Sconvolgimento geologico in Oklahoma,un enorme voragine si forma improvvisamente in un campo

30 Novembre 2011 - Un nuovo sconvolgimento geologico questa volta negli USA e precisamente nello stato dell'Oklahoma.Gli esperti dicono che non e' legato al recente incremento sismico che ha interessato la zona,ma sta di fatto che un enorme voragine (sinkhole) e' apparsa in un campo durante la notte delle dimensioni di 40 metri di diametro e profondita' perfettamente rotonda e sembrerebbe in crescita giorno dopo giorno.Il proprietario del campo ha affermato di essere stato fortunato che il sinkhole si sia formato in un punto lontano ala sua abitazione che ci sarebbe entrata dentro tutta!
http://thelastsigns.blogspot.com/2011/11/massive-sinkhole-appears-overnight-in.html

Recentemente per indicare fenomeni di sprofondamento di qualsivoglia genere viene sempre più spesso utilizzato, da esperti del settore e non, il termine "sinkhole", che ha quasi del tutto sostituito altri termini più specifici, (dolina, camino di collasso, sprofondamento, limesink, cenotes, pozzo carsico, loess karst, voragine) generando una notevole confusione terminologica.
Il termine sinkhole (che tradotto letteralmente significa “buco sprofondato”) è stato introdotto per la prima volta da Fairbridge (1968) per indicare una depressione di forma sub-circolare dovuta al crollo di piccole cavità carsiche sotterranee, sinonimo dunque didolina (doline).
Successivamente il termine è stato ripreso da alcuni Autori (Monroe, 1970; Jennings, 1985; White, 1988 ed altri) ed affiancato da un attributo che ne chiariva la genesi: sono stati distinti così tra i fenomeni carsici fenomeni di solution sinkholecollapse sinkhole esubsidence sinkhole (coincidenti con i termini di solution doline, collapse doline, subsidence doline introdotti da Cramer, 1941 e successivamente utilizzati anche da Castiglioni nel 1986 in Italia e da molti altri Autori, dolina di soluzione normale, dolina di crollo, dolina alluvionale, dolina di subsidenza in roccia).
Attualmente negli Stati Uniti e in Gran Bretagna il termine sinkhole viene usato frequentemente e definisce una qualunque cavità nel terreno di forma non più necessariamente sub-circolare, apertasi per cause antropiche o per motivi diversi.
In Italia il termine sinkhole è stato introdotto, a partire dagli anni novanta, per indicare un tipo particolare di sprofondamento, con forma sub-circolare, ma di genesi incerta.
Successivamente anche in Italia il termine è stato usato secondo l’accezione anglosassone, sinonimo dunque di sprofondamento s.l., di dolina, di sprofondamento antropico, e di “camino di collasso”.
Il termine sinkhole nella letteratura italiana indicava, in principio, ampie e profonde depressioni di forma sub-circolare con diametro e profondità variabili da pochi metri a centinaia di metri, a pareti sub-verticali che si aprono rapidamente in terreni a granulometria variabile. 
Questi tipi di sprofondamenti sono quasi sempre colmati da acque, spesso mineralizzate, formando laghetti e specchi d’acqua; sono caratterizzati da subsidenza che può localmente essere dovuta a presenza di sorgenti.
Tali fenomeni sono localizzati in genere su allineamenti tettonici lungo i quali spesso si evidenziano anomalie di fluidi; la continua erosione delle pareti del camino provoca il progressivo colmamento della voragine, un aumento del diametro e nello stesso tempo una diminuzione della profondità dello specchio d’acqua se presente.
La formazione di questi fenomeni è improvvisa, può essere realizzata in un evento unico o in più eventi con progressivo cedimento delle pareti.
Si è constatato che la maggior parte di tali fenomeni è dovuta ad una serie di cause, di cui si parlerà in seguito, ma ruolo importante assumono i processi di risalita, sifonamento e erosione dal basso.
I meccanismi di erosione dal basso potrebbero essere assimilati a processi di suffosione profonda (deep piping), definiti da Castiglioni (1986) come effetti meccanici dello scorrimento sub-superficiale (in questo caso però il movimento sarebbe profondo) dell’acqua nel terreno (con dimensioni granulometriche dalle argille alle ghiaie), che si realizza quando quest’ultimo è crepacciato o poroso e quando l’acqua abbondante e con pressione elevata riesce a trovare vie di scorrimento in cui passare con velocità abbastanza sostenuta. Il passaggio dell’acqua provoca l’erosione di materiale e la formazione di canalicoli e di condotti tubolari lungo le linee idrauliche di flusso. Quest’ultimo fenomeno viene indicato nella letteratura anglosassone con il termine piping.
Sprofondamenti in cui è stata accertata la presenza di meccanismi di questo tipo possono venire definiti, aggiungendo un attributo al termine per specificarne la genesi: piping sinkhole.

