The Independent:il governo USA sapeva già dell'attentato all'ambasciata,ma non ha fatto nulla per impedirlo

Di Kim Sengupta
 The Independent
Le uccisioni dell’ambasciatore USA in Libia e di tre suoi collaboratori sono state verosimilmente il risultato di una falla grave e continua nella sicurezza, è in grado di rivelare The Independent.
I funzionari americani ritengono che l’attacco sia stato pianificato, ma Chris Stevens era tornato nel paese solo da poco, mentre i dettagli della sua visita a Bengasi, dove poi lui e il suo staff sono morti, dovevano rimanere riservati.
L’amministrazione USA sta ora fronteggiando una crisi in Libia. I documenti sensibili sono scomparsi dal consolato di Bengasi e la posizione presumibilmente segreta del "rifugio" in città, dove il personale si era ritirato, è stata intensamente attaccata con i mortai. Altri simili rifugi lungo tutto il paese non sono più considerati "sicuri".
Si sostiene che alcuni dei documenti che ora mancano dal consolato elencano i nomi dei libici che stanno lavorando con gli americani, esponendoli al rischio nei confronti dei gruppi estremisti, mentre si afferma che alcuni degli altri documenti si riferiscono a contratti petroliferi.
Secondo fonti diplomatiche ad alto livello, il Dipartimento di Stato USA aveva informazioni credibili già 48 ore prima che i tumulti si volgessero al consolato di Bengasi e all'ambasciata al Cairo, sul fatto che le missioni americane potevano essere prese di mira, ma nessun avvertimento è stato indirizzato ai diplomatici affinché si mettessero in allerta e in "serrata", attenendosi a regole che limitano fortemente i movimenti.
Stevens era stato in visita in Germania, Austria e Svezia ed era appena tornato in Libia quando si è svolto il suo viaggio a Bengasi, quando il personale di sicurezza dell'ambasciata USA stabiliva che la missione poteva essere intrapresa in modo sicuro.
Otto americani, alcuni dei quali erano militari, sono rimasti feriti nell’attacco in cui hanno perso la vita Stevens, Sean Smith, un ufficiale incaricato dell'informazione, e due marines. Tutto il personale che si trovava a Bengasi è stato ora spostato nella capitale, Tripoli, e quelli il cui lavoro sia considerato non fondamentale potrebbero essere trasferiti dalla Libia.
Nel frattempo, una squadra di controffensiva antiterroristica FAST, del Corpo dei Marines, è già arrivata nel paese da una base in Spagna e si ritiene che altro personale sia già in cammino. Unità aggiuntive sono state messe in stato di attesa in vista del loro trasferimento in altri Stati in cui la loro presenza possa rendersi necessaria ora che scoppia il furore anti-americano innescato dalla diffusione di un film che disprezzato il profeta Maometto.
Una folla di diverse centinaia di persone ieri ha preso d'assalto l'ambasciata americana nella capitale yemenita Sanaa. Altre missioni che sono state messe in allerta speciale comprendono quasi tutte quelle del Medio Oriente, così come in Pakistan, Afghanistan, Armenia, Burundi e Zambia.
Alti funzionari sono sempre più convinti, tuttavia, che la feroce natura dell’attentato di Bengasi, in cui sono state utilizzate granate, indica che non era l’effetto di una rabbia spontanea dovuta al video, intitolato Innocence of Muslims («L’innocenza dei musulmani», NdT).
Patrick Kennedy, Sottosegretario al Dipartimento di Stato, si è detto convinto che l'assalto fosse pianificato per via della natura vasta e diffusa delle armi.
