Centinaia di scimmie uccise e scartate come rifiuti perche' inutili per i laboratori britannici!


BUAV: "INUTILI PER I LABORATORI BRITANNICI" (VIDEO-CHOC)


Un'indagine BUAV ha scoperto il massacro terribile di centinaia di scimmie nell'allevamento di primati per la Noveprim a Mauritius. Immagini scioccanti mostrano le scimmie scartate morte e accatastate in pile sul pavimento o smaltite in bidoni come la spazzatura. Altre immagini mostrano corpi mutilati in attesa dell'incenerimento.

Secondo l'associazione animalista, questo massacro barbaro è destinato a continuare per tutto novembre, presumibilmente perché i laboratori all'estero chiedono primati che pesano meno di tre chili e mezzo. La maggior parte delle scimmie uccise sono maschi adulti di peso superiore ai quattro chili, anche se la BUAV ha appreso che Noveprim uccide anche donne in stato di gravidanza e i piccoli in quanto l'azienda non può usare questi animali. L'uccisione di questi animali altamente sensibili, intelligenti, è del tutto inaccettabile.

Noveprim è uno dei principali esportatori di scimmie verso il Regno Unito, la Spagna e gli Stati Uniti. La società è approvata dal ministero dell'Interno britannico per la fornitura di scimmie ai laboratori inglesi. Un altro stretto collegamento con il Regno Unito sta nel fatto che Covance Laboratories Ltd, l'impianto di test a contratto ad Harrogate, in Inghilterra, è il secondo maggiore azionista Noveprim.

Ironia della sorte, una dichiarazione d'intenti della Noveprim afferma che l'azienda "fornisce assistenza professionale sanitaria per le scimmie, assicura il loro benessere e le tratta con rispetto, in linea con le raccomandazioni dell'Aaalac". L'associazione internazionale per la valutazione e l'accredimento della cura degli animali nei laboratori, Aaalac-International, deve visitare Noveprim nel mese di novembre
La BUAV ha anche saputo che, nonostante questo massacro, Noveprim continua ad avere trappole per scimmie selvatiche. E, allora, chiede al primo ministro di Mauritius di prendere provvedimenti immediati per fermare questi omicidi e per rimettere in libertà i primati. Non solo: l'associazione prega anche il governo del Regno Unito di vietare l'importazione di scimmie da Mauritius.
Sarah Kite, direttrice dei Progetti speciali per BUAV, ha detto: "Questo è un massacro crudele e insensato. E' inaccettabile che le scimmie che sono state sfruttate per anni vengano semplicemente scartati perché non servono più a questa società. Queste scimmie dovrebbero essere rimesse in libertà in modo che possano vivere il resto della loro vita liberamente. Importando scimmie da questa azienda, il Regno Unito perpetua questa crudeltà spaventosa. La BUAV chiede al governo britannico di vietare l'importazione di primati da Mauritius immediatamente".
E non finisce qui. Un'importante indagine svolta dalla BUAV nel settembre 2010 ha ottenuto prove scioccanti sulla crudeltà e sulla sofferenza nella cattura e nell'allevamento delle scimmie selvagge dell'isola. Da allora, la BUAV ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, Sov Nou Zako (Save Our Monkeys). I principali gruppi religiosi e socio-culturali e la gente comune stanno sostenendo gli sforzi della BUAV e preoccupazione è stata espressa da tutto il mondo, compresi i membri del Parlamento del Regno Unito.

I tedeschi preoccupati per le loro riserve auree all'estero



Fonte: SPIEGEL.DE

Controllare le casseforti

Gran parte delle massicce riserve auree della Germania sono custodite all’estero, principalmente nella Federal Reserve di New York, ma i lingotti si trovano davvero dove dovrebbero essere? Si è acceso un dibattito riguardo all’ipotesi che la banca centrale debba controllare il suo oro oppure se la Germania può fidarsi dei suoi partner internazionali.

La Germania possiede riserve auree di quasi 3.400 tonnellate, la seconda riserva maggiore al mondo dopo quella statunitense. Molto dell’oro è in custodia delle banche centrali al di fuori della Germania, soprattutto presso la Federal Reserve di New York.

