Nella piu' totale indifferenza si stanno vendendo l'Italia!

di Sergio Di Cori Modigliani

Un post noiosetto, lo premetto. Ma utile. Quantomeno me lo auguro.
Per dedicargli dei pensieri nell’arco del week end.
Qui si spiega che cosa stanno combinando Monti e Passera.
Mentre la cupola mediatica, ben orchestrata, gestiva la grancassa dello scilinguagnolo teledipendente in questo finale estivo -facendoci credere che il destino dei popoli europei e delle nazioni mediterranee dipendesse da ciò che fa il mattino Gianroberto Casaleggio-  Mario Monti & co. mettevano a segno l’operazione di schiavismo annunciato, gestendo a meraviglia “la tempesta perfetta”, peraltro da loro annunciata con enfasi su tutta la stampa cartacea. Bravi, non c’è che dire. Gli sta andando di lusso.
Talmente “perfetta” nella sua esecuzione  (questo era il vero e autentico Senso del suo essere “perfetta”) da passare completamente sotto silenzio, non commentata, non dibattuta, non analizzata. Per i detentori del potere, la “perfezione” consiste nell’omertà e nel silenzio acquiescente.  Loro devono essere liberi di poter operare a loro piacimento nell’ombra.  Per loro i parlamenti, la Politica, le persone, sono un impaccio.
A fine luglio, avendo preparato molto bene i vassalli dell’informazione, avevano annunciato che il mese di agosto sarebbe stato un mese terribile, che la speculazione si sarebbe scatenata e che bisognava prepararsi all’impatto. Tutti con l’elmetto in testa. C’era addirittura chi voleva esportare i capitali in attesa di clamorosi tonfi in borsa e uno spread a 650.
Avevano ragione quelli che annunciavano”la tempesta perfetta”.
E’ ciò che è puntualmente accaduto.
C’è stata.
Anzi, ci stiamo proprio dentro.
All’italiana, si intende, ovvero “a nostra insaputa”.
Approfittando della sonnolenza culturale e della complicità corrotta di chi deve informare, non hanno spiegato che la “cosiddetta speculazione” si muove da sempre –per definizione- su un binario, perché così funziona il mercato finanziario: rialzo e ribasso. Per il mercato finanziario che i titoli siano positivi o siano negativi è del tutto irrilevante, ciò che conta è lo spostamento del capitale in anticipo. Esempio pratico e banale: se io so che il 15 agosto la Tizio & associati varrà -6%, siccome io sono furbo, allora vendo le azioni il 30 luglio così evito un salasso; ma se un altro è più furbo di me e sa che la Tizio & associati il 15 agosto varrà -6% ma il 30 agosto varrà +12% perché il 16 agosto per evitare la bancarotta venderà il proprio pacchetto azionario al miliardario Vattelapesca che li riempirà di soldi, allora io sarò il primo a spingere al ribasso così le compro a un prezzo molto basso (e tutti avranno pena di me pensando che io mi sto rovinando e non so come va il mercato) e addirittura scommetto sopra che il 30 agosto varranno +12% e tutti arriveranno convinti che io sia un demente e accettano la scommessa puntandomi contro. Così il 31 agosto io mi ritrovo con azioni che ho sottopagato e incasso anche il premio delle scommesse vinte perché io sono stato più furbo dei furbi. Il mercato funziona così.
In Italia, invece, hanno fatto credere –per ovvi motivi- che il concetto di “speculazione finanziaria” viaggia su una linea retta singola piuttosto che su un binario parallelo. Questo Falso induce la gente a credere ciò che i telegiornali e il Sole24 ore & co. annunciano quando lo spread sale, le borse perdono, e le aziende denunciano insolvenza, e cioè: “la speculazione si sta accanendo approfittando della situazione di crisi e quindi le borse soffrono” ecc.,ecc. Questa argomentazione è falsa e fuorviante.
La verità che ogni novizio sa molto bene -assunto il giorno prima alla borsa di Milano- consiste nel fatto che è del tutto irrilevante dove punti l’indice; non ha nessuna importanza se le aziende colano a picco o godono di ottima salute, perché in aperto regime iper-liberista finanziario non conta più il bilancio, la produzione, il consumo, la circolazione della moneta, bensì ciò che conta “è la capacità di saper operare con tempismo ed efficacia sul mercato, prevedendo lo spostamento delle curve finanziarie per riuscire ad intervenire preventivamente e quindi essere in grado di spostare ingenti quantità di capitale finanziario dal mercato al ribasso al mercato dove si sta per manifestare il rialzo” (base dei principia economici della teoria della moneta di Milton Friedman sulla auto-regolamentazione dei mercati, basata sul principio che è la finanza ad avere il controllo di chi produce merci e non l’imprenditoria attiva, perché ciò che conta non è la produzione di ricchezza, indivuale e collettiva, bensì la produzione di “danaro puro” che consente al mercato la “possibilità di garantirsi accumulazione del capitale all’infinito grazie alla capacità di massimo impiego della libertà di investimento che consente al capitale finanziario di produrre capitale finanziario”).
Tradotto in parole chiare e nette: l’irruzione sul mercato della carta straccia, ovvero il virtuale che prende il posto del reale. Piuttosto che produrre lavatrici e correre il rischio di non venderle tutte perché io sono Pinco e invece Pallino le fa più belle e più economiche e quindi la concorrenza mi batterà, mi conviene investire i miei soldi, non nella produzione di lavatrici più belle e più economiche, ma in un fondo di investimento finanziario che gestisce il capitale di Pallino, così lo frego sul mercato perché anche se ha ordini di acquisto per tutte le sue lavatrici e le sue lavatrici sono le più belle e le più richieste al mondo, alla fine vinco io che neppure le produco perché siccome gestisco i suoi soldi dentro un modesto ufficio anonimo, posso –in qualunque momento io lo desideri- interrompere la catena negandogli l’accesso al flusso di cassa necessario a Pallino per produrre merci, distribuirle, pagare i salariati. Pallino ha 200 Tir pieni di lavatrici al parcheggio ma io banca non gli do i soldi per acquistare la benzina e trasportarli, quindi o Pallino mi paga l’interesse che io gli propongo oppure butta via le lavatrici.