Vi è una convinzione crescente che l'attacco sia avvenuto per vendicare l'uccisione durante un attacco con droni in Pakistan di Mohammed Hassan Qaed, un operativo di Qa'ida - il quale era, come suggerisce il suo nome di battaglia Abu Yahya al-Libi, un libico - e coordinato con l'anniversario degli attentati dell'11 settembre.
Il senatore Bill Nelson, membro della Commissione sull’Intelligence del Senato, ha proclamato: «Chiedo ai miei colleghi in seno alla commissione di indagare immediatamente su quale ruolo potrebbero aver giocato nell’attacco al-Qa'ida o sue affiliate e di prendere gli opportuni provvedimenti.»
Secondo fonti all’interno degli apparati di sicurezza, il consolato aveva superato una "visita di controllo" per prevenire qualsiasi violenza che fosse collegata all’anniversario dell’11/9. In occasione degli eventi reali, sul muro perimetrale è stata fatta un apertura in meno di un quarto d’ora da una folla inferocita che aveva iniziato ad attaccarlo intorno alle dieci di notte di martedì. C’è stata, secondo i testimoni, ben poca difesa da parte delle guardie locali, trenta o poco più, che dovevano proteggere il personale. Ali Fetori, 59 anni, ragioniere, che vive nelle vicinanze, ha rivelato: «Gli uomini della sicurezza semplicemente sono tutti scappati e le persone passate al comando erano i giovani con pistole e bombe.»
Wissam Buhmeid, il comandante della brigata Scudo della Libia, approvata dal governo di Tripoli, di fatto una forza di polizia di Bengasi, ha sostenuto che è stata la rabbia per il video su Maometto che ha fatto sì che le guardie abbandonassero le loro postazioni. «C’erano sicuramente persone delle forze di sicurezza che consentivano che l'attacco accadesse perché erano esse stesse offese dal film; avrebbero assolutamente messo la loro fedeltà al Profeta al di sopra del consolato. Le morti sono nulla in confronto agli insulti al Profeta.».
Si ritiene che Stevens sia stato abbandonato nell’edificio dal resto del personale dopo che non si riusciva a trovarlo in mezzo al fumo denso causato da un incendio che aveva avvolto l'edificio. È stato scoperto disteso in stato di incoscienza dalla popolazione locale e portato in un ospedale, il Centro Medico di Bengasi, dove, secondo un medico, Ziad Abu Ziad, è morto a causa dell’inalazione del fumo.
Una squadra di soccorso americana forte di otto persone è stata inviata da Tripoli e portata dalle truppe al comando del capitano Fathi al-Obeidi, della Brigata 17 febbraio, fino al rifugio segreto per prelevare circa quaranta persone dello staff statunitense. Sull'edificio si è poi scatenato un fuoco di armi pesanti. «Non so come abbiano trovato il posto per compiere l'attacco. È stato pianificato, la precisione con cui i mortai ci colpivano era troppo precisa per dei rivoluzionari qualsiasi», ha affermato il capitano Obeidi. «Ha cominciato a piovere su di noi, circa sei colpi di mortaio sono caduti direttamente sul sentiero verso la villa.»
I rinforzi libici sono finalmente arrivati, e l'attacco è finito. Sono arrivate notizie su Stevens, e il suo corpo è stato prelevato dall'ospedale e riportato a Tripoli con altri morti e i sopravvissuti.
La madre di Steven, Mary Commanday, ha parlato ieri di suo figlio. «Ha fatto bene quello che ha fatto, e ne ha fatto un ottimo lavoro. Avrebbe potuto fare un sacco di altre cose, ma questa era la sua passione. Ho un buco nel mio cuore», ha dichiarato.