Si potrebbe pensare che con un nascondiglio così prezioso, dal valore di circa 133 miliardi di euro (circa 170 miliardi di dollari), il governo tedesco vorrebbe tenere ben d’occhio su dove si trova. Una bizzarra disputa, però, è ora nata tra diverse istituzioni tedesche su quanto da vicino bisognerebbe controllare le riserve.

L’ufficio federale di revisione dei conti tedesco, il Bundesrechnungshof, che monitorizza la gestione finanziaria del governo, non è contenta di come la banca centrale tedesca, la Bundesbank, tiene d’occhio il suo oro. Secondo i rapporti dei media, i revisori non sono soddisfatti del fatto che le riserve auree di Francoforte vengono monitorate più da vicino rispetto a quelle conservate all’estero.

In Germania, vengono fatti controlli saltuari per assicurare che i lingotti d’oro siano nel posto giusto. Ma per l’oro conservato a nome della Bundesbank dalla Federal Reserve a New York, dalla Bank of England a Londra e la Banque de France in Francia, la banca centrale tedesca si affida alle assicurazioni delle sue controparti estere sul fatto che l’oro è dove dovrebbe essere. Le tre banche centrali straniere forniscono alla Bundesbank dei rapporti annuali che confermano l’entità delle sue riserve, ma di solito i tedeschi non attuano delle ispezioni fisiche sui lingotti.

“Niente dubbi”
In base ai rapporti dei media tedeschi, il Bundesrechnungshof ha raccomandato, nella sua verifica riservata della Bundesbank per il 2011, che la banca centrale tedesca controlli le sue riserve auree con controlli a campione ogni anno.

La Bundesbank ha respinto la richiesta, sostenendo che le banche centrali di solito non controllano le riserve altrui. “Lo scopo dei controlli che il Bundesrechnungshof vuole svolgere non è conforme alla condotta abituale tra banche centrali”, ha affermato la Bundesbank in una dichiarazione citata dal quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Non ci sono dubbi sull’integrità e la reputazione di questi depositi esteri”.

Ora anche il comitato finanziario del parlamento tedesco, il Bundestag, è stato coinvolto. I parlamentari hanno apparentemente richiesto di consultare la verifica annuale del Bundesrechnungshof sulla Bundesbank dopo essersi allarmati per via di un rapporto pubblicato sull’influente tabloid Bild, che ha dichiarato che la banca centrale non controlla le sue riserve auree da cinque anni. IlBundesrechnungshof fornirà la sua verifica al comitato, come confermato da un portavoce dei revisori federali lunedì scorso.

La Germania ha trasferito alcune delle sue riserve auree all’estero durante la Guerra Fredda per proteggerla da un eventuale attacco sovietico. Parte dell’oro fu poi ritrasferito a Francoforte dopo la caduta del comunismo. Ma la Bundesbank sostiene che ha ancora senso conservare un po’ d’oro nei principali centri finanziari in modo che possa essere venduto rapidamente, se necessario. Sebbene laBundesbank non fornisca i dettagli esatti sulla distribuzione, ha rivelato che la porzione più grande dell’oro tedesco è conservata a New York, seguita da Londra e Parigi.

Scetticismo sulle riserve
In tempi di incertezze in merito al futuro della moneta unica dell’Europa, l’oro è un argomento che scotta ed alcuni tedeschi vedono di cattivo occhio il fatto che molto dell’oro del Paese – che in teoria appartiene al popolo – sia conservato all’estero. Alcuni membri del Parlamento hanno anche espresso dubbi sull’ipotesi che queste riserve auree esistano veramente. Philipp Missfelder, un membro del partito conservatore Unione Cristiano-Democratica (CDU), voleva vedere l’oro ed è andato di persona fino a New York per ispezionare la proprietà, secondo il quotidiano Frankfurter Rundschau. Tuttavia, pare che il suo viaggio non abbia avuto successo. Quando ha visitato le casseforti della Federal Reserve a New York, lo staff o non poteva o non voleva mostrargli quali lingotti appartenessero esattamente alla Germania.

