Groenlandia, le inondazioni viste dal satellite

L'Earth Observatory della Nasa ha pubblicato ieri le foto satellitari della cittadina di Kangerlussuaq inGroenlandia. Nelle immagini è documentata l'inondazione del 12 luglio. In quel giorno, il 97% del ghiaccio superficiale dell'isola si era sciolto. 


Il satellite ci mostra il fiume Watson e la sua spaventosa piena. Questo fenomeno non è raro, si verifica infatti tutti gli anni, ma ad agosto. Quello che preoccupa è che l'inondazione si sia verificata nella prima metà di luglio. La prima fotografia è stata scattata il 31 maggio e funge da termine di paragone. 


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La seconda immagine mostra l'inondazione del 12 luglio, il giorno in cui il fiume ha travolto il ponte. 


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La piena è poi rientrata il 25 luglio. Si è trattato di un evento totalmente fuori dell'ordinario. Con ogni probabilità, la piena è stata causata dallo scioglimento dei ghiacciai. 



Tratto da: http://www.cadoinpiedi.it



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1.116 terremoti in Italia dal primo luglio

Dal primo luglio ad oggi sono 1.116 i terremoti registrati in Italia dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Parte di questi eventi sismici sono concentrati nell'area emiliana colpita dai terremoti del 20 e 29 maggio ma il maggior numero di terremoti rimane concentrato nell'area appenninica centrale da L'Aquila fino a San Marino. Interessata da numerosi eventi anche la Sicilia Orientale da Siracusa fino a Nord dello Stretto di Messina e la Calabria, a Sud di Reggio Calabria e a Nord nel Pollino. Interessata da eventi sismici anche la catena alpina al confine con la Pianura Padana dal Piemonte al Friuli-Venezia Giulia.
Nei primi 28 giorni di luglio sono stati registrati 915 terremoti inferiori a M 2.0, 133 terremoti di M fra 2.0 e 2.4, 52 terremoti fra M 2.5 e 2.9, 10 terremoti fra M 3.0 e 3.4, 2 terremoti fra M 3.5 e 3.9 e 4 terremoti maggiori del quarto grado di cui il più importante la scorsa notte di M 4.9 nei Balcani Bosniaci.
Possiamo tuttavia dire che questa attività rientra nella media dei terremoti che vengono registrati quotidianamente sul territorio nazionale ma che in questi ultimi mesi vanno a confermare lo stress cui sono sottoposte le nostre catene montane appenniniche ed alpine.
L'immagine seguente mostra i 1.116 epicentri ed è possibile ingrandire la piantina cliccando qui.

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Non posso usare altre parole, mi si perdoni: ora siamo nella merda davvero.

Ieri sera prima di una conferenza in Sardegna un blogger m’intervista e mi chiede: “Facciamo default?”. Io: “Non credo, perché temo che Draghi aprirà all’ultimo i rubinetti della BCE, o daranno al MES una licenza bancaria”. (poi vi spiego)

Stamattina l’amico Mauro Valentini di Misano mi manda un sms: “Si fa default?”, gli rispondo la stessa cosa (e tenete a mente il verbo “temo” che ho usato con entrambi).

Ok, sono le prime ore del pomeriggio di oggi giovedì 26 luglio, e le agenzie battono la notizia: Mario Draghi a Londra ha detto che la BCE aprirà i rubinetti. In Austria, il governatore della Banca Centrale Ewald Nowotny già da giorni aveva dichiarato che si sta discutendo se dare al MES una licenza bancaria.

E siamo veramente, ma veramente fottuti adesso.

Prima di continuare mi si permetta una ricordo: era il giorno 15 novembre 2011, io ero ospite a Matrix, Canale 5. Urlai che Mario Draghi era un golpista perché aveva omesso scientemente di usare i poteri della BCE di calmare la speculazione contro titoli di Stato italiani, comprandoli in massa. Era la speculazione che pochi giorni prima aveva rovesciato il governo e instaurato la dittatura finanziaria della Troika e di Monti (se si comprano grandi quantità di titoli i tassi crollano, l’Italia non sarebbe arrivata sull’orlo del default in quei giorni, e Monti non sarebbe neppure stato citato). A Matrix mi fu risposto con sufficienza che Draghi non avrebbe potuto, che la BCE non può mai comprare titoli di Stato per aiutare i governi. Risposi che era una menzogna, citai il programma SMP Bonds Purchases della BCE che dà ad essa potere di acquistare titoli eccome, e Draghi non lo fece, condannò l’Italia a cadere nella mani del criminale Monti. Avevo totalmente ragione, leggete sotto. Draghi è un’oscenità vivente, perché oggi si ricorda di colpo che quel programma SMP dopotutto c’è e lo userà, eccome, ma non per salvare la democrazia di un Paese, no, bensì per assicurarsi che essa venga del tutto annientata, leggete sotto.