El Hierro: video di pezzi di lava galleggiante sulla superficie del mare




30 Novembre 2011 - El Hierro - Continua l'attivita sismica e vucanica sull'isola spagnola delle Canarie,una delle bocche sottomarine sta facendo apparire sulla superficie de mare pezzi di lava incandescente galleggianti.
El Hierro,e' una isola di 278,5 km2, si trova all'estremo sud-ovest delle CanarieLe origini risalgono circa 100 milioni di anni. Dopo tre eruzioni successive, e conseguenti accumuli, l'isola emerse dal mare come una piramide triangolare imponente coronata da un vulcano di oltre 2.000 metri di altezza. L'attività vulcanica ha portato alla continua espansione dell 'isola. Circa 50.000 anni fa, a seguito di scosse sismiche che produssero frane enormi, un pezzo gigante dell'isola  si schianto' nell'oceano. Questa frana di oltre 300 km3 diede origine al suggestivo anfiteatro di El Golfo valle ed ad uno tsunami di 100 metri di altezza che probabilmente, raggiunse la costa americana.
http://terrarealtime.blogspot.com/2011/07/sciame-sismico-nelle-isole-canarie.html

Scoperto Il piu' grande pianeta extrasolare mai rilevato



Ha una rivoluzione di sole 19 ore, una massa doppia di quella di Giove e dimensioni di poco inferiori. La scoperta grazie a WASP-South e la domanda è: sta precipitando sulla sua stella madre o si devono riscrivere le teorie sull'interazione stella-pianeta?

di Redazione Media Inaf

Si trova nella costellazione del Sestante, ed è stato possibile individuarlo attraverso la tecnica del transito con la WASP-South Camera Array, sita nell’Osservatorio Astronomico Sud Africano. Si chiama WASP-43b e va a rendere più numerosa la pattuglia di pianeti extrasolari. Come WASP 17, il più grande pianeta extrasolare mai rilevato, anche WASP-43b ha una sua peculiarità. Con un periodo orbitale di soli 19 ore e 31 minuti, è il Giove caldo più vicino alla sua stella madre conosciuto fino ad oggi. La sua massa è di 1,8 quella di Giove e le dimensioni nove decimi del pianeta più grande del nostro sistema solare.

Ma quello che rende questa scoperta più interessante e caratterizza ulteriormente il pianeta, è il fatto che la sua stella madre è solo 0,6 volte la massa del nostro Sole, come dire la metà, cioè è la più piccola conosciuta per avere nella propria orbita un Giove caldo. Che cosa è allora WASP-43b, si chiedono i ricercatori: uno dei rari casi di “ultimi Mohicani”, cioè pianeti che precipitano sulla loro stella madre a causa delle interazioni mareali? O invece ci dice che le interazioni mareali sono molto più deboli di quanto si pensasse?

In sostanza un oggetto di quelle dimensioni così vicino alla sua stella madre dovrebbe essere sottoposto agli effetti dissipatori prodotti dall’attrazione mareale. Potrebbe essere così, ma se ciò non fosse e stella e pianeta fossero in equilibrio, allora le forze mareali sono appunto più deboli.

Grazie ad oggetti come questo, i modelli teorici della interazione stella-pianeta saranno messi alla prova, e si spera che portino ad una comprensione molto più chiara dei processi di dissipazione tra stelle e pianeti. Dal 2006 WASP-South sta scandagliando l’emisfero sud del cielo alla ricerca di pianeti extrasolari, secondo la tecnica del transito. I dati combinati con l’osservatorio di Ginevra delle velocità radiali hanno permesso di trovare oltre 30 pianeti extrasolari orbitanti intorno a stelle di magnitudine 9-13.



Tratto da:http://www.altrogiornale.org/news.php
Fonte:http://www.media.inaf.it/2011/11/28/troppo-vicino-per-essere-normale/

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A caccia dell'asteroide responsabile della grande estinzione!

