Artico: lo scioglimento dei ghiacci rilascera' piu' gas serra del previsto!

Con l’aumento della temperatura nell’Artico e con il disgelo del permafrost, i gas serra verranno rilasciati più velocemente e a livelli significativamente più alti rispetto alle stime precedenti, secondo i risultati dell’indagine di un team internazionale di 41 scienziati pubblicata sul numero del 30 novembre della rivista Nature. Il disgelo del permafrost rilascerà circa la stessa quantità di carbonio della deforestazione, dicono gli autori, ma l’effetto sul clima sarà due volte e mezzo più grande, perché comprenderà anche le emissioni di metano, che hanno un effetto maggiore sul riscaldamento del biossido di carbonio. Lo studio condotto dai ricercatori Edward Schuur dell’Università della Florida e da Benjamin Abbott della University of Alaska Fairbanks , ha raccolto i pareri di esperti del clima su quale potrebbe essere la percentuale della superficie del permafrost che probabilmente disgelerà, e su quanto carbonio e quanto metano saranno prodotti. Gli autori stimano che la quantità di carbonio rilasciata entro il 2100 sarà fra 1,7 e 5,2 volte superiore a quella osservata in altri recenti studi che hanno usato un simile scenario per il riscaldamento. “L’ aumento della stima è dovuta all’inclusione di alcuni processi che mancano nei modelli attuali e delle nuove stime della quantità di carbonio organico stoccata in profondità nel terreno congelato”, ha detto Abbott. “C’è più carbonio organico nei suoli del nord che in tutti gli esseri viventi; è sconvolgente.” I territori del nord detengono circa 1.700 miliardi di miliardi di tonnellate di carbonio organico, circa quattro volte più di tutto il carbonio emesso dalle moderne attività umane e il doppio di quello che in atmosfera, secondo le ultime stime. Quando il permafrost si scioglie, il materiale organico nel terreno si decompone e rilascia gas come metano e anidride carbonica. “Nella maggior parte degli ecosistemi la materia organica è concentrata ad un metro di profondità nel terreno, ma quando i territori artici congelano e scongelano, il carbonio può scendere molti metri in profondità, ha detto Abbott, che studia come il carbonio viene rilasciato dai paesaggi caratterizzati dal termocasismo – un processo non contabilizzato nei modelli attuali. Fino a poco tempo fa il carbonio presente in profondità non era stato incluso negli inventari del suolo e ancora non viene contabilizzato nei modelli più rispettosi del clima. “Sappiamo di un sacco di processi che influenzeranno il destino del carbonio nell’Artico, ma noi non sappiamo ancora come inserirli nei modelli climatici”, ha detto Abbott. La maggior parte dei grandi modelli presuppongono che il riscaldamento del permafrost dipende da quanto si riscalda l’aria sopra il permafrost. Mancano i modelli, dicono gli autori, su processi come, ad esempio, gli effetti del brusco disgelo che può fondere un cuneo di ghiaccio e accelerare ulteriori scongelamenti. “Questa ricerca fa parte di un processo scientifico, è ciò che noi pensiamo che possa succedere in futuro, e attraverso questo imposteremo la ricerca futura”, ha detto Schurr. “La nostra indagine delinea il rischio causato dallo scongelamento dell’Artico e la necessità di ridurre l’uso di combustibili fossili e la deforestazione.” Grazie all’integrazione di dati provenienti da modelli precedenti con le previsioni degli esperti gli autori sperano di fornire un quadro di riferimento per gli scienziati che studiano tutti gli aspetti del cambiamento climatico. “Il rilascio di carbonio dal permofrost non ha intenzione di mettere in secondo piano le emissioni dei combustibili fossili che sono il principale motore del cambiamento climatico”, ha detto Schuur, “ma è un amplificatore importante del cambiamento climatico.”

Una nuova eruzione in Islanda potrebbe avere un impatto globale!

Centinaia di metri sotto uno dei piu' grandi ghiacciai dell'Islanda ci sono segni di una imminente eruzione vulcanica,che potrebbe diventare una delle piu' potenti di tutti i secoli,e che secondo gli scienziati potrebbe avere un impatto sul clima globale.

