Decine di balene pilota alla deriva sulle spiagge della Florida

5 dic 2013 - Volontari al lavoro in Florida per aiutare le 46 balene pilota spiaggiate nelle acque profonde appena 90 cm di una zona del parco delle Everglades. Dieci cetacei sono già morti. Quattro sono stati soppressi, perché in gravissime condizioni. La portavoce del parco, Linda Friar, ha spiegato che i soccorritori stanno cercando di circondare le balene con alcune barche per provare a trascinarle in mare aperto.
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Esplora il significato del termine: La strage si ripete. E ancora una volta ha come scenario una delle spiagge più belle del mondo. Sul litorale dell’Everglades, oasi protetta del National Park, nel Sud-Ovest della Florida, trenta balene si sono arenate e stanno morendo. Volontari, biologi marini e semplici cittadini stanno combattendo in queste ore una guerra contro il tempo bagnando il corpo di questi cetacei straordinari, sollevandole con piscine di gomma gonfiabili e soprattutto aspettando la Grande Marea.

Linda Friar, una portavoce del parco, ha spiegato che una decina di balene sono arrivate fin sulla spiaggia. «Sei sono state spinte fino a farle tornare in acqua, ma quattro sono morte sulla sabbia», ha detto Friar a una webtv. Eppure, dietro questa storia amarissima, c’è anche un po’ di luce. Per salvane le balene, in attesa dalla marea, si è formata una task force di almeno una cinquantina di volontari e altri stanno arrivando in questo paradiso perduto con i barconi.

Secondo gli esperti, tra i quali Allison Garrett, portavoce della National Oceanic and Atmospheric Administration, lo spiaggiamento dei grandi cetacei potrebbe dipendere dal fatto che le balene vivono in gruppo e non si separano facilmente. Così se una di loro si avvicina alla spiaggia, le altre la seguono. «Le balene pilota sono animali molto sociali – ha spiegato Garrett -. Se una di loro si è ammalata le altre non l’hanno abbandonata. Perché fanno di tutto per stare insieme». Garrett ha seguito un fenomeno simile accaduto a settembre sempre in Florida, sulla spiaggia di Fort Pierce, dove si sono arenate 22 balene e purtroppo solo cinque si sono salvate.La strage si ripete. E ancora una volta ha come scenario una delle spiagge più belle del mondo. Sul litorale dell’Everglades, oasi protetta del National Park, nel Sud-Ovest della Florida, trenta balene si sono arenate e stanno morendo. Volontari, biologi marini e semplici cittadini stanno combattendo in queste ore una guerra contro il tempo bagnando il corpo di questi cetacei straordinari, sollevandole con piscine di gomma gonfiabili e soprattutto aspettando la Grande Marea.

Linda Friar, una portavoce del parco, ha spiegato che una decina di balene sono arrivate fin sulla spiaggia. «Sei sono state spinte fino a farle tornare in acqua, ma quattro sono morte sulla sabbia», ha detto Friar a una webtv. Eppure, dietro questa storia amarissima, c’è anche un po’ di luce. Per salvane le balene, in attesa dalla marea, si è formata una task force di almeno una cinquantina di volontari e altri stanno arrivando in questo paradiso perduto con i barconi.

 

Secondo gli esperti, tra i quali Allison Garrett, portavoce della National Oceanic and Atmospheric Administration, lo spiaggiamento dei grandi cetacei potrebbe dipendere dal fatto che le balene vivono in gruppo e non si separano facilmente. Così se una di loro si avvicina alla spiaggia, le altre la seguono. «Le balene pilota sono animali molto sociali – ha spiegato Garrett -. Se una di loro si è ammalata le altre non l’hanno abbandonata. Perché fanno di tutto per stare insieme». Garrett ha seguito un fenomeno simile accaduto a settembre sempre in Florida, sulla spiaggia di Fort Pierce, dove si sono arenate 22 balene e purtroppo solo cinque si sono salvate.
http://spiagge.corriere.it/2013/12/05/trenta-balene-arenate-sulla-spiaggia-della-florida/

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