Anche Peter Gauweiler, un membro della Bundesbank del partito bavarese confratello del CDU, l’Unione Cristiana Sociale (CSU), è scettico riguardo le riserve auree all’estero. Negli ultimi anni ha cercato di ottenere maggiori informazioni sull’oro tedesco attraverso questioni parlamentari. Lo scorso anno, ha reclutato un professore di economia per preparare un rapporto professionale sull’argomento, la cui conclusione era che la Bundesbank non stava adempiendo al suo regolamento sulle scorte auree poiché non conduceva ispezioni fisiche dell’oro.

Nel luglio del 2011, lo Spiegel ha riportato che gli impiegati della Bundesbank avevano visto dal vivo l’oro a New York nei sei mesi precedenti. Tuttavia, il controllo precedente risaliva al giugno 2007.
Gauweiler dubita che, in caso di necessità, la Bundesbank avrebbe un accesso immediato a tutto il suo oro, suggerendo che parte delle riserve potrebbero essere state date in prestito – ipotesi che la Bundesbank respinge.

Riportarlo a casa
Alcuni tedeschi, invece, vogliono riportale le riserve auree in Germania. Un’iniziativa dal nome “Gold Action” sta conducendo una campagna con lo slogan: “Rimpatriate il nostro oro!”. La petizione è stata firmata dall’industriale di spicco Hans-Olaf Henkel e da Frank Schäffler, una parlamentare del partito filo-economista Democratici Liberi, noto per le sue visioni euroscettiche.

L’iniziativa sostiene che esiste un “acuto” pericolo che l’oro tedesco possa essere espropriato a causa della crisi finanziaria e debitoria. I suoi fautori sostengono che il governo tedesco potrebbe essere presto costretto a vendere l’oro per coprire i costi della crisi.

Ma la Bundesbank vuole lasciare l’oro dove si trova. Alcuni osservatori sottolineano che, a parte gli alti costi per il trasferimento dell’oro a Francoforte, l’effetto simbolico del rimpatrio delle riserve auree da parte della Germania potrebbe turbare i nervosi mercati finanziari, che potrebbero vederlo come il segno di un imminente collasso dell’euro.

Fonte: www.spiegel.de
15.05.2012

Traduzione per www.Comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

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L'arma del silenzio mediatico


DI MANLIO DINUCCI
ilmanifesto.it

Si dice che il silenzio è d’oro. Lo è indubbiamente, ma non solo nel senso del proverbio. È prezioso soprattutto come strumento di manipolazione dell’opinione pubblica: se sui giornali, nei Tg e nei talk show non si parla di un atto di guerra, esso non esiste nella mente di chi è stato convinto che esista solo ciò di cui parlano i media. 

Ad esempio, quanti sanno che una settimana fa è stata bombardata la capitale del Sudan Khartum? L’attacco è stato effettuato da cacciabombardieri, che hanno colpito di notte una fabbrica di munizioni. Quella che, secondo Tel Aviv, rifornirebbe i palestinesi di Gaza.

Solo Israele possiede nella regione aerei capaci di colpire a 1900 km di distanza, di sfuggire ai radar e provocare il blackout delle telecomunicazioni, capaci di lanciare missili e bombe a guida di precisione da decine di km dall’obiettivo. Foto satellitari mostrano, in un raggio di 700 metri dall’epicentro, sei enormi crateri aperti da potentissime testate esplosive, che hanno provocato morti e feriti. Il governo israeliano mantiene il silenzio ufficiale, limitandosi a ribadire che il Sudan è «un pericoloso stato terrorista, sostenuto dall’Iran». Parlano invece gli analisti di strategia, che danno per scontata la matrice dell’attacco, sottolineando che potrebbe essere una prova di quello agli impianti nucleari iraniani. La richiesta sudanese che l’Onu condanni l’attacco israeliano e la dichiarazione del Parlamento arabo, che accusa Israele di violazione della sovranità sudanese e del diritto internazionale, sono state ignorate dai grandi media. Il bombardamento israeliano di Khartum è così sparito sotto la cappa del silenzio mediatico. 