Il Katla con il suo cratere di 10 km se erutta e' potenzialmente in grado di generare una catastrofica inondazione, una quantita' di acqua pari a milioni di galloni che andrebbe ad inondare le coste dell'Islanda fino ad arrivare all'Oceano Atlantico.
Ci sono forti segnali che fanno prevedere uno scenario del genere,infatti ci sono stati piu' di 500 tremori intorno alla caldera del vulcano lo scorso mese cosa che fa presagire che il magna e' in forte pressione sotto la crosta terrestre.Gli scienziati stanno monitorando attentamente l'evolversi della situazione dallo scorso 9 luglio in cui ci fu una piccola eruzione che fece sciogliere alcune zone del ghiacciao con una conseguente alluvione.
Per saperne di piu':http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-15995845
SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

California: venti ad oltre 250Km/h devastano il sud del paese

Il Santana ha causato ingenti danni a Los Angeles
In California si è verificato un acuto episodio di Santana, il vento di caduta dalla Sierra Nevada. La presenza di una bassa pressione sullo Stato dell’Arizona e di un’alta pressione sulla California Settentrionale ha causato fortissimi venti da Est-Nord-Est che hanno spazzato la California Meridionale. Le raffiche hanno avuto l’intensità di un uragano, raggiungendo nelle aree pianeggianti punte di oltre 170 Km/h. E’ andata peggio a ridosso dei rilievi della Sierra Nevada, dove il vento ha oltrepassato i 250 Km/h.

Le violente raffiche di vento hanno causato la caduta di alberi e di pali dell’alta tensione con black out e disagi alla circolazione stradale. Il Santana non ha risparmiato Los Angeles ed anche gli Stati confinanti con la California come Nevada, Utah, Arizona and New Mexico.

La sonda russa Phobos-Grunt sabotata da HAARP?

E' tornata la guerra fredda tra Russia e Usa? Secondo gli ex sovietici la stazione radio sperimentale americana Haarp a Gakona, in Alaska, avrebbe sabotato la sonda russa Phobos-Grunt diretta verso il pianeta Rosso. Le accuse arrivano dal tenente generale russo Nikolay Rodoniov, a comando del sistema si allerta russo nella rete di difesa da attacchi di missili balistici. Le radio antenne del programma Haarp, High Frequency Active Auroral Research Program, avrebbero interferito con la sonda bloccata da due settimane intorno alla Terra. Phobos-Grunt avrebbe dovuto iniziare il suo viaggio verso Phobos, la luna di Marte, ma dopo essere rimasta nell’orbita terrestre i ricercatori russi hanno perso ogni contatto con la sonda. Rodionov ora pensa al sabotaggio, alludendo che Haarp non studi la ionosfera e le telecomunicazioni terrestri, ma sia una nuova arma in grado di generare terremoti ed altri cataclismi sul pianeta. I ricercatori russi non sono in grado di stabilire se i problemi della sonda siano dovuti a difetti nel software o nell’hardware, poiché le comunicazioni sono interrotte dlo stesso giorno del lancio. Haarp dunque nell'occhio del ciclone, accusata di essere una sorta di centrale di controllo al servizio degli Stati Uniti.

La tecnologia Haarp secondo i complottisti

Secono gli accusatori del sistema Haarp, ci troveremmo di fronte a una struttura dotata di tecnologie occulte capaci di modificare i normali meccanismi che governano i cicli della natura e non solo.
Gli impianti HAARP istallati in tutto il pianeta, in particolari zone strategiche, darebbero la possibilità a chi li controlla di alterare e/o manipolare, su scala globale, il clima e molto altro. Negli ultimi 15 anni gli esseri umani sarebbero stati testimoni di terrificanti eventi naturali creati artificialmente da questa diabolica struttura globale.
Si fa l'esempio deglii eventi accaduti dal primo dicembre 2010 al 10 gennaio 2011.
La tecnologia HAARP, viene assimilata ad un'arma bellica. Tutto cominciò un centinaio di anni fa da Nikola Tesla. Le teorie di Tesla furono poi rubate e rielaborate da loschi personaggi cheavrebbero adattato queste conoscenze in progetti in controllo univoco e monodiretto da parte di soggetti con scopi tutt'altro che nobili.