Per far sì che questo meccanismo funzioni ho bisogno di “produrre e inventare crisi economiche cicliche”. Il punto centrale della teoria iper-liberista di Milton Friedman consiste proprio nella spiegazione di come si costruisce, si programma e si gestisce una crisi economica. Come Mario Monti, ormai in chiaro delirio di onnipotenza, ha candidamente confessato di aver fatto, tre giorni fa.
Ma qual’era lo scopo della “tempesta perfetta”?
E adesso veniamo alle notizie.
Questa noiosa premessa era necessaria per comprendere che cosa sta accadendo nel nostro paese, e capire, quindi, anche, alcuni sommovimenti politici.
Grazie alla crisi economica, grazie al crollo del consumo, grazie all’aumento del debito pubblico, grazie all’eccessiva spesa pubblica volutamente non contenuta, il governo ha fatto credere (e qui c’è “l’invenzione della tempesta perfetta”) di essere talmente nei guai, talmente in crisi, e talmente rovinati, da chiedere, pretendere e ottenere (come straripante vittoria della volontà) dalla BCE e dall’Europa e dai cosiddetti mercati, una copertura finanziaria che consenta il superamento della crisi stessa. Ha fatto credere alla gente che la tempesta è stata evitata perché grazie alla BCE c’è qualcuno che impedirà la “speculazione al ribasso” e quindi ci sono i soldi.
E i soldi sono arrivati.
E Monti e Passera annunciano che la luce è in fondo al tunnel.
E la borsa va su e i conti “magicamente” migliorano.
La cupola mediatica tira un sospiro di sollievo e definisce Monti e Draghi una coppia di maghi meravigliosi che ha evitato la “tempesta perfetta”.
E invece c’è stata, eccome.
La raccontano perfino sui giornali. Tanto la gente non si rende neppure conto di ciò che sta leggendo. L’inflazione bulimica dell’uso indiscriminato del termine “informazione” ha fatto dimenticare il fatto che, senza adeguata formazione, le informazioni sono inutili.
L’Italia industriale, oggi 14 settembre 2012 non è più l’Italia industriale del 14 giugno 2012.
Questa è la notizia in prima pagina nel mio quotidiano surrealista economico.
Ci stanno portando via la spina dorsale della nazione nel silenzio generalizzato.
La prima banca italiana non è più italiana.
Monti e Passera hanno gestito la ricapitalizzazione di Unicredit la scorsa primavera in modo tale da assicurare il pacchetto di maggioranza al fondo del Qatar, il quale si è alleato al Dubai, all’Arabia Saudita, all’Oman e al gruppo di Emirati Arabi del Golfo Persico e subito dopo si sono presi per qualche centinaio di milioni di euro Valentino  e la Marzotto (è l’inizio dell’addio del made in Italy nel settore tessile/moda/stile) e si sono impossessate di circa 50.000 aziende medio/piccole nel settore. Dopodichè sono andate all’attacco delle telecomunicazioni riempiendo di soldi il gruppo decotto di Mediaset che sta svendendo tutte le proprie consociate al pool di arabi e infine (notizia del giorno) sotto gli occhi di tutti, hanno iniziato lo smantellamento dell’ENI. I principali fondi di investimento arabi hanno dato inizio ad acquisizioni di pacchetti azionari di fondazioni bancarie italiane completamente decotte, le quali, essendo proprietarie delle banche, detteranno legge su che cosa bisogna produrre, ma soprattutto dove e a che prezzo: ovvero in Africa e in Asia Minore. Non più in Europa. Ieri è stata formalizzata la vendita di un pacchetto azionario nell’ordine di 1,7 miliardi di euro a soggetti in teoria anonimi senza alcun commento da parte di chicchessia. Il tutto gestito da J.P. Morgan di New York che risulta “ufficialmente” il mediatore e gestore dei nuovi pacchetti azionari.
Se tutto ciò fosse accaduto quando era vivo Enrico Mattei, a quest’ora ci sarebbero venti interrogazioni parlamentari con il coltello fra i denti.
Questi sono i risultati della “tempesta perfetta” pienamente riuscita.
Una gigantesca operazione di speculazione al rialzo che comporta una immissione di capitale finanziario all’interno del sistema Italia che NON VA AFFATTO ad inserirsi all’interno del mercato produttivo industriale che potrebbe quindi creare lavoro, occupazione e ripresa del paese, bensì lo de-industrializza, lo de-localizza, lo annienta. Con l’ottima scusa che, così facendo, si finisce per rispettare il pareggio di bilancio perché si eviterà un aumento dell’Iva. In termini economici secchi, ciò vuol dire che i conti “nudi e crudi” miglioreranno, ma aumenterà la disoccupazione; altre aziende chiuderanno senza che vi sia nessun impatto né sulla borsa nè sui mercati finanziari (e quindi zero notizie da dare) perché seguiteranno a salire in borsa i titoli di banche, finanziarie e aziende che valgono sempre di meno in termini reali, ma sempre di più in termini virtuali, spostando l’Italia dal suo baricentro geo-politico e spingendola, inevitabilmente, nella periferia delle nazioni che contano. L’amministratore dell’Eni, Paolo Scarano, annuncia di aver già dato avvio alle dismissioni nell’azienda Snam progetti (cavallo di battaglia strategico dell’autonomia energetica nazionale, del proprio investimento in innovazione tecnologica, ricerca, sviluppo, per renderci sempre più autonomi): un’altra fetta dell’Azienda Italia che se ne va.
Tra un po’ toccherà a Telecom, il Milan verrà venduto agli arabi, il 40% dell’industria tessile e del mobile marchigiano sta passando sotto il controllo di capitali stranieri, la cui conduzione è sempre gestita da J.P.Morgan e sono già pronti i piani strategici creati da architetti e ingegneri per andare a costruire gigantesche aziende produttrici di cucine, lavatrici, mobili, nello sterminato deserto arabo-saudita. Al posto di operai salariati garantiti –come in Italia- ci saranno gli schiavi sicuri in Asia Minore. Hanno bisogno di avere, proprio là, grandi aziende che producano acciao e alluminio, in modo tale da abbattere i costi di trasporto. E’ ciò che stanno facendo.
Questa è la vera “tempesta perfetta”.
Anonima, silenziosa, clandestina (ancorchè legale) con la totale complicità della classe politica italiana e l’apporto della cupola mediatica. Se andate su Il sole24 ore, oggi trovate quattro articoli a firma Celestina Dominelli, quasi incomprensibili, perché intrisi di termini inglesi, che raccontano la vendita dell’Eni, la dismissione dello Snam, ma quasi tra parentesi. Leggendo questi articoli non si capisce nulla. Il Senso è che l’Eni gode di ottima salute e svende tutto, il che –in teoria- sarebbe incomprensibile. Qual è la famiglia che si va a impegnare al monte di pietà i gioielli ereditati se ha i conti correnti in banca a posto?
