Lo scioglimento dei ghiacci artici sta causando il rilascio di tossine nocive nell’ambiente.

Quantita' sconosciute Di agenti inquinanti organici non smaltiti, intrappolati nei ghiacci artici, stanno costituendo una nuova minaccia per la vita marina e la vita umana via via che la temperatura globale si innalza. Gli scienziati hanno scoperto che il riscaldamento dell’Artico sta causando il rilascio di una nuova ondata di elementi chimici ora banditi che erano rimasti intrappolati nel ghiaccio. I ricercatori avvertono che la quantità di veleni immagazzinati nella regione polare è sconosciuta, e la loro dispersione potrebbe ‘rendere vani gli sforzi che si stanno compiendo globalmente per ridurre la contaminazione umana e ambientale.Tra gli elementi chimici che cominciano a fuoriuscire con l’aumentare della temperatura si annoverano DDT, lindano e cloridano, resi famosi dal libro di Rachel Carson del ’62, Silent Spring, e gli elementi chimici industriali PCB e il fungicida esaclorobenzolo (HCB). Tutti gli elementi elencati (inquinanti organici persistenti – POP) sono banditi dalla Convenzione di Copenhagen del 2004.

Questi inquinanti possono provocare tumori e malformazioni fetali, ed hanno tempi lunghissimi di degradazione, il che significa che possono essere trasportati dagli elementi per lunghe distanze e che si possono accumulare nel tempo. Negli ultimi decenni le basse temperature artiche hanno intrappolato i POP volatili nel ghiaccio e nell’acqua.Ma alcuni scienziati canadesi e norvegesi hanno recentemente scoperto che il riscaldamento globale sta liberando nuovamente i POP. Tra il ’93 e il 2009 hanno appurato la presenza nell’aria di questi veleni, presso le stazioni di ricerca di Zeppelin nelle Svaalbard e di Alert nel Canada settentrionale.Anche dopo aver registrato una progressiva diminuzione delle emissioni globali di POP, i due team di ricerca hanno dimostrato che questi inquinanti tossici sono stati rimessi in circolazione dall’incremento della temperatura e dal ritirarsi del ghiaccio marino, che espone al sole maggiori quantità d’acqua.

Ad esempio si è visto che la concentrazione di PCB e HCB nell’aria è in continuo aumento, a partire dal 2004. La loro ricerca è stata pubblicata dal Journal of Nature Climate Change.Hayley Hung, ricercatrice del team canadese e dipendente di Environment Canada, divisione qualità, dichiara che il suo lavoro ha dimostrato che i POP sono attualmente in circolazione nella zona artica.”Questo è solo l’inizio,” ha riferito la ricercatrice al Guardian. “Ora dobbiamo capire qual è l’entità degli inquinanti, quanto si potranno diffondere e in quanto tempo”.La Hung afferma che, ad eccezione del lindano, non si sa molto sull’estensione del fenomeno nelle latitudini polari. “Non abbiamo ancora dati sufficienti”.Il destino degli inquinanti congelati dipende dalla rapidità del riscaldamento polare – e al momento il tasso di innalzamento della temperatura è molto più veloce di quanto accade a latitudini inferiori – e da come gli inquinanti interagiscono con neve e pioggia. I POP si concentrano nei grassi e dunque si concentrano nella catena alimentare, ma la Hugh ritiene che le stesse catene alimentari presenti nell’Artico possano rimanere alterate dal cambiamento climatico.


Fonte: www.guardian.co.uk


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Il New Jersey scosso da misteriosi tremori!

11 Dicembre 2011 - NEW JERSEY - In molte zone dello stato del New Jersey la popolazione riporta di aver avvertito dei misteriosi tremori che hanno fatto tremare le abitazioni.Secondo gli esperti non si e' trattato di un terremoto ma di cosa si e' trattato?Paolo Caruso geofisico presso l'Istituto di sorveglianza geologica statunitense USGS riporta di aver ricevuto numerose segnalazioni di residenti che denunciavano di aver avvertito questi tremori assolutamente non attribuibili ad un evento sismico-geologico.Potrebbe essersi trattato di un boom sonico o di qualche onda d'urto provocata da qualche tempesta a largo della costa.Su Twitter e Facebook il tam-tam e' esploso migliaia i messaggi su questo evento che entra nell'elenco oramai lungo di un fenomeno avvertito in diverse zone del pianeta a cui gli scienziati non sono ancora riusciti a dare una spiegazione scientifica.- Press of Atlantic City
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Antartide: terremoto magnitudo 6,1 nella regione delle isole Sandwich