Il tenente generale Rodionov avallando in un certo senso ueste teorie si è detto convinto che “le potenti radiazioni elettromagnetiche emesse da questa stazione – la stazione di Gakona – possono aver danneggiato il sistema di controllo della sonda interplanetaria”. Le radio antenne del programma Haarp servirebbero a realizzare una superbomba elettromagnetica in grado di innescare disastri naturali su scala planetaria. Tesi presa pari pari da quella precedentemente esposta, e usata non da un uomo qualsiasi ma dal tenente a capo dei sistemi di allerta russi, che sposa in pieno i rumors intono a questa tecnologia e li usa come alibi per il flop della missione.

Updates

Il presidente russo ha minacciato di punire i responsabili dei fallimenti recenti nel settore aerospaziale del Paese. Dmitry Medvedev ha avvertito che i funzionari responsabili delle operazioni della sonda Phobos Grunt potrebbe incorrere in pesanti sanzioni anche penali, secondo quanto segnalato dall'agenzia di stampa Ria Novosti. "L'ultimo fallimento nell'industria spaziale lede gravemente alla competitività della Russia", ha detto il presidente in carica. "Questo significa che abbiamo bisogno di condurre una seria analisi e punire i responsabili". Basti pensare al flop economico del disastro russo, per fare un esempio il razzo che non è riuscito a mettere in orbita tre satelliti Glonass-M nelle scorse settimane, è costato perdite per 4,3 miliardi di rubli di Stato, circa 138.100.000 di dollari. L'ipotesi che la paura per il futuro dei loro posti di lavoro faccia viaggiare di fantasia i generali russi, non è campata in aria a quanto pare.

Verme apre la strada alla colonizzazione dello spazio!

In un futuro più o meno prossimo, l'essere umano sarà inevitabilmente costretto ad avventurarsi nello spazio e a colonizzare altri corpi celesti. Ma una delle grosse incognite dell'avventura cosmica dell'uomo è la possibilità di sopravvivere per lunghi periodi ad ambienti che nulla hanno di naturale: gravità quasi assente, radiazioni cosmiche, piccoli e grandi problemi quotidiani che sulla Terra non sono affatto all'ordine del giorno.

verme spazio


Studiando come possano sopravvivere nello spazio altre forme di vita, tuttavia, potrebbe consentirci di risolvere buona parte di questi problemi. Una delle creature che sta aprendo la strada alla colonizzazione dello spazio, e sta facendo ben sperare nella sopravvivenza umana al di fuori della nostra atmosfera, è un piccolo verme, il Caenorhabditis elegans.

"Sicuramente i vermi non sono persone", spiega Nathaniel Szewczyk, autore della ricerca e scienziato della The University of Nottingham. "Nonostante questo, il C. elegans e l'essere umano hanno un genoma delle stesse dimensioni, e condividono circa il 50% dei loro geni l'uno con l'altro. La ragione più importante per studiare i vermi è che sono più veloci e più facili da studiare rispetto all'uomo".

Il Caenorhabditis elegans è un organismo modello per la ricerca scientifica. E' stato ampiamente studiato per comprendere l'origine del sesso, le dinamiche che regolano la durata della vita, e per aprire nuove possibilità nel campo delle nanotecnologie. E' stato anche il primo essere multicellulare il cui genoma sia mai stato sequenziato (1997-1998), e una colonia di C. elegans è sopravvissuta addirittura alla tristemente famosa esplosione dello Shuttle Columbia del 2003.

IL C. elegans si è anche dimostrato capace di sopravvivere e riprodursi nella microgravità della Stazione Spaziale Internazionale senza apparenti problemi di adattamento: dodici generazioni consecutive di questo verme si sono riprodotte e nutrite regolarmente per i sei mesi di permanenza a bordo della ISS.

Quattromila C. elegans sono stati trasportati a bordo della ISS e ospitati in un contenitore che potesse consentire al team scientifico di osservarli e gestirli a distanza da una postazione sulla Terra, senza che nessuno dovesse intervenire sul delicato ecosistema artificiale di questi vermi.
Anche se il C. elegans è un organismo semplice da allevare e particolarmente resistente, era necessario ridurre a zero ogni intervento esterno che potesse alterare le misurazioni compiute durante il periodo di osservazione.