Cos’è accaduto, che significa.

E’ accaduto che il paradigma MMT fondante per spiegare la crisi dell’euro – e cioè che i mercati continuano a sfiduciare l’Italia (e altri) solo perché abbiamo perso la capacità di emettere la nostra moneta sovrana. Cioè: essi, i mercati, sanno che adesso, con l’euro, non possiamo ripagare sempre e puntuali il nostro debito, dato che l’euro non è liberamente emesso dall’Italia che lo deve prendere in prestito dalle banche, per cui temono che facciamo default sui pagamenti, e dunque ci sfiduciano in una spirale verso il basso man mano che ci indebitiamo, ma è proprio questa spirale che ci porta al default – stava portando l’Italia e la Spagna al default entro pochi giorni o settimane. Sarebbe stata la fine dell’Eurozona, in una implosione di ordine epocale e mai così devastante nella Storia… ma devastante per Francia e Germania, e NON PER NOI. Mario Draghi sa questo, e non può fare altro se non eseguire gli ordini di Angela Merkel e di Francois Hollande: salva l’euro a qualsiasi costo, qualsiasi! Draghi riscopre il programma SMP Bonds Purchases della BCE che dà ad essa potere di acquistare i titoli di Stato dei Paesi nei guai, e a Londra oggi annuncia che la BCE farà esattamente questo. Costruisce un giro di parole pietoso per trovare il cavillo legal-semantico a giustificazione di ciò che solo 8 mesi fa era “da escludersi”, ma lo fa. Peccato che quel cavillo legal-semantico si applicasse pari pari anche allora, falsario.

Ma si faccia attenzione.

I mercati non si sarebbero mai placati oggi se non sapessero che la BCE è l’emissore sovrano dell’euro, e quindi può in effetti comprare titoli quasi all’infinito. Con questa garanzia, e solo con questa, i mercati si sono calmati, e si calmeranno.

Poi si era già espresso poco prima il governatore della Banca Centrale austriaca Ewald Nowotny (si saranno coordinati? nooo…) che parlava della possibilità di dare al MES una licenza bancaria. Il MES è il nuovo fondo ‘salva’ Stati dell’Eurozona, che però di per sé ha nelle casse poco più che due soldi. Pensate che un salvataggio dell’Italia azzererebbe le casse del MES in meno di 3 mesi. E allora cosa fanno trapelare i banchieri centrali della UE? Che il MES potrebbe essere trasformato in banca. E cosa significa? In breve: che se diventa banca avrà il sostegno illimitato dei finanziamenti della BCE, che è l’emissore illimitato degli euro, e quindi il MES potrà comprare enormi quantità di titoli di Stato dei Paesi come il nostro di fatto garantendo ai mercati che, di nuovo, esiste un pagatore dei loro crediti (i titoli nostri e spagnoli) senza limiti. Il trucco è fatto. I mercati si calmano.

Ma cosa significa se si calmano? Significa, e lo dico con un livello di serietà totale, una catastrofe democratica, economica e civica qui da noi senza precedenti nella Storia d’Italia. Significa che Italia e Spagna e Grecia staranno dentro l’Eurozona, perché con i mercati calmi, e coi tassi sui titoli che scendono dal 7% al 4%, il default è scongiurato. Bella notizia eh? Come dire: il fiume sarebbe straripato e avrebbe allagato la galera permettendo ai prigionieri politici asserragliati sul tetto e stremati di fame e sete di nuotare verso la libertà. Ma no. Hanno arginato il fiume apposta.