Qui di seguito uno degli articoli del quotidiano di Confindustria di cui non si capisce nulla.
Lo propongo perché facciate caso al linguaggio usato, tutto zeppo di terminologia finanziaria anglo-sassone, senza nessun commento alla notizia POLITICA che viene quindi ridotta a meno che zero: ovverossia “L’ENI si sta scorporando ed è già iniziata la svendita a saldo d’autunno senza che nessuno lo sapesse”. Il Sole24ore è stato costretto a scrivere (si fa per dire) questo articolo perché ne parlano sulla stampa economica internazionale e quindi qualcosa bisognava pur dire anche da noi.
Ecco il testo: “Eni chiude il primo semestre 2012 con un utile netto a 3,84 miliardi di euro, in crescita dell'1,1% rispetto allo stesso periodo del 2011 (0,23 miliardi nel trimestre), e l'utile netto adjusted in salita dell'8%, a 3,94 miliardi (1,46 miliardi nel trimestre, +2 per cento). La crescita dell'esplorazione e della produzione, corroborata dalla ripresa delle attività in Libia, spinge poi, nei primi sei mesi dell'anno, a +19% l'utile operativo adjusted delle continuing operations, a quota 10,37 miliardi di euro (4,24 miliardi nel trimestre, +14%), mentre l'utile netto adjusted si attesta a 3,79 miliardi, in aumento del 4% (1,38 miliardi nel trimestre, +0,3%). 
Risultati che l'amministratore delegato Paolo Scaroni definisce «eccellenti». «Sono particolarmente soddisfatto dei nostri successi esplorativi e dell'ingresso in nuove aree ad elevato potenziale», prosegue. «In Gas & Power e Refining & Marketing abbiamo contenuto l'impatto della crisi dei mercati di riferimento. Le dismissioni già avviate delle nostre quote in Snam e Galp ci assicureranno una struttura finanziaria adeguata a sostenere, in qualunque circostanza di mercato, una robusta crescita di 
lungo termine». E, intanto, nel breve periodo, Eni assicura ai suoi azionisti un acconto di 54 centesimi sulla cedola 2012 (0,52 euro nel 2011). Poi, davanti agli analisti, Scaroni esclude «dividendi straordinari» e fissa la linea. «Rivedremo la politica di remunerazione con la nostra futura presentazione strategica. Penseremo a un dividendo sostenibile e daremo un'ulteriore remunerazione agli azionisti attraverso il piano di buyback», deliberato a luglio.
Trainato dai profitti del l'E&P, il gruppo è riuscito così a compensare la flessione registrata nei settori Gas & Power e Refining & Marketing a causa della contrazione della domanda. Nel secondo trimestre 2012, le vendite di gas ammontano infatti a 20,15 miliardi di metri cubi con una riduzione del 4%, mentre la produzione di idrocarburi è pari a 1,647 milioni di boe/giorno (+10,6% rispetto allo stesso periodo 2011).
Tornando ai conti, il flusso di cassa netto da attività operativa delle continuing operations è stato poi di 4,2 miliardi di euro (8,3 miliardi nel semestre) e, insieme a 774 milioni di incassi da dismissioni, ha consentito di coprire i fabbisogni finanziari connessi agli investimenti tecnici - 3,02 miliardi nel secondo trimestre concentrati su giacimenti e upgrading della flotta Saipem - e al pagamento di 2,3 miliardi di dividendi (di cui 1,8 per il saldo della cedola 2011), con l'indebitamento netto sceso di 1,1 miliardi di euro rispetto a fine 2011, a 26,9 miliardi di euro «che tiene conto - chiarisce Eni - dell'operazione di rifinanziamento con istituzioni creditizie terze di una parte del debito intercompany di Snam (1,5 miliardi di euro).
Proprio dalla spa dei gasdotti, in procinto di passare a Cdp, Eni ha ottenuto, come chiarisce il cfo Alessandro Bernini davanti agli analisti, «già 2,5 miliardi di euro» rispetto agli 11,2 di esposizione complessiva verso il Cane a sei zampe. E, a stretto giro, «entro settembre-ottobre», prosegue Bernini, Snam dovrebbe essere in grado di rimborsare l'intero ammontare. Quanto alla cessione della quota residua in Snam (dopo il collocamento accelerato di un primo 5%), Scaroni è chiarissimo. «Stiamo parlando con diversi potenziali investitori e in base alle 
condizioni di mercato valuteremo come procedere», ma ogni operazione avverrà dopo il closing dello scorporo, previsto in autunno. Nessuna fretta, dunque…..ma, aggiunge Scaroni, «se anche andiamo al di sotto, magari a 10, ci sentiamo perfettamente a nostro agio». 
Eni guarda poi con fiducia ai futuri progetti come il South Stream («la final investment decision è prevista tra fine anno e inizio 2013», confermano i vertici).
Anche in rete seguitano a non parlarne, ad esclusione di “Delusi dal bamboo” ottimo sito di “formazione del pensiero critico” non a caso gestito da un ingegnere intellettuale.
Possiamo ancora cercare di rompere qualche uova nel paniere.
Se non altro, facendo loro capire che siamo consapevoli dei veri giochi.
Se non altro, chiarendo, in tal modo (una volta per tutte) che chi fa dell’anti-politica oggi, sono i funzionari dei partiti che tutto ciò non lo dicono e non lo spiegano.
Se non altro, per spiegare ai cittadini che il vero populismo, la vera demagogia, il vero allarmismo, il vero terrorismo intellettuale è quello operato da coloro che hanno dato il via a una strategia complessiva anti-patriottica, che finirà per spazzare via la Azienda Italia dal nòvero delle nazioni industrializzate avanzate.
Se non altro per denunciare la complicità della cupola mediatica.
E la criminale connivenza dei partiti che si accontentano delle briciole che cadono dal tavolo dei Signori Ragionieri, pur di sopravvivere.
Sulle spalle degli italiani ignari.
“Devono andare tutti alle isole Barbados”.
Prima che siano loro, in un domani prossimo, a spedirci a noi nei Caraibi, in catene.
Come facevano i negrieri nel XVIII secolo perché avevano bisogno di forza lavoro gratis.
Non fatevi venire l'ansia ma soprattutto non fatevi mettere paura, è ciò che vogliono.
La paura sono loro a doverla avere. 
Devono capire che noi i loro trucchetti da baraccone li abbiamo capiti perfettamente.
Così, li potremo disinnescare.
Auguro a tutti un buon week end.
Fonte: Libero Pensiero
Tratto da:http://informare.over-blog.it/


