Oggi 21 settembre 2012 tre allineamenti planetari in atto!


Oggi 21 settembre 2012, nel nostro sistema solare si stanno verificando ben 3 allineamenti planetari.


Allineamento Giove, Venere, Sole, Marte

Allineamento Saturno, Mercurio, Sole

Allineamento Mercurio, Terra, Urano, Sole



E' un avvenimento non di certo frequente...







Da tempo si pensa che gli allineamenti planetari influiscano molto sugli eventi sulla Terra, provocando terremoti, tempeste catastrofiche, cicloni, uragani, eruzioni vulcaniche ed altro, il tutto sarebbe dovuto all'aumento della carica elettromagnetica generata.

Per esempio il professore Gillespie, ex paleo-astronomo della Nasa, ritiene che quando Giove e Saturno sono allineati dallo stesso lato del sole, influiscano sull'attivita' solare aumentandola,e riducendola quando si trovano in posizione opposta.Sempre secondo alcuni  scienziati che avvalorano tali ipotesi, ad ogni evento massivamente energetico del sistema solare, la Terra reagisca nel tentativo di correggere tali squilibri .Influenzando anche i processi vitali negli esseri viventi.


Staremo a vedere fino a che punto queste teorie siano giuste, da rivedere, o errate

Monitorando i vari eventi che avverranno tra oggi ed i prossimi due o tre giorni avremo una valutazione piu' precisa .
http://meteoteam.blogspot.it/

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Chi ci salverà?