Significa che ci terranno dentro la macchina dell’economicidio della nostra terra, bloccati in un limbo infame dove da una parte non cresceremo mai perché sempre privi di moneta sovrana, sempre schiavi di tecnocrati non eletti, sempre comunque ricattati dal fatto che ogni centesimo per l’Italia va preso in prestito dalle banche speculative, e dall’altra proprio questa perenne e cementata precarietà e impoverimento saranno la scusa per imporci le Austerità a stipendi, pensioni e servizi che ammazzano le imprese, le privatizzazioni selvagge di ogni bene e servizi pubblico residuo, e per impedirci di respirare nella crescita, e dunque di agire la democrazia.

Siamo nella merda, non ci sono altre parole, davvero. Se Draghi apre i rubinetti del programma SMP Bonds Purchases e se il MES diventa banca è finita, è finita per i vostri figli, è finita per la MMT in Italia, è finita per tutto ciò che conoscemmo come Stato. E’ finita per l’Italia.

Devo aggiungere solo, ma solo per dovere intellettuale, che un’estremissima possibilità di salvezza c’è. La rappresenta l’incognita di un ritardo politico nelle due mosse di cui sopra, ad esempio se la Corte Costituzionale tedesca bocciasse il MES a settembre, o altre estreme ratio del genere. Allora potrebbe succedere che i mercati, bestie assurde e selvagge per definizione, potrebbero al primo odore di ritardo farsi prendere da un panico totale e auto-alimentante, e causare il default dell’Italia lo stesso. Ma credetemi: è come sperare che il killer che ti deve ammazzare venga colto da ictus mentre aziona il grilletto.

Questo è quanto. Non so cosa altro dire. Mi dispiace, davvero, e proprio ieri sera a Nuoro ero a una tavolata il cui capotavola era una bella mamma con un fagottino di un mese al seno. Non dico altro.


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Arriva l'annuale pioggia di meteore Delta Aquaridi nel weekend

Questo fine settimana, la Terra attraversera' il flusso di detriti della coda della cometa 96P/Machholz, fonte della annuale pioggia di meteore Delta Aquaridi. Si prevedono fino a 15 meteore all'ora, tra il 28-29 Luglio.Il fenomeno astronomico favorira' gli osservatori della volta celestie dell'emisfero australe. Tuttavia, anche gli osservatori nell'emisfero settendrionale potranno assistere all'evento anche se con intensita' minore., David Hoffmann ha catturato questa immagine di un frammento lampeggiante della Delta Aquaridi su Ashland in Oregon, il 24 luglio:



Alcuni ricercatori ritengono che la cometa progenitrice Aquaridi Delta, 96P/Machholz, provenga da un altro sistema stellare. Ogni frammento che si  disintegrera' nel cielo notturno potrebbe depositare materiali provenienti da tutta la galassia nell'atmosfera superiore della Terra.

Il momento migliore per osservarle  è durante le ore di buio prima dell'alba di Sabato e Domenica quando la luna è tramontata e la costellazione dell'Acquario è relativamente alta nel cielo. 

Roubini: tempesta perfetta, il mondo collasserà nel 2013

La “tempesta perfetta” per l’economia globale nel 2013 si sta puntualmente sviluppando: con un catastrofismo che spiazza perfino gli adepti del suo pessimismo, l’economista francese Nouriel Roubini conferma i suoi presagi via Twitter e in un’intervista a “Bloomberg.Tv”. Apocalittico sull’Eurozona, Roubini prevede che la Finlandia uscirà dall’euro prima della Grecia. Le avvisaglie ci sono tutte e, secondo il professore, non lasciano scampo: la “tempesta perfetta” del prossimo anno sarà molto peggio della crisi del 2008. Docente alla New York University, già a maggio aveva indicato i quattro scenari-chiave per la catastrofe: il ristagno degli Stati Uniti, l’acuirsi del problema dei debiti sovrani europei, la decelerazione delle economie emergenti come quella della Cina e il rischio di conflitto militare in Iran. Per “Dottor Catastrofe”, i dati sull’inflazione in Cina e le deludenti cifre dell’occupazione negli Usa mostrano che la “tempesta perfetta” sta davvero per scatenarsi.