11 Dicembre 2011 - Continua la stringa su scala planetaria di terremoti di forte intensita' che stanno facendo riverberare la crosta terrestre,un terremoto di magnitudo 6,1 della scala richter ha colpito la regione delle isole Sandwich,nel nord dell'Antartide,la profondita' del sisma e' stata di 126 km l'evento con epicentro in mare e avvenuto alle ore 09:54 UTC .

Messico: violenta scossa di terremoto 6,5 richter nello stato di Guerrero



11 Dicembre 2011 - CITTA' DEL MESSICO - Forte terremoto nel sud del Messico,la scossa di magnitudo 6,5 della scala richter ha interessato lo stato di Guerrero dove si registrano per il momento 3 vittime,panico anche tra i turisti che affollano la localita' di Acapulco dove gli edifici hanno oscillato violentemente,il sisma e' stato avvertito anche nella capitale Citta' del Messico.Secondo i dati dell'osservatorio geologico americano USGS la profondita' del terremoto e' stata di 64,9 km,l'epicentro localizzato a 42 km sud-ovest da Iguala dove ci sarebbero stati dei crolli lungo le strade di collegamento con le principali citta' del paese.
Terrarealtime
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Tennessee: una casa con piscina rischia di sprofondare in una voragine

10 Dicembre 2011 - Tennessee - Una voragine si e' aperta e sta inghiottendo la loro piscina.
La famiglia Thelan e' stata svegliata Mercoledi' notte da un boato provocato dal crollo avvenuto all'interno della loro piscina dove si e' formata un enorme voragine,un sinkhole che nel pomeriggio di giovedi' aveva raggiunto le dimensioni di 10 metri di diametro e che adesso minaccia l'intera abitazione. La famiglia e' stata costretta ad allontanarsi dalla casa e trovare ricovero verso parenti.Queste voragini note anche come sinkhole (in inglese) sono delle depressioni solitamente di origine naturale della terra che si possono formare improvvisamente oppure gradualmente,la maggior parte delle quali di origine erosiva ma possono anche rappresentare un segno del cambiamento geologico della terra in atto su scala planetaria.-Daily Mail
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Un terremoto in Birmania innesca una serie di eruzioni vulcaniche!

10 Dicembre 2011 - Birmania - un terremoto nella regione del Rakhine ha provocato un aumento delle temperature delle acque sotterranee innescando una serie di eruzioni vulcaniche di fango.e magma.
Secondo un geologo in pensione Soe Thein i vulcani, che sono dislocati sull'isola di Ramree, si trovano tutti lungo una linea di faglia che quando si sposta, il magma sotto la crosta terrestre, tende a riscaldarne le acque generando forti emissioni di fango e magma,ma che non rappresentano un pericolo per le popolazioni locali. Lo scorso 26 Novembre un'altra esplosione vulcanica e' avvenuta sull'isola,una fontana di fango e magma si e' sprigionata ricoprendo 5 ettari di terreno.Le ultime sono avvenute nel 1990 e nel 2000,molto presumibilmente il terremoto del 21 Novembre scorso e' legato all'aumeto dei fenomeni esplosivi sull'isola.

Il terremoto di Haiti innescato dalla deforestazione e dagli uragani?