Traduzione a cura di Matzu Yagi.


Come comportarsi in caso di terremoto

Il terremoto lascia pochi istanti di tempo per decidere cosa fare e come comportarsi. Spesso la reazione umana al presentarsi del fenomeno sismico è istintiva e non sempre razionale. Il primo consiglio è quello di mantenere la lucidità e agire senza farsi prendere dal panico. Pubblichiamo una lista di suggerimenti e informazioni utili su come comportarsi in caso di terremoto.

Uscire dall'abitazione

Nel più breve tempo possibile abbandonare l'abitazione. Evitare di perdere tempo a raccogliere oggetti preziosi, vestiti o soldi. Pensare alle persone e prendere la via di fuga, in fretta ma anche con la prudenza e con le dovute precauzioni del caso. Occorre mantenere nervi saldi e lucidità. Il panico miete più vittime del terremoto stesso.

Non precipitarsi sulle scale ed evitare di usare l'ascensore
Le scale restano una buona via di fuga ma, in caso di forte terremoto, potrebbero essere crollate, mantenere la razionalità e guardare sempre dove si cammina. Fare, inoltre, molta attenzione in caso si utilizzino le scale in massa (es. condominio). Potrebbe sussistere un pericolo reale dell'istinto di conservazione dell'individuo che si precipita dalle scale calpestando tutto e tutti a scapito dei più deboli (bambini e anziani) e anche condizioni di perdita d'equilibrio a seguito di scosse telluriche. Evitare di usare l'ascensore. La cabina dell'ascensore può staccarsi dal suo percorso a causa del sisma e cadere, oppure bloccarsi per interruzione di energia elettrica.

Fare attenzione al pavimento
Il terremoto può modificare radicalmente l'abitazione e la mappa mentale della propria casa non è più valida. Alcuni punti deboli, come il pavimento, possono cedere lasciando voragini. Il pericolo di non accorgersi dei cedimenti al pavimento e cadere nel vuoto è molto alto nelle ore notturne, soprattutto se presi dal panico.

Torcia luminosa a pile vicino al letto
Di notte è consigliabile avere sempre a portata di mano, ad esempio vicino al letto, una torcia luminosa a pile in quanto il terremoto potrebbe aver fartto saltare l'illuminazione elettrica del quartiere e della casa, rendendo tutto più difficile e pericoloso. La torcia elettrica permette di guardare dove si mettono i piedi durante la fuga, di evitare di inciampare sugli oggetti caduti a terra e di accorgersi delle eventuali zone interne dell'edificio crollate a seguito del sisma (es. pavimento, scale, ecc.) nonchè delle eventuali persone cadute o ferite a terra.

Se la via di fuga da casa è difficile da prendere
Ripararsi sotto un tavolo
Il tavolo ripara dalla caduta del soffitto sovrastante e degli oggetti situati sopra i mobili. Allontanarsi dai mobili sulle pareti della casa, sono i primi a spostarsi e cadere in avanti durante il terremoto.

Ripararsi sotto il vano di una porta
Ripararsi immediatamente sotto il vano di una porta inserita tra le mura portanti (quelle più spesse). Il vano della porta può proteggere da eventuali cedimenti del soffitto e del pavimento, essendo un punto più rinforzato rispetto alle stanze.
Se ci si trova all'aperto

Allontanarsi in fretta da costruzioni e linee elettriche
Il pericolo d'essere travolti o colpiti da materiale in caduta è molto alto. Trovare uno spazio sulla terra ferma a cielo aperto (piazza, strada, giardini). Evitare di sostare su ponti, terrazze e ovunque possano verificarsi cedimenti nella parte sottostante.
Allontanarsi dalla riva del mare e dai bordi dei laghi
Le scosse possono provocare fenomeni simili a tsunami, mettendo in serio pericolo l'incolumità delle persone.

Come aiutare chi ha bisogno

Aiutare le persone ferite
Non spostare i feriti molto gravi, potreste aggravare le loro condizioni. Chiedere immediatamente aiuto ai numeri di pronto emergenza e di pronto soccorso.
Evitare di curiosare nelle zone dei disastri
Potrete seriamente intralciare il lavoro dei soccorsi.

Aiutare i soccorsi organizzati 
Mettersi a disposizione delle forze di soccorso o della Protezione civile e attenersi alle loro disposizioni o richieste. Soltanto un aiuto organizzato e collettivo può garantire efficacia nei soccorsi.

Non usare il telefono per contattare parenti o amici
Lasciare libere le linee telefoniche per i soccorsi.
Evitare di usare le strade 
Devono essere lasciate libere per il transito dei mezzi di soccorso.
Cosa fare prima del terremoto
Edifici e costruzioni antisismiche
Non è possibile prevedere con certezza dove e con quale forza un sisma andrà a colpire. E' buona norma sottoporre a periodici controlli le proprie abitazioni.

