3 ottobre 2017

MISSIONE COMPIUTA: gli italiani accettano tutto senza fiatare

Chi sono gli “schiavi” del lavoro in questa nuova Società “flessibile”?


Sin dagli anni ’80 e ’90, con lo sviluppo tecnologico, i mercati di consumo hanno cominciato ad essere saturi, cioè l’industria aveva capacità produttiva in eccesso. Avere capacità produttiva in eccesso significa che il capitale investito non rende o rende poco, cioè il rendimento è basso facendo sì che l’industria veda diminuita la sua rendita.

Un primo problema è che i proprietari di queste imprese, gli azionisti, chiedono rendimenti sempre più alti. Cosa succede allora? Con i bassi profitti, che non possono salire per il fatto che si produce troppo e si vende poco, la classe dirigente delle imprese, che devono accontentare gli investitori, che altro non sono che i proprietari delle imprese stesse, hanno puntato a comprimere il costo del lavoro.

Le imprese, spremute dagli azionisti e dagli investitori, cercano di comprimere i costi del lavoro per inseguire rendimenti elevati, assurdi dal punto di vista industriale ma tipici della speculazione.

I risultati sono: compressione dei salari, intensificazione dei ritmi, emarginazione dei sindacati e aumento del precariato.

Quando le cose vanno bene le imprese aumentano i profitti che vengono spartiti tra gli azionisti, ma quando le cose vanno male i costi li paga il lavoratore.






Tutto questo è inaccettabile!









Come può essere accettabile che i profitti, ottenuti con l’impiego del lavoro, restino alle imprese e che invece i rischi derivanti dalle eventuali perdite ricadano sui lavoratori?!




I nostri politici ci vogliono far credere che per rivitalizzare l’economia, che sta attraversando un momento di grave stagnazione, sia necessario aumentare la flessibilità del lavoro per poter competere, ai tempi della globalizzazione, con gli altri paesi avanzati. 
Sostengono anche che la flessibilità del lavoro favorisca l’aumento dell’occupazione. In sostanza vogliono farci credere che l’aumento del numero dei lavori flessibili sia a vantaggio degli interessi generali della collettività.






Balle!









In realtà non esiste nessuno studio empirico di peso che metta in correlazione flessibilità del lavoro e aumento dell’occupazione. 
Le cosiddette riforme del lavoro, progettate dalla fine degli anni ’90 in poi hanno aumentato il lavoro precario e la precarietà tra l’altro contribuisce alla crescita del coefficiente di disoccupazione, perché tra un contratto e l’altro passa sovente parecchio tempo.

Che il lavoro flessibile produca occupazione è la “balla” che ci hanno raccontato per poter legittimare lo smantellamento delle tutele dei lavoratori.

Il lavoro flessibile sottintende in modo più o meno esplicito la “facilità di licenziare”.



Possiamo dire quindi che l’illegalità è all’interno di un sistema di legalità.

I lavori flessibili sono ad esempio: i lavori con contratto a termine, le collaborazioni continuative, ma di fatto discontinue, il lavoro intermittente, lavori occasionali, lavori in nero, lavori a progetto, etc… Tali lavori sono un modo nuovo di lavorare, coerente e necessario con le esigenze dell’economia dominante che ha come unico obiettivo l’aumento della rendita. 






Un numero crescente di persone, soprattutto i giovani, sembra abbiano ormai aver accettato passivamente questo nuovo modo di lavorare








e anzi dichiara anche di gradirlo… questo è l’effetto dello straordinario potere ideologico delle dottrine che ha reso “normale” questo stile di lavoro e di vita.

Il lavoro flessibile, che si può riassumere con la parola “precarietà” infligge ai lavoratori una ferita esistenziale, fonte di ansia e di diminuzione dei diritti di cittadinanza.




La precarietà implica “insicurezza” perché il reddito che deriva dal lavoro è revocabile a discrezione del datore di lavoro che lo ha concesso. I contratti di lavoro precarizzanti limitano o addirittura annullano la possibilità di formulare previsioni e progetti, sia di breve che di lunga portata, riguardo al proprio futuro professionale ma anche e soprattutto esistenziale e familiare.

