Il pianeta che evapora

Si trova a 1500 anni luce di distanza, è piccolo come Mercurio e ha un tempo di rivoluzione intorno alla sua stella madre di appena 15 ore. I quasi 2000 gradi celsius della sua superficie stanno trasformando il suo materiale roccioso in una coda di gas e polveri, quasi fosse una cometa. Tra 100 milioni di anni sarà evaporato del tutto

di Francesco Rea21/05/2012 17:02
Un pianeta che evapora. È quanto ipotizzano aver scoperto ricercatori del MIT, della NASA e di altri istituti, in uno studio, basato su dati del satellite Kepler, pubblicato sull’Astrophysical Journal.

Si tratterebbe di un pianeta delle dimensioni di Mercurio, a circa 1500 anni luce di distanza e con un’orbita intorno alla sua calda stella madre di appena 15 ore.

Secondo gli scienziati, come una cometa, il pianeta viene seguito da una lunga scia di polveri e detriti che altro non sono che il materiale roccioso che lo caratterizza che sta evaporando a causa di una temperatura, sulla superficie, prossima ai duemila gradi.

Secondo i calcoli e le simulazioni fatte dal team di ricercatori, il piccolo pianeta extrasolare si degraderà completamente entro cento milioni di anni.

“Pensiamo che questa polvere sia costituita da particelle di dimensioni inferiori al micron” dice il co-autore Saul Rappaport, professore di fisica al MIT. “Un po’ come guardare attraverso lo smog di Los Angeles”.

Gli scienziati sono arrivati a tale conclusione analizzando i dati del cacciatore di pianeti extrasolari Kepler, che ha rilevato una curiosa variazione di luce nella stella KIC 12557548. Il pianeta passando davanti la stella scherma la luce. Questo permette di riconoscere il passaggio di un pianeta davanti la sua stella madre e registrando i passaggi successivi, misurare il tempo della sua orbita. Gli astronomi però hanno notato un’anomala variazione dell’intensità della luce “bloccata” ad ogni passaggio del pianeta. Nel tentativo di risolvere il puzzle, i ricercatori hanno dapprima ipotizzato che il pianeta fosse accompagnato da un altro pianeta e l’uno orbitasse intorno all’altro, ma l’estrema brevità della rivoluzione intorno alla stella madre, una delle minori mai scoperte, ha fatto naufragare tale teoria.

Da qui l’ipotesi che tale variazione dipendesse dalle modifiche morfologiche del pianeta stesso e dalla sua coda di gas e polveri prodotta da tali modifiche. Un’ipotesi che avrebbe poi trovato una conferma nel modello di simulazione che ha permesso di “giustificare” le curve irregolari di luminosità registrate dal satelllite della NASA.