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Altre 3 scosse tra Sicilia e Calabria aggiornamenti...


Tre scosse di terremoto sono state registrate fra Calabria e Sicilia nella giornata di oggi. La prima alle ore 04:53 di M 2.3 con ipocentro molto profondo a 52,3 km ed epicentro nell'Aspromonte meridionale in provincia di Reggio Calabria. La seconda è stata registrata alle ore 07:30 di M 2.0 con ipocentro superficiale a 5,7 Km ed epicentro sui Monti Nebrodi nel comune di Montalbano Elicona in provincia di Messina ed infine la terza scossa è stata registrata alle ore 10:52 di M 2.0 con ipocentro profondo a 35,7 Km ed epicentro in mare al largo di Augusta in provincia di Siracusa.
I luoghi interessati dai terremoti odierni rientrano in una zona ad alta sismicità, la più pericolosa in Italia e in Europa, che già in passato è stata stravolta da violenti terremoti che in più occasioni hanno superato la magnitudo 7.0 della Scala Richter.
I più famosi sono quelli di Messina-Reggio Calabria del 1908 di magnitudo presunta 7.2 Richter che provocò circa 130.000 morti, anche per effetto di uno spaventoso Tsunami che sconvolse le coste, e quello della Val di Noto del 1693 di magnitudo 7.4 Richter i cui effetti, in alcune aree, raggiunsero una intensità pari a XI gradi della Scala Mercalli provocando circa 60.000 vittime. L'epicentro di questo terribile terremoto, da recenti studi, sembra essersi verificato in mare, non lontano dalla costa,  su una struttura sismogenetica distribuita fra Catania e Siracusa.