Per l’economista, osserva Elysa Fazzino sul “Sole 24 Ore”, il problema è che gli Stati sovrani stanno esaurendo le opzioni e non hanno «conigli da tirar fuori dal cilindro». E mentre nel 2008 la crisi si era potuta combattere con un’azione congiunta delle banche centrali, attualmente le azioni intraprese – come il ribasso dei tassi deciso dalla Bce e le iniziative delle banche centrali cinese e britannica – non hanno avuto l’effetto desiderato. Roubini ha definito un insuccesso il vertice europeo di Bruxelles di fine giugno, «poiché i rendimenti dei titoli di Spagna e Italia restano alti». Il professore prevede «nuove crisi del debito nei prossimi giorni». Prima ancora che si arrivi all’atto finale dell’escalation militare in Siria come antipasto della guerra contro l’Iran, a far precipitare il mondo nella catastrofe in meno di un anno bastano e avanzano il contemporaneo verificarsi di più eventi disastrosi come il crollo dell’euro, la battuta d’arresto della crescita economica dei Brics e una forte recessione negli Usa.

«Ciò che in sostanza aggrava la crisi rispetto al periodo 2008-2009 sono i margini molto più stretti di manovra che le politiche possono concedersi», scrivono Daniela Palma e Guido Iodice il 10 luglio sul blog “Linkiesta”: inefficaci finora le politiche monetarie, perché i tassi di interesse sono già molto bassi e perché sono state comunque praticate già molte iniezioni di liquidità. Idem le manovre fiscali, costrette entro i limiti imposti dagli oneri dei debiti sovrani. A tutto questo – sottolinea lo stesso Roubini – si aggiunge il circolo vizioso che mutua la debolezza del sistema bancario con quella dei debiti sovrani, specialmente nell’Eurozona. E non è certo la politica dell’austerità a tracciare la strada maestra per uscire da questo impasse: occorrerebbero un accordo sulla crescita, un’unione fiscale con l’emissione di Eurobond ed una unione bancaria completa con garanzia iniziale di deposito da parte dell’Eurozona. Ma a tutto questo la Germania si oppone, forte delle previsioni più nere avanzate da Christine Lagarde, presidente del Fmi.

Aumentano le probabilità per un disastro dell’Eurozona: fa eco a Roubini anche Dani Rodrik, l’economista di Harvard che prefigura una Seconda Grande Depressione: «Le conseguenze politiche sono più serie ed hanno un effetto significativo nel lungo termine». Il crollo dell’Eurozona, che travolgerebbe l’intera Unione Europea, mette a nudo la rivalità tra Francia e Germania, mentre i partiti di governo cedono il passo ad estremisti e xenofobi. «Per i paesi vicini – aggiunge Rodrik – l’Europa non brilla più come il faro della democrazia», mentre il Medio Oriente potrebbe svoltare verso l’islamismo autoritario e in Asia il contrasto economico tra Cina e Usa rischia di tramutarsi in conflitto militare: una nuova guerra fredda, verso una possibile Terza Guerra Mondiale. «Uno scenario remoto? Forse, ma non abbastanza».

Dolenti note anche da Wolfgang Munchau, editorialista del “Financial Times”, che stronca i risultati dell’ultimo super-vertice di Bruxelles: «Un passo molto grande, nella direzione sbagliata», avendo subordinato la risoluzione della crisi – mediante l’unione bancaria – a una decisione futura come l’unione politica, ancora più difficile da raggiungere. Morale: non ci sarà una comune ricapitalizzazione delle banche fino a che non sia stabilita un’unione bancaria completa, ma per la Bundesbank quest’ultima non è possibile senza prima un’unione politica. «La crisi non si risolverà per i prossimi 20 anni», scrive Munchau. E se la Germania dice di non “poter” fare nulla oggi, perché mai qualcuno dovrebbe sperare che acceleri, domani, per l’unione politica? «E’ meno credibile della promessa di un alcolista di smettere di bere in cinque anni». Ed è così che la “tempesta perfetta” si avvicina.

Scoperta una gigantesca fossa tettonica nell'Antartide!