Gli asteroidi decisero l'ascesa e l'estinzione dei dinosauri sulla Terra. L'ipotesi attende di essere confermata dai geologi, ma sarebbe quella più accreditata. Ma per avere conferme serve un cratere, e forse il "responsabile" si trova a Rochechouart, in Francia, che già nel sito on-line si presenta come Pays de Météorite.
Gli asteroidi infatti lasciano particolari tracce chimiche nel terreno che i geologi Paul Olsen e Dennis Kent del Galles sperano di trovare.

Anche se gli asteroidi sono riconosciuti come più probabili colpevoli delle estinzioni avvenute tra il Cretaceo ed il Terziario 65 milioni di anni fa, e tra il Permiano ed il Triassico 251,4 milioni di anni fa, c'è un altra grande estinzione che per i paleontologi rimane un mistero.

L'estinzione in oggetto è quella del periodo tra Triassico e Giurassico, che avvenne 199.6 milioni di anni fa, e che segnò l'ascesa dei dinosauri sulle creature che popolavano il pianeta. I geologi pensano che il cratere di Rochechouart in Francia potrebbe confermare questa teoria, ma le sue dimensioni ridotte, tra appena i 40 ed 50 chilometri, non sono sufficienti a spiegare l'estinzione, al contrario del cratere di Chicxulub, in Messico, di circa 176 chilometri.

Un asteroide dalle dimensioni di quello caduto in Francia però non avrebbe causato però l'estinzione delle specie animali, ma avrebbe indebolito gli ecosistemi, generando un terremoto di magnitudo 11,5, la cui potenza è 100 volte maggiore di qualunque terremoto mai sperimentato dalla storia dell'uomo. I geologi ora dovranno eseguire dei rilievi del terreno per determinare se sono presenti tracce chimiche che confermino quanto ipotizzato. Se la conferma giungesse allora gli asteroidi si confermerebbero come "migliori amici" dei dinosauri, avendo scritto la parola inizio e fine nella loro storia evolutiva.

Misteriosa sostanza bianca appiccicosa in Turchia

(NaturalNews) I residenti di Dilovasi, un sobborgo industriale alle porte di Istanbul, in Turchia, sono in cerca di risposte su una misteriosa sostanza che, in numerose occasioni, è stata trovata a ricoprire le auto, gli alberi, il bucato, e gli orti in tutta la città. Milliyet, un giornale turco, riferisce che i funzionari del governo stanno cercando di identificare la fonte di questa poltiglia appiccicosa, che secondo quanto riferito ha fatto ammalare un certo numero di persone e rovinato i raccolti locali.
Secondo l'Hurriyet Daily News (HDN), il Consiglio di ricerca scientifica e tecnica della Turchia sta conducendo un'indagine sulla questione, ma solo dopo che i media locali hanno cominciato a segnalare che la sostanza non puo essere lavata o rimossa dai vestiti, dai raccolti, e da altri elementi contaminati.

"I miei prodotti valevano almeno 20.000 lire turche (circa 10.695 dollari), ma ora sono tutti distrutti. Cavolo, porro, e altri prodotti sono stati rovinati dalla poltiglia. Non posso venderli a nessuno. Devo buttarli via. Questa sostanza ha ricoperto anche le finestre della mia serra e blocca la luce del sole ", ha detto Alaattin Illik, un residente e proprietario di una serra a Dilovasi.

Secondo il Digital Journal, i funzionari locali di Dilovasi, che è una zona industriale pesante, con circa 200 impianti industriali in tutto il territorio, sono stati accusati di nascondere la gravità dell'inquinamento tossico nella zona. Questo fatto è reso evidente dal tasso di tumori nella zona più alto del solito,  circa 30 volte superiore rispetto alla media nazionale.

Ma un'altra possibile spiegazione per la copertura chimica non identificata sono le "scie chimiche", un programma di irrorazione chimica in cui jet rilasciano volutamente vari materiali nella stratosfera. Nei giorni di pesante rilascio di scie chimiche, materiali anomali e sostanze simili a quelle che  si trovano a Dilovasi sono stati osservati in una varietà di luoghi in tutto il mondo.