I lavori flessibili comportano elevati costi umani: lacune nella formazione, esperienze professionali frammentarie, progetti di vita rinviati, bassi livelli reddituali e conseguente riduzione della sicurezza previdenziale. Inoltre coloro che trascorrono lunghi periodi nella precarietà e/o nella disoccupazione finiscono con il percepire se stessi in modo diverso dagli altri, la loro identità è minacciata, si sviluppano sentimenti di vergogna per non riuscire ad integrarsi pienamente all’interno della comunità. 

Nasce, in questo quadro, la figura dei Neet (Not in Education, Employment or Training), ragazzi sfiduciati che hanno rinunciato a studiare e a cercare un lavoro, che non fanno nulla e che vivono in famiglia. I Neet sono giovani condannati a consumare senza il diritto di produrre.

A trarre beneficio dal lavoro flessibile sono le imprese perché con esso si riduce il rischio di retribuire personale che non sia utilizzato al 100% quando la produzione non tira.


Il lavoro flessibile costringe il lavoratore a lavorare a ritmi frenetici in quanto la sua presenza in azienda viene appunto richiesta per affrontare con urgenza una problematica circoscritta all’interno della catena produttiva o di erogazione di servizi. I ritmi di lavoro sono paragonabili ad una linea di montaggio o a una sala presse degli anni Settanta.

La modernizzazione non è quindi servita a migliorare le condizioni di lavoro, ma anzi la precarizzazione ha riportato indietro di generazioni il mondo del lavoro e le condizioni di vita dei lavoratori.






Perché non abolire la flessibilità? 









La flessibilità va mantenuta, e anzi innalzata, poiché giova alle imprese, alla competitività e al risanamento del bilancio pubblico. Pazienza per chi vive di stenti, per chi vive nell’angoscia, pazienza per le vite spezzate, pazienza per il sacrificio umano dei nuovi schiavi.

Inoltre al precario viene a mancare il senso di appartenenza ad un gruppo, viene a mancare il poter partecipare, con altri, alla realizzazione di un progetto lavorativo, di vederne i risultati, di poter vivere le ore di lavoro con lo spirito della collaborazione. In lui viene via via a mancare la fiducia nell’affidarsi agli altri e questo alimenta un senso di sfiducia nei sindacati e nelle associazioni in genere.

Ma ricordiamoci che l’essere umano attinge forza dall’unione con altri esseri umani.




La nostra responsabilità è di non tradire tutti coloro che in passato si sono battuti per ottenere condizioni più umane per i lavoratori ma principalmente la nostra responsabilità è verso l’essere umano che, in quanto tale, ha il diritto di vivere in un mondo fondato su leggi naturali, con ritmi naturali che diano vita e vigore ogni giorno all’azione finalizzata a creare una società dove regna la quiete e l’armonia.

Per attuare questa “nuova società” bisogna iniziare a immettere luce nelle tenebre affiché dal disordine e dal caos si possa creare l’ordine. L’ordine deve penetrare in ogni ambito della vita fino a quando la coerenza, basata sulla giustizia, porterà alla creazione di una società che assolva alle reali necessità dell’uomo.

Non sarebbe auspicabile passare da un “capitalismo selvaggio” a un “capitalismo comunitario”?

Creare un “luogo” dove la vita economica diventa funzionale all’uomo e alle esigenze di tutti, dove l’economia si fonda sulla utilità reciproca e sulla fiducia tra individui: noi lavoriamo per altri che lavorano per noi. Qui il lavoro dovrebbe generare e ampliare le correnti dell’agire solidale, tendendo a trasformare le dinamiche di competizione in dinamiche di cooperazione. 

Il lavoro dovrebbe consentire la creazione di nuove e più umane condizioni di vita al fine di rendere la terra una dimora ospitale per l’umanità senza distruggere o avvelenare la natura. Come sarebbe bello se fosse possibile una partecipazione corale alla realizzazione di questo luogo!!! Il lavoro è mediazione tra la nostra creatività e la bellezza del creato. Sarebbe bello che il lavoro, accessibile a tutti, potesse essere concepito come dedizione, servizio a qualcuno e non solo alla realizzazione di qualcosa da vendere.