"L'attacco al consolato Usa a Bengasi non è mai avvenuto". Le dichiarazioni shock del freelance Jim Stone


Secondo il giornalista freelance Jim Stone, l'attacco al consolato di Benghazi è inventato e spiega le ragioni di questa dichiarazione nel suo blog. Innanzitutto, il giornalista premette la non esistenza di un consolato Usa a Benghazi in quanto, secondo il sito ufficiale del Dipartimento di Stato Usa, l'unica ambasciata in Libia risulta essere quella di Tripoli (lista ambasciate e consolati Usa nel mondo). In sostanza, il consolato di Benghazi non esisterebbe. Anche su Google Maps non risultano ambasciate/consolati Usa a Benghazi, inoltre dalla lista delle ambasciate Usa pubblicata su wikipedia, viene confermata la presenza dell'unica ambasciata Usa in Libia situata a Tripoli.
Nella rete ci sono diverse foto di questa ambasciata/consolato a Benghazi ma il freelance afferma che queste sarebbero false in quanto nessuno può verificarne la veridicità : data la presunta non esistenza del consolato, si possono mettere in rete foto di qualunque edificio distrutto e nessuno può affermare il contrario.
Come afferma il freelance: "Sarete preoccupati di ciò che potrà succedere in futuro. Ci stanno dando il "proiettile d'argento" e dovremmo usarlo contro i media che divulgano tutto ciò. Questa menzogna è talmente ovvia che potremmo mirare la credibilità di Cnn, Fox, Abc e quant'altro. Non perdiamo questa occasione."
Il freelance posta nel suo sito alcuni autorevoli giornali che parlano dell'attacco a Benghazi: entrambi danno due location differenti per l'ambasciata 
http://www.guardian.co.uk/world/interactive/2012/sep/13/us-consulate-attack-benghazi-interactive (cliccare su next)
http://i.dailymail.co.uk/i/pix/2012/09/12/article-2201780-14FAC714000005DC-380_472x684.jpg 
Questo va ad avvolarare la tesi della non veridicità della notizia, in quanto è incerta la sede di questo consolato.   
Di David Pascucci 


Il governo vuole abolire il "registro tumori" in Campania, costa troppo!

L'incredibile decisione del Governo nel silenzio generale.

La Regione Campania, con la legge n.19 del 10 Luglio 2012, ha istituito per il territorio regionale campano il “registro tumori”, strumento indispensabile di monitoraggio sanitario della popolazione. E nonostante le polemiche seguite all'approvazione, su alcuni aspetti e contenuti della legge, si tratta comunque di un passo importante e decisivo verso la realizzazione di uno strumento sanitario essenziale in una regione come quella campana.

L'importanza cruciale di tali registri risiede nel fatto che in nessuna struttura ospedaliera italiana, pubblica o privata, c'è l'obbligo di archiviare i dati relativi alla diagnosi e alla cura dei tumori. Per tenere sotto controllo le patologie oncologiche occorre quindi che qualcuno si assuma il compito di raccogliere in modo sistematico le informazioni, di codificarle e archiviarle per la ricerca scientifica (la famosa ricerca!).

I dati raccolti sono essenziali per le indagini sulle cause del cancro, per la valutazione dei trattamenti da adottare, per la progettazione di interventi di prevenzione e per la programmazione delle spese sanitarie.

Due giorni fa, venerdi 14 settembre, nel silenzio quasi generale, il nostro “bel governo”, ha pensato bene di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge istitutiva regionale di cui sopra, con la giustificazione giuridica (sic!) che essa “contiene alcune disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario”.

Voglio ripeterlo.

Disposizioni in contrasto con il piano di rientro dal disavanzo sanitario!

Costo a carico della Regione? 1.5 milioni all'anno.

Non entro nel merito giuridico della questione, perchè di quella e a ragion veduta dovrà occuparsene direttamente l'Alta Corte.

Ma vi sembra logico impugnare una legge del genere adducendo un giudizio di merito basato su “valutazioni” finanziarie? E' possibile anteporre sul piano etico-giuridico un atto valutativo di questo genere a considerazioni di carattere più generale basate sull'interesse collettivo?

E' davvero così importante per i bilanci regionali (e statali) non prodursi in un impegno di spesa di questa consistenza? Siamo davvero sicuri che, a latere di considerazioni più generali, la priorità finanziaria sia realmente quella più urgente?

Credo proprio di NO!

La Campania non è una regione qualunque.



E' la regione dei veleni, dell'immondizia, degli inceneritori. Come quello di Acerra, uno tra i più grandi d'Europa, costruito dalla famigerata Impregilo g razie ad una “buona parola” dell'emerito On. Bassolino. La ditta, che all'epoca versava in cattive acque, si aggiudicò l'appalto grazie alla minore offerta e ad una previsione dei tempi per la costruzione dell’impianto decisamente inferiori a quanto proposto dall’altro concorrente, l’ Enel. Un buon affare, insomma. Soprattutto per i campani. Che si sono visti scaraventare in testa un impianto gigantesco per l'incenerimento dei rifiuti le cui emissioni, è stato dimostrato scientificamente, provocano il cancro. E il capocomico PD, Matteo Renzi, può rendersi ridicolo quanto vuole e rendere al contempo ridicoli tutti coloro che gli credono, se va in televisione ad oltraggiare e sbeffeggiare un'oncologa, affermando il contrario!