DI COLIN TODHUNTER* globalresearch.ca Una delle più impressionanti fotografie mai scattate fu opera di una macchina, non di una persona. Il nome della fotografia è “Pale Blue Dot” ( punto azzurro, ndt.). Si tratta di un'immagine della Terra presa nel 1990 dalla sonda Voyager, a circa 6 miliardi di chilometri dal nostro pianeta, mentre la navicella stava lasciando il Sistema Solare. La Terra appare come un minuscolo punto, quasi perduto nella vastità dello spazio. “Blue Marble” (biglia blu, ndt.) è un'altra immagine dallo spazio che mostra la Terra. Fu scattata dall'Apollo 17 nel 1972. L'intero pianeta è un vivido, incantevole turbinio di profondi oceani blu, bianche nuvole sparse e solide masse di terra verde posto in netto contrasto con l'apparente vuoto spaziale. Vedere la magnifica fragilità della Terra appesa in un'impressionante distesa di nero è meraviglioso quanto mortificante. L'astrofisico Carl Sagan ha commentato riguardo al “Pale Blue Dot” dicendo che là fuori, nello spazio, non c'è alcun sospetto, nessun indizio, che ci sia vita qui. Non c'è traccia dei battibecchi, dell'atteggiarsi, delle religioni, delle civiltà o dottrine umane.Non c'è alcuna possibile comprensione dell'intensità o dell'ampiezza delle umane gioie e meraviglie, pregiudizi e sofferenze. Sotto la colorata maschera blu della Terra, si nasconde una favola triste. E una storia di centinaia di milioni di morti causati da guerre e conflitti inutili che hanno avuto luogo lungo le ere. Non c'è stato bisogno di molta coercizione per distruggere creature viventi nei loro gruppi e fagocitare ed esaurire risorse naturali limitate. Abbiamo distrutto in un batter d'occhio ciò che la Terra ha impiegato milioni per far crescere. Sagan una volta ci chiese di considerare quanto sangue è stato versato da generali e imperatori solo per diventare padroni temporanei di una parte di questo piccolo punto blu e quanta crudeltà è stata portata ripetutamente da una parte degli abitanti del pianeta verso un'altra parte appena distinguibile di abitanti. Sagan non è solo. Durante i nostri momenti più riflessivi, ognuno di noi potrebbe preoccuparsi di rimuginare su tali sentimenti. Mentre osserviamo il possibile crescendo di una guerra guidata dagli Stati Uniti contro l'Iran e rendiamo testimonianza degli ululati della propaganda e dell'inganno della pace attraverso la canna di un fucile, al mondo viene detto che l'Iran minaccia la stabilità globale. A causa di quello che sta diventando un'incessante carica dei media a favore della guerra, un crescente numero di cittadini degli USA ora sostiene un attacco militare alle installazioni nucleari iraniane, nonostante non ci sia nessuna prova credibile a indicare che l'Iran stia veramente sviluppando alcuna arma nucleare. Un reportage di un canale statunitense ha persino mostrato una portaerei USA passare attraverso lo Stretto di Hormuz dicendo che la nave era la prima linea di difesa “del Mondo” nel caso l'Iran, privo di armi nucleari, decidesse di scatenare il “terrore” su Israele, equipaggiato con armi nucleari, in risposta ad un primo attacco all'Iran di Tel Aviv. Che logica contorta. Che arroganza. Nel caso esposto, qualsiasi “terrore” sarebbe istigato dallo stesso attacco israeliano all'Iran. Ciò è stato convenientemente messo da parte. E per quanto riguarda “il Mondo”, leggasi Stati Uniti e i suoi stati clienti. E secondo quale confuso ragionamento l'Iran è una minaccia agli Stati Uniti, il Paese più potente militarmente che il mondo abbia visto, tralasciando il fatto che gli Stati Uniti hanno basi militari che circondano l'Iran nei suoi Paesi confinanti. Eppure, i media USA, come fecero per l'Iraq, stanno convincendo larghe fette del pubblico che l'Iran, all'altro capo del mondo, sia una minaccia diretta per gli USA. La minaccia alla pace e alla stabilità globale non ha a che fare con l'Iran o con la Cina, o con alcuno spauracchio che il Pentagono si preoccupi di inventare. Lo storico William Blum scrisse lo scorso anno che, dal 1945, gli Stati Uniti hanno cercato di rovesciare più di 50 governi, la maggior parte democraticamente eletti; hanno tentato di sopprimere un movimento popolare o nazionale in 20 Paesi; hanno interferito in modo grossolano in elezioni democratiche in almeno 30 Paesi; hanno sganciato bombe sul popolo di oltre 30 Paesi, e hanno provato ad assassinare più di 50 leaders stranieri. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu dice che l'Iran sta destabilizzando il mondo e la sua aggressione deve essere fermata. Nessun cenno da Israele sugli assassinii di scienziati nucleari in Iran. Nessun cenno degli attacchi informatici ai danni dell'Iran, del finanziamento di milizie antigovernative all'interno dell'Iran o altre strategie di destabilizzazione stipendiate dagli Stati Uniti, dal Mossad, dalla CIA o dall' M16. Non si tratta di chi ci salverà dall'Iran, ma di chi ci salverà dal tipo di terrore e instabilità che abbiamo visto istigato dagli USA o dalle forze appoggiate dagli Stati Uniti in Pakistan, Libia, Afghanistan e Iraq. Chi ci salverà dal terrore economico portato in Grecia, o qualsiasi altro numero di Paesi, inclusi gli stessi Stati Uniti, dai cartelli corporativi e dalle istituzioni finanziare che sotterrano rendite in paradisi fiscali aspettandosi che le persone comuni portino il peso dei loro crimini? Con Washington che ha già fatto del suo meglio per destabilizzare l'Iran, un'enorme concentrazione di truppe USA ha avuto luogo nella regione per diversi mesi. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) può anche gridare “al lupo!” riguardo l'intenzione dell'Iran di acquisire un armamento nucleare, ma non è un fatto molto sorprendente dato che un cablogramma diplomatico pubblicato da Wikileaks descrive il Direttore Generale della AIEA, Yukiya Amano come “saldamente dentro la corte degli Stati Uniti” e “pronto per il prime time”. L'Ambasciatore della Cina all'ONU ha già avvertito Yukiya Amano di non creare prove “infondate” per giustificare un attacco militare all'Iran in nome del blocco del suo programma nucleare. Limitata la sua influenza in Libia, un alto ufficiale governativo cinese ha già intimato che ogni minaccia al Pakistan sarà considerata come una diretta minaccia alla Cina, secondo il sito JunshiJia, che citava alcuni mesi fa un report della Tv Centrale cinese. Il report inoltre affermava che con l'intensificarsi della guerra statunitense in Afghanistan e con la minaccia di intervento armato contro l'Iran che si fa più forte, il rischio di uno scontro con la Cina aumenta. Mentre l'Occidente medita un'altra dose di omicidi e distruzione, sicuramente le menzogne che hanno portato alla guerra in Iraq sono ancora troppo fresche nella mente del pubblico occidentale per farsi ingannare ancora una volta. A questo punto dovrebbero vedere il continuo inganno guidato dagli Stati Uniti della guerra perpetua per la pace perpetua. In definitiva, non c'è alcuna pace da trovare nell'Armageddon. Speriamo così perché, in tutta la nostra oscurità e isolamento su questo insignificante punto azzurro, non c'è alcun presagio che l'aiuto verrà da altrove. Dobbiamo agire per salvarci da noi stessi. Colin Todhunter, originario del Nordovest dell'Inghilterra, Colin Todhunter ha passato molti anni in India; ha scritto ampiamente per il Deccan Herald di Bangalore, il New Indian Express e il Morning Star (inglese). I suoi articoli sono inoltre apparsi in molti altri quotidiani, riviste e libri. Il suo sito East by Northwest è in http://colintodhunter.blogspot.com. 
Fonte: www.globalresearch.ca 
Link: http://www.globalresearch.ca/americas-war-next-stop-iran-who-will-save-us/