Fonte: Protezione Civile italiana


SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

La vita aliena potrebbe esistere anche su pianeti dall'orbita eccentrica

Negli ultimi anni, grazie all'affinamento delle tecniche di osservazione astronomica e all'introduzione di strumentazioni ottica sempre più sofisticata, gli astronomi hanno collezionato una vera e propria galleria di pianeti extrasolari veramente singolare: da mondi superbollenti a palle ghiaccio orbitanti nel buio cosmico.
Ma il Santo Graal degli astronomi è il fatidico "Punto Blu": la ricerca di un pianeta extrasolare con caratteristiche molto simili alla Terra e che, potenzialmente, potrebbe ospitare la vita. Ma se il Punto Blu dovesse rimanere solo nella fantasia degli astronomi, una nuova ricerca infonde nuove speranze agli scienziati, in quanto la vita potrebbe esistere anche su alcuni dei tanti esopianeti stravaganti osservati dagli astronomi.
"Quando parliamo di un piantea abitabile, stiamo parlando di un mondo in cui esiste acqua allo stato liquido", spiega Stephen Kane, scienziato al NASA Exoplanet Science Institute. "Un pianeta abitabile deve trovarsi alla giusta distanza dalla sua stella: nè troppo caldo, nè troppo freddo, variabili che sono determinate anche dalla dimensione e dal calore della stella. Questo intervallo di temperatura è comunemente indicato come "zona abitabile".
Kane e i suoi colleghi hanno elaborato una equazione per determinare la "zona abitabile" di una stella. Grazie a questa formula, gli scienziati hanno calcolato la "zona abitabile" per tutti i sistemi extrasolari finora scoperti, inserendoli in una galleria visionabile a questo indirizzo. Lo studio realizzato dagli scienziati è stato pubblicato sulla rivista Astrobiology ed è disponibile qui.
Ma non tutti i pianeti finora scoperti hanno caratteristiche orbitali simili alla Terra. Anzi, uno dei risultati inaspettati della ricerca degli esopianeti, è stato scoprire che molti di essi viaggiano su orbite molto eccentriche, variano notevolmente la distanza dalle loro stelle. "I pianeti con queste caratteristiche possono orbitare solo per un pò di tempo nella zona abitabile", spiega Kane. "Potremmo trovarci di fronte a un pianeta che si riscalda per brevi periodi e avere periodi invernali molto lunghi".
esopianeti-eccentrici-nasa.jpg
Eppure, anche se pianeti del genere presentano caratteristiche molto diverse dalla Terra, nulla impedisce essi possano essere in grado di sostenere vita aliena. "I ricercatori hanno scoperto sulla Terra forme di vita microscopica che possono sopravvivere a condizioni ambientali estreme", ha detto Kane. "Alcuni organismi possono rallentare il loro metabolismo fino a zero, riuscendo a sopravvivere al freddo per periodi molto lunghi. Altri, invece, riescono a sopportare temperature estremamente alte". Quindi, è probabibile che microrganismi con caratteristiche simili possano essersi sviluppati anche in ambienti ostili come gli esopianeti eccentrici.
Anzi, questi pianeti potrebbero essere il luogo ideale per lo sviluppo e l'evoluzione degli estremofili, come licheni e batteri. "La vita sulla Terra si è evoluta in una fase molto precoce dello sviluppo del pianeta, in condizioni molto più estreme di quanto non lo siano oggi", continua Kane. Lo scienziato della NASA è pronto a scommettere che non ci sono limiti a ciò che gli scienziati possono determinare sull'abitabilità dei pianeti già scoperti. La ricerca suggerisce che la vita potrebbe esistere in tutta la galassia in forma che non riusciamo nemmeno ad immaginare. [Articolo originale].

SEGUITECI SU FACEBOOK!!!


L’energia oscura esiste, ecco le prove


Energia oscura, ma reale. Almeno stando a quello che riportano gli scienziati dell’ Università di Portsmouth nel Regno Unito e della LMU University Munich in Germania, dopo uno studio durato due anni, in un lavoro pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. I ricercatori affermano infatti che la probabilità dell’esistenza dell’energia oscura si attesta intorno al 99.996 per cento: la stessa conclamata per la scoperta del bosone di Higgs (o della particella che gli somiglia molto) da parte degli scienziati del Cern di Ginevra.
Perché è necessario ipotizzare la presenza nell’Universo di un’energia di cui ancora oggi non sappiamo quasi nulla? La misteriosa entità servirebbe a giustificare il fatto che il cosmo si espande a velocità sempre maggiore, scoperta per la quale Saul Permuter, Brian Schmidt e Adam G. Riess hanno vinto il Premio Nobel per la fisica nel 2011. Sebbene alcuni scienziati sostengano che l’espansione accelerata dell’universo sia un’illusione, causata dal moto relativo della Terra rispetto al resto del cosmo, o che dipenda da fenomeni gravitazionali ancora sconosciuti, la teoria generalmente più accreditata è proprio quella che tira in ballo l’energia oscura.