A differenza delle normali scie di gas di scarico dei jet che si dissipano rapidamente, le scie chimiche indugiano nel cielo e spesso si diffondono in nuvole artificiali. In alcuni casi, queste scie chimiche si lasciano alle spalle effettivamente quelli che sembrano essere residui di particelle di polvere, filamenti simili a ragnatele, e una viscida poltiglia simile a quella che è apparsa a Dilovasi (http://www.willthomas.net/Chemtrail...)..

Guardate il seguente estratto da un episodio del  1997 di Unsolved Mysteries dove i residenti di Oakville, Washington, si sono ammalti a causa di una poltiglia appiccicosa non identificata che cade dal cielo:
http://www.youtube.com/watch?v=EvRu ...

Tra le fonti di questo articolo: 
http://www.hurriyetdailynews.com/n ....

http://www.treehugger.com/corporate ...
Fonte: Natural News 24 Novembre 2011 


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Forte terremoto di magnitudo 6.0 scuote Le Filippine

30 Nov 2011 - FILIPPINE - Un terremoto di magnitudo 6.0 richter ha colpito al largo della costa ovest delle Filippine lungo la trincea Manila.
La trincea Manila, è una delle principali linee di faglia che si estende per( 900 km) lungo il fondo dell'oceano. Si trova sotto il Mar Cinese Meridionale e corre lungo il lato ovest della principale isola delle Filippine di Luzon. L'ultimo grande terremoto nelle Filippine, si è verificato nel 1990. Il sisma di magnitudo 7,7 con quasi 2.000 vittime.Essa è caratterizzata da frequenti terremoti e movimenti della piastra che hanno dato luogo a vulcani sul lato ovest dell'isola filippina di Luzon,tra cui il Monte Pinatubo,che subi' una violenta eruzione pliniana in 1991 VEI 6, la seconda più grande eruzione vulcanica registrata nel 20 ° secolo.  

The Extinction Protocol

Risveglio sismico e vulcanico nella regione del Pan-America

Il risveglio sismico e vulcanico della regione Pan-Americana è ormai ben avviato. La placca caraibica comprende un'area di circa 3,2 milioni km quadrati ed è in fase maggiore di stress . Una serie di sciami sismici stanno interessando l'area tra cui il terremoto di 5,1 richter che ha colpito al largo della costa di San Juan,a Porto Rico.


La placca caraibica è una delle 12 grandi zolle in cui è divisa la litosfera. Confina a nord con la placca nordamericana, a sud-est con la placca sudamericana, a sud con la placca di Nazca e a ovest con la placca di Cocos.
Il margine settentrionale della placca passa attraverso Belize, Guatemala e Honduras e prosegue a sud della costa meridionale di Cuba, a nord di Hispaniola, di Porto Rico e delle Isole Vergini. Una parte della fossa di Porto Rico, che con l'abisso Milwaukee rappresenta la zona più profonda dell'oceano Atlantico, si trova lungo questa linea di subduzione.L'intera regione sta diventando sempre più turbolenta, le forze geologiche stanno
incrementando le pressioni sul piatto della regione e il fondo marino è violentemente agitato lungo la trincea di Puerto Rico. La trincea ha una storia inquietante in grado di produrre potenti terremoti di intensita' pari ad 8,1 di magnitudo che colpirono la regione, sia nel 1787 che nel 1946. Alla luce del crescente rischio di terremoti nella zona , l'UNESCO ha condotto lo scorso 23 marzo 2011 un esercitazione per un eventuale terremoto e tsunami nei caraibi. Come conseguenza della crescente tensione sismica nella regione occidentale , stiamo già assistendo al risveglio vulcanico e sismico di gran parte del Pan-America.


Il 20 novembre, il vulcano Popocatepetl in Messico ha scatenato una nube di cenere alta 5 km. Il 22 novembre e' toccato al vulcano Fuego in Guatemala, che ha eruttato una nuvola scura  di cenere di 2 km . Il 25 novembre scorso, lo stato di allerta del vulcano Gelaras in Colombia è stato sollevato ad arancione. Il 26 novembre scorso, la densa cintura superiore vulcanica di El Salvador è stata scossa da uno sciame di oltre 700 scosse in 24 ore. Ora il vulcano Tungurahua in Ecuador è l'ultimo segno rivelatore che la bomba ad orologeria dei Caraibi e della regione Pan-Americana ha iniziato il suo conto alla rovescia.
The Exinction Protocol


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