Come la strage di Bani Walid, la città libica attaccata dalle milizie «governative» di Misurata. Video e foto, diffusi via Internet, mostrano impressionanti immagini della strage di civili, bambini compresi. In una drammatica testimonianza video dall’ospedale di Bani Walid sotto assedio, il Dr. Meleshe Shandoly parla dei sintomi che presentano i feriti, tipici degli effetti del fosforo bianco e dei gas asfissianti. Subito dopo è giunta notizia che il medico è stato sgozzato. Vi sono però altre testimonianze, come quella dell’avvocato Afaf Yusef, che molti sono morti senza essere colpiti da proiettili o esplosioni. 

Corpi intatti, come mummificati, simili a quelli di Falluja, la città irachena attaccata nel 2004 dalle forze Usa con proiettili al fosforo bianco e nuove armi all’uranio. Altri testimoni riferiscono di una nave con armi e munizioni, giunta a Misurata poco prima dell’attacco a Bani Walid.
Altri ancora parlano di bombardamenti aerei, di assassinii e stupri, di case demolite con i bulldozer. Ma anche le loro voci sono state soffocate sotto la cappa del silenzio mediatico. 

Così la notizia che gli Stati uniti, durante l’assedio a Bani Walid, hanno bloccato al Consiglio di sicurezza dell’Onu la proposta russa di risolvere il conflitto con mezzi pacifici. Notizie che non arrivano, e sempre meno arriveranno, nelle nostre case. La rete satellitare globale Intelsat, il cui quartier generale è a Washington, ha appena bloccato le trasmissioni iraniane in Europa, e lo stesso ha fatto la rete satellitare europea Eutelsat. 

Nell’epoca dell’«informazione globale», dobbiamo ascoltare solo la Voce del Padrone. 

Manlio Dinucci
Fonte;: www.ilmanifesto.it

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Terremoti bellici targati USA


