4 giugno 2017

Il contadino che non ha studiato sta rivoluzionando l'Agricoltura!!!


Pomodori senz’acqua ne pesticidi: 

questo metodo affascina i biologi

I metodi di Pascal Poot, lontani dall’agricoltura moderna, sono oltre ché iperproduttivi anche naturali e poco costosi. Gli scienziati pensano di trovare delle risposte ai cambiamenti climatici.

Qui il terreno è così sassoso e il clima così arido che le querce vecchie di 50 anni sono più piccole di un uomo. All’entrata della fattoria di Pascal Poot, sulle alture di Lodève (Hérault) troneggia un vecchio cartello in cartone: “conservatoria di pomodori”

Ogni estate, i pomodori gialli a pera e altri Neri di Crimea crescono qui in una pazza abbondanza. 

Senza irrigazione malgrado la siccità, senza tutore, senza cure e alcun pesticida ne concimi, le sue migliaia di piante producono fino a 25 kg di pomodori ciascuna.

Il suo segreto? E’ nei semi che Pascal Poot semina davanti a me, con dei gesti che mischiano pazienza e nonchalance. L’inverno sta per terminare nella regione, è venuto il tempo per Lui di affidare i suoi semi alla terra. Sono le prime semine dell’anno

L’uomo ha 52 anni ma sembra senza età. 
Questo figlio di agricoltori che ha lasciato la scuola a 7 anni si dichiara completamente autodidatta.

Ha allevato pecore e coltivato castagneti prima di specializzarsi nelle sementi. Oggi semina su del terriccio, dentro una serra, quindi mette i vasetti su un enorme mucchio di letame fresco, per cui la temperatura nei giorni successivi arriverà a 70 gradi, riscaldando la serra e permettendo la germinazione dei semi.

La tecnica del letto caldo è molto antica. Questo permetteva agli orticoltori del XIX secolo di raccogliere meloni in città dalla fine della primavera. E questo permette a Pascal Poot di far germinare ogni anno migliaia di piante di pomodori, zucchini, peperoni, poi li pianta in piena terra e non se ne occupa più fino alla raccolta.


Mentre semina, Pascal mi spiega i dettagli del suo metodo:




“La maggior parte delle piante che oggi chiamiamo “erbacce” erano piante che si mangiavano nel Medioevo, come l’amaranto o il dente di cane. 

Mi son sempre detto che se loro sono così resistenti è perché nessuno se ne è più occupato da generazioni .




Tutti cercano di coltivare gli ortaggi proteggendoli il più possibile, io invece 
cerco di incoraggiarli a difendersi da soli.



Ho cominciato a piantare pomodori su un terreno pieno di sassi vent’anni fa, e all’epoca non c’era una goccia d’acqua. Tutti pensano che facendo così le piante muoiono, ma questo non è vero in effetti tutte le piante sopravvivono. All’inizio abbiamo pomodori piccoli, ridicoli. Bisogna raccogliere i semi dei frutti e seminarli l’anno seguente. Allora si cominciano a vedere veri pomodori, possiamo raccoglierne 1 o 2 kg per pianta.

Meglio ancora se aspettiamo un anno o due. All’inizio mi hanno preso per matto ma alla fine, i vicini hanno visto che io avevo più pomodori di loro e senza peronospora, allora la gente ha cominciato a parlarne e dei ricercatori sono venuti a vedere.”



“Alla fine degli anni 90, durante la lotta contro gli OGM, ci siamo detti che bisognava lavorare anche sulle alternative, ed abbiamo cominciato a fare l’inventario degli agricoltori che si facevano le proprie sementi. Ne abbiamo trovati tra 100 e 150 in Francia. Ma il caso di Pascal Poot era unico. Il minimo che si può dire è che lui ha una grande indipendenza di spirito, segue le sue regole, e per mia conoscenza nessuno fa come lui. 

Lui seleziona le sue sementi in un contesto molto difficile e di stress per le piante e ciò le rende estremamente tolleranti, migliora le loro qualità gustative e fa si che i nutrienti sono più concentrati. Oltre ciò lui coltiva diverse centinaia di varietà differenti, pochi agricoltori hanno una conoscenza così vasta”




I ricercatori cominciano solo ora a capire 
i meccanismi biologici che spiegano il successo del metodo di Pascal Poot



...assicura Véronique Chable, specialista in materia a l’INRA-Sad de Rennes che ha realizzato delle ricerche sulle selezioni di Pascal Poot dopo il 2004





“Il principio base è di mettere le piante nelle condizioni in cui vogliamo che crescano. L’abbiamo dimenticato ma da molto tempo fa parte del buon senso contadino, oggi si chiama ereditarietà dei caratteri acquisiti in altre parole c’è una trasmissione dello stress e dei caratteri positivi delle piante per più generazioni.

