Scienziati avvertono, terremoto di magnitudo 9,2 devastera' gli Stati Uniti

Tutti sappiamo che il Giappone è un territorio soggetto a terremoti, talvolta gravissimi e devastanti. Così come tutti sappiamo che si dice che un giorno il “Big One
distruggerà parte dell’America Del Nord. Ma cosa dice effettivamente la scienza a riguardo? Il New Yorker ha riportato in parole semplici lo studio dei geologi Brian Atwater e David Yamaguchi, e il risultato è alquanto allarmante. La zona che verrà colpita dal Big One è chiamata “Cascadia” dagli studiosi, e va dal Nord America alla California, fino a giungere al Canada. Il terremoto che un giornò avverrà avrà una magnitudo di 9,2 della scala Richter e colpirà una zona di 300 km quadrati, interessando i 7 milioni di persone che ci vivono. Non solo: si stima che i morti potrebbero essere circa 13 mila, i feriti 27 mila, e gli sfollati un milione. Si ritiene anche che tutte le zone costiere ad ovest dell’Interstate 5 (l’autostrada che va dal Messico al Canada passando per Stato Di Washington, Oregon e California) saranno letteralmente polverizzate. La possibilità che questo avvenga nei prossimi 50 anni secondo gli scienziati è una su tre.

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Un altro dato inquietante viene dalle scoperte che gli studiosi hanno fatto relativamente all’intervallo tra un terremoto e l’altro. Finora, la media di anni tra i vari terremoti è stata di 241 anni; ma l’ultimo terremoto che ha interessato la zona è stato 315 anni fa. Ciò che non fa dormire gli studiosi inoltre è il fatto che da quando questo studio è stato documentato e verificato, i governi non sembrano essersi preparati a sufficienza per affrontare un evento del genere. Secondo i geologi, l’unico modo per salvarsi sarà non trovarsi in zona. Alquanto scioccante come dichiarazione, soprattutto se si considera quanto siano avanzati gli Stati Uniti come paese.

Ma andiamo con ordine. La California si trova sulla Faglia di Sant’Andrea, che ha una lunghezza di circa 1300 km ed è tra la placca nordamericana e quella pacifica. Kathryn Schulz, la scrittrice del New Yorker, ha spiegato nel dettaglio la situazione delle faglie, che sarà la causa del terremoto. Sostanzialmente, per capire cosa sta succedendo alle placche basta congiungere le mani in corrispondenza del dito medio di entrambe, facendo in modo che i palmi siano rivolti verso il basso e che le punte delle due dita si tocchino. La “subduzione” può essere facilmente capita facendo scivolare la mano sinistra sotto la destra; tuttavia la destra, che corrisponde alla placca nordamericana, è interessata anche da un altro movimento. Questo può essere esemplificato piegando le nocche della mano destra verso l’alto. Ecco che con questi due movimenti la placca nordamericana sta subendo una compressione da est e si sta spingendo verso l’alto.


Prima o poi, secondo gli studiosi, avverrà che questi due movimenti in contemporanea saranno insostenibili e si verificherà il terribile terremoto. Questo avrà concretamente degli effetti devastanti, perché avrà una magnitudo compresa tra 8 e 9,2 della scala Richter, farà in modo che una buona parte della costa americana che si affaccia sul Pacifico precipiti addirittura di due metri, e che si sposti verso est per una distanza massima di 30 metri. Inoltre bisogna considerare che avverrà anche uno tsunami, che si concretizzerà in due onde, una delle quali spazzerà via la costa americana, mentre l’altra andrà verso il Giappone. Al di là della catastrofica ed inquietante previsione, ciò che spaventa gli studiosi è come già detto soprattutto il fatto che i governi delle zone interessate sembrano non essersi attrezzati. Mancano infatti gli strumenti, presenti ad esempio in Giappone, per rilevare le cosiddette “onde longitudinali”, che arrivano circa 90 secondi prima di quelle sismiche. Gli unici ad avvertirle sarebbero i cani, che abbaierebbero tutti insieme. Ma ben pochi collegherebbero l’abbaiare dei cani all’apocalisse della California.


Prima del terremoto avverrebbe un immenso blackout, ma se avvenisse di notte nessuno se ne accorgerebbe. Secondo le stime, circa un milione di edifici in tutta la zona crollerebbero, in quanto non in grado di reggere un terremoto di tale potenza. Ma nel lasso di tempo tra il terremoto e lo tsunami si verificherebbero altri effetti, tra cui frane e incendi, e uno scenario apocalittico in cui il terreno subisce uno strano effetto di nome “liquefazione”, che consiste letteralmente nello scioglimento del suolo. L’ultima considerazione da fare è legata ai tempi di recupero per la zona colpita. Secondo gli studi, l’area investita dallo tsunami rimarrebbe inabitabile per molti anni. Per ristabilire la rete elettrica servirebbero da uno a tre mesi, per ristabilire ospedali e strutture sanitarie fino a 18 mesi, 6 mesi per sistemare le autostrade, e tra un mese e un anno per avere di nuovo le fogne e dell’acqua potabile.

http://www.curiosone.tv/big-one-scienza-terremoto-119006/

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Speriamo ameriCANI

Anonimo ha detto...

Sono i governi e i potenti che sono BASTARDI,non il semplice popolo che soffre anch'esso per colpa di questa gentaglia.

Anonimo ha detto...

Concordo con 21/07/2015 - 19.10

Anonimo ha detto...

si certo 9.236785 gradi e magari anche il minuto del giorno se calcolano meglio!!Bha...articoli spazzatura

Anonimo ha detto...

E' chiaro che prima o poi (non si sa quando e dove di preciso) un forte terremoto avverra' in un punto della faglia, ma mi sembra poco probabile che la distruzione avvenga' lungo tutta la faglia

Anonimo ha detto...

9:50...troppi film, la gente mediocre crede alle pellicole di hollywood ;), comunque solo a leggere il titolo con il decimo di grado, si capisce che è una fesseria.