Inoltre, è lecito o non è lecito quantomeno sospettare che i rifiuti domestici siano inceneriti insieme a rifiuti ancor più tossici, come quelli industriali (per fare il primo esempio che, ohibò, mi è passato per la testa), considerando CHI gestisce i rifiuti campani? O è assolutamente impensabile coltivare un simile sospetto ignorando centinaia di inchieste giudiziarie che sono state condotte sul tema?

E il Governo, con una decisione simile, può essere tanto spudorato da ignorare una situazione del genere?

Poi però la realtà è una sola: i pochi dati disponibili sull’incremento dei tumori in Campania sono allarmanti. E la situazione generale di degrado ambientale dovuta alla criminale gestione dei rifiuti non è certo una delle ipotesi che viene scartata per prima, nella ricerca delle cause dei tumori! Da nessuno, nemmeno dai contadini che coltivano i campi vicino ad Acerra e alle discariche legali ed abusive sparse un po' ovunque, figurarsi da parte degli oncologi!

Ecco l'importanza cruciale del registro tumori, quantomeno da un punto di vista giuridico. 

Perchè un registro dei tumori renderebbe probabilmente evidente una realtà schifosa e imporrebbe legalmente il risanamento ambientale.

Allora perchè il Governo si oppone ad un misura di civiltà, di legalità, di rispetto umano ed ambientale, una misura pienamente etica, prima ancora di qualsiasi altra connotazione?

Può essere semplicemente finanziario il provvedimento di impugnazione? E se la Corte Costituzionale dovesse stabilire, de iure consulto, la legittimità di tale impugnazione?

Non verrebbe commesso un gravissimo crimine etico e sociale, di capovolgimento della stessa scala gerarchica dei valori condivisi dall'ordinamento giuridico ed istituzionale?



E' evidente però come in realtà aldilà di qualsiasi considerazione di questo genere, la decisione presa dal Governo due giorni fa è del tutto e per tutto una decisione POLITICA. Non certo finanziaria. Ed è una decisione politica tanto grave quanto grave è la situazione campana. Una decisione politica che tiene conto solamente di una tanto labile quanto astratta “ragion finanziaria”, ma che in realtà nasconde un ben più grande e vergognosa Ragion di Stato.

Perchè la verità a volte è drammatica tanto quanto è semplice. Istituire infatti un registro tumori in Campania (ammesso che svolga il suo ruolo in maniera imparziale e scientifica), vuol dire scoperchiare il vaso di Pandora. Ma non solo per la Campania, bensì per l'Italia intera.

Ed è Ragion di Stato perchè se si accertassero correlazioni, tanto scomode alla politica, tra una certa gestione dei rifiuti, una certa gestione dei siti di stoccaggio, compostaggio e smaltimento, tra gli inceneritori e le discariche, da una parte, e l'insorgenza tumorale nelle popolazioni dall'altra, finirebbe un'epoca.

E la pacchia per chi lucra miliardi sulla morte delle persone.

Per fare un esempio: in luglio uno studio condotto dall’Istituto nazionale tumori con la Fondazione Pascale di Napoli ha dimostrato che nell’hinterland napoletano (capoluogo escluso), a Caserta e dintorni si muore di tumore fino al 47% in più che nel resto d’Italia.

Capite di cosa stiamo parlando?

Un Registro Integrato Regionale darebbe alla ricerca oncologica uno strumento utilissimo per formulare casistiche, tipologie tumorali, strategie preventive disegnate su misura per ogni singolo territorio e sarebbe capace di dare risposte concrete alla domanda fondamentale di risanamento ambientale e sanitario.

Invece si dice di NO!

L'Art. 32 della nostra Costituzione, pone nella pietra un principio SACRO, inviolabile e incomprimibile. Quello alla Salute. Forse il primo, in ordine di importanza, tra quelli individuali.

La salute, in quanto indispensabile presupposto per il godimento di tutti gli altri diritti costituzionali, costituisce un diritto fondamentale, la cui lesione impone il risarcimento del danno.

Ah ah, beccati!

Ecco quali sono i VERI soldi che il Governo vuole risparmiare! Ecco qual'è il vero DISAVANZO finanziario che verrebbe causato dall'istituzione di un registro tumori!! Perchè aprendo il vaso di Pandora, ad essere coinvolti nella girandola delle responsabilità sarebbero tutti: ASL, aziende private di smaltimento, amministrazioni comunali, provinciali e regionali, partecipate, consociate, imprese di gestione dei trasporti, del controllo della sicurezza degli impianti, enti di controllo territoriali (come l'ARPA), privati cittadini, industrie e installazioni produttive, aziende o partecipate per il riciclaggio e/o lo stoccaggio, funzionari pubblici (come tecnici comunali, o vigili urbani o responsabili prov inciali e regionali), funzionari delle forze dell'ordine, magistrati, commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, notai, perfino contadini. Ci sarebbero tutti. Nessuno escluso.

Vi chiederete: e la camorra? Sarebbe superflua nominarla, quando lo si è già fatto chiamandola con altri mille nomi.

