30 novembre 2011

La Calabria si frantuma in ‘microblocchi’ La scoperta è dell’Ingv di Roma e dell’Università di Padova


Nell’ultimo milione di anni piccole parti della crosta terrestre che fanno parte del blocco calabro hanno infatti fatto registrare una rotazione antioraria, dettaglio importante e sconosciuto che mostra come la regione si sposti verso lo Ionio e non verso i Balcani come il resto dello Stivale

Roma, 29 novembre 2011 - La Calabria si sta frantumando in ‘microblocchi’. Nell’ultimo milione di anni (un tempo geologicamente molto recente) piccole parti della crosta terrestre che fanno parte del blocco calabro hanno infatti fatto registrare una rotazione antioraria, un dettaglio importante e sinora sconosciuto che dimostrerebbe come la Calabria - a differenza dello ‘Stivale’ italiano - si starebbe spostando verso lo Ionio e non verso i Balcani.

La scoperta è frutto di recenti studi dell’Ingv di Roma e dell’Università di Padova ed è stata pubblicata dalla rivista ‘Geological Society of America Bulletin’. Nell’area collinare compresa tra le cittadine di Crotone e Catanzaro, sulle splendide coste del mar Ionio, grazie a rilievi paleo magnetici sono state individuati quattro blocchi di crosta terrestre che hanno subito distinti movimenti rotazionali: due di essi hanno subito una rotazione antioraria avvenuta negli ultimi 1,2 milioni di anni, altri due una rotazione oraria.

E’ la prima volta che sono stati identificati blocchi a rotazione antioraria nella Calabria, che in base a vari altri studi paleomagnetici sembrava aver ruotato in senso orario come un unico blocco rigido tra 1 e 2 milioni di anni fa.

“I movimenti da noi ricostruiti - dice Fabio Speranza, dell’Ingv - sono molto recenti, perché sono stati osservati su sedimenti che hanno solo 1,2 milioni di anni. Questo ci fa ipotizzare che queste rotazioni possano essere ancora attive oggi, e legate ad alcune faglie trasversali che stanno ulteriormente frammentando la ‘microplacca’ della Calabria”.

“Già sapevamo in realtà da altri studi geofisici che la parte della penisola italiana che si muove verso i Balcani non comprende la Calabria, che ha un movimento più complesso e si muove in parte verso lo Ionio. Il nostro studio - sottolinea Speranza - mostra che anche all’interno della Calabria non c’è un movimento omogeneo. E’ la dimostrazione ulteriore che il Mediterraneo è un vero puzzle, composto di ‘tessere’ crostali anche piccolissime, che probabilmente non abbiamo ancora identificato del tutto”.
http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/11/29/628697-studio_calabria_frantuma_microblocchi.shtml


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