Bisogna comprendere che il DNA è un supporto di memorizzazione plastico , non è solo la mutazione genetica che causa il cambiamento , c’è anche l’adattamento , con geni che sono dormienti , ma che possono risvegliarsi . La pianta produce dei semi dopo aver vissuto il suo ciclo, e conserva memoria di alcuni aspetti acquisiti

Pascal Poot gestisce bene questo, le sue piante non sono molto differenti dalle altre a livello genetico ma hanno una capacità di adattamento impressionante.”

Questa capacità di adattamento ha un valore commerciale. 
Durante la mia visita, molti hanno chiamato Pascal per ordinare delle sementi. L’agricoltore vende i suoi semi a molte aziende bio, come Germinance. Kevin Sperandio, artigiano sementiere di Germinance, ci spiega:

“Il fatto che le sementi di Pascal Poot si siano adattate a un territorio difficile fa si che hanno una capacità di adattamento enorme, valida per tutte le regioni e per tutti i climi. Non non abbiamo i mezzi di fare questo genere di test ma sono sicura che se facessimo un confronto tra una varietà ibrida, quella di Pascal Poot e un seme bio classico sarebbero quelle del conservatore dei pomodori che otterrebbero i migliori risultati”

Una parte dei semi sono venduti illegalmente, perchè non sono iscritti nel catalogo ufficiale delle specie e varietà vegetali del GNIS(raggruppamento nazionale interprofessionale delle sementi e delle piante)

“Una delle mie migliori varietà è laGregori Altaï. 
Ma non è iscritta nel catalogo, forse perché non è abbastanza regolare. Molte varietà sono come questa. L’autunno scorso, la sementiera Sementi del Paese a un controllo di repressione frodi ha trovato 90 infrazioni nel loro catalogo, il principio stabilisce che siamo autorizzati a vendere i semi che danno frutti tutti uguali e danno gli stessi risultati in ogni luogo. Per me questo è il contrario della vita, che riposa sull’adattamento permanente. 

Questo porta a produrre dei cloni ma vediamo sempre più che questi cloni sono come zombi...”


Alla domanda su questi controlli, 
un rappresentante di GNIS spiega:

“Il nostro obiettivo è quello di fornire una protezione per l’utente e il consumatore. Il settore francese delle sementi è molto importante, ma ha bisogno di un’organizzazione e di un sistema di certificazione”.

Tuttavia la standardizzazione della frutta e dei semi si fa spesso a scapito del gusto e delle qualità nutrizionali . E potrebbe , in futuro , danneggiare gli agricoltori , diceVeronique Chable

“Il lavoro di selezione dei semi dimostra che siamo in grado di far crescere la pianta in condizioni molto particolari . Ma l’agricoltura moderna ha perso di vista che tutto questo si basa sulla capacità di adattamento. In un contesto di rapidi cambiamenti climatici e ambientali il mondo agricolo avrà bisogno di questo . Dovremo preservare non solo i semi , ma anche la conoscenza degli agricoltori , le due cose vanno insieme”.

Per condividere questa conoscenza , ho chiesto a Pascal di spiegare come si selezionano e raccolgono i suoi semi. 

Ecco i suoi consigli:

"Bisogna raccogliere il frutto più tardi possibile, appena prima del primo gelo così avrà vissuto non solo la siccità estiva , ma anche le piogge autunnali.

Il pomodoro è molto speciale . Quando si apre un pomodoro , i semi sono in una specie di gelatina, come un bianco d’uovo . Questa gelatina impedisce ai semi da germogliare all’interno del frutto , che è caldo e umido . 

I semi non germoglieranno fino a quando la gelatina non sarà marcita e fermentata.

È necessario dunque far fermentare i semi . 
Per questo bisogna aprire il pomodoro , togliere i semi e lasciarli per alcune ore nel loro succo , per esempio in una ciotola e ci sarà poi una fermentazione lattica.

Dobbiamo monitorare la fermentazione come il latte sul fuoco , può durare tra 6 e 24 ore , ma non deve formarsi della muffa. Poi se prendendo un seme col dito si stacca bene dalla gelatina allora è pronto.