LIVORNO. La deforestazione e l'erosione dei suoli, provocata dagli uragani, potrebbero aver contribuito ad innescare il devastante terremoto che nel 2010 ha colpito Haiti, facendo 200.000 vittime, e lasciando in ginocchio il più povero Paese delle Americhe. A dirlo è il geologo statunitense Shimon Wdowinski, che con i suoi colleghi dell'università di Miami ha studiato la crosta terrestre nella zona di Port au Prrince dopo il sisma del 12 gennaio 2010. I risultati della ricerca sono stati presentati la scorsa settimana a San Francisco al meeting dell'American geophysical union e Wdowinski ed i suoi colleghi sono convinti che la ridistribuzione dei sedimenti dalle montagne alla pianura del delta del fiume Leogane, causata da due violente tempeste principali tropicale e da due grandi uragani che hanno colpito violentemente Haiti nel 2008, potrebbe essere stata sufficiente a innescare la scossa catastrofica. Il disboscamento quasi totale delle colline avrebbe aggravato l'erosione dalle tempeste.
Le ricerche dell'università di Miami sono riassunte su Weather Underground's WunderBlog da Jeff Masters: «Wdowinsky ha calcolato che la quantità di massa erosa dalle montagne sopra l'epicentro del terremoto del 2010 è stata sufficiente a causare tensioni della crosta terrestre in grado di provocare uno slittamento verticale orientato lungo una faglia fino ad allora sconosciuta. Questo tipo di movimento è piuttosto insolito in questa regione, dato che la maggior parte delle scosse ad Haiti tendono ad essere del tipo "strike-slip", dove le placche tettoniche scorrono orizzontalmente l'una sull'altra. Il fatto che il terremoto del 2010 ad Haiti si sia verificato lungo una faglia in movimento verticale consente di sostenere l'idea che lo slittamento è stato attivato a causa di una massa scesa dalle montagne sopra l'epicentro a causa dell'erosione, combinata al peso extra dei sedimenti in più depositati nel delta del fiume Leogane nel settore settentrionale della faglia»
Wdowinski cita due esempi di fenomeni simili: quello di Taiwan, dove terremoti hanno fatto seguito a forti tempeste che hanno scaricato grandi quantità di pioggia nelle zone di montagna, ed i terremoti sottomarini di magnitudo 4, 5 e 6 collegati al fenomeno climatico di El Niño ed allo spostamento di masse d'acqua che provoca.
A sostegno delle loro tesi i ricercatori statunitensi hanno portato le due foto che vi mostriamo: Figura 1. un'immagine di Haiti ripresa l'8 Novembre 2010 che mostra la capitale Port au Prince e la regione montuosa ad ovest, dove si è verificato l'epicentro del terremoto del 2010. Notare il colore marrone delle montagne, spogliate dalla vegetazione, con le pendici lasciate nude dal disboscamento e sottoposte ad una fortissima erosione. Gli uragani e le piogge torrenziali degli ultimi anni hanno così potuto trasportare a nord, nel delta del Leogane, enormi quantità di sedimenti. Figura 2. La foto è proprio un particolare del delta del Leogane e dimostra la grande espansione del delta tra il 2002 e il 2010. Un'elevata quantità di sedimenti è stata erosa dalle montagne disboscate di Haiti e depositata nel delta. Anche il corso del fiume si è allargato dopo il passaggio dell'uragano Tomas nel 2010, ma il fiume aveva già "caricato" l'area dell'epicentro del terremoto con enormi quantità di sedimenti con le quattro tempeste del 2008: Fay, Gustav, Hanna e Ike.
L'area montuosa a sud-ovest di Haiti negli ultimi decenni è stata deforestata per il 98% della sua superficie, causando un'erosione estrema. Dal 1975, il tasso di erosione di queste montagne è stato 6 mm/anno, rispetto al normale tasso di erosione inferiore a 1 mm/anno nelle foreste montane tropicali. Un disastro ambientale che nel 2008 provocò la morte di 1.000 persone e la distruzione di 22.702 abitazioni, con il danneggiamento di altre 84.625. Alluvioni e frane colpirono 800.000 persone, l'8% della popolazione di Haiti e l'alluvione spazzò via il 70% dei raccolti di Haiti, causando nei mesi successivi le tempeste la morte di decine di morti di bambini per malnutrizione. I danni furono stimati in oltre un miliardo di dollari, fino ad allora il più costoso disastro naturale della storia di Haiti: oltre il 5% del Pil del Paese (17 miliardi di dollari). Tragicamente, gli uragani del 2008 potrebbe aver preparato il più grande disastro mai avvenuto ad Haiti: il terremoto del 2010.
La teoria di Wdowinsky e degli altri ricercatori dell'università di Miami che collegano le scosse di terremoto al passaggio di cicloni in aree "indebolite" viene presa seriamente in considerazione e rappresenta un altro ottimo motivo per frenare la deforestazione selvaggia provocata dall'ingordigia di pochi e dalla miseria di molti.

 


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