Il SISDE dà ragione ai “complottisti”. Smentito il CICAP

Un duro colpo per il CICAP e per tutti coloro che si affannano a ridicolizzare chi da anni cerca di far luce sugli aspetti poco noti di alcuni progetti di intelligence. Di siti dove si parla delle moderne possibilità raggiunte dalla Tecnologia del Controllo ne è pieno il web, ma se a dirlo è il SISDE sul proprio sito, il discorso cambia. E fa riflettere. Sul numero 2 del 2010 della rivista Gnosis, rivista italiana di intelligence, troviamo l’articolo Un software per la lettura dell’intelligenza; “non deve stupire più di tanto – leggiamo – anche l’annuncio di qualche mese fa, sulla realizzazione di un software messo a punto da Intel (azienda statunitense, leader nel settore della realizzazione di microprocessori), in grado di effettuare, almeno in parte, la lettura del pensiero della mente umana. Il funzionamento del dispositivo è piuttosto semplice (si fa per dire!) e si basa sull’utilizzo di un sistema impiegato per effettuare le risonanze magnetiche. In sostanza il congegno effettua una mappatura delle aree del cervello interessate alla generazione delle parole, in maniera similare a quanto fanno le applicazioni che traducono la voce in comandi e testi. È opportuno ricordare che l’attività cerebrale del cervello si basa su onde elettriche (onde cerebrali) che generano appunto l’attività elettrica cerebrale. Non a caso, mediante l’elettroencefalogramma (EEG) è possibile registrare l’attività elettrica dell’encefalo. Quindi il dispositivo della Intel è in grado di identificare le parole “pensate” dalla mente dell’uomo, di abbinare loro un significato elettrico cerebrale e di costruire, mediante una procedura di apprendimento, una sorta di mappa di collegamento tra le parole pensate e i relativi comandi da generare”.
L’articolo prosegue collegando gli studi sull’attività elettrica del cervello alle presunte facoltà in esso nascoste, come la telepatia e la visione a distanza. Si citano, quindi, vari studi condotti sull’argomento, quali il progetto PEAR sulla forza del pensiero, o il progetto STARGATE sulla visione a distanza, chiudendo con l’augurio che “per quanto concerne lo sviluppo di sistemi di lettura del pensiero, di certo ci vorranno ancora diversi anni affinché si possa parlare di sistemi elettronici di psycho-intelligence, ma la chiave della porta di accesso alla mente umana, è stata realizzata. Per l’intelligence, quindi, si configura una nuova era. Forse siamo nelle condizioni di poter inaugurare una nuova metodologia di raccolta delle informazioni”. E’ il caso di dire che ne vedremo delle belle. A distanza.
Un secondo articolo, sempre ospitato su Gnosis (n. 4/2010), è ancora più esplicito e molto, molto meno “romantico”: “Microchip nel cervello, privacy a rischio”. Qui non si parla di presunte facoltà del cervello umano, ma semplicemente del modo di estrarre informazioni, anche se, si sottolinea, garantendo la privacy! Come si spiega nell’introduzione, “la raccolta continua e incessante di dati per il futuro è affidata allo sviluppo delle tecnologie a radiofrequenze (RFId – Radio Frequency Identification), applicabili all’essere umano e fruibili per ottenere informazioni utili in tempo reale. Sviluppando questo metodo, si potrebbe arrivare molto più lontano, soprattutto utilizzando la tecnologia delle frequenze elettromagnetiche del corpo umano.
Un futuro che, non molto vicino ma neppure troppo lontano, consentirà un flusso infinito di informazioni in tempo reale: addirittura la lettura del pensiero”. L’articolo precisa che “negli Stati Uniti la NSA (National Security Agency), nell’ambito della ricerca delle metodologie per raccolta delle informazioni che si basa sui segnali (SIGINT – Signals Intelligence), ha attivato, da tempo, un programma di ricerca per la codifica delle onde EMF (ElectroMagnetic Frequencies). Va sottolineato che la bontà del sistema SIGINT risiede nella certezza che ogni ambiente è pervaso da correnti elettriche che generano un campo magnetico che origina, di conseguenza, onde EMF. Gli studi condotti dalla NSA, in collaborazione con il Dipartimento della Difesa, hanno dimostrato che queste onde vengono generate anche dal corpo umano, possono essere intercettate ed elaborate minuziosamente da software specifici, ospitati anche da piccoli personal computer”. C’è di che stare tranquilli, quindi: niente più rapimenti alla “Abu Omar” sui cieli di mezza Europa, niente più torture per estorcere informazioni, basterà puntarci un’antenna contro (o dentro?). Ancora non ci credete? Eppure L’EMF Brain Stimulation è un dispositivo progettato per le ricerche nel settore neurologico, soprattutto nello sviluppo delle “radiazioni bioelettriche” (EMF non ionizzate). Queste tecnologie (segrete) sono state catalogate dalla NSA come “Radiazioni intelligenti”, meglio identificate come “informazioni elettromagnetiche involontarie diffuse nell’ambiente non radioattive o nucleari”.
Il dispositivo EMF quindi sembra poter operare su una banda di frequenze in grado di “colloquiare” con il sistema nervoso centrale dell’uomo. Inoltre, sembra che questo sistema sia stato già utilizzato per applicazioni di tipo “bring-to-computer-links”, con velivoli dell’Aeronautica Militare statunitense. Attraverso elettrostimolazioni neuronali sarebbe possibile interagire direttamente con l’avionica del velivolo da combattimento e sembra che alcuni esperimenti di “controllo cerebrale a distanza” siano stati condotti dagli UAV utilizzati durante la campagna irachena per la ricognizione del campo di battaglia”. Di certo due articoli illuminanti (e traccianti!) che rendono superfluo il CICAP dal momento che complottismo, scienza e paranormale si fondono sempre più in una fosca realtà. Ma a noi piace vedere il lato positivo: non occorreranno più manifestazioni per ostentare il dissenso: i governi avranno la tecnologia per leggerlo nella nostra testa. A quando il televoto neuronale?