Ma non era “tecnico” questo Governo? Eppur che decisione POLITICA si è assunto la responsabilità di prendere! Ah, già, ma formalmente la sua “presa di posizione” è di natura eminentemente tecnica, per meglio dire finanziaria! Come a voler dire che un Governo tecnico, solo di valutazioni del genere, in quanto tecnico appunto, può assumersi la responsabilità. Che poi tali decisioni abbiano un peso politico enorme, beh, quello è solo un dato incidentale della tecnicalità dell'intervento.

Misteri della politica tecnica.

Va da sé che comunque qualora l'operazione “morbida” alla Corte Costituzionale non dovesse andar a buon fine, ci sarà sicuramente qualcuno che saprà trovare soluzioni alternative affinchè non si apra quel coperchio maleodorante che è l'immondizia campana e tutti i suoi corollari nazionali. E anche se la legge che istituisce il registro tumori dovesse esser dichiarata legittima dalla sentenza della Corte Costituzionale, si troveranno mille maniere per non farla funzionare come dovrebbe.

Ma sarebbero soluzioni decisamente più da “lavoro sporco”. E di soluzioni, il potere, ne trova sempre quante ne vuole, il più delle volte a margine o fuori dalla legalità ufficiale.

Proprio lì, si!, dove comincia quella Ragion di Stato che evidentemente di ragione ha veramente poco, e di Stato ha solo quello di alterazione della coscienza.

(Francesco Salistrari)

Indonesia: esplode il vulcano Gamalama nuova eruzione!

Il vulcano Gamalama è entrato in eruzione nell’Indonesia orientale, vomitando nuvole grigie dense di cenere. Non ci sono al momento notizie di feriti o danni.


Il vulcanologo Kristianto ha reso noto che il Monte Gamalama, situato nelle Molucche, è tornato in vita la settimana scorsa, e si è scatenato nel weekend con due forti eruzioni, inviando ceneri vulcaniche fino ad oltre 1km nei cieli.

Kristianto ha riportato inoltre che un lento fiume di lava rossa era visibile al culmine dell'eruzione. I villaggi circostanti sono stati ricoperti da spessa cenere, ma non sono state ordinate evacuazioni al momento.

L’ultima eruzione del vulcano Gamalama risale alla fine dell'anno scorso, e le sue colate di fango hanno ucciso quattro abitanti di un villaggio due settimane più tardi.

L'Indonesia è un arcipelago vasto con milioni di persone che vivono in montagna o vicino a fertili pianure alluvionali. Acquazzoni stagionali qui sono spesso causa di frane.

I banchieri nel pallone

Marco Cedolin
Mario Monti ed i ministri golpisti che lo contornano stanno andando sempre più in confusione. Se applicare le direttiveimpartite dalla BCE, in un paese traumatizzato dalla crisi economica, con i cittadini in stato di semi incoscienza, ipnotizzati dalla TV e privi di ognicapacità di reazione é stato fin troppo facile, molto meno lo é tentare di dare alle proprie azioni un senso che prescinda dallo status di "sacrifici" imposti dall'alto.
Im questi ultimi mesi stiamo assistendo ad una vera e propria valanga di proposte, disegni di legge e riforme di tutto quanto possa essere riformabile, che spesso oltrepassano i limiti dell'assurdo, qualificandosi come pezze ben peggiori dei buchi cui fingerebbero di porre rimedio.
Mentre il Pil del paese continua la sua corsa verso il basso, costringendo i prestigiatori economici a rivedere regolarmente le proprie stime ottimistiche ed arimandare nel tempo quella ripresa che ormai alligna solamente nella fantasia di qualche decerebrato ancora traviato da siffatti illusionisti, Mario Monti non trova di meglio che imputare la devastazione del mondo del lavoro allo statuto dei lavoratori stessi....



L'Italia non é più in grado di offrire ai suoi "figli" un'occupazione che consenta loro di sopravvivere, i salari di chi ancora è occupato sono ridicoli e perdono potere d'acquisto alla stesso ritmo con il quale il Titanic imbarcava acqua prima di affondare, le prospettive sono assai peggiori di quanto non lo sia il presente, dal momento che lacrima Fornero ha creato i presupposti per una campagna di licenziamenti quale il paese non ha mai conosciuto e la causa dell'intero dramma, creato attraverso decenni di globalizzazione, andrebbe ricercata fra le pieghe dello statuto dei lavoratori. Un pò come se si tentasse di giustificare il crollo strutturale di un palazzo, addebitandone le cause al regolamento condominiale.

Ma torniamo all'operato dei ministri e funzionari vari. Il ministro Profumo, totalmente indifferente allo stato di degrado in cui versano i fatiscenti edifici scolastici, proprio questa notte a Cordenons, in Friuli, il tetto di una scuola elentare é crollato e se l'orario fosse stato differente i giornali oggi documenterebbero una drammatica strage di bambini, sembra deciso astanziare 32 milioni di euro  per dotare di un tablet gli insegnanti di Puglia, Campania, Sicilia e Calabria. Non dateci un tetto ma un'ipad potrebbe essere il titolo di quella che somiglia ad una barzelletta, ma purtroppo é la cruda realtà.