Detail-energia oscura

“L’energia oscura è uno dei grandi misteri scientifici del nostro tempo, quindi non sorprende che ci siano tanti ricercatori che mettono in discussione la sua esistenza”, ha detto Bob Nichol, membro del gruppo di ricerca di Portsmouth. “Ma con il nostro nuovo lavoro, siamo più fiduciosi che questa componente esotica dell’universo sia reale, anche se effettivamente non abbiamo ancora idea di cosa sia di preciso”.
La ricerca dell’energia misteriosa parte dal cosiddetto effetto Sachs-Wolfe. Nel 1967, Rainer Sachs eArthur Wolfe hanno teorizzato che la luce della radiazione cosmica di fondo (quella lasciataci in eredità dal Big Bang, per intenderci), si sposti leggermente verso il blu passando attraverso i campi gravitazionali generati da grandi ammassi di materia dell’universo. Secondo gli scienziati, questa radiazione guadagnerebbe energia proprio a causa della presenza dell’energia oscura.
Nel 1996, i due astronomi Robert Crittenden e Neil Turok hanno suggerito di sovrapporre una mappa di una porzione dell’universo con la densità spaziale della radiazione cosmica di fondo: la loro tecnica ha rivelato, seppur debolmente, l’effetto, ed è stata premiata come scoperta dell’anno sulla rivista Science. Il lavoro di oggi ha potenziato e migliorato quello di Crittenden e Turok, portando al 99 percento la probabilità di esistenza dell’energia oscura.
“L’unica spiegazione che resta in piedi, a questo punto, è quella dell’energia oscura”, spiega ancora Nichol. “Abbiamo rivisto metodicamente tutte le obiezioni che sono state mosse fino a questo punto, e abbiamo concluso che nessuna di esse può spiegare efficacemente l’effetto che abbiamo osservato. Come a dire: se cammina come una papera e starnazza come una papera, è probabilmente una papera”. Il vero problema sarà, adesso, quello di capire cosa sia realmente quest’energia.

Deja vu, uno sguardo attraverso universi paralleli...

Chi di noi non ha mai sperimentato, almeno una volta, il curioso fenomeno del déja vu, quella strana sensazione di aver già vissuto una certa esperienza, senza ricordare il luogo e il tempo?

Il termine déjà vu è francese e letteralmente significa "già visto". Si tratta di un fenomeno piuttosto comune nell'esperienza sensoriale umana, ma ancora poco compreso. Può capitare di trovarsi in un posto assolutamente nuovo e avere l'impressione di esserci già stati prima. Cosa genera questa particolare condizione della nostra percezione? In passato, questa curiosa sensazione è stata attribuita a tutto, dai fenomeni paranormali ai disturbi neurologici.