  
di Gianni Lannes
Solo naturali o anche artificiali? E’ noto che la crosta terrestre è in continuo movimento e le placche tettoniche  sfregano le une sulle altre.  Esplosioni enormi ed impressionanti nel sottosuolo propagano onde d'urto in giro per il pianeta Terra. E là dove ci sono aree di tensione tettonica, dove le placche si scontrano e sono più instabili, c’è possibilità che l'equilibrio precario salti, si verifichi una rottura.  Ma a parte le esplosioni nucleari sotterranee, esiste un altro metodo, particolarmente efficace, ma tuttavia ignoto all'opinione pubblica ed agli addetti ai lavori (civili), per scatenare devastazioni sismiche interagendo sulle faglie sismiche attive.
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Le antenne fisse e mobili (in mare) sono in grado di lanciare onde elettromagnetiche in specifici punti del globo terrestre puntando l'irradiazione in aree specifiche della ionosfera che reagisce rialzandosi a “bolla” e l'effetto si ripercuote sulla faglia sottostante, forzando un'area già instabile a liberare l'energia potenziale accumulata nei punti di pressione tellurica più forti. Detto altrimenti: grazie all’effetto specchio della ionosfera, le onde emesse rimbalzano sulla ionosfera e ricadono a terra quasi intatte. Ed è lì che alcune onde a frequenza particolarmente bassa riescono a penetrare a fondo nel terreno ed a sollecitare le zone di instabilità, che di conseguenza liberano l'energia potenziale nelle zone di instabilità. HAARP, grazie alla sua posizione strategica (prossima al polo nord) e all'estensione delle antenne, è in grado di inviare le sue onde elettromagnetiche in tutto il globo per raggiungere l'obiettivo.
Le prove di questa apocalisse militare in fase di sperimentazione avanzata? Anche una serie di brevetti di tecnologie usate da HAARP: Brevetto USA 4686605 - Metodo ed apparato per modificare  una regione nell’atmosfera terrestre, nella ionosfera e/o magnetosfera; Brevetto USA 4999637 - Creazione di nuvole artificiali ionizzate sopra la terra; Brevetto USA 4712155 - Metodo ed apparato per creare una artificiale regione di plasma a riscaldamento elettronico ciclotronico; Brevetto USA 5777476 - Tomografia globale terrena (CGT) usando una modulazione di electrojets ionosferici; Richiesta di Brevetto USA 20070238252 - Accensione cosmica di particelle di pattern di plasma artificialmente ionizzato nell’atmosfera;Brevetto USA 5068669 - Sistema di fascio di energia; Brevetto USA 5041834 - Specchio ionosferico artificiale composto da uno strato di plasma che può venire inclinato. 
L’11 agosto 1987 Bernard Eastlund - fisico del Mit - ha brevettato con numero di «patente» 4,686,605 il suo «Metodo e apparato per l’alterazione di una regione dell’atmosfera, della ionosfera o della magnetosfera».
Ovviamente, questa materia è un segreto blindato che non si insegna all’università e non si legge nei manuali accademici. Ragion per cui anche la gran massa in buona fede di luminari, fisici, ingegneri, geologi ed esperti di vario genere, quando interpellati sull’argomento balbettano increduli.
Viviamo un incubo in presa diretta, ma pochi l’hanno compreso. Non c’è più il futuro fantascientifico di una volta, perché va in onda la tragica realtà a base di alterazione dei campi magnetici della terra e disturbi della ionosfera, atti a provocare scuotimenti sismici ed uragani. Tutti questi terremoti anomali presentano un epicentro costante a 10 chilometri di profondità, vale a dire un’altra caratteristica comune dell’azione di HAARP. Ma i fenomeni astrali c’entrano nulla. E’ la mano armata dell’uomo in divisa  a stelle e strisce a materializzare il pericolo per sete di dominio dell’umanità.
La guerra ambientale è in atto da un bel pezzo, ma prevale il negazionismo bieco che ammanta il segreto indicibile. E’ ormai più di un'ipotesi controversa, ovvero la prova di una minaccia invisibile ma reale. “Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025” (Weather is a Forcing Multiplier: Owning the weather in 2025). Questo è il titolo di un documento pubblicato il 17 Aprile del 1996 dal Dipartimento della Difesa USA volto a considerare tutte le possibilità di guerra meteorologica e l'impatto delle tecnologie di controllo climatico sulle attività belliche. Ergo: non è un paper dei soliti complottisti, ma il desiderio neanche tanto velato di chi vuole conquistare il mondo a tutti i costi, sbarazzandosi senza tanti scrupoli di milioni di persone inconsapevoli.   
«Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. [...] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario»,  recita  “Owning the Weather in 2025”.
ARMA GEOFISICA - Presso Gakona in Alaska, circa 200 chilometri a Nord-Est del Golfo del Principe Guglielmo, un terreno di proprietà del Dipartimento della Difesa USA fu scelto il 18 ottobre 1993 da funzionari dell’Air Force e a partire dall’anno seguente venne disseminato di piloni d’alluminio alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Ognuno di questi piloni porta doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la «banda bassa» da 2.8 a 7 MegaHerz e l’altra per la «banda alta» da 7 fino 10 MegaHerz. Tali antenne sono capaci di trasmettere onde ad alta frequenza fino a quote di 350 chilometri, grazie alla loro grande potenza. Ufficialmente il progetto High Frequency Active Auroral Research Program (HAARP), è un programma di ricerca sulla ionosfera per individuare le potenzialità dello sviluppo di tecnologia radio e di sorveglianza che faccia uso della ionosfera stessa.