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Trema il Mediterraneo M 5,0 poco a largo dell'isola di Creta

21 settembre 2012 - Grecia - Un terremoto di magnitudo 5,0 e' avvenuto nel mediterraneo centrale ad ovest dell'isola di Creta a riferirlo e L'istituto di sorveglianza geologica degli Stati Uniti USGS,dai primi dati il sisma si e' verificato ad una profondita' di 15 km con epicentro localizzato a 124 km ad ovest da Chania, Creta.Non ci sono per il momento notizie preliminari di danni a cose o persone.
Usgs

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Stop alla geoingegneria! Basta massacrare la Madre Terra!


“… Ecco quindi il dilemma fondamentale della nostra epoca: “Noi siamo inferiori a noi stessi”. Siamo incapaci di farci un’immagine di ciò che noi stessi siamo stati capaci di fare. In questo senso siamo “utopisti a rovescio”: mentre gli utopisti non sanno produrre ciò che concepiscono, noi non sappiamo immaginare ciò che abbiamo prodotto.”
Guenther Anders, filosofo austriaco
“La Terra Futura che vogliamo”, ovvero il concetto che caratterizza Terra Futura a Firenze – la “mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità” – era anche il titolo di uno dei suoi convegni, curato da COSPE e da Terra Futura, che ospitava PAT MOONEY, vincitore del nobel alternativo e coordinatore dell’ECT GROUP.
La tappa a Firenze di Mooney era stata preceduta dalla sua partecipazione all’IMPLICC Final Symposium dell’Atmospheric Science a Mainz, in Germania, dove alcuni esponenti della geo-ingegneria si erano incontrati per discutere eventuali misure da adottare per far fronte ai problemi da loro diagnosticati.La tappa successiva vedeva Mooney impegnato al summit di Rio + 20, che però, come anticipa in questa intervista, non avrebbe portato a decisioni risolutive, “a meno che non si voglia credere alle favole”. Secondo lui, però, era fondamentale la presenza, più forte e consapevole, della società civile.


(Clicca qui per scaricare il testo dell’intervista tradotto in italiano in formato pdf)