egli ultimi anni, è cresciuto l'interesse degli scienziati per questo singolare fenomeno, facendo emergere una serie di teorie sull'origine del déjà vu e stabilendo che non si tratta semplicemente di un problema tecnico nel sistema mnemonico del nostro cervello, ma di qualcosa di più profondo. Gli psicologi hanno suggerito che il déjà vu potrebbe verificarsi quando gli aspetti emotivi e cognitivi di una certa situazione, sono simili a episodi già vissuti in precedenza. Tutte le informazioni accumulate nel corso della nostra esistenza, potrebbero generare quella particolare sensazione di familiarità tipica del déjà vu.
C'è anche chi si è spinto in spiegazioni alternative molto più esotiche, come associare il déjà vu a certe capacità profetiche, oppure al ricordo di una vita precedente o alla chiaroveggenza. Qualunque sia la spiegazione, il déjà vu è certamente un fenomeno universale che riguarda la condizione umana e, nonostante le numerose teorie, la sua causa della sua origine è ancora un mistero.
Ma c'è un fisico teorico, il dott. Michio Kaku, conosciuto dalla maggior parte delle persone per la sua attività di divulgatore scientifico - e per le sue teorie che certamente travalicano i confini delle fisica tradizionale - che ha proposto un'interessante connessione tra il fenomeno del déjà vu e l'esistenza degli universi paralleli.
Il dott. Kaku è impegnato da anni nello studio della Teoria delle Stringhe, secondo la quale il tessuto fondamentale dell'Universo è costituito da oggetti ad una dimensione, simili a stringhe o membrane, in vibrazione: in base alla tensione e alla frequenza di vibrazione verrebbero prodotte e sostenute le particelle elementari. Una delle conseguenze matematiche dalla Teoria delle Stringhe è che il il mondo che conosciamo non è completo.
Oltre le 4 dimensioni con cui abbiamo familiarità – il tempo e lo spazio tridimensionale – esisterebbero altre sei dimensioni spaziali extra, presenti in forme geometriche invisibili in ogni singolo punto nell’universo. Queste dimensioni extra potrebbero avere migliaia di forme possibili diverse, ognuna teoricamente corrispondente ad un universo con le proprie leggi fisiche. Ciò che definiamo Universi paralleli.
universi-paralleli-deja-vu-02.jpg
Secondo il dott. Kaku, la fisica quantistica afferma che c'è la possibilità che il déjà vu sia causato dalla nostra capacità di saltare da un universo all'altro! Per approfondire la sua teoria, Kaku cita il lavoro del prof. Steve Weinberg, il famoso fisico teorico, vincitore del premio Nobel, che sostiene l'idea del Multiuniverso. Secondo Weinberg, esiste un numero infinito di realtà parallele che convivono con noi "nella stessa stanza".
E' un pò come le centinaia di onde radio differenti che sono trasmesse intorno a noi, ogni giorno, da stazioni lontane. In ogni istante, il nostro ufficio, la nostra casa o le nostre auto sono avvolte da questo flusso ininterrotto di onde radio. Se abbiamo lo strumento giusto, una semplice radiolina, abbiamo la possibilità di ascoltare una sola frequenza alla volta, questo perchè tutte le frequenze non sono in fase tra loro.
Ogni stazione trasmette il proprio segnale a una frequenza diversa, con un'energia diversa. Il risultato è che la radiolina può captare una sola frequenza alla volta. Allo stesso modo, nel nostro universo noi siamo sintonizzati sulla frequenza che corrisponde alla realtà fisica. Ma ci sono un numero infinito di realtà parallele che esistono attorno a noi, "trasmesse" ad una frequenza differente dalla nostra e con le quali noi non possiamo sintonizzarci.
Mentre la radiolina è sintonizzata per catturare una certa frequenza e quindi una sola stazione radio alla volta, il nostro universo è composto di "stringhe" che vibrano ad una frequenza unica che i nostri sensi riescono a percepire. Gli universi paralleli non sono "in fase", cioè non vibrano alla stessa frequenza. Ma quando sono "in fase" è teoricamente possibile "saltare da un universo a un altro".
Quindi, anche se incerto, potrebbe essere possibile che quando si verifica un déjà vu, o un universo parallelo è entrato in fase per una frazione di tempo, permettendoci di dare una sbirciatina, oppure il "nostro ricevitore", per una ragione impossibile da determinare, si è sintonizzato alla giusta frequenza permettendoci di gettare uno sguardo in una realtà parallela. Forse le nostre esperienza di déjà vu sono una finestra aperta in un universo parallelo.
Via-http://www.segnidalcielo.it
SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

Vanuatu, aumenta l'attivita' vulcanica del Monte Yasur


Il Vulcano Yasur o Monte Yasur situato nell'Oceano Pacifico meridionale é in eruzione da centinaia di anni,ma negli ultimi giorni sembra avere aumentato la sua attività.