In realtà l'installazione HAARP vanta una tecnologia “dual use”, ovvero di utilità civile ma soprattutto militare; in sostanza è un paravento per progetti avanzati di modifica climatica a scopo bellico. Per confondere i creduloni l’attività di facciata appare su una postazione internet dedicata. Il sito ufficiale (www.haarp.alaska.edu) presenta una pacifica “stazione scientifica” dove gli scienziati sondano via radio quelle regioni dell’alta atmosfera preannuncianti lo spazio esterno, ossia la ionosfera e la magnetosfera. I titoli dei paragrafi esplicativi del sito sono peraltro modulati con quesiti semplici: («Cos’è HAARP?», «Perché è coinvolto il Dipartimento della Difesa?», eccetera). Nel paragrafo titolato «HAARP è unico?», ci si affretta a precisare che anche altre nazioni studiano la ionosfera, come la stessa Russia o i Paesi europei (più il Giappone) del consorzio EISCAT, anche se le loro apparecchiature, site a Tromsoe in Norvegia, sono dei radar «incoerenti». Scopo ufficiale di queste installazioni è studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni. Come si sa, questo strato è composto da materia rarefatta allo stato di plasma, cioè di particelle cariche (ioni), e ha la proprietà di riflettere verso terra le onde hertziane, in particolare nelle ore notturne. E’ per questo, ad esempio, che di notte ci è possibile ascoltare alla radio le stazioni AM di molti Paesi stranieri, dato che la riflessione ionosferica permette ai segnali di scavalcare la curvatura terrestre.
Secondo il ricercatore indipendente Corrado Penna «Se HAARP lavorasse in maniera troppo segreta susciterebbe molti più sospetti, e spesso non c'è maniera migliore di nascondere qualcosa che metterla in evidenza, proprio perché la gente si auto-inganna col ragionamento di cui sopra, ovvero, che pensare da complottista sia alla stregua dei paranoici e degli ossessivi. Quindi si torna all'ovile, rassicurati, pensando che i terremoti sono naturali e che le scie chimiche non esistono. Per la maggior parte delle persone è alquanto macabro e orribile supporre una realtà del genere, che è meglio che non sia assolutamente vero, che sia relegato nell' universo delle cosiddette assurdità».
Impianti simili esistono anche fuori dagli USA e si trovano in Norvegia: progetto europeo EISCAT (potenza 1000 MW ERP),Porto Rico: Arecibo, Russia: progetto SURA, vicino a Nižni Novgorod (potenza 190 MW ERP) oltre and un secondo impianto negli Stati Uniti: HIPAS, vicino a Fairbanks (Alaska).
E poi è attiva anche l’H.A.A.R.P. mobile: un dispositivo impiegato dalla Marina Militare degli Stati Uniti d’America.  Il “Sea based H.A.A.R.P. X-band radar (S.B.X.)”, è una di queste piattaforme viaggianti usate a complemento dei vari impianti H.A.A.R.P. dislocati in vari paesi di Gaia (Stati Uniti, Norvegia, Russia, Francia). Sul ponte della S.B.X. è installata una particolare struttura, componente chiave della “Missile Defense Agency”(M.D.A.). La nave militare include una centrale per la produzione di energia elettrica, un ponte, sale di controllo, alloggi per il personale, aree di stoccaggio e le infrastrutture necessarie a sostenere l'enorme radar in banda X. Il radar S.B.X. è un apparato molto sofisticato. Il sistema radioricevente “phased array antenna” è costituito da migliaia di antenne azionate da moduli di rice-trasmissione. Il radar è progettato e costruito dalla Raytheon Integrated Defense Systems per conto della Boeing, il più importante appaltatore per il progetto negli Stati Uniti, attuato proprio dalla Missile Defense Agency.
Un uso militare dell’HAARP è ammesso dalla Federazione Scienziati Americani. Un uso, tuttavia, non distruttivo, ma solo di ricognizione. Modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe «vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi. Al di là di ciò, la «guerra ecologica» è in atto. Già nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica ventilava il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, potessero modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accordò così con gli USA, affinché fosse proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali. A livello ONU, ciò fu ribadito con la convenzione ENMOD (Environmental Medifications), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. Ma  pochi anni dopo, negli Stati Uniti, lo scienziato considerato il padre dell’HAARP ideava un sistema volto apertamente a controllare i fenomeni meteo. A quanto pare il professor Eastlund  si è ispirato ai lavori del genioNikola Tesla (1856-1943), lo scienziato jugoslavo emigrato in America nel 1884. A Tesla dobbiamo molti ritrovati che resero possibile la diffusione dell’elettricità, soprattutto la corrente alternata trifase (mentre Edison era rimasto alla corrente continua). Inoltre aveva tentato di sviluppare un sistema di trasmissione dell’energia via etere, il che avrebbe reso inutili i cavi, nonché un apparecchio per ottenere elettricità gratuita per tutti ricavandola dalle oscillazioni naturali del campo elettrico terrestre. Quando Tesla morì, l’8 gennaio 1943, gli agenti dell’FBI diedero la caccia a tutti i suoi progetti. D’altra parte lo stesso Tesla aveva parlato persino di raggi della morte, efficaci fino a 320 chilometri di distanza. Non sappiamo esattamente quanto vi sia di Tesla nei progetti di Eastlund  e nell’HAARP. Fatto sta che negli anni Novanta Eastlund ha fondato una sua compagnia, la Eastlund Scientific Enterprise, che fra le attività menzionate sul suo sito web comprende tanto la partecipazione al programma HAARP, quanto l’esplicita ricerca nel campo delle modificazioni meteorologiche. 
Di HAARP si è occupato il Parlamento russo, la Duma, nel 2002, giungendo ad un documento sottoscritto da 188 deputati:  «Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza». Il significato di questo passaggio epocale è comparabile al salto dalle armi convenzionali a quelle nucleari.
Di HAARP si è fuggevolmente interessato anche il Parlamento Europeo. Il problema è stato portato in discussione nel 1998, per poi cadere nel dimenticatoio. Inoltre HAARP è stato oggetto di studio del GRIP (Groupe de recherche et d’information sur la paix et la sécurité), un istituto di ricerca creato a Bruxelles, con un rapporto interessante di 79 pagine. Meditate gente...
RIFERIMENTI UTILI:

