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I tedeschi sono stati gli unici a cogliere la pericolosità di una frase di Monti che, invece, quasi tutti i media italiani hanno fatto passare sotto silenzio.
Nell’intervista allo Spiegel Monti, oltre a parlare di «sentimento antitedesco», aveva anche rivendicato il diritto dei governi a mantenere «un proprio spazio di manovra» indipendente rispetto alle decisioni dei Parlamenti, altrimenti «una disintegrazione dell’Europa sarebbe più probabile di un’integrazione». Immediata e dura la replica del ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle: «Il controllo parlamentare della politica europea è fuori da ogni discussione», perché c’è «bisogno di un rafforzamento, non di un indebolimento della legittimazione democratica in Europa». E dichiarazioni analoghe sono giunte dai principali partiti tedeschi.
Come dire: giù le mani dalla democrazia. Giustamente, tanto più che non si tratta di uno scivolone di Monti, il quale un paio di anni fa a Parigi durante un convegno aveva espresso lo stesso concetto, anzi aveva auspicato “una democrazia liberata dagli obblighi elettorali”. (cito a memoria).
Ovvero una democrazia governata non dal popolo ma dalle élite a cui lo stesso Monti appartiene.
Una democrazia svuotata tacitamente nei suoi valori fondanti e senza veri contrappesi.
Una democrazia in cui le regole sono imposte dall’alto a detrimento di quelle dal basso.
Una democrazia in cui la sovranità nazionale deve sparire a favore di entità sovranazionali.
Questo è il disegno. Monti, il controllatissimo Monti, per una volta ha parlato troppo. E, per una volta è stato sincero.
Qui non si tratta di destra o di sinistra ma di capire ed è significativo che in Germania socialdemocratici, Cdu e liberali abbiano reagito all’unisono. In Italia, invece…
Riflettete, gente, riflettete.
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