L'Italia sceglie l'arma atomica e prepara gli F35 alla guerra nucleare


 02/07/2022 - A Ghedi arrivano i caccia in grado di armare le nuove bombe nucleari B61-12

Il nostro paese ha scelto ancora di sposare la dottrina della guerra a spregio dell’articolo 11 della nostra costituzione. L’Italia non parteciperà come osservatore alla Conferenza degli Stati partecipanti al Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW) in programma a Vienna il 21-23 giugno.

SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM

La conferma, come riporta Il Fatto Quotidiano, è arrivata dagli uffici del Sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto Della Vedova che d’altra parte ha annunciato la presenza del rappresentante italiano presso le Nazioni Unite di Vienna alla Conferenza sugli impatti umanitari delle armi nucleari in programma lunedì 20 giugno, organizzata dal governo austriaco.

Il TPNW rappresenta il primo trattato internazionale legalmente vincolante per la proibizione delle armi atomiche, voluto da Ican (la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari Premio Nobel 2017) e adottato da una conferenza delle Nazioni Unite il 7 luglio 2017, con la ratifica di 61 paesi, e la mancata partecipazione di tutti gli Stati dotati di tali armi e quelli parti di alleanze militari che includono la deterrenza nucleare, Nato in primis.

SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM

L’Italia manca dunque ad un appuntamento di alto valore simbolico, se si pensa che si tratta del primo incontro a seguito dell’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, accompagnata da uno scontro verbale tra Mosca e l’occidente senza precedenti. Solo pochi giorni fa il capo della Duma della Federazione Russa, Viacheslav Volodin, ha minacciato che se dovesse verificarsi l’ipotesi suggerita dall’ex ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorskin, di dotare l’Ucraina di armi nucleari, ciò porterà ad un conflitto nucleare che distruggerà il continente europeo.

Discorsi che dovrebbero lanciare un forte monito alle menti dei leader europei, oramai accecati nel perseguire un’ipotetica vittoria finale contro la Russia, coincidente sempre più con la distruzione intera del genere umano.

SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM

“Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo esprimono rammarico per la decisione presa dal governo che perde l’occasione di poter discutere al tavolo, con rappresentanti di Paesi e società civile provenienti da tutto il mondo, il tema del disarmo nucleare reso sempre più urgente dal conflitto in Ucraina. Purtroppo, quindi, il nostro paese non sarà tra i circa cento governi che parteciperanno agli incontri di Vienna, dove è prevista anche la presenza di Stati non firmatari del Trattato come Svezia, Finlandia e Svizzera e anche alleati Nato come Germania e Norvegia“.

Questo si legge in una nota dei gruppi italiani che prendono parte all’iniziativa. Gli oltre 100 governi che parteciperanno all’incontro formuleranno “una dichiarazione politica che risponda alle recenti minacce di utilizzo di armi nucleari e all’aumento del rischio di conflitto nucleare”, svilupperanno “procedure per fornire assistenza alle vittime dell’uso o dei test di armi nucleari e per la bonifica ambientale” e infine decideranno “gli aspetti chiave dell’attuazione del TPNW, comprese le scadenze per la distruzione delle armi nucleari da parte degli Stati dotati di armi nucleari che aderiscono al Trattato”.

SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM

Tra i paesi che vengono riforniti di armi atomiche dagli alleati, solo la Germania parteciperà, l’Italia preferisce guardare altrove in attesa dell’arrivo delle nuove bombe nucleari B61-12 in aperta violazione del trattato di non-proliferazione, al quale ha aderito nel 1975.

Il 16 giugno, alla base Nato di Ghedi, l’Aeronautica Militare ha deciso di dare in dotazione al gruppo dei Diavoli Rossi, il primo caccia F-35 in grado di armare i nuovi ordigni nucleari.

Le B61-12 presentano una testata nucleare con quattro opzioni di potenza selezionabili al momento del lancio a seconda dell’obiettivo da colpire; hanno la capacità di penetrare nel sottosuolo, esplodendo in profondità per distruggere i bunker dei centri di comando e altre strutture sotterranee. La bomba non cade verticalmente ma plana, finché nella sezione di coda si accendono dei razzi che le imprimono un moto rotatorio.

SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM

Hans Kristensen, della Federation of American Scientists, sostiene che tra il 2022 e il 2023 gli Stati Uniti sostituiranno le quaranta bombe atomiche B61-3 e B61-4 con questi nuovi ordigni dalla capacità offensiva notevolmente più significativa.

Il responsabile del Comando per il combattimento aereo e della divisione per la deterrenza strategica e l’integrazione nucleare dell’U.S. Air Force, colonnello Daniel Jackson, ha dichiarato che avere un cacciabombardiere di quinta generazione dual capacity (F-35) consente di avere una nuova capacità di livello strategico che si aggiunge a quella del bombardiere B-2, l’aereo stealth sino ad oggi prominente per l’attacco nucleare.

In questo modo il nostro Paese, oltre ad ospitare ordigni atomici nelle proprie basi di Aviano e Ghedi, di fatto si rende un obiettivo sensibile in caso di guerra nucleare ancora più importante, detenendo un arsenale dalle crescenti capacità offensive.


SEGUICI SENZA CENSURE SU TELEGRAM


 SEGUICI SENZA CENSURA SU TELEGRAM

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

SOSTIENI TERRA REAL TIME CON UNA DONAZIONE

Post più popolari

AddToAny