Colpire il lavoro significa lacerare il tessuto di una società, promuovere il diffondersi di una mentalità di schiavi e mandare in rovina la democrazia.


12 commenti:

Anonimo ha detto...

Italioti stakanovisti convinti e lecchini,
io contro tutti...

Anonimo ha detto...

Ammappa,dopo trent'anni esce fuori l'articolo della scoperta del secolo?lo sappiamo tutti come ce l'hanno messo in quel posto.E' chiaro che gli speculatori ci provano sempre e i lavoratori non sono dei coglioni!questa volta i paraculi hanno vinto SOLO perchè i sindacati VENDUTI non hanno organizzato i lavoratori con proteste e scioperi pesanti!adesso organizzano solo scioperetti ridicoli con le "fasce protette".Ci hanno fregato pure loro perchè se li sono comprati e allora,chi rimane per riunire i lavoratori che sono da troppo tempo stremati da questa situazione?e come mai il governo non controlla e sembra approvare lavori da 3 euro l'ora?non c'è niente da fare,la corruzione è arrivata al limite e tu del primo commento,dicci come campi che poi ne riparliamo.

Anonimo ha detto...

Se hai le 'bolas' fai qualcosa di cui si parli per sempre che rimanga nella storia,altrimenti sei solo un coniglio da tastiera (mi ha rotto usare l'espressione ormai stra-abusata di leone da tastiera)

Anonimo ha detto...

eh no 21:39, non ti permettere più di attaccare i sindacati!!!Se i sindacati non hanno potuto fare ciò che era giusto è perchè i lavoratori non vanno più nei sindacati, o perchè spaventati dai nuovi padroni con il licenziamento facile(grazie alle modifiche dell'art.18 fatte dal governo), o perchè non si fidano più grazie alle VOSTRE FAKE NEWS,non ultima quella che i dirigenti dei sindacati prendono 300.000 euro l'anno(così l'operaio si incazza sentendolo e denigra a sua volta i sindacati...è come un virus), ovviamente falso, se arriva a 40.000 all'anno e già tanto,dicono anche che sarebbero alla stessa stregua dei politici, cristo santo che beceri, poi venite anche a parlare male dei sindacati dopo che sono stati messi al muro con le mani legate!!! Sui giornali e su internet attacchi senza remore alla CGIL sempre falsi, e ora ANCHE QUEL FIGLIO DI.... di Di Maio ha appena detto: "o i sindacati si riformano o lo faremo noi"...parole che uscivano solo da Renzi e Berlusconi! Eh bravo Di Maio, subito ha imparato la lezione, dire quello che la maggior parte degli ebeti italiani dice(bravo 21:39), dopo che avranno riformato i sindacati però...non venire a rompere i coglioni commentando, perchè ce lo avrete messo voi Di Mail fascistoide e burattino!!!
Manca solo il colpo di grazia ai sindacati, poi i lavoratori saranno soli, senza neanche più il minimo potere contrattuale, con tutti i casi che ne deriveranno! BRAVIIII!!!!
Vedete a che serve diffondere falsità(oggi chiamate fake news e virali come non mai), a cambiare la percezione del lettore portandolo a pensare in modo sbagliato, anzi...nel modo in cui chi diffonde le falsità vuole!