Il ministro Passera, amico per la pelle dei cementificatori di di ogni razza e colore ai quali ha promesso di devolvere 50 miliardi di euro estorti al contribuente si appresta ad espropriare definitivamente i tetti delle nostre case, per installarci coattivamente le cancerogene antenne delle compagnie telefoniche e pure le strade dei nostri paesi che verranno sventrate a ripetizione per installare cavi e cavetti di ogni genere. Poco importa il fatto che saranno unicamente i cittadini a pagare il conto, all'interno dei reparti di oncologia o perennemente in coda dentro la propria lamiera gommata, per andare a mendicare quel che resta di un lavoro. Ciò che conta é unicamente compiacere i poteri forti e radere al suolo ogni impedimento al loro volere.

Befera, la sanguisuga di Equitalia, che ministro ancora non é ma si vocifera potrebbe diventarlo in futuro fra le fila del PD, si appresta a chiudere il cerchio del controllo globale del portafoglio di tutti i cittadini, o meglio di quel poco che ancora vi resta racchiuso. Il nuovo redditometro che verrà varato ad Ottobre, contando sull'importazione dei dati del vostro c/c presso il ministero delle entrate e sul fatto che chiunque ad avere un c/c é ormai stato obbligato, andrà a sindacare riguardo ad ogni vostra attività, presumendo che questa vi qualifichi come un limone dove c'é ancora qualcosa da spremere. Andate in palestra? Possedete un cane? Fate donazioni a qualche onlus? Mandate vostro figlio all'asilo? Avete un cellulare? Portate il vostro gatto dal veterinario?
Allora significa che siete ricchi e potenzialmente criminali evasori fiscali, alla stessa stregua di coloro che quotidianamente per non evadere il fisco si vedono costretti a suicidarsi.

Insomma non si può certo imputare alla banda Monti un deficit di fantasia, anche tenuto conto del fatto che con le ventilate tasse sugli animali domestici e sulle bibite gassate si sono raggiunti apici di liricità praticamente inarrivabili.
Il vero problema é costuito dal fatto che non sempre la fantasia di una mente malata può essere coniugata con la sopravvivenza della specie. Non credo esistano dubbi nel merito della paternità delle menti malate, nel caso invece esistessero riguardo alla specie in via di estinzione, sappiate che si tratta semplicemente del cittadino che ancora aspirava a vivere qualche scampolo della propria esistenza, senza un codice a barre dipinto sulla schiena e la voce di un banchiere pronta a gracchiare: che fai? Dove vai? Fammi vedere se hai qualcosa nel materasso, altrimenti non esci!

La UE assalta la sovranità alimentare a Mario Monti dichiara illegale l’agricoltura “a chilometro zero”

Chi controlla il petrolio controlla le nazioni, chi controlla il cibo controlla il popolo“, è questo il pensiero di Henry Kissinger, ex Segretario di Stato dell’era Nixon e Ford e membro portante del gruppo Bilderberg.

Forse la possente azione dell’Unione europea, imbastita per dare l’assalto alla sovranità alimentare dei singoli stati, ha avuto origine da questo spassionato consiglio del famoso politico statunitense.

Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato un reato. Per far fronte a questa imposizione sono nate varie associazioni di volontari impegnati nel recupero delle varietà antiche e tradizionali, con lo scopo di preservare e distribuire a chi le richiede, sementi fuori dal catalogo uffìciale affidato alle mani delle multinazionali.

Con sentenza del 12 luglio, la Corte di Giustizia della UE ha confermato il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo.

Con questa sentenza sono messe fuorilegge anche le suddette associazioni di volontari. Essi sono criminali delle sementi, sporchi tradizionalisti che mirano alla condivisione incontrollata del bene comune.

Ma non è finita qui.

Il nostro premier golpista Mario Monti ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro l’agricoltura a “chilometro zero”. In pratica il governo vuole bloccare alcuni atti normativi della Regione Calabria, rea di aver legiferato oltre la sue competenze stabilite in materia.

Secondo il governo oligarchico la legge regionale contiene delle disposizioni che, nel favorire la commercializzazione dei prodotti regionali, ostacolerebbero la libera circolazione delle merci in contrasto con i principi comunitari. In sostanza, la normativa regionale viene considerata alla stregua di un provvemento di natura quasi autarchica tale che i prodotti regionali avrebbero un vantaggio considerato contrario al principio di libera circolazione delle merci rispetto ai prodotti extraregionali.

(Qui troverete il Comunicato ufficiale del governo tecnocrate contro l’agricoltura a “Km zero”)

E’ chiaro che il ricorso mira a liberare il campo alle multinazionali da qualsiasi tipo di concorrenza.

Distruggono le aziende locali, devastano il tessuto sociale e rendono il popolo completamente dipendente da strutture extraterritoriali e multinazionali senza scrupoli. Annientano la tradizione, distruggono l’identità e le coscienze per imporre il loro progetto di governo mondiale.

Il controllo delle sementi, quindi dell’agricolura, e di conseguenza degli alimenti è il chiaro segno che si aprono il varco per l’introduzione delle colture Ogm.

Attentano alla basi della coesione sociale. L’agricoltura, ricordiamolo, è un bene comune nato 10.000 anni fa. Da quando l’uomo ha fatta propria questa arte, sono nati i primi centri urbani, le prime aggregazioni civili, è stata la base dello sviluppo della società che oggi andiamo demolendo.

Il culto dell’ugualianza e dell’omologazione sta per convertire le diversità agro-alimentari.

Quando tutto il cibo apparterrà alle multinazionali come faremo? E’ questa l’anticamera della nuova schiavitù?

 


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