6 giugno 2014 (MoviSol) – All’istituto di Francoforte hanno cambiato oculista e ora vedono il crac in arrivo. Peccato che si preparino ad affrontarlo con dosi massicce della medicina che ha già ucciso il paziente: deflazione dell’economia fisica e iperinflazione finanziaria. Nel bollettino trimestrale sulla stabilità finanziaria, la BCE ammonisce che la minaccia principale proviene da “una brusca inversione della ricerca globale di rendite, tra sacche di illiquidità
e probabile riallineamento dei prezzi dei titoli”. Tradotto dal banchierese, questo significa che la BCE teme una brusca inversione dei flussi di capitale che hanno inondato l’Eurozona e lo scoppio della bolla dei titoli finanziari (per approfondire, vedi il bollettino).. Nei mesi scorsi, i capitali sono fuggiti dai cosiddetti mercati emergenti e sono confluiti nell’Eurozona, gonfiando la bolla dei titoli pubblici e dei mercati azionari. Ma man mano che l’economia reale transatlantica scivola in una spirale deflazionistica, si avvicina l’esplosione della bolla.La BCE ha preparato l’opinione pubblica ad una nuova iniezione massiccia di liquidità, il cosiddetto “bazooka” monetario, che combina strumenti come riduzione dei tassi (già allo 0,25%), prestiti a lungo termine alle banche, acquisto di titoli e tassi di deposito negativi alla BCE. Una o più di queste misure dovrebbero essere annunciate al prossimo consiglio della BCE il 5 giugno. Sono passati i tempi in cui, per giustificare l’austerità, l’istituto di Francoforte ripeteva il mantra della “stabilità monetaria”. Mario Draghi ha annunciato in Portogallo il 26 maggio che il principale obiettivo della BCE ora sarà quello di creare inflazione. Draghi ha detto che adesso il nemico da abbattere è “una perniciosa spirale negativa” di bassa inflazione
.jpg)