I ricercatori sono stati in grado di monitorare per tre mesi gli effetti della gravità ridotta sui corpi di 12 generazioni di C. elegans. Sulla ISS, la gravità è pari ad un decimo rispetto a quella sperimentabile sulla Terra, e l'esposizione a radiazioni cosmiche è 10 volte superiore. Sicuramente questi elementi hanno influito in qualche modo sull'organismo dei vermi, ma apparentemente non hanno provocato cambiamenti nel loro comportamento.

"I vermi a bordo della stazione sembravano normali e sani, sebbene presentassero adattamenti sviluppati per crescere nella stazione. Quando sono tornati sulla Terra, hanno avuto lo stesso periodo di adattamento, superato il quale sembravano sani e normali. Per esempio, alcuni dei vermi erano più suscettibili alle infezioni subito dopo il volo di rientro, ma il problema si è risolto naturalmente poco tempo dopo".

Il prossimo passo sarà quello di studiare la fattibilità (soprattutto economica) di una missione verso Marte o altri pianeti che possa trasportare dei campioni di organismi viventi in ambienti del tutto nuovi.

"Sarebbe bello mandare vermi verso Marte o altri pianeti" afferma Szewczyk. "La sfida principale, e l'obiettivo di questa ricerca, è di convincere i governi e le agenzie che si può e si deve fare. Dalla nostra prospettiva, la destinazione non è ciò che conta. Piuttosto, viaggiare oltre le fasce di Van Allen per tre-sei mesi è il vero obiettivo".
http://www.ditadifulmine.com/2011/12/verme-apre-la-strada-alla.html

Collisione tra una cometa ed una stella di neutroni


Nel giorno di Natale del 2010, gli astronomi che ricevono in tempo reale (anche sul loro telefonino) la segnalazione di lampi gamma rivelati dal satellite Swift della NASA (con partecipazione italiana e inglese) si trovano di fronte uno strano fenomeno: un “lampo” molto prolungato, 28 minuti, mai visto prima. 

Anomalo è anche il seguito: in 20 ore la luminosità residua nei raggi X (stranamente fluttuante) scompare, mentre normalmente dura mesi.
Un anno dopo, nel dicembre 2011, è stata presentata una spiegazione insolita di questo fenomeno: a causare il lampo gamma GRB 101225A potrebbe essere stato un asteroide o una grossa cometa con metà della massa di Cerere che una stella di neutroni ha inghiottito.
Sappiamo da tempo che il Sole divora comete (la sonda SOHO ha osservato decine di questi fenomeni) e in misura inferiore lo fa anche Giove. Questo meccanismo è stato applicato ai dati trasmessi da Swift, estendendolo al caso di uan stella di neutroni, grazie ai calcoli eseguiti da Sergio Campana, dell’INAF-Osservatorio di Brera.
Quando una cometa o un asteroide cadono sul Sole, vengono vaporizzati nella fase di avvicinamento. Nel caso di una stella di neutroni, che concentra una massa superiore a quella del Sole in un oggetto superdenso dal diametro di una decina di chilometri, l’asteroide o la cometa subiscono fortissime forze di marea che “stirano” l’oggetto in caduta. “L’asteroide – spiega Giuseppe Lodato, coautore dello studio – non cade direttamente sulla stella di neutroni, ma si deforma, allungandosi, fino ad avvitarsi attorno all’oggetto compatto, formando un disco di accrescimento. Gli attriti nel disco portano poi la materia a cadere sulla superficie della stella di neutroni, con emissione di radiazioni ad alta energia. Le oscillazioni nei raggi X si spiegano soprattutto con le prime orbite dell’oggetto intorno alla stella collassata.”
L’oggetto che ha generato GRB 101225A si trova a 10 mila anni luce da noi, nella costellazione di Andromeda.
In Figura, visione artistica della disgregazione di una cometa per effetto delle forze mareali esercitate da una stella di neutroni
http://www.astronomianews.it/

L'ONU parla di una moneta unica mondiale

Si confermano i sospetti dei teorici della “cospirazione”: l’ONU sta dando impulso alla “richiesta” da parte dei paesi emergenti all’instaurazione di una moneta unica globale, primo passo per stabilire un governo mondiale. Il collasso apparentemente orchestrato dell’economia statunitense permette ai paesi emergenti di mettere in discussione la funzione del dollaro come moneta di riferimento e le Nazioni Unite si preparano per lanciare il loro piano.


