 (ora italiana) del 16 Dicembre, ad una distanza di 882.000 km dal centro del Sole, il che significa che la cometa sfiorerà la nostra stella transitando a soli 186.000 km sopra la superficie, mettendo in evidenza la classificazione di cometa radente di Kreutz. “Sono ancora abbastanza stordito dal fatto che W3 sia una cometa di Kreutz,” ha detto lo scopritore. “Questa è una scoperta molto speciale per me perchè sono stato sempre affascinato da questi oggetti, ed è arrivata a più di quattro anni dalla mia ultima scoperta. Spero che la prossima arrivi molto prima”.
La scoperta di Lovejoy tra l’altro è piuttosto particolare in quanto per la prima volta in oltre 40 anni di osservazioni, una cometa radente di Kreutz è stata scoperta da un telescopio terrestre. Generalmete questi tipi di oggetti vengono scoperti dai satelliti soltanto pochi giorni dal loro passaggio ravvicinato. Nell’anno 1888, l’astronomoHeinrich Kreutz (1854-1907) osservò che alcune comete seguivano più o meno la stessa orbita. Gli astronomi ora suppongono che si trattino di frammenti di una cometa gigante vissuta in un lontano passato. Ed è altrettanto probabile che i frammenti si siano disgregati a loro volta ad ogni passaggio ravvicinato con il Sole. In onore al lavoro di Kreutz, questo speciale gruppo di comete è stato denominato Sungrazers Kreutz. Due di questi oggetti (visti nel 1843 e 1882) non solo hanno sviluppato code molto lunghe, ma hanno anche ottenuto la distinzione rara di essere state abbastanza brillanti da poter essere viste in pieno giorno e ad occhio nudo! La più luminosa cometa del XX secolo apparve nell’autunno del 1965: la cometa Ikeya-Seki. Il 21 ottobre 1965, molti potevano facilmente visualizzare questa cometa ad occhio nudo nascondendo il sole dietro il lato di una casa o semplicemente con una mano tesa. In Giappone la cometa fu descritta come circa 10 volte più luminosa della Luna piena. Fino al 1978, solo circa una dozzina di comete di questo tipo erano state identificate.A partire dal 1979, gli osservatori spaziali in orbita, hanno cominciato a rilevare queste comete con strumenti chiamati coronografi. Un coronografo è stato progettato per osservare l’atmosfera solare oscurando il disco luminoso del sole. Le piccole comete radenti, che normalmente sarebbero troppo deboli e troppo vicine al bagliore del Sole per essere osservate, possono essere riprese invece con un coronografo. Il satellite SOHO è lo scopritore di comete di maggior successo della storia, avendone trovate 2.110 in oltre 16 anni di attività – una media di una ogni tre giorni. La cosa ancora più impressionante è che la maggior parte di queste comete sono state scovate da astrofili e appassionati di tutto il mondo, e quindi non necessariamente da professionisti. Dal momento che almeno 10 di questi oggetti hanno raggiunto una visibilità a occhio nudo negli ultimi 200 anni, un’altra potrebbe sempre arrivare improvvisamente. L’ultima fu nel Maggio del 1970.
Purtroppo la cometa Lovejoy, nonostante sia molte volte più grande rispetto alla maggior parte di questi oggetti, probabilmente non lo è abbastanza per poter generare uno spettacolo degno di nota. Le 10 comete già citate, visibili ad occhio nudo, sono riuscite a sopravvivere all’incontro ravvicinato con il Sole per le loro dimensioni estremamente vaste, e grazie alla velocità con cui viaggiavano. Il nucleo della Ikeya-Seki fu fratturato in almeno tre pezzi, mentre la Grande Cometa del 1882 potrebbe essere stata suddivisa in sei o otto pezzi. Secondo John Bortle di Stormville, NY, che ha osservato diverse centinaia di comete nella sua vita da cinquantenne, la cometa Lovejoy sembra essere solo moderatamente condensata nella migliore delle ipotesi, e priva di ogni nucleo evidente stellare, anche molto debole. Per questo motivo suppone che la cometa non sopravviverà al passaggio ravvicinato. Bortle aggiunge che un’altra cometa (du Toit nel 1945) sarebbe stata di aspetto fisico molto simile al percorso della Lovejoy, con una luminosità simile. Du Toit svanì infatti totalmente prima che raggiungesse il Sole. È questo il futuro della cometa Lovejoy? “Spero di no, ma a conti fatti credo che lo sarà,” afferma Bortle. Per avere una buona visione della cometa Lovejoy, è possibile prenotare un posto accanto al computer e rimanere sintonizzati sul sito SOHO. La cometa Lovejoy dovrebbe entrare nella visuale delle telecamere Lunedi prossimo (12 dicembre), muovendosi rapidamente da Sud, per poi rapidamente curvare intorno al Sole in quello che potrebbe rivelarsi una morte ardente il 16 dicembre. Ma ricordiamo che esiste una piccola possibilità che la cometa sia visibile anche ad occhio nudo. In Italia sarà praticamente impossibile osservarla a meno di essere in possesso di filtri a banda stretta centrata sul doppietto del Sodio. Ma non si sa mai…..!
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