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Sisma M 4.2 a largo della costa della California del nord


31 ottobre 2012  - Un terremoto di magnitudo 4.2 e' avvenuto alle ore 13:00 UTC a largo della costa della California del nord.A riferirlo e' L'Emsc.Dalle prime analisi il sisma e' avvenuto ad una profondita' di 10 km con epicentro localizzato a 264 km ad ovest da Mackinleyville, 887 km a Sud di Vancouver.
Emsc


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Una lotta di liberazione globale



Gianni Tirelli

Pensare di contrastare il Sistema Potere con un atto di forza, o peggio ancora, confidando nell’uomo della provvidenza, o in un miracolo divino, è un’ingenuità imperdonabile!
Rispetto alla potenza di fuoco della Bestia Liberista, non siamo che un pugno di mosche, ronzanti e fastidiose che, a tempo debito, il Sistema si appresta a schiacciare. Non ci resta che abbandonarlo a se stesso, recidendo ogni canale di alimentazione che dipenda dai nostri comportamenti e scelte.
Si è resa necessaria la restaurazione di un inedito “Processo di Norimberga” giudicante tutti crimini consumati contro l’umanità e l’ambiente da questa banda di potentati dai tratti mefistofelici.
Ergo, nulla cambierà della nostra condizione, senza un’azione coordinata, pianificata e pragmatica di tutti i cittadini, uniti e compatti in una lotta di liberazione globale, innescata da una palingenesi delle nostre scelte quotidiane.
E’ del tutto ridicolo immaginare che qualcuno o qualcosa, che sia un uomo politico, un asino o un robot, possa contrastare una tale deriva e ribaltare lo stato delle cose a nostro beneficio e interesse. Tutti sono al “soldo” di qualcun altro, in una sorta di catena di Sant’Antonio che dalla base si dirama fino ai vertici del potere! Tutto è corruzione, tutto è collusione, profitto e merce. Tutto è follia!
Il Sistema Potere è oramai refrattario ad ogni protesta sociale, forte della sua potenza di fuoco, e contando sull’incapacità dei cittadini nell’organizzare un qualsiasi movimento di rivolta popolare.
Per liberarci dai grandi gruppi di potere, dalle banche e dalla finanza, e da tutti gli affiliati a ipotetici “nuovi ordini mondiali”, logge, caste, corporazioni e consorterie, non abbiamo nulla da contrapporre se non modificare radicalmente e in forma integrale, i nostri comportamenti abituali e quotidiani.
E’ questo il punto! ...


Li potremmo denunciare pubblicamente per avere commesso i crimini più aberranti, i più perversi e inenarrabili, che niente di questo panorama apocalittico, muterebbe.