Buenos Aires (Urgente 24). Dall’inizio della crisi nel 2009, differenti teorici avevano parlato della possibilità che la situazione di crisi economica era stata cercata deliberatamente per ristrutturare completamente il sistema finanziario mondiale ed imporre una moneta unica a livello globale e che fosse il primo passo verso una governance a livello planetario.
La mancanza d’azione da parte della giustizia negli USA per quanto riguarda i responsabili della crisi economica, anche quando la colpevolezza è evidente e le susseguenti azioni (riscatti governativi alle banche, proposte di legislazione globale, ecc) sono sfociati finalmente nella questione del dollaro come moneta di riferimento per i mercati.
In questo modo, il reclamo di una moneta unica per tutto il pianeta acquista una forma più definita e conferma i sospetti prima menzionati. Prima è stata la Russia, poi la Cina e più tardi i paesi emergenti a reclamare la moneta globale.

Questo rapporto presentato dal sito spagnolo Libertad Digital.

Dallo scoppio della crisi di credito a metà del 2007 la tensione intorno al ruolo che gioca il dollaro nell’architettura monetaria è stata questionata da alcune delle principali potenze del mondo, principalmente dalla Cina e Russia.
Questo trascendentale dibattito per l’economia mondiale si stava negoziando in privato tra i governi e le principali banche centrali. Si tratta della riforma dell’attuale sistema monetario internazionale vigente dalla soppressione degli accordi di Bretton Woods da parte del governo degli USA . Da allora, il dollaro si è mantenuto come la moneta di riserva per eccellenza, senza alcun tipo di copertura reale dopo aver rotto i suoi ultimi rapporti con il patrone oro.

L’ONU propone adesso di riformare il sistema monetario vigente, la cui egemonia è ostentata dal dollaro. Così, in un dossier presentato durante la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e Sviluppo (UNCTAD), l’organismo multilaterale per eccellenza riconosce che il sistema monetario non funziona correttamente e, di fatto, è stato il grande “responsabile” dell’attuale crisi finanziaria.

Per questo, l’ONU afferma che il ruolo del dollaro come moneta di riserva mondiale deve essere riconsiderato, come lo esigono la Russia, la Cina e le principali economie emergenti del pianeta. In questo modo, l’istituzione è a favore della creazione di una nuova Bretton Woods, che dovrebbe essere negoziata tra i principali governi, per stabilire un nuovo sistema monetario che sostituisca quello attuale.

“Sostituire il dollaro con una moneta artificiale potrebbe risolvere alcuni dei problemi riguardanti i grandi deficit sui C/C (questo significa: mancanza di risparmi) che alcuni paesi presentano e aiuterebbe la stabilità”, segnala Detlef Kotte, uno degli autori del dossier. Ma, “si ha anche bisogno di un nuovo sistema di scambi. I paesi devono mantenere qualche tipo di scambio (monetario) reale(aggiustato all’inflazione) e stabile”.

Il ruolo del FMI
Per questo, secondo Kotte, deve mantenersi l’intervento monetario che le banche centrali applicano, anche se questo lascia la porta aperta a che sia qualche istituzione multilaterale l’incaricata di mantenere la stabilità dei tipi di cambi, riferendosi al FMI. In questo modo, l’organismo non solo abroga per sostituire il dollaro come moneta di riserva mondiale ma anche di creare una specie di banca centrale a livello mondiale che, in questo caso, sarebbe il FMI”.
Nel comunicato stampa pervenuto, l’UNCTAD (appartenente all’ONU) segnala che la regolamentazione e supervisione più effettiva del mercato finanziario è “indispensabile” per “prevenire che si ripeta una crisi finanziaria ed economica mondiale come quella attuale”.

Ma, non è solo necessario controllare la supervisione finanziaria internazionale,è anche “ugualmente importante una riforma del sistema monetario per ridurre il margine dei benefici nella speculazione monetaria ed evitare, così, gli squilibri commerciali di gran misura”. Con questa dichiarazione,l’organismo si riferisce all’eccesso di risparmio da parte delle economie asiatiche (principalmente la Cina) negli ultimi anni e il grandissimo indebitamento (bisogno di finanziamenti esterni) di altre potenze come è il caso degli Stati Uniti. Cioè, gli squilibri commerciali a livello mondiale ( abbondanti deficit tramite conti correnti) che l’attuale sistema monetario ha fornito, secondo quanto sostengono importanti economisti.