Scoperto il cratere d'impatto del meteorite Tunguska

Bologna - Il 30 giugno 1908, una colossale esplosione e' avvenuta nelle regioni remote della Siberia, vicino al fiume Tunguska. L'onda d'urto e' stata cosi' forte da abbattere tutti gli alberi nel raggio di migliaia di chilometri. Non e' mai stato confermato cosa abbia causato l'esplosione, ma molti scienziati ritengono che sia stata dovuta a un meteorite o una cometa. Ora un gruppo di ricercatori italiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche sostiene di aver trovato il cratere d'impatto sul fondo del lago Cheko, e che nel luogo e' presente tra i sedimenti una massa densa che potrebbe essere il meteorite.  Per anni, la zona di Tunguska e' stata analizzata da numerosi team di scienziati, e molti sono d'accordo nel ritenere che il lago Cheko sia un buon candidato per essere il luogo d'impatto del meteorite, ma finora non e' stata trovata traccia di roccie spaziali e molte teorie sostengono che il corpo celeste si sia vaporizzato all'impatto.
Ora, i ricercatori del'Istituto di Scienze Marine CNR di Bologna, assieme a ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno pubblicato un nuovo studio sulla rivista Geochemistry, Geophysics, Geosystems. Tramite misurazioni sismiche e scansioni magnetiche della zona effettuate nel 1999 e nel 2009, i ricercatori hanno individuato al centro del lago una massa piu' densa dei sedimenti circostanti. Un'anomalia che ha portato gli scienziati a ritenere che si possa trattare del meteorite, ancora sepolto, e che lago Cheko e' effettivamente il luogo d'impatto. Inoltre, le analisi hanno rivelato che i sedimenti del lago si siano accumulati a partire da circa un secolo fa, momento in cui l'evento di Tunguska si e' verificato.

I Maya lo avevano previsto: il 5-6 giugno venere transitera' davanti al sole

Un evento che si verificherà di nuovo solo tra 105 anni. Riportato dalla rivista scientifica Nature, è un evento unico per i ricercatori, in quanto sono le condizioni ideali per scoprire altri pianeti. L'astronomo Jay Pasachoff  ha dichiarato alla rivista inglese: "anche se noi scienziati siamo in grado di inviare sonde spaziali su altri pianeti,
per un esame più attento l’osservazione dei transiti dalla Terra fornisce informazioni uniche e ci dà l’opportunità di calibrare e migliorare il nostro metodo di ricerca dei pianeti extrasolari".Un'occasione unica quindi, per cercare di individuare nuovi pianeti lontano dal nostro. Il satellite della NASA A CRIMSAT monitorerà l'evento e ci si concentrerà soprattutto sull'atmosfera del pianeta Venere. Pasachoff ci tiene a sottolineare: "gli spostamenti sono molto rari, perciò perdere questa occasione sarebbe un crimine, lo dobbiamo ai futuri astronomi che osserveranno il passaggio nel 2117". Sembra proprio che il popolo Maya fosse a conoscenza di questo evento stando alle ultime scoperte dell'astronomo e archeologo Jesùs Galindo. Infatti, dopo la scoperta nella città di Mayapan di un antico dipinto murale, sembra che ciò che è stato scambiato per "fine del mondo" non fosse altro che l'evento in questione. Comunque ci tengo a ribadire che i Maya, non hanno mai parlato di fine del mondo, bensì di un periodo di transito.

