5 aprile 2017

La più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito


– di Nicola Arena, Sete di Giustizia / introduzione di Sergio Basile –
Roma – Se si vuol comprendere la storia, quella vera, non si può far a meno di seguire la pista bancaria e l’inconfondibile odore delle banconote. Il Comunismo s’impose in Russia grazie all’azione ordinata e scientifica del sistema bancario internazionalista. Stesso avvenne ai tempi del gran pontefice della massoneria americana, Albert Pike negli Usa: ai tempi, cioé, dell’assassinio di Abramo Lincoln e della guerra usuroctratica per il controllo dell’emissione monetaria mossa contro il popolo americano sotto l’egida del casato Rothschild (il casato da più parti definito come “la stirpe di Satana”). Tutte le maggiori guerre e rivoluzioni della storia sono state ingenerate dallo strumento satanico per eccellenza. Allora è utile, in tal sede, comprendere oltre quel che ci è dato di sapere… il futuro dei nostri figli, infatti, dipenderà anche da questo e dall’esito di una guerra di religione che va avanti da duemila anni…
introduzione di Sergio Basile
La moneta nella confusione tra oggetto e soggetto
Roma – di Nicola Arena – Le parole sono importanti per dare un significato alle cose. Spesso alcuni oggetti o concetti spirituali, per essere spiegati hanno bisogno di molte definizioni, che ne danno un significato appropriato e per questo motivo, a volte, si cercano termini sostitutivi che, però, non potranno mai rendere giustizia a un concetto più complesso. A volte, ancora, si usano degli acronimi che da un lato semplificano, dall’altro rendono incomprensibile il significato stesso; in definitiva, la buona o cattiva fede induce l’utilizzatore a un impiego delle parole con finalità di bene o di male. Questa premessa appare doverosa, nonostante un’apparente ovvietà, per condurci alla spiegazione di un oggetto molto importante, semplice e che condiziona le vite di tutti noi, ovverosia la moneta. Adesso per una più semplice spiegazione del significato di quest’oggetto, ci concentriamo esclusivamente sulla banconota. Cominciamo con lo spiegare in maniera articolata il significato di moneta.
Moneta: Promessa di pagamento, contenitore di valore convenzionale
Esso indica: 1) “una promessa di pagamento di beni reali o immateriali, che il beneficiario cioe’ colui che emette quella promessa si impegna ad onorare e a mantenere nel tempo nei confronti di chi gli ha gia’ erogato beni e servizi”. 2) “un contenitore di valore convenzionale esigibile dal portatore, dalla comunita’ che ha emesso quel simbolo”: per questo motivo la moneta dev’essere dichiarata di proprietà del portatore. Questa promessa di pagamento, quindi, determina il “diritto assoluto di pretendere beni e servizi in cambio”, per ricompensare i servizi erogati o erogabili dall’accettante.
Moneta: unità di misura di valore di beni reali, simbolo materiale
Esso indica ancora: 3) “un’unita’ di misura di valore di beni reali, corrispondente essa stessa a un valore incorporato nella stessa unita’ di misura”. Premettiamo che il professor Giacinto Auriti dopo quaranta anni di studi universitari ha già espresso chiaramente questo concetto nei suoi libri e nei tanti video realizzati e disponibili sul web. Egli affermava che poiché la moneta è un’unità di misura del valore e tutte le unità di misura hanno la qualità di quello che devono misurare, la moneta è quindi unità di misura del valore e valore della misura, cioè potere d’acquisto. 4) un simbolo materiale necessario a rendere visibile un concetto spirituale, qual è appunto il valore.
Cos’è il valore? Cos’è la moneta in veste giuridica?
Ricordiamo sempre il concetto di valore espresso dal “professore”: il valore è una previsione fatta da una persona in un rapporto fra fasi di tempo conseguenti, finalizzata al raggiungimento del proprio benessere (fisico o spirituale). Es.: “la penna ha valore perché prevedo di scrivere” quindi non è l’oggetto a possedere un valore proprio ma è la persona umana che glielo conferisce. 5) La moneta e’ quindi una fattispecie giuridica oggetto di diritto individuale (nel riceverla, in cambio di beni o servizi resi) e allo stesso tempo, un oggetto di obbligo collettivo (nell’accettarla). Questo connubio di diritti e doveri è regolato convenzionalmente e sancito dalla legge attraverso il corso legale.
L’aspetto psicologico della moneta
Ovviamente scrivere su una banconota tutte quelle definizioni sopra riportate – e sicuramente tante altre, che ne accrescano l’importanza e ne dettaglino il senso – sarebbe impossibile e oltremodo inutile, quindi, per semplicità ogni comunità o Stato ha chiamato la moneta con un proprio nome: dollaro, sterlina, lira, franco ecc. ecc.. Qui entra in gioco l’aspetto psicologico inizialmente spiegato. Chiamando con un nome unico un oggetto così complesso, se ne snatura semplicisticamente il significato e quindi lo stesso strumento potrà essere interpretato dalla comunità come oggetto avente un valore proprio. Si realizza così, erroneamente – come dimostrò Auriti – la dimostrazione del concetto Hegeliano, cioè quello di confondere il SOGGETTO (persona umana vera creatrice di valore, perché capace di previsione temporale, di cui al punto 4) con l’OGGETTO moneta (mezzo materiale utilizzato per rendere visibile il valore ma, per i motivi spiegati al punto 4, privo di valore proprio se scorporato dalla convenzione).
La moneta è solo un “valore potenziale”
La moneta perciò, pur avendo un potere d’acquisto certificato dalla legge, è solo un potenziale valore, che lo rende effettivo solo dopo la materializzazione in beni reali ricevuti e che quindi realizza quella previsione temporale nel giudizio di valore creato dal pensiero umano.
Un facile esempio
Facciamo adesso un breve esempio, per rendere meglio l’idea: Lo Stato (comunità) ha bisogno di un bene collettivo, per esempio un ospedale. Attraverso gare d’appalto, la ditta aggiudicatrice realizza l’opera per un valore di 10 milioni di euro. Lo Stato (comunità) consegna al titolare della ditta costruttrice una promessa di pagamento di 10 milioni di euro, che corrispondono al bene realizzato. A questo punto la ditta distribuisce tale somma a tutto il personale impegnato nell’opera. Queste persone adesso si rivolgono ai membri dello Stato (comunità) per ricevere in cambio beni e servizi, presentando quella forma di pagamento ricevuta in precedenza. A quel punto si compie il baratto e tutti sono soddisfatti. Inoltre, poiché la moneta è un bene ripetibile all’infinito, quel denaro ha accresciuto la ricchezza dei cittadini della comunità. Infatti, lo Stato si trova adesso in possesso sia dell’ospedale sia della moneta corrispondente.
Ecco perché la moneta deve essere di proprietà del portatore
Per questo motivo, chi accetta la moneta è sicuramente il creditore nei confronti della comunità, di beni e servizi. Ripetiamo il concetto ancora una volta: CHI ACCETTA È CREDITORE NEI CONFRONTI DI CHI EMETTE DENARO. Per questo per realizzare la vera giustizia, sul biglietto a corso legale dovrebbe essere riportata questa dicitura: PROPRIETA’ DEL PORTATORE, come avvenne sui SIMEC, messi in circolazione da Giacinto Auriti. Per i motivi sopra riportati, chi accetta dev’essere DICHIARATO “ CREDITORE”, mentre chi emette, dev’essere dichiarato “DEBITORE”, almeno fino a quando tutti i beni reali non siano tornati in possesso del CREDITORE, a quel punto la moneta continua a circolare come ricchezza individuale.
Il paradosso dei “privati abusivi” della BCE. in Europa
Tutti sanno che la Banca Centrale Europea è composta di una moltitudine di banche private e quindi di proprietà di azionisti privati e che emette la moneta solo prestandola. Per i motivi sopra esposti, appare doveroso chiedersi: che motivo c’è di affidare ai banchieri privati i privilegi e diritti che un’intera comunità si crea? Se ci riflettiamo attentamente, i banchieri si sono inseriti in questa catena, abusivamente, perché non avrebbero alcun titolo a emettere le promesse di pagamento, che non possono onorare, ma che invece obbligano a essere onorate da altri.
L’errore di fondo
Codificando erroneamente un giudizio, si è indotti a pensare al valore come una caratteristica intrinseca della moneta per cui, tutti noi, attraverso un plagio culturale che dura da almeno 321 anni, se non più, siamo convinti che la banca centrale ci dia un valore reale (e non una promessa di valore con potere d’acquisto) e per questo ci sentiamo in dovere di dare qualcosa in cambio (pagamento interessi passivi su titoli di stato e tasse e balzelli vari per ripagare un debito pubblico ingannevole e fittizio).