I diritti speciali di prelievo.
L’attuale sistema “dipende della politica monetaria che applica la banca centrale che emette la moneta di riserva mondiale” per eccellenza (il dollaro) in riferimento alla FED. Alcune decisioni che, secondo il dossier, si prendono, d’accordo ai bisogni politici e economici statunitensi, in chiave nazionale, “senza tener conto dei bisogni del sistema di pagamenti internazionale e dell’economia mondiale” nel suo insieme.
Ma, secondo lo studio, neanche un corretto maneggio dei flussi del capitale tra i paesi ne l’imposizione di una nuova moneta di riserva mondiale (sostitutiva del dollaro) risolverà i problemi che colpiscono le economie emergenti: “il problema del tipo di cambio”, aggiunge lo studio, è che “non è possibile che un paese possa assorbire gli shock esterni in modo efficiente attraverso l’adozione, sia totalmente flessibile o rigida, dei tipi di cambi”, secondo gli economisti dell’UNCTAD.
Per questo, l’organismo suggerisce che dovrebbe stabilirsi un sistema di tipi di cambi in base ad un “modello stabile”, che sarà controllato e determinato in modo multilaterale.

L’UNCTAD sostiene che un nuovo sistema monetario basato su principi e norme convenuti in forma multilaterale è necessario per la stabilità dell’economia mondiale così come alcune “condizione equitative per il commercio internazionale”. Essenzialmente l’organismo punta al bisogno di sostituire il dollaro con una nuova moneta basata in un paniere di divise che il FMI controllerebbe. (i denominati diritti speciali di prelievo).
In questo modo “si ridurrebbe la necessità di mantenere riserve internazionali” per difendere i tipi di cambi (il valore di una moneta nazionale) e “potrebbe combinarsi con un ruolo più forte dei diritti speciali di prelievo se si assegnano in funzione del bisogno di liquidità che un determinato paese presenta” con lo scopo di “stabilizzare il suo tasso di cambio reale ad un livello accordato in modo multilaterale”.

La posizione della Cina e della Russia.
Il governatore della Banca Popolare cinese, Zhou Xiaochuan, a marzo propose di creare una divisa di riserva multinazionale come parte della riforma nel sistema monetario internazionale, aggiungendosi così alla petizione russa.

Xiaochuan ha ipotizzato di “creare una divisa di riserva internazionale che non sia vincolata alle nazioni individuali e possa rimanere a lungo termine stabile”. Inoltre, ha detto che i diritti speciali di prelievo (SDR, sigla in inglese 1) del FMI hanno il potenziale per agire come una divisa di riserva sopranazionale. Cioè, l’obiettivo sarebbe quello di creare una super divisa che sostituisca il dollaro, il cui valore determina quello delle altre valute.
A luglio del 2009 tale proposta è diventata ufficiale. La Cina ha avvertito nella riunione al G-8 e il G-5 del bisogno di riformare il sistema monetario internazionale per una “maggiore diversificazione della moneta di riferimento”dal dollaro statunitense. Il gigante asiatico non era mai stato tanto esplicito. Adesso, l’ONU raccoglie il guanto lanciato dalla Cina, Russia e le potenze emergenti.

Curiosamente il presidente russo Dimitri Medvedev, ha mostrato la “nuova moneta mondiale” sul bavero della sua giacca durante la riunione di queste grandi potenze. Gli USA non si sono pronunciati ufficialmente su questo argomento fino ad ora.
Ma, il segretario del Tesoro degli USA, Tim Geither, a marzo ammise che gli USA erano “molto aperti” a studiare la proposta monetaria elaborata dalla Cina e la Russia di creare una nuova divisa di riferimento internazionale. Anche se dopo ratificò quanto detto di fronte al panico che questa dichiarazione creò nel mercato delle divise (il crollo del dollaro)

Fonte:http://www.urgente24.com/noticias/val/12847-123/la-onu-ya-habla-de-una-moneda-unica-para-todo-el-planeta.html
SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

 


Post più popolari

AddToAny