Continua a tremare la Terra in Emilia, nuovo sisma di 3.5 richter

23 maggio 2012 - Continua a tramare la Terra in Emilia,lo sciame sismico che dalla mezzanotte di ieri ha fatto registrare numerose scosse di magnitudo superiore a 2.Questa mattina alle ore 08:51 un'altra scossa di magnitudo 3.7 della scala richter che e' stata avvertita dalla popolazione che continua a dormire i luoghi di emergenza allestiti dalle autorita' sono 5000 finora gli sfollati vittime del sisma.
Emsc
terrarealtime

Alcune foto significative che testimoniano i devastanti danni provocati dal sisma ad edifici storici.









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Scie chimiche: Mancata collisione tra f16 e un tanker

Mancata collisione tra f16 di base a trapani e altro Tanker che rilascia sostanze in atmosfera...
Dal minuto 3.45 rischiano una collisione con un tanker e dopo la conversazione con la torre di controllo dice chiaramente che è un aereo senza trasponder...sentite tutto...
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=9CgbLaiRoo4

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Sky Hum, la psicosi dei boati nel cielo

Il “suono dell’ Apocalisse” dilaga su youtube. Dall’estate scorsa inquietanti boati sembrano scuotere i cieli del pianeta. Allarmate segnalazioni arrivano da Usa, Europa, Costa Rica, Russia, Australia. Ma cosa c’è di vero? E quale sarebbe la causa di questi fenomeni? “La fonte di una manifestazione così potente e immensa di onde acustiche a bassa frequenza – ha detto il geofisico russo Elchin Khalilov – non può che essere legata a processi energetici di larga scala, ad esempio alla ripresa dell’attività solare”. L’intervista, diffusa dall’agenzia Wosco, ha eccitato i catastrofisti e irritato la comunità scientifica. “Le onde acustiche gravitive (Acoustic Gravity Waves o AGW) -commenta Cesidio Bianchi, ricercatore dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – possono propagarsi nell’atmosfera in seguito a fenomeni di enorme potenza quali le eruzioni solari, che investono la Terra con grandi quantità di plasma

Una frazione di particelle ionizzate, le più energetiche, impattano la ionosfera polare e attraverso meccanismi elettrodinamici, generano AGW che si propagano fino alle nostre latitudini. Ma si tratta sopratutto di infrasuoni, quindi rilevabili dagli strumenti e non dall’uomo”. Le AGW potrebbero essere provocate anche da esplosioni atomiche o da forti eventi sismici e per questo lo stesso Khalilov ha fatto ulteriormente discutere, proponendo di utilizzarle per prevedere i terremoti. “Ma questo è assurdo – aggiunge Bianchi – visto che le AGW si manifestano simultaneamente all’evento sismico e mai prima”. E tuttavia Khalilov ha avanzato anche un’ipotesi alternativa per spiegare gli Sky Hum: “il 15 novembre 2011 tutte le stazioni geofisiche della rete “Atropatena” che registrano anche le variazioni del campo gravitazionale terrestre, hanno rilevato un forte picco”. Le stazioni sono collocate a notevole distanza: Istanbul, Kiev, Baku, Istamabad e Yogyarta, in Indonesia. “Dunque – secondo Khalivov – un evento di questa portata potrebbe aver avuto origine nel nucleo terrestre e, poichè i processi che avvengono nel nucleo regolano l’energia interna del pianeta, dovremo aspettarci per la fine del 2012 un aumento di terremoti, eruzioni, tsunami ed eventi climatici estremi, con un massimo nel 2013/2014, quando l’attività solare toccherà il picco”. Un’ulteriore allame, che ha spinto la comunità scientifica a reagire di nuovo. Se è vero che il campo magnetico terresre, che si genera nel nucleo a oltre 3mila km di profondità, ha accelerato un po’ la sua consueta variazione secolare, “cio non implica alcuna relazione tra nucleo e atmosfera – chiarisce Antonio Meloni, ricercatore dell’ Ingv – e anche in merito all’ipotizzata connessione tra AGW, campo magnetico e nucleo si può dire che non esiste alcuna conferma”. Sugli Sky Hum lo scontro continua...

 


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