Uno studio pubblicato sulla rivista Nature rivela che un team di scienziati dell'Università di Aberdeen e del British Antarctic Survey ha scoperto una gigantesca fossa tettonica nascosta sotto i ghiacciai nell'Antartide occidentale, che starebbe contribuendo alla fusione del ghiaccio e al conseguente innalzamento del livello del mare. L'enorme frattura si trova sotto il ghiacciaio Ferrigno su un tratto di costa così remoto che è stato esplorato solo una volta in precedenza, nel 1961. Gli esperti ritengono che la spaccatura sia coperta da una coltre di ghiaccio spessa 1,5 chilometri, abbia una larghezza di 10 chilometri e una lunghezza di 100 chilometri, grande tanto quanto le dimensioni del Grand Canyon degli Stati Uniti.
"Abbiamo scoperto una grande valley sotto il ghiaccio del Polo Sud, a circa un miglio di profondità", ha detto il dottor Robert Bingham, glaciologo dell'Università di Aberdeene primo firmatario dello studio. "Se togliessimo via tutto il ghiaccio che oggi copre l'Antartide, vedremmo enormi rift valley, simili a quelle che si vedono in Africa e grandi quanto il Grand Canyon americano. Questo è praticamente in contrasto con la superficie piatta di ghiaccio. Senza le misurazioni degli strumenti non avremmo mai potuto sapere della sua esistenza".

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La valley, infatti, è stata scoperta con l'ausilio di un radar montato su una motoslitta, capace di rilevare la topografia subglaciale. "Questa enorme spaccatura deve essersi formata molto prima che la regione fosse ricoperta dai ghiacci. Crediamo, inoltre, che sia parte di un sistema molto più ampio di canyon che interessano tutta l'Antartide occidentale", continua Bingham. "Sappiamo che esiste, ma non sappiamo fino a dove si estende".

I ricercatori, molto sorpresi da questa scoperta, sono convinti che l'enorme spaccatura della roccia antartica contribuisca allo scioglimento della calotta antartica. Nella ricerca, il team scrive che il canyon sta portando acqua di mare più calda sotto la calotta di ghiaccio, accelerandone lo scioglimento. "E' la conformazione della spaccatura che contribuisce all'accelerazione dello scioglimento", spiega Bingham.

"Il fatto di poter rilevare la spaccatura, significa che il ghiaccio più profondo si sta degradando, consentendo all'acqua di mare più calda di fluire verso l'interno attraverso un trogolo creato dalla spaccatura stessa". Gli scienziati suggeriscono che durante le ere glaciali, quando il livello del mare era molto inferiore a quello attuale, nella spaccatura si sarebbe incanalato un flusso importante ghiaccio attraverso il trogolo. Ora, come spiega lo studio, i ruoli si sono invertiti, con il trogolo che canalizza le acque calde del mare fino a lambire la coltre di ghiaccio.

Bingham e colleghi credono che la progressiva contrazione della calotta polare antartica sia responsabile di circa il 10 per cento del cambiamento climatico indotto dal livello del mare, che, se non monitorato e controllato, rischia di inondare molte città costiere entro poche generazioni. La zona occidentale della coltre di ghiaccio sud polare, una massa enorme di ghiaccio spessa fino a quattro chilometri, si sta sciogliendo più velocemente di qualsiasi altra parte dell'Antertide.

Ma le scarse informazioni in possesso degli scienziati sulla topografia subglaciale non permette un'esatta previsione del tasso e grado di assottigliamento della calotta polare. "Abbiamo individuato questa zona proprio perchè sapevamo, grazie alle misurazioni satellitari, che era in corso un assottigliamento del ghiaccio polare", dice Bingham. "L'unico modo di individuare la valley coperta da uno strato di ghiaccio, è quello di usare un radar sul posto".

Capire la velocità di scioglimento della calotta antartica occidentale e della lastra di ghiaccio che copre la Groenlandia, è una delle incognite più grandi per prevedere di quanto il livello del mare aumenterà nel corso di questo secolo e oltre. Una fusione totale di entrambi i ghiacciai potrebbe innalzare le acque fino a 4 o 5 metri. L'Antartide orientale, invece, è così freddo che il ghiaccio, se non intervengono fattori sconosciuti, dovrebbe rimanere solido per secoli.



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Paura in Sicilia per l'intenso sciame sismico nel Messinese

Registrate 4 scosse, la più forte di magnitudo 3.5. Gli epicentri lungo la costa tirrenica siciliana



Quattro scosse di terremoto di varia magnitudo, da 2 a 3.5, sono state registrate dalle 3 alle 5.53 del mattino lungo la costa tirrenica del messinese. L'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia ne ha individuato l'epicentro tra i golfi di Patti e di Milazzo. La terra ha tremato anche nella tarda serata di ieri, intorno alle 22.34, a nord delle Isole Eolie. Nessun danno segnalato nei comuni situati entro il raggio di 10 km dall'epicentro.

 


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