Un geologo della Federico ll: «Stop agli scavi, non si può rischiare»

di Franco Mancusi
NAPOLI - Un business, più che una ricerca scientifica. Durissimo il commento del professor Franco Ortolani, docente di Geologia alla Federico II. «Un progetto che presenta buchi da ogni parte, realizzato in una terra fragilissima come quella dei Campi Flegrei, senza che ci sia stata la minima precauzione ambientale».
Parla di affari o di scienza?

«Non saprei. Vedo troppe cose strane in giro».

Quali sono i pericoli?

«Moltissimi. Non capisco, ad esempio, perché tanta fretta nell'esecuzione della fase sperimentale. Le perplessità sono fondate, ma i promotori del programma non hanno voluto sentire ragioni».

Eppure la Protezione Civile ha benedetto, sostanzialmente, il sondaggio di Bagnoli.

«Certamente, le trivellazioni sono passate in un momento di confusione generale. Una decisione troppo superficiale».

Ora cosa potrà accadere?

«Speriamo nulla di preoccupante. Scavare in profondità fra i fluidi bollenti di un vulcano, comunque, è un'impresa estremamente rischiosa».

Pensa che sia stato sottovalutato il pericolo?

«Non lo so. Vorrei conoscere le valutazioni di impatto ambientale. Ma non vedo in giro tracce di questi documenti».

Teme per una ripresa del bradisismo nell'area flegrea?

«Non mi tranquillizza, soprattutto, la vicinanza del centro abitato con la zona scelta per le trivellazioni. Cinque-seicento metri appena: poco davvero».

Cosa propone ai responsabili del progetto di Bagnoli?

«Di sospendere immediatamente lo scavo dopo la prima fase sperimentale. Soltanto così sarà possibile valutare con la massima attenzione le conseguenze del buco».

Se invece i lavori non saranno sospesi?

«Dobbiamo augurarci che l'attività vulcanica non subisca particolari sconvolgimenti. Una nuova emergenza sarebbe disastrosa per tutta l'area flegrea».
http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=210988&sez=NAPOLI


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