Vogliono per forza scatenare la terza guerra mondiale
05/04/2022 - Vogliono per forza scatenare un conflitto mondiale l'occasione è troppo ghiotta per i sanguinari venditori di armamenti.
Come accaduto per il çovid ora l'affare si sposta dalle case farmaceutiche all'industria bellica! Del resto i padroni sono gli stessi!
Ieri la Germania aveva annunciato l'espulsione di 40 diplomatici russi dal paese ed a ruota stanno seguendo tutti i paesi dell'Europa.
Anche il nostro ministro dell'estero Luigi Di Maio questa mattina ha detto che 30 diplomatici russi saranno espulsi dal paese per motivi di sicurezza nazionale.
Ed è di pochi minuti fa la notizia che Mosca fara' altrettanto. Insomma si va sempre di piu' verso un muro contro muro che non portera' a nulla di buono...
Quindi miei cari amici incominciate ad abbracciare un fucile e preparatevi per la campagna di Russia.

Commenti
https://it.wikipedia.org/wiki/Rogo_di_Odessa
https://youtu.be/0kPBHOsw6xE
https://youtu.be/01UjW_ogmLw
Sai chi violentava è uccidevano i bambini? I nazisti. Oggi i veri nazisti sono i russi. Quelli per cui tu ti masturbi ogni sera guardandoli.
Benvenuto nella tua ignorantocrazia
https://twitter.com/i/status/1511070411412361220
Adesso, di fronte all’invasione russa dell’Ucraina, in un’intervista solo online a La Repubblica, sposa la causa del popolo ucraino: “Anche gli ucraini hanno diritto alla difesa e all’autodeterminazione come popolo, in coerenza con l’insegnamento di Lenin”. In Parlamento “voteremmo no all’invio di armamenti, però il diritto a usarle c’è tutto”. Perché “la resistenza è tale se ha a disposizione delle armi, la mitologia assolutista della non violenza si pone al di fuori della realtà e della lotta tra oppressi e oppressori”. C’è, aggiunge, “un invio funzionale” affinché l’Ucraina “passi dall’influenza dell’imperialismo occidentale a quello russo, ma la Resistenza ha diritto a utilizzare ogni arma difensiva possibile. Poi ricordiamo che se ostacoli i bombardamenti o i carri armati le vite le salvi”.
Mentre Putin altro non è che “Bonaparte reazionario” ai vertici “di un apparato statale verticalizzato, capo di una grande borghesia erede della grande burocrazia staliniana”, che “ha dato vita a un gruppo monopolistico e capitalistico enorme”. La prova? “Le prime 15 imprese del Paese hanno in mano il 51 per cento del Pil”. Eppure, riflette Ferrando, nell’area della sinistra radicale c’è chi difende le ragioni della Russia. È quel fenomeno definito “rossobrunismo” di cui tanto si discute sui giornali: “Una realtà internazionale, che è esistito in Russia attorno all’esperienza di Limonov, esiste in Ucraina ai vertici delle repubbliche popolari soprattutto del Donbass, con Donetsk che mette fuorilegge cinque organizzazioni di sinistra, e anche di Lugansk. In Italia abbiamo il Partito comunista di Marco Rizzo, o ad esempio Patria socialista”, dice il fondatore del Partito comunista dei lavoratori.
Si tratta, spiega, di un “prodotto ibrido” frutto di un “arretramento generale del mondo operaio, ma pure un effetto di rimbalzo dell’avversione al capitalismo e all’imperialismo”. Si sviluppa, aggiunge, “come malapianta dal ceppo dello stalinismo e tutte le tendenze di questo tipo hanno il mito di Stalin”. E pur essendo un fenomeno “limitato” nella sinistra-sinistra ha una “fascinazione culturale” su “un bacino più esteso” nonché “una influenza indiretta” che “si esprime anche attraverso una sottovalutazione o una simpatia latente del putinismo”. Eppure sottolinea, il rossobrunismo è come se avesse rimosso “le ragioni pubbliche” della guerra scatenata da Mosca: “Putin in Russia l’ha presentato come un conflitto anticomunista, contro i bolscevichi, è curioso che oggi un comunista possa appoggiarla”, dice Ferrando.
E non si parla mai di quell'americano di Pinochet, quell'altro americano di Mussolini, di Stalin, di Hitler... E quanti altri... Sempre con gli stemmi degli altri. Ma la verità sta venendo fuori. Tutti ammmerigani