Si mette il tutto in un colino da tè ,si lava con l’acqua e si mette ad asciugare. così si ottiene una percentuale di germinazione tra il 98 % e il 100 %

Il peperone è diverso , basta lavare i semi , asciugarli su un setaccio fine e conservare. Per il peperoncino è lo stesso ma occorre fare attenzione perché i semi sono molto piccanti , e questo passa anche attraverso i guanti . Una volta che ho raccolto i semi di peperoncini Espelette senza guanti , ho dovuto passare la notte con le mani in acqua ghiacciata !"



5 commenti:

Anonimo ha detto...

25kg per pianta?? ma smettetela di di stronzate!Con 25 kg per pianta si spezzerebbe anche se sorretta!
Ad herault piove come da tutte le parti, nel mese di luglio piovono mediamente 30-40mm di acqua, normale pioggia estiva!
A 70° le sementi muoiono!!!Nessuna pianta da orto vegeta a 70°, neanche i cactus!
Normale coltivazione biologica, nient altro!
Io uso sempre le sementi dei miei stessi frutti, raramente compro qualche sementa particolare, mi vengono bene ma d'estate senza acqua ogni 3 giorni la pianta avvizzisce, magari a goccia per risparmiare, ma i pomodori(chissà perchè provengono dal centro america abbondante di acqua e umidità!) senza acqua d'estate muoiono! Anche i miei che ormai sono anni che uso semi autoctoni personali e non tolgo le erbaccie positive dall'orto!
Articolo fuffa!

Carla ha detto...

Masanobu Fukuoka "la rivoluzione del filo di paglia"

Cucuteni ha detto...

Anonimo 25 chili in una stagione che per i pomodori come produzione va da fine giugno a settembre ,sei un povero troll? sembra. Che per le stronzate tu abbia il primato,della produzione .il pomodoro se poco innaffiato manda le radici più a fondo dove il terreno è più fresco ,ma se lo innaffi in continuazione ,le radici non scendono e favorisci anche il mal bianco, non mi sembri granché come orticoltore.
Le mie piante durano fino ad ottobre ,e se pesi il raccolto fatto da una durante tutta la stagione ,ammesso che siano alla giusta distanza ,sono diversi chili ,il tipo francese poi non denuda e rigira tutto il terreno ,ma come vedi dalla foto lo lascia
Coperto da vegetazione spontanea,quindi si asciuga meno e rimane più fresco.
Poche innaffiature ma abbondanti e farle penetrare in profondità. I pomodori così vengono meno acquosi ,i tuoi mi sa ,che sanno di poco.
Il letto caldo lo uso anche io in serra ,per la germinazione ,già ad aprile se entri
Li rischi di svenire dal caldo e dal puzzo ,mai misurata la temperatura ma così a mettere la mano sulla terra 40 ci sono tutti .70 pare eccessivo anche a me. Mai pensare di sapere sempre tutto e meglio ,non funziona così, si rischia di calcificarsi sugli stessi errori ,comunque ad occhio stronzate da te prodotte ,25 kili a stagione minimo.

Anonimo ha detto...

18:00 mi sa che non ci siamo capiti!!!E' cmq io adoro i miei pomodori ed è una vita che li riproduco dal mio orto ogni anno!
Le piante di pomodoro non fanno radici profonde come gli alberi, sopratutto da me dove il terreno è molto argilloso e pieno di sassi!
Nell'articolo si parla di non innaffiare!Le tue resistono senza innaffiamenti?
Nell'articolo si parla di una zona senza piogge, vai a controllare le medie pluviometriche di quel posto, non sono per nulla poco, ma normali!
Se cè la giungla, come dice l'articolo, la luce non penetra e le piante soffrono, cercando di allungarsi per la luce e producendo meno!Mai successo che una pianta che sfila per la luce produce più di una in luce piena!
QUINDI...l'articolo è una stronzata megagalattica...a fronte anche dei 70°C che dicono...a 70° ci cuoci la carne!
Dici che scrivo stronzate solo perchè magari ti sta sul cazzo come lo espongo, ma di sicuro non ho sbagliato una virgola...i miei pomodori ringraziano!

Anonimo ha detto...

Si si è un troll...si riconoscono perchè gli rode sempre tanto e mettono tanti punti esclamativi!oppure è un esaurito?poveraccio....bisogna avere pazienza.

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