Qui ad esempio TRT vuole che voi leggiate estasiati e fedeli i loro articoli a maggioranza falsi e tendenziosi. Opera perfettamente e voi continuerete a credergli e a visitarli...stessa cosa con le altre fake news! Lo ha fatto la Russia con le elezioni di Trump, lo fa l'M5S in Italia con la Casaleggio(le fake news di FB sono di proprietà del movimento5stelle, appurato e provato)
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/30/m5s-buzzfeed-rilancia-le-accuse-ai-siti-legati-alla-casaleggio-associati-notizie-false-e-propaganda-pro-cremlino/3227282/ .
Lo fanno i falsi ricercatori indipendenti(che poi vuol dire solo ricercatore senza grado e con la 5° superiore che sta a casa e fa ricerche su internet come tutti) per fare conferenze a pagamento, vendere libri e farsi la popolarità, in un certo senso lo fanno anche i telegiornali da una vita, ma con internet non cè sfida...è un passo avanti!
PS: Di Maio(il candidato premier che ha fatto le primarie on-line insieme a gente mai sentita, ovvio che avrebbe vinto di maio...un pò come fece Caligola nominando il suo cavallo senatore, così non avrebbe avuto nessuno che gli avrebbe rotto i coglioni con i consigli!) ha detto una bugia grande come una casa, i sindacati sono indipendenti, il governo non può fare niente sui sindacati, quello che può fare e limitare il potere dei lavoratori e denigrare i sindacati, così i lavoratori non ci andranno più credendo ai governi falsi e con l'altra mano vi toglieranno i diritti che invece i sindacati provano a mantenere! BRAVI AGLI ASINI, complimenti!
Continuate a dare credito alle fake news, così dall'altra parte vi stanno smantellando la realtà dei fatti!


Anonimo ha detto...

ESEMPIO:Il 16 settembre la CGIL ha fatto uno sciopero regionale dei trasporti a L'aquila, hanno aderito il 25% dei trasportatori, quella mattina su 1000(numero inventato, non so quanti siano) in 750 stavano lavorando, in barba allo sciopero(i motivi sono tanti e non si possono screditare...bisognerebbe fargli capire che scioperare giustamente oggi sarebbe meglio che andare a patti brutti domani), mi dica con che potere quella mattina il sindacato poteva fare pressione...tanto i trasporti erano più o meno garantiti!!
LA COLPA NON E' DEL SINDACATO, MA DI CHI NON HA ADERITO PER VARI MOTIVI!!
Ora tu vieni a dire che i sindacati sono VENDUTI????? MA VAFFANCULO VA(scusa ma mi sale il nazismo quando sento queste stronzate), dove la hai letta sta fake news? stai blaterando quello che il governo vuole, stai denigrando l'unica arma che il lavoratore può avere, stai perpetrando il lavoro subdolo del governo, screditare i sindacati per portarli ad avere minor potere contrattuale!SVEGLIA, è semplice!
Sbagli ad agire come pensi, sbagli di grosso!E quando non ci saranno più i sindacati(piano piano questo succederà)...a quel punto le lacrime di coccodrillo sarà meglio non farle vedere!

massimiliano ha detto...

La colpa è solo nostra i sindacati fanno quello che faresti tu al suo posto signori il mondo e dei furbi le chiacchere svaniscono nell'aria.

Anonimo ha detto...

Art 18 modificato con l aiuto appoggio dei sindacati

Anonimo ha detto...

I sindacati iniziano la battaglia chiedendo il 100%, poi con varie influenze chiedono il 70% e alla fine ottengono a dir tanto il 40% di quello inizialmente prefissato.. con vari bonus personali intascati.. intanto guarda quanto guadagnano i vertici dei suoi sindacati.. limite stipendio max 70k all anno(da statuto) e questi si intascano dai 100k ai 300k euro
Insomma ci battiamo per i poveri lavoratori ma ci arricchiamo come i ceo d azienda ahahha

Anonimo ha detto...

stupido ignorante delle 14:06, la Camusso, ad esempio, prende 3000 euro al mese, sarebbero 36000 mila l'anno, gli altri dirigenti nazionali della CGIL prendono 2400 euro al mese che fanno 29000 al'anno, e se li sono guadagnati, quei soldi non sono statali, non provengono dalle tue tasche, ma dagli iscritti, ignorante che non sei altro, non sono soldi tuoi lo vuoi capire!!!Per non parlare di chi ci lavora, i quali hanno un contratto da ufficio e niente più!E si lavora, non come te che probabilmente non fai un cazzo! DOVE CAZZO STANNO I 100000 O 300000 CHE DICI!!! chi te la ha detta sta bufala idiota!
Se i sindacati arrivano al 40% di quello prefissato, cosa comunque non vera è perchè se non si scende a patti le aziende delocalizzano(ad esempio), ignorante...lo sai che le aziende possono chiudere ed aprire in Polonia senza problemi??Se rimangono con alcuni accordi e facendo lavorare è perchè si è fatto L'ACCORDO SINDACALE, ignorante che non sai neanche cosa succede intorno a te! credi alle bufale e alle stupidaggini, ignorante di 1° livello!Sei senza lavoro? te lo meriti!ti hanno licenziato? la legge del contrappasso!!