Nonostante le sue già scarse aspettative quest’ennesima occasione mancata lo ha portato ad affermare che la situazione è in realtà peggiore di quanto lui potesse immaginare.
Con parole durissime ha espresso il suo dissenso nei confronti dei “bio-padroni” e delle grandi multinazionali che, con la complicità dei governi, cercano metodi e giustificazioni scientifiche per trasformare le ultime risorse del pianeta in materiale di consumo: cibo, combustibile e carburante, aria ed acqua, praticamente ogni aspetto della natura e del pianeta, diventano semplicemente biomassa gestita dai “biomaster”. La conferenza, nel suo insieme, è stata un “greenwashing as usual”. “Bio” e “green”, sostiene Mooney, sono diventate sigle vuote, veri e propri inganni che celano spesso l’antitesi di quanto promettono.
A Rio si doveva discutere di geo-ingegneria, in realtà non si è discusso di niente e tantomeno si sono stabilite regole. L’accordo firmato era stato stipulato in anticipo, a porte chiuse, mentre i delegati dei vari governi, come belle statuine, hanno giocato un ruolo formale. “As usal”, come al solito.
In una Lettera Aperta sulla Geo-Ingegneria indirizzata all’IPCC, sottoscritta anche da altre personalità ed organizzazioni, Mooney e l’ETC-Group hanno chiesto l’abolizione della geoingegneria, definita come “the intentional large-scale manipulation of the Earth’s systems to modify the climate” e vista come “one of the most serious issues the international community will face in the decades ahead”.
Nel 2010, in occasione del Summit sulla Biodiversità di Nagoya, in Giappone, (laMoratoria, risultato della Conferenza, è stata pressoché ignorata dalla stampa) Mooney così commentava: “È assolutamente inaccettabile che una manciata di governi dei Paesi industrializzati abbia deciso di utilizzare la geoingegneria senza approvazione…” (Reuter). In una storica decisione consensuale, la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), a cui aderiscono 193 membri, chiudeva la decima riunione biennale con una moratoria de facto sui progetti e sugli esperimenti di geo-ingegneria.
Come spiega Mooney a Firenze, nell’intervista rilasciata dietro le quinte, si è trattato di un accordo con valore relativo, perché gli Stati Uniti non hanno ratificato laConvenzione.
C’è una vera e propria corsa verso una manipolazione globale del pianeta intero. La guerra fredda, secondo Mooney, è stata sostituita dalla guerra calda, come egli definisce la geo-ingegneria che, insieme alla biologia sintetica e alla nanotecnologia, forma un intricato sistema che minaccia pesantemente le nostre condizioni di vita. È documentata la preoccupante estinzione di molteplici forme di vita, ma l’aspetto ancora più inquietante, per Mooney, è da ricercare nella nascita di organismi sintetici nell’ambiente che, nelle loro forme più estreme, coincidono con la creazione da zero di nuove forme di vita. Nulla si sa e nulla si potrà sapere: è un gioco che avviene sulla pelle di tutti e a spese dell’intero pianeta.
Mooney è noto per le sue denunce e per le sue preoccupazioni, così come un altro nobel alternativo, ROSALIE BERTELL, la scienziata recentemente scomparsa. Tra di loro vi era un rapporto di reciproca stima, come afferma Mooney in questa intervista.
La Bertell, a differenza di Mooney – a prima vista scettico sulle possibilità di massicce modificazioni dell’atmosfera già in atto – accusava con forza la devastazione della sottilissima ed insostituibile fascia atmosferica intorno al globo, peggiorata in forma massiccia dalle irrorazioni aeree che avvengono in tutto il mondo. Mooney non condivide questa convinzione: non avrebbe senso, secondo lui, compiere queste sperimentazioni su zone popolate o dove la gente le può vedere. Del resto, aggiunge, anche nell’era dei test atomici, non si facevano esperimenti in zone popolate. Qui Mooney entra però in evidente contraddizione. Il nostro mondo, in misura crescente, è dominato da interessi militari, e i militari, di regola, non rendono note le