Le autorità di questo splendido arcipelago nella Repubblica di Vanuatu hanno dichiarato che l'attività raggiunta in questi giorni potrebbe provocare la caduta di roccia e ceneri intorno alla montagna.Lo stato d'allerta sale dunque a 2 (divieto di avvicinamento alla montagna).L'anno scorso il livello di allerta del vulcano era salito a 3 e vi era rimasto per molto tempo mentre ad oggi l'Osservatorio della Vanuatu Georischi esclude l'ipotesi di un innalzamento del rischio e ha dichiarato " Questo Vulcano é molto particolare e la sua attività é talmente forte che lo mantiene sempre sullo stato di allerta 2,solo qualora le proezioni di lava e cenere dovessero farsi piu forti e raggiungere le aree di parcheggio sotto la montagna si provvederà all'alzare lo stato d'allerta.

Immaginare un mondo migliore

Quello che sta accadendo in questo momento nel mondo è una opportunità rara di risveglio perché mai nella storia conosciuta del nostro pianeta siamo stati così vicini a creare un sogno di orrore e distruzione come questo. Non solo c’è la minaccia di un crollo economico mondiale a cui far seguire una possibile repressione e controllo di massa per “salvare gli Stati”, ma la Terra stessa trema e piange per il dolore dei figli animali e umani, per le sue montagne e vallate violentate, i fiumi e mari avvelenati.
Sul pianeta la maggior parte degli esseri umani (qualcosa come il 98%) è abusato , affamato, assetato o ridotto in povertà estrema dal 2% della popolazione che detiene tutta la ricchezza, i confort, i mezzi tecnologici, bellici e energetici.  Tu e io siamo solo fortunati di essere nati in quel 2%, anche se a nostra volta una percentuale ancora minore di persone, la cosiddetta élite, decide e governa molto della nostra vita materiale e in modo indiretto attraverso la manipolazione di religioni e credenze anche quella spirituale. Insomma uno scenario che forse mai come in questo momento sembra mostrare quanto fragili siano le nostre vite, quanto facilmente possiamo perdere ogni cosa, o a livello ultimo quanto la morte sia una possibilità concreta nonostante i nostri sforzi di garantirci sicurezze e protezioni. In breve, mai come ora quello che accade nel mondo ci ricorda che possiamo auto-distruggerci da un momento all’altro e di come il controllo che viene esercitato sulla massa, a causa della paura, provochi sofferenze e iniquità.
Quello che vediamo riflesso nello specchio della Vita, se non abbiamo paura di aprire gli occhi e guardarlo in faccia, è il fatto che come creature siamo impermanenti, che possiamo morire da un momento all’altro e non importa quanto controllo sembriamo poter esercitare per esorcizzare questa paura della morte (attraverso attaccamenti a cose o persone o situazioni), quella sicurezza che cerchiamo nel mondo non c’è. E ricorda, coloro che esercitano il massimo controllo, la cosiddetta élite, sono quelli più spaventati di tutti, molto più spaventati di te o di me! Hanno bisogno di controllo assoluto per sentirsi in pace, perché in realtà non lo sono affatto!Se è possibile fare un passo indietro e vedere tutto questo che questa è una opportunità per vivere davvero la vita non più dalla paura, ma dalla gioia di vivere, allora questo specchio non ha più bisogno di manifestarsi come sta facendo adesso. Il suo compito sarebbe, per così dire, esaurito. Se scendi in piazza per indignazione contro quello che accade e lotti, stai ancora cercando di pulire lo specchio dalle macchie che tu stesso stai riflettendo. Se in te c’è ancora paura perché c’è ancora senso di separazione, se cerchi di tenere a bada la paura con strategie di controllo, quella paura e quel controllo si rifletteranno nel mondo. Se invece è possibile usare lo specchio per entrare in contatto con paura e controllo allora lo specchio sarà usato al meglio e l’immagine riflessa potrà cambiare. Qualora invece ci sia ostinazione a ritenerlo reale e a combatterlo come tale o ci si tappi gli occhi per non vedere l’orrore, allora lo specchio rifletterà quel conflitto e anche quel sistema di occultamento che agiamo su noi stessi. L’orrore ci verrà nascosto, perché noi lo nascondiamo a noi stessi.