12:19 L'articolo 18 è stato modificato interamente dal governo e non con i sindacati, i sindacati si sono battuti, ma il governo è andato avanti uguale!!!Cosa vuoi che facciano?? assaltare il parlamento con i mitra e le bandiere dei sindacati? ma quanto sei ritardato pure tu? al pari di quello delle 14:06.

Con le vostre parole denigrate i sindacati i quali, grazie al vostro bene placido stanno venendo affossati dalla politica, RICORDATI CHE SENZA SINDACATO TU NON LAVORERESTI(probabilmente non sai neanche cos'è lavorare in fabbrica)! Se un giorno non avrai diritti, come adesso infatti, la colpa sarà solo vostra che sminuendo e denigrando i sindacati(quasi gli unici dalla parte dei lavoratori) fate il gioco dei governanti! Ascoltate le fake news e date anche ragione a quel ritardato che non ha mai lavorato di nome DI MAIO, che ha detto che riformerà i sindacati...LO SCEMO NON SA NEANCHE CHE I SINDACATI SONO AUTONOMI, SVINCOLATI DALLE RIFORME DEL GOVERNO, e voi applaudite le mani a questo ragazzo senza cultura, non sa i congiuntivi, mai lavorato, mai laureato, eletto con 136 voti su internet! COMPLIMENTI, SIETE DEI FENOMENI!

Anonimo ha detto...

12:19 dove eri tu quando si manifestava per l'art. 18??? a leggere i blog? al bar? al mare? che ignoranti!La colpa è sempre degli altri, mentre l'italiano medio se ne frega di ciò che gli succede intorno, non fa nulla, ma in compenso scrive commenti stupidi sui blog!(POSSO PARLARE QUANTO VOGLIO, IO ERO IN PIAZZA A MANIFESTARE PRENDENDOMI LE FERIE MENTRE VOI VI GRATTAVATE IL C**O AL SOLE!)

Anonimo ha detto...

bonus personali? sarebbe corruzione e non mi risulta di sindacalisti corrotti in giro, magari qualcuno puo essere, tra i tantissimi, come in ogni ambito lavorativo, ma non mi risulta!Lei fa illazioni 14:06, e sarebbero perseguibile per legge! I suoi dati non sono veritieri, nessuno guadagna più di 50 mila euro all'anno nei sindacati, neanche il segretario nazionale.
lei è una persona meschina, poco informata e alquanto presuntuosa nel non sapere.

Anonimo ha detto...

Il problema principale - secondo me, ovviamente - è che non pochi politici e sindacalisti di alto livello, vanno in giro con auto blindate, scorta della polizia, circondati dall'affetto dei loro fan. Tutte cose che fungono da filtro con il mondo reale.
E non parlo dello stipendio.
E non parlo di certi amministratori ("ceo" o "ad") di società che hanno fallito nel loro lavoro, ma vengono mandati via comunque con liquidazioni milionarie.
Ho l'impressione che le persone normali siano sempre più costrette a cercare "consiglio" di qualche sindacalista o politico.
La dignità personale la dobbiamo spesso mettere sotto i piedi perché bisogna "tirare la carretta".
Per di più mi sembra che molti reagiscano a tale irritazione nel modo sbagliato: non vanno a votare. Non andare a votare non è un atto di protesta, è un favorire chi non ci sta simpatico. Se una persona che a noi non piace riesce a raccogliere 20.000 voti e a votare vanno solo 2.000.000 di persone, il suo gioco è fatto. Sarà eletto. Se vanno a votare molte più persone, avrebbe meno possibilità di essere eletto. Forse sarà eletto uno peggiore di lui, ma almeno ci si prova. Invece ci fanno credere che "tanto sono tutti uguali".
Purtroppo, non solo gli italiani, ma le persone in genere vengono sempre più abituate che la cosa migliore è solo quella di frequentare qualcuno per chiedere "consiglio".

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