loro azioni pubblicamente. Piuttosto chiedono e ottengono leggi da parte dello Stato, che coprano le loro manovre. Anche gli innumerevoli test atomici non sono sempre sempre stati eseguiti al riparo dalle popolazioni, anzi, talvolta le coinvolgevano a loro insaputa, come mostra questo documentario dell’Australia, oppure le rendevano addirittura parte integrante dei progetti. A Hiroshima e Nagasaki non sono forse stati eseguiti i primi test atomici sulla popolazione? Tra il 1945 e il 1998 si contano ben 2053 Esplosioni nucleari. Il passato testimonia innumerevoli storie caratterizzate da manipolazioni, inganni e occultamenti. E Mooney non lo nega.
Nel frattempo, però, abbiamo fatto progressi!
L’élite che domina oggi sta progettando “una terra smart”. Suolo, aria, acqua, piante, esseri animati di ogni specie, umani inclusi, stanno diventando biofattori o masse da incorporare in una rete controllata. Global warming o meglio climate change sono il leitmotiv costante, che traccia e ramifica nuovi significati e nuovi valori, modificando e trasformando una realtà ormai obsoleta: watermanagement, weathercontrol, Solar Radiation Management (SRM), geoengineering, socialengineering, una SMART GRIDper l’energy management ma sopratutto per la nostra global security, global control, e per un “efficace” funzionamento del disastermanagement, parte integrante di tutti i settori, sono parole ricorrenti nel linguaggio di chi gestisce la terra e ci sta pilotando verso un mondo nuovo, un mondo smart, appunto. Terminologie semisconosciute, che nascondono nuove forme di organizzazione del pianeta e che traghettano i suoi abitanti verso un’altra dimensione. Transitiontime!
La crisi, con i suoi toni sempre più drammatici, ne è lo sfondo costante. Il ritmo crescente con cui si manifestano eventi catastrofici (economici e ambientali) svela parallelamente una roadmap studiata a tavolino da tempo. I potenti della terra fingono di allacciare le cinture di sicurezza, ma le loro contromisure non solo non risolvono nulla, addirittura garantiscono la discesa.
E la geo-ingegneria non si discosta da questa logica.
Con Mooney abbiamo voluto affrontare alcuni aspetti di questi scenari in movimento, dove la manipolazione della terra indica un’aspirazione unica: diventare i padroni del pianeta, sottomettere la terra e controllarla in ogni suo aspetto.
Ma quando potrebbe scattare il piano B?
“Quando si attuerà ciò che è progettato ormai in ogni suo dettaglio?”, chiedo a Mooney.
Sarà una collasso grave ad avviare le operazioni di Solar Radiation Management, una situazione che “non lascerà via d’uscita”, un mantra recitato con insistenza da alcuni scienziati, come sottolinea Mooney. In quel momento decollerà allora la flotta degli aerei con i loro 200 milioni di tonnellate di nanoparticolato da diffondere nell’atmosfera.
Ma i cieli dicono altro, ed altro dicono la analisi dei fall-out: le flotte sono ormai partite da tempo.
Questo punto, su cui non vi è accordo con Mooney, è molto importante: è possibile, e anche probabile, che siano proprio queste operazioni a mettere definitivamente a rischio il biosistema e a spingerlo verso il collasso. Sarà un cancro terminale indotto che richiederà una chemioterapia massiccia?
Questa non è una strada nuova. È stata percorsa e sperimentata tante altre volte: non di rado sono i creatori stessi dei disastri ad offrire poi i rimedi, come descritto brillantemente da Naomi Klein nel suo libro “Shock Economy”.
Nell’imminente futuro il disaster-management diventerà il ramo più promettente. E purtroppo quello che stiamo vivendo lo conferma: sulla scia della più grande crisi finanziaria della storia, gli stessi personaggi che l’hanno provocata hanno deciso di gestire il pianeta. Le prospettive volgono al peggio, e non possiamo permetterlo, lo ha detto Mooney a Rio. E su questo sono pienamente d’accordo con lui.
Lo ringrazio per averci regalato il suo tempo e la sua attenzione.
Segnalazioni di dati ed argomenti forniti durante l’intervista:

Molti indirizzi sono stati rimossi dalla censura globale per cui si raccomanda di salvare al più presto questi documenti!


cloud seeding, atmospheric services


la guerra ambientale globale è già …

Irrorazioni su ampia scala: ‘Operazione LAC eseguita nel 1957 e nel 1958 dalla “U.S Army Chemical Corps”. L’operazione di irrorazione con solfuro di zinco e cadmio coinvolse tutti gli Stati Uniti. La nebbia chimica si propagò fino al Canada.
Weathermodification in Italia:
ENEL SCIE CHIMICHE: il lancio pubblicitario del PROGETTO PIOGGIA
Altre segnalazioni:
HOW TO WRECK THE ENVIRONMENT byGordon J. F. MacDonald
Lyle Jenkins presenta alcuni concetti di B. Eastlund in una riunione tenutasi alla AMS 2008 presso la Penn State.
Qui il documento Eastlund/ Lyle Jenkins):

ATMOSPHERIC HEATING AS A RESEARCH TOOL, Dr. Bernard J. Eastlund and Lyle M. Jenkins1 Extended Abstract

Chapter from Unless Peace Comes 1968

HOW TO WRECK THE ENVIRONMENT, by Gordon J. F. MacDonald U.S.A.

Autrice: Maria Heibel / Fonte: ilcielosufirenze.com

La verità choc sul film blasfemo: “Girato dai servizi segreti israeliani”



di Michele Marelli
Conversazione con Aldo Giannuli – ricercatore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Milano; consulente delle Procure di Milano (strage di piazza Fontana), Pavia, Brescia (strage di piazza della Loggia), Roma e Palermo, nonché della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Stragi (1994-2001); esperto di Servizi Segreti – sugli ultimi sviluppi in Nordafrica e in Medio Oriente, con particolare attenzione agli aspetti che sembrano suggerire, nella vicenda che riguarda la diffusione web del film blasfemo sulla figura del Profeta Maometto, l’ipotesi di un’operazione di Intelligence.
Nella misteriosa vicenda che riguarda il film blasfemo sul Profeta Maometto, le cose che non tornanosono parecchie. La sensazione che si sia cercato di provocare una reazione a tutti i costi è forte…
Camilleri definirebbe l’autore di questo film ‘mastro d’opra fina’. Come prodotto artistico è una schifezza irripetibile, ma come operazione di guerra psicologica è assolutamente impeccabile, da manuale direi.

Stando alla versione ufficiale, dietro a questo film ci sarebbero unicamente tre copti di origine egiziana – Nakoula Basseley Nakoula, Nasrallah Abdelmasih e Morris Sadek. Le sembra un’ipotesi credibile?
Non diciamo cazzate. Per com’è stata concepita e per la raffinatissima sensibilità psicologica dimostrata, si tratta quasi certamente di un’operazione da Servizi Segreti. Quei tre cretini dovrebbero innanzitutto spiegare dove hanno trovato i soldi per fare questo film; ma, in ogni caso, se io – insieme a dieci amici – trovassi dei soldi per girare un cortometraggio con l’obiettivo di prendere a pesci in faccia l’Islam, potrei pure metterlo su YouTube ma non è che automaticamente tutti se ne accorgerebbero. Se aspettassi il passaparola, forse in cinque anni… Se una cosa del genere scoppia in modo così repentino, significa che qualcuno, oltre ad averci messo dei soldi, ha organizzato alla perfezione il lancio del film via web proprio allo scopo di ottenere un’eco mediatica come quella che abbiamo visto.

Pare che il film fosse in rete già dallo scorso giugno e che solo con la comparsa – circa due settimane fa – di una versione sottotitolata in arabo si sia giunti allo scoppio, decisamente repentino, di questa crisi. Strano, se si pensa che in Paesi come la Libia e lo Yemen l’alfabetizzazione si attesta intorno al 50%…
Cerchiamo di capire, innanzitutto, chi ci guadagna. Non può non colpire la coincidenza fra questa crisi e l’avvicinarsi della possibile azione militare israeliana contro l’Iran. Diciamo che la ‘minestra’ era preparata da un po’. Se è vero che il film era stato caricato su YouTube già lo scorso giugno, probabilmente questa cosa era ‘in viaggio’ già dalla scorsa primavera, se non addirittura da prima. Qualche tempo tecnico per preparare questa porcheria ci sarà pure voluto…

Tra l’altro pare che questo misterioso produttore, Nakoula, si sia recato in Egitto alla ricerca di fondi. Sarà un caso, ma la presenza dei Servizi Segreti israeliani in Egitto è un fatto assodato…
Si può dire che lì stiano di casa… L’interesse è chiaramente di chi auspica una frattura fra il Mondo islamico e l’Occidente. È per questo che mi viene da pensare più agli israeliani che agli americani. Questi ultimi puntano, semmai, più a una rottura fra l’Iran e il Mondo arabo, giocando – con l’appoggio dell’Arabia Saudita – sul crinale sunniti-sciiti. Qui invece l’operazione ha mirato a spostare la spaccatura sulla contrapposizione Occidente-Islam: l’intento è inequivocabilmente quello di impedire un ponte col mondo islamico. Per quanto possa sembrare paradossale, gli israeliani sono più interessati a un Medio Oriente fondamentalista che non a un Medio Oriente che evolva verso forme di democrazia più o meno simili a quelle occidentali. In un Medio Oriente tendenzialmente filo-occidentale, democratizzato e secolarizzato, infatti, Israele perderebbe gran parte della sua ragione d’essere.