Tutto quello che vedi nel mondo è sempre e solo te stesso, sia quello che ami che quello che odi. Se vedi questo e non c’è conflitto a riguardo, ovvero se sei sveglio a ciò che sei allora non c’è nessuna preoccupazione. Io non sono preoccupata di quello che accade nel mondo, ma non mi tappo neppure gli occhi per non guardare, né scendo in piazza per protestare, però sono APERTA a queste informazioni anche se possono essere sgradevoli. Vedo quale è la loro posizione nella scena globale, come azione necessaria per creare un risveglio di massa che altrimenti forse non accadrebbe. Vedi, la risposta meccanica della mente a certe informazioni è “Beh, ma io che ci posso fare? Tanto vale che non me ne occupi nemmeno, non dirmi nulla, non voglio sapere mi rende solo preoccupato o triste”. Questa ragionamento si basa sull’idea che tu sia un qualcuno di separato da quello che sta accadendo e che può o non può fare qualcosa e che sentendosi impotente sceglie di mettere la testa sotto la sabbia. Fino a che c’è questo comportamento lo specchio del mondo dovrà diventare sempre più controllante e spaventoso perché quella sensazione di impotenza e paura sia alla fine sentita. Ciò che crea il mondo non è il personaggio che pensi di essere, ma il Sognatore del Sogno che vuole svegliarsi ad esso e per farlo usa tutti mezzi necessari, incluso l’orrore, la guerra, la fame etc.Se la situazione si fa estrema e senza speranza allora i meccanismi di controllo della paura saltano e quella che la mente chiama paura, che è in realtà la nostra stessa gioia e radianza represse, potrà essere sentita appieno. Quando vai oltre la paura allora si potrà vivere dalla gioia.
In realtà questa che si presenta per la coscienza umana è una opportunità incredibile: quella di lasciare andare il controllo della paura e cambiare quindi radicalmente il modo in cui viviamo. Un cambiamento che non nasce come un atto di volontà, ma come conseguenza del fatto che vivere dalla paura è troppo doloroso. Nasce dall’aver compreso che lo scambiare la nostra felicità di oggi per non avere paura domani è qualcosa che crea solo sofferenza. Puoi essere nella gioia solo ORA.
Se sei sveglio a quello che sei, non hai neppure paura di quello che sta accadendo, ma lo cogli per quello che è: il riflesso dell’ignoranza e la sofferenza ancora presenti nella Coscienza umana. Se sei sveglio sai che l’unica vera rivoluzione è quella interiore e non avrai neppure paura però di essere esposto a informazioni che riflettano quell’ignoranza e quella paura. Anzi sarai felice di parlarne, se l’occasione lo presenta, perché sai che quello shock vitale può causare in chi ha ancora gli occhi chiusi sul mondo una opportunità di risveglio.
Pensaci un attimo: quando è che ci sentiamo più vivi? Accade in situazioni di gioia estrema oppure paradossalmente in situazioni che sembrano disperate e che quindi fanno crollare i nostri meccanismi di controllo e sicurezza come una malattia grave che potrebbe portare alla morte o un divorzio, o la perdita di un lavoro. A volte questi shock vitali hanno la funzione di una chiamata che normalmente, accucciati come siamo nel nostro torpore di false certezze, non sentiremmo. Questo momento nella storia umana, più che mai, è l’opportunità di essere chiamati a lasciare andare le nostre false credenze, attraversare la paura senza reprimerla più e vivere da quella gioia che è il nostro diritto di nascita. Da bambini non avevamo mai paura: la chiamavano eccitazione!
Se senti questa chiamata, e il fatto che ti fai domande significa che la senti, questo momento storico è un momento affascinante in cui finalmente vita spirituale e materiale possono incontrarsi, e annullarsi a vicenda. In sintesi, non c’è nulla che tu debba fare, perché come immaginario individuo separato già non fai niente. Non esiste un “me” dentro il corpo che produca pensieri, azioni o sensazioni, esse sono tutte e solo testimoniate da IO, quella Coscienza che fa sorgere ogni cosa e che vive attraverso ogni forma. Se immaginiamo di essere un me separato dal mondo vorremmo avere controllo perché abbiamo paura, se vediamo che la separazione è una illusione allora il sogno del mondo che NON è MAI separato da noi potrà riflettere questa comprensione d’amore.

SEGUITECI SU FACEBOOK!!!

 


Post più popolari

AddToAny