La più maestosa opera satanica della storia
Attraverso questo ribaltamento del giudizio di valore, si realizza la più maestosa opera satanica della storia: la moneta-debito. Per le ragioni sopra esposte, il ricevente della promessa di pagamento, da creditore verso la comunità, si è trasformato in debitore verso le banche. Una follia così mostruosa da far tremare i polsi persino i più grandi registi di film Horror. Occorre la consapevolezza da parte di tutti che viviamo in un regime di usura.
Non esiste Democrazia, ma spietato democratismo usurocratico
In tal contesto la democrazia, senza il diritto di pretendere ciò che ci appartiene, non ha alcun significato. Esiste solo un bizzarro democratismo usurocratico (dittatura dei numeri estorti con plagio mediatico e con il potere satanico del danaro). Togliere ai banchieri privati la possibilità di emettere moneta prestandola – come sosteneva il grande professor Auriti – è un atto dovuto che il dovere morale nei confronti delle future generazioni ci obbliga ad attuare. Non esisterà vera libertà fino a quando non sparirà da questo mondo lo strumento satanico per eccellenza che è, ribadiamo, la moneta-debito.

Nelle ultime settimane la propaganda mediatica filo-governativa e filo-europeista (cioé liberal-capitalista e social-comunista) si è fatta alquanto aggressiva. E’ il caso di dire che ha “superato se stessa”. Le aziende falliscono a ritmi impressionanti, i giovani lasciano in massa l’Italia, di “politiche per la famiglia” e “reddito di cittadinanza a credito dei cittadini” (e non a “debito” degli stessi, come suggerito da pseudo-politici di casa nostra) neppure a parlarne di striscio… ma per gli organismi mediatici di prima fascia, istituzionali e non, “l’Italia è in ripresa e la disoccupazione diminuisce”. Se non fosse il tutto così tragico e sconcertante, sembrerebbe quasi di assistere ad un grottesco spettacolo teatrale, nel quale si alternano battute di attori (pazzi) degne del più degradante manicomio criminale. Ma evidentemente questi slogan falsi piacciono al Grande Usuraio, che si pasce sulle disgrazie altrui e sguazza nel sangue dei nuovi martiri del terzo millennio.
Gli adepti del Grande Usuraio
Il grande usuraio si serve spesso di adepti che hanno lo scopo unico di dire il falso e occultare la verità, cercando – con l’uso distorto delle parole e con la loro strategica inversione – di carpire la buona fede della gente e convincerla della bontà di una realtà artefatta. Spesso “esperti economisti ” o per meglio dire “FALSI PROFETI”, agendo in assoluta mala fede tentano di mistificare la realtà – economica, sociale, scientifica e religiosa – e nel contempo di smontare le verità sulla guerra di religione e monetaria in atto. Particolarmente abili, poi, tali adepti si rivelano nell’attaccare le verità più scomode e pericolose, come quelle svelate dal grande Professor Giacinto Auriti: tesi giuridico-monetarie elaborate in più di quarant’anni di studi accademici (indipendenti e dignitosi). Il mondo moderno è pieno di questi personaggi, i quali hanno un discreto seguito, solo perché la cassa di risonanza mediatica li agevola nel loro compito meschino.
Il tempo del nuovo analfabetismo di massa
Oggi, in aggiunta, viviamo nel tempo del nuovo analfabetismo di massa (vedi qui Sovversione sociale e nuovo analfabetismo moderno) e siamo immersi in uno stato d’ignoranza programmata dai grandi usurai, che non permette alle persone di risvegliarsi e autodeterminarsi. L’iper diffusione tecnologica a la correlata superficialità mediatica nel “raccontare” le notizie senza il dovuto approfondimento, non aiutano l’inversione di questo processo.
Il timore del Grande Usuraio
L’essere umano autonomo e responsabile, dunque, fa paura ai grandi usurai, i quali non potendo indebitarlo non ne hanno il controllo. Parimenti essi temono l’essere spirituale il quale, svincolato dai retaggi della pura materia e della carne, agisce nel mondo da disilluso, nella consapevolezza che la sfida che ci attende, prima di rientrare in una sfera economica e/o politica e/o sociale è prettamente spirituale. Che ci crediamo o no, il gran duello finale tra bene e male sta vivendo gli ultimi stadi del suo divenire.