Quando parla di un coinvolgimento israeliano in questa vicenda, a chi si riferisce?
Parlare di Israele in toto sarebbe un errore. Ho in mente alcuni circoli di destra che, per esempio, non vogliono saperne di alcun processo di distensione coi palestinesi e che premono per un’operazione in Iran. Consideriamo poi un altro fatto: la destra israeliana non ama Obama. Non le sembra strano che questa crisi in Nordafrica e in Medio Oriente sia scoppiata a poco più di un mese dalle Presidenziali americane? Di colpo Obama si è trovato tra le mani, oltre a un Ambasciatore ucciso in un modo a dir poco atroce, una situazione delicatissima: se non reagisce trasmette un’immagine di debolezza, ma può forse reagire bombardando a cuor leggero le città di un Paese che lui stesso ha contribuito a liberare da una dittatura?

Eppure, stando ai primi sondaggi, sembra che Romney non abbia guadagnato terreno su Obama in questa fase. Anzi, sembra che ci stia addirittura rimettendo…
Romney ci sta rimettendo perché è un inetto. Però, obiettivamente, lo ‘scherzo’ a Obama non è stato carino…

In questa operazione, secondo lei, quali altri attori potrebbero essere in gioco?
Io non escluderei l’ipotesi di una ‘manina’ americana riconducibile a quei settori legati ai petrolieri. L’idea che abbiano dato una mano o che siano essi stessi i ‘committenti’ non è campata per aria. Non vedo, viceversa, la possibilità di coinvolgimenti di altri Servizi Segreti. Nessun Servizio europeo, in un momento di crisi come questo, si prenderebbe la briga di far scoppiare un simile caos. I cinesi? Che interesse vuole che abbiano… I russi? Quelli hanno già tanti problemi coi ceceni e la creazione del nemico americano è roba da URSS, non da Russia di Putin… Gli iraniani…?

Trova così improbabile l’ipotesi di un coinvolgimento dei Servizi Segreti iraniani? In effetti, questa crisi sembra aver ricompattato l’opinione pubblica musulmana contro il comune nemico americano, indipendentemente dalle divisioni fra sunniti e sciiti…
Sì, è vero. Ma un’operazione simile, a tre settimane da un possibile attacco israeliano in Iran, non avrebbe alcun senso. Il tempismo fa pensare agli israeliani, non agli iraniani.

Ha in mente altre possibili ‘regie’?
Si potrebbe anche pensare a un’operazione dei Fratelli Musulmani egiziani organizzata per mettere in crisi l’Esercito e per mobilitare le masse verso un fondamentalismo religioso lontano da uno sbocco di tipo democratico-occidentale. Ma è un’ipotesi poco probabile…

La ‘pista egiziana’ non la convince?
Non è una pista campata per aria, intendiamoci. Tuttavia, i Servizi Segreti egiziani – i cosiddetti Mukhabarat – sono roba seria e, a quanto ne so io, sono controllati dall’Esercito. Se i Fratelli Musulmani si fossero mossi in questo senso (e dubito che siano così ‘raffinati’), i Mukhabaratl’avrebbero scoperto e, a quel punto, l’obiettivo dell’operazione sarebbe stato chiarissimo. Il piano, le garantisco, non sarebbe andato in porto.

Un gioco di sponda fra alcune frange dei Servizi Segreti americani e l’Intelligence israeliana legata alla destra, dunque?
È sicuramente un’ipotesi molto più convincente.

Quando parla di Servizi Segreti israeliani a chi allude?
È sbagliato pensare necessariamente al Mossad. Esistono altri Servizi, come quello dell’Esercito, decisamente più ‘cattivelli’. A confronto, quelli del Mossad sono i ‘buoni’ (quant’è difficile usare quest’espressione…). È l’Esercito che in questa storia ha un interesse maggiore a mantenere una tensione permanente, in modo da restare un’istituzione intoccabile. Fino a quando permarrà una situazione d’emergenza, infatti, l’Esercito potrà fare ciò che vuole.

Torniamo ai tre copti che avrebbero prodotto il film blasfemo su Maometto. È probabile che siano stati usati e che non abbiano la minima idea di chi siano in realtà le persone per cui stanno lavorando?
Quando dico che il regista di questa operazione è ‘mastro d’opra fina’ penso anche alla scelta della ‘faccia’. Tra tutti i possibili ‘candidati’ chi si è deciso di usare per un’operazione di questo tipo? Tre copti. Così magari ci scappa pure un bel massacro dei cristiani in Egitto. Ulteriore motivo per poter dire: «Guardate i musulmani che carogne che sono»… Probabilmente si tratta di tre imbecilli reclutati per l’occasione. Qualcuno avrà detto loro: «Facciamo una cosa contro Maometto» e quelli ci sono cascati in pieno. Se si fosse voluto creare un caos simile in Turchia, a metterci la faccia sarebbero stati sicuramente tre armeni… Sotto questo punto di vista, ripeto, è stata un’operazione perfetta.

Colpisce anche un altro fatto, tralasciato dai più. Si parla di rivolte in tutto il mondo islamico, eppure nella Penisola Arabica – ad eccezione dello Yemen – sembra che non stia succedendo niente. In Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Oman nessuno si muove in difesa del Profeta…?
Questo ha colpito anche me. Tuttavia, l’Arabia Saudita è un Paese poco popoloso, molto più controllato anche per ciò che riguarda Internet e colpito solo in misura ridottissima dalla Primavera Araba, mentre Qatar ed Emirati sono Paesi ad alto reddito. In più, non dimentichiamo che in quella zona ci sono le basi americane… Diciamo che le condizioni e gli interessi per tenere sotto controllo la cosa ci sono. È la dimostrazione di un fatto: se non si crea un ‘ponte’, la notizia non passa. A colpirmi è anche un altro fatto: a muoversi maggiormente sono stati, guarda caso, i Paesi colpiti dalla Primavera. L’impressione è che si tratti proprio di un’operazione mirata

Arrivano nuove conferme: la marijuana combatte il cancro!


Due scienziati del California Pacific Medical Center di San Francisco hanno scoperto che un composto derivato dalla marijuana potrebbe bloccare le metastasi in molti tipi di cancro aggressivo, riducendo la fatalità della malattia per sempre.

"Ci sono voluti circa 20 anni di ricerca per capirlo, ma siamo molto eccitati", ha detto Pierre Desprez , uno degli scienziati che sta dietro la scoperta, al giornale The Huffington Post. "Vogliamo cominciare con le sperimentazioni il più presto possibile."

Desprez, un biologo molecolare, ha trascorso decenni a studiare ID-1, il gene che provoca la diffusione del cancro. Nel frattempo, il collega ricercatore Sean McAllister stava studiando gli effetti del cannabidiolo, o CBD, un composto chimico che si trova nella pianta di cannabis

"Quello che abbiamo trovato e che il cannabidiolo potrebbe in sostanza 'spegnere' l'ID-1," ha detto Desprez.Quando abbiamo trattato cellule tumorali con questa sostanza, hanno smesso di diffondersi e sono tornate alla normalità.

Desprez e McAllister avevano pubblicato un primo documento sulla scoperta nel 2007. Da allora, il loro team ha scoperto che CBD funziona sia in test di laboratorio che negli animali.

"Abbiamo iniziato con la ricerca del cancro al seno", ha detto Desprez. "Ma ora abbiamo scoperto che il cannabidiolo funziona con molti tipi di tumori aggressivi - cervello, prostata -. Qualsiasi tipo in cui questi livelli elevati di ID-1 sono presenti"

"Non abbiamo riscontrato alcuna tossicità negli animali che abbiamo testato, il cannabidiolo è già usato nell'uomo per una serie di altri disturbi", ha detto. Infatti, il composto è usato per alleviare l'ansia e nausea, ed e' assolutamente innocuo.

L'attivita' solare rimane stabile aggiornamenti...

21 sett 2012 - La superficie solare appare moderatamente stabile,La regione piu' estesa risulta l'AR 1575 che e' in fase di rotazione fronte terra.I brillamenti solari dell'ultima settimana sono stati di moderata-bassa entita' e le previsioni confermano questa tendenza.Un buco coronale posizionato nella zona equatoriale della nostra stella di moderata grandezza ha creato un accelerazione del flusso del vento solare che potra' influire sull'indice geomagnetico nelle prossime ore, con possibile innesco di tempesta accompagnata da aurore boreali nelle regioni polari.

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