Ancora una strage di bambini in Yemen. Con i missili prodotti in Sardegna



22 bambini e 4 donne sono morti in Yemen in un raid aereo della coalizione araba guidata dall’Arabia Saudita. Lo ha denunciato Mark Lowcock,
il sottosegretario generale dell’Onu per i diritti umani, condannando gli attacchi sui civili. Le vittime stavano fuggendo dai combattimenti. In un altro raid, giovedì, nel distretto di Al-Durayhimi, a sud di Hodeida, altri 4 bambini hanno perso la vita. “Questa è la seconda volta in due settimane che un raid aereo della coalizione guidata dai sauditi causa decine di vittime civili”, ha sottolineato il rappresentante Onu. Il 9 agosto un attacco della coalizione araba contro la roccaforte dei ribelli sciiti Houthi di Saada, nello Yemen settentrionale, ha provocato la morte di 40 bambini, sollevando un’ondata di critiche e la richiesta di un’indagine indipendente. Come allora, Lowcock ha chiesto “un’inchiesta imparziale, indipendente e immediata”, affermando che “coloro che hanno influenza” devono assicurarsi che i civili siano protetti.

Come è noto i missili utilizzati dalla coalizione provengono anche da Domusnovas, vicino a Iglesias, in Sardegna. Le bombe dell’aviazione saudita che hanno provocato più di 10mila vittime nella guerra yemenita riportano spesso lo stesso codice di fabbricazione: A4447. Produzione italiana, stabilimenti della Rwm, Domusnovas, Sardegna, spiega un’inchiesta del New York Times “Bombe italiane, morti yemeniti” sul viaggio degli ordigni Mk-80 dall’isola italiana fino all’Arabia Saudita.

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