La grande arma satanica del “Grande Usuraio”
L’usuraio attraverso lo strumento satanico per eccellenza, che è la moneta-debito, vuol mantenere il totale controllo dei popoli sottomettendoli al suo volere. L’usuraio non ha cuore né coscienza, agisce secondo gli interessi di una mente oscura di cui, a volte forse inconsapevolmente, si trova a essere sia complice che veicolo, portatore d’iniquità e morte. L’usuraio non ha bisogno del nostro denaro per vivere, ma ha assoluto bisogno di farci esistere in uno stato di perenne debito nei suoi confronti. Il debito opprime, logora, impaurisce, offende lo spirito e svilisce le forze e lo spirito. Spesso leva dal cuore lo spirito di ringraziamento verso Dio e la fede, esponendo lo scoraggiato e il debole alle insidie più subdole del grande nemico dei popoli: satana.
Dalla caduta dell’Impero Romano alla schiavitù dei tempi moderni
L’angelo oscuro, travestito di luce e buone intenzioni, trae dalla moneta-debito, da secoli, la sua linfa vitale. Tutte le macro-crisi economiche della storia egli ha fomentato, espropriando i popoli dell’universalità dei loro beni (specie i popoli cristiani che abitarono fin dai primi secoli dopo Cristo, il bacino Mediterraneo). La diffusione della falsa cambiale debitocratica e convenzionale (ricevuta di credito/debito prima e carta-moneta poi..) fu la vera causa dello sfaldamento dell’Impero Romano (prima) e dell’indebitamento di massa delle nazioni moderne (poi).
Schiavi perenni di un debito non dovuto
Allora accade anche oggi che mentre Renzi, Mattarella e gli altri eroi della politica si riempiono la bocca di paroloni sprizzanti “fiducia” e “ottimismo”, senza far alcun riferimento alle antiche e sataniche armi di distruzione e distrazione di massa del “Grande Usuraio”, attorno a noi il male oscuro avanza. Male che potrebbe di certo essere fermato mediante le armi della conoscenza, della verità, dello spirito di solidarietà e, soprattutto, della preghiera. Ma per indirizzare bene le nostre energie spirituali al cospetto di Nostro Signore Gesù Cristo, sarebbe necessario uscire prima dall’oblio, liberandosi da questa corazza d’ignoranza che ci soffoca e rende pachidermici i nostri movimenti, impedendoci di riconoscere i veri golia che attentano alla nostra esistenza, materiale e spirituale. La realtà più tremenda da scoprire è quella che ci obbliga a essere schiavi di un debito non dovuto. L’usuraio, attraverso l’inganno ci espropria dei nostri beni e della possibilità di poter esprimere il nostro valore umano per raccoglierlo convenzionalmente in un simbolo. L’usuraio si appropria dell’immagine e ci vieta così di poter rendere visibile la creazione del nostro spirito.
A chi appartiene la carta-moneta?
Chi ha concesso questo enorme potere al grande usuraio? Perché i popoli non si “incazzano” a tale scempio di diritto? Domande alle quali è difficile dare una risposta. In molti cercano di distribuire perle di “saggezza economica”, non accorgendosi che il vero punto di Cournot, ancor prima di essere economico è giuridico. Di chi è la proprietà del valore incorporato nella carta-moneta? Molti economisti sono spiazzati da questa domanda così semplice, alla quale non sapendo fornire risposte logiche, trovano la via più comoda che è quella sostenuta dai testi universitari, i quali per “statuto” non trattano (curiosamente) questo argomento.
Il “segreto dei segreti” celato dal mondo accademico
Il “segreto dei segreti” è dunque reso inaccessibile alle masse con la complicità dei politici servi dei banchieri. Ciò implica che i nostri eruditi giovani universitari crescano in una evidente ignoranza diffusa sui temi davvero importanti: qual è quello monetario. Il motivo di questa difficoltà nel comprendere la truffa in atto da secoli è legato al fatto che tutta la scienza economica si basa sulla più grande atrocità menzognera della storia: la moneta-debito. Un economista che accetta la verità è disposto a mettere in dubbio tutti i suoi anni di studi. Ma quanti oggi sono disposti a farlo? Davvero pochi! Eppure è in gioco la vita di miliardi di uomini.
No Auriti, No Party!
E’ necessario che i popoli, specie le nuove generazioni, prendano coscienza di questo, sacrificando magari il loro tempo di svago per dedicarlo alla comprensione dei motivi che da sempre generano evidenti iniquità nel mondo. Il motto da insegnare ai nostri giovani potrebbe essere “meno discoteca e cocktail e più Auriti!”. Oppure: “No Auriti, No Party!”. Ma in fondo, dovremmo semplicemente ascoltare e far proprie le parole del Vangelo ed essere quindi portatori di giustizia divina, fiduciosi che alla fine la Verità vince sempre.
Nicola Arena / introduzione di Sergio Basile Qui Europa
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