Gli ebrei di origine etiope oggetto di procedure contraccettive coercitive: lo rivela un'indagine del quotidiano Haaretz.
Israele ha ammesso per la prima volta di aver somministrato iniezioni per il controllo delle nascite agli immigrati provenienti dall'Etiopia, spesso senza che ne fossero informati e senza il loro consenso. Il Governo ha sempre negato tale pratica in passato, ma il Ministero della salute israeliano ha ora imposto ai ginecologi di interrompere la somministrazione della sostanza. Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, i sospetti sono stati avanzati da un giornalista d'inchiesta, Gal Gabbay, che ha intervistato più di 30 donne ebree originarie dell'Etiopia con l'intento di scoprire il perché dell'improvviso crollo delle nascite nella comunità etiope di Israele. Una delle donne intervistate ha raccontato che lo staff medico «ci ha detto che si trattava di un vaccino.







