L'Unione Europea e' una dittatura dei poteri forti!


L’ Unione Europea non è e non sarà mai un #Europa dei popoli e della democrazia

Che il progetto europeo fosse viziato dalle origini, questo lo si sapeva malgrado tutta la retorica da cui è stato circondato.

L’Unione Europea è stata un processo costruito a tavolino dalle elite finanziarie per privare gli Stati Nazionali della loro sovranità e realizzare in Europa un mercato omologato in funzione degli interessi della elite finanziaria dominante.

Lo aveva capito De Gaulle in Francia che si era fermamente opposto ed aveva parlato, in contrapposizione a questo, di una Europa dei Popoli.
Sono arrivati invece oggi all’Europa delle banche e della finanza dove gli interessi dei popoli europei vengono sacrificati per consentire ai grandi gruppi finanziari ed alle corporation internazionali di realizzare profitti e di ottenere un mercato omologato.

Nessuna solidarietà fra i popoli, nessun rispetto dei diritti e delle garanzie sociali ma soltanto salvaguardia dei profitti delle banche.
Lo insegna quanto accaduto in Grecia con la #Troika, lo dimostra l’imposizione di trattati imposti con la forza come il Fiscal Compact, il #MES/ESM con i quali gli Stati vengono obbligati a versare decine di miliardi per salvaguardare le banche mentre si tagliano le spese sociali, le pensioni, l’assistenza sanitaria e moltissime famiglie cadono in miseria.

Il concetto chiave del sistema è che gli Stati devono indebitarsi rispetto ai detentori della moneta e del credito ed a questi (il cartello bancario sovranazionale) devono corrispondere gli interessi sul debito. Se non sono in grado di ripagarlo dovranno alienare il patrimonio statale, aziende e beni demaniali per ripagare i debiti.
Facile capire chi si avvantaggi da questo sistema e che ci rimette.

Una oligarchia tecno finanziaria (non eletta da nessuno) si sostituisce ai #Parlamenti nazionali ed ai governi eletti su base democratica e si arroga tutte le decisioni sulle materie più importanti, il bilancio degli stati, la politica economica, il credito, la concorrenza, l’industria il commercio, l’agricoltura, la pesca, ecc.. Ai parlamenti nazionali non spetta altro che ratificare le decisioni già prese a Bruxelles ed adeguarsi in barba ad ogni principio democratico.


Significativa la sfacciataggine con la quale nel marzo scorso il presidente della Commissione Europea è nata apposta per contrastare il pericolo di governi “troppo democratici” o quando lo scorso Luglio la Lussemburghese vicepresidente della Commissione Europea e commissaria alla giustizia, Viviane Reding, ha ricordato al Parlamento francese l’inutilità dell’Assemblea elettiva nazionale:
“I Parlamenti europei devono mettersi in testa che devono solo obbedire a Bruxelles, non esistono più politiche interne agli Stati”, questo quanto testualmente affermato.

Ognuno può trarre da queste parole le sue conclusioni.

Fonte: Press News

Nessun commento:

 


Post più popolari

 SEGUICI SENZA CENSURA SU TELEGRAM

AddToAny