iPhone in tempi di crisi.



“Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici”.
Aldous Huxley – da un discorso tenuto nel 1961 alla California Medical School di San Francisco
di Italo Romano
Tra le notizie principali dell’agenzia stampa Ansa, leggo:  “iPhone 5: e’ gia’ record, 2 milioni di ordini in 24 ore”.
La Apple Inc., nota multinazionale informatica statunitense, il 21 settembre è stato lanciato in commercio il sua nuovo gingillo elettronico, l’iPhone5. Sono già  più di due milioni gli ordini avvenuti nel giro di 24 ore.
La casa di Cupertino è entusiasta del grande successo, sottolineando come gli ordini on line, partiti da venerdì sera, sono raddoppiati rispetto a quando era in uscita il modello precedente.. Alla faccia della crisi economica!
La richiesta oltrepassa l’offerta iniziale e se la maggioranza degli iPhone ordinati saranno consegnati ai clienti il 21 settembre, gli altri non potranno essere consegnati prima di ottobre“, afferma il capo del marketing della mela morsicata, Philip Schiller.
Insomma, la tecnologia del superfluo non conosce crisi. Come è possibile che orde di idioti si accalchino alle vetrine ed ai siti web per accaparrarsi un oggetto lussuoso che dopo qualche mese risulterà obsoleto?
Da dove deriva questa frenesia consumista e materialista? Come può l’avere soppiantare l’essere? Come è stato possibile trasformarci in una società dello spettacolo priva di qualsiasi coscienza?
Adoriamo feticci inanimati. Il consumismo è diventato l’oppio dei popoli.
Arrivati al punto di non ritorno, ci si rende conto, con obiettività, che l’unica crisi reale a quella umana.
Una in crisi di valori, tradizioni e identità senza precedenti. Siamo imbambolati, ci mancano i punti di riferimento e siamo un gregge in mano alle manipolazioni delle multinazionali, vero braccio armato del capitalismo di rapina fondato sui principi ultraliberisti di Milton Friedman.
La Apple è un colosso del mercato, un’azienda che in borsa non ha rivali, una macchina da soldi paurosa. E nonostante produca ridondanza tecnologica sembra non avvertire minimamente alcuna flessione dinanzi la crisi del sistema finanziario che ha investito mezzo mondo (il restante è in crisi da sempre, ma a noi che ci frega!).
Non importa che il logo Apple rappresenti in pieno la follia del sistema capitalista. I fan, perchè di questo si tratta, sono in continuo aumento. Non interessa a nessuno che i giocattolini marchiati Apple grondino sangue, sudore e lacrime. L’importante è possederne uno, sfoggiarlo alla prima occasione con orgoglio. Oramai è divenuta una ostentazione rituale di autocelebrazione.
Siamo una società profondamente malata e corrotta, che alimenta questo sistema liberista relativista per somigliarli sempre più e magari scalarne le vette per deciderne le regole. Abbiamo scambiato la libertà con il caos, la ricerca della felicità con l’ego e l’essere con l’apparire.
Siamo stati educati al servilismo e al conformismo. Ad oggi non c’è speranza di ribellione. Certo, non mancano i rivoluzionari, ma loro non vogliono distruggere il trono ma solo chi lo occupa. Più che rivoluzionari si potrebbero chiamare idioti vantaggiosi.
Ho notato e compreso che, come disse Bertold Brecht,  “al momento di marciare molti non sanno che alla loro testa marcia il nemico”, ovvero ci propinano rivoluzioni preconfezionate a cui noi aderiamo persuasi che sia la cosa giusta mentre è solo una bolgia creata a tavolino.
Il grande problema sorge quando ci si domanda come potranno gli oppressi, che ospitano in sè l’oppressore, parteciapre all’elaborazione della pedagogia della loro liberazione, dal momento che sono soggetti a dualismo e inautenticità. Solo nella misura in cui scopriranno di ospitare in sé l’oppressore, potranno contribuire alla creazione comune della pedagogia che li libera”. [Paulo Freire - Pedagogia degli oppressi]
Siamo coscienti di ospitare in noi l’oppressore? O peggio, siamo così coraggiosi da ammettere che non siamo liberi?
Sono i ribelli quelli che mancano. Persone realmente libere e autonome che distruggano il re e il trono, vigilando che più nessuno eriga pulpiti sui quali elevarsi.
Questa non è una società ma una babele di schiavi convinti e fieri di esserlo. Siamo talmente succubi delle merci da esserne diventati dipendenti e a nostra volta ci siamo trasformati in merce con il solo scopo di possedere più oggetti possibili. Oggetti che altro non sono che i sogni propinati dalla propaganda attraverso il bombardamento mediatico dei mezzi di distrazione di massa. Una pazzia assoluta. Ci hanno annichilito.
L’unica strada di cambiamento passa per il ritorno alla vera umanità. Dobbiamo boicottare il sistema. E’ questa, a mio avviso, l’unica soluzione vincente perchè implica il totale risveglio dell’individuo, la completa condivisione con gli altri e la reale consapevolezza di cosa sia la libertà.
I contesti creati dalle diverse strategie e politiche con cui la globalizzazione del neoliberalismo oggi si impone c’insegnano che esso, oltre ad essere un progetto economico, rappresenta un progetto politico la cui realizzazione o espansione planetaria non richiede soltanto un determinato disegno del momdo, ma un determinato tipo di uomo che corrisponda alle esigenze di tale disegno del mondo e ne assicuri, con il suo comportamento, il funzionamento.
Raul Fornet-Betancourt – Trasformazione interculturale della filosofia
Chiaro?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarei curioso di sapere che telefono ha la persona che ha scritto quest'articolo ....... ;)

Anonimo ha detto...

Non si può non essere d'accordo con quanto scritto in questo articolo. Un giorno Apple lancerà la moda di mangiare merda e tutti accorreranno con il cucchiaino, ovviamente pagando per poterlo fare.

Anonimo ha detto...

Il problema non e' se chi scrive ha un IPhone ma se può permettersi di averlo. Prendere coscienza del mondo che ci circonda e' già una conquista ..

Michele ha detto...

Una visione alquanto pessimistica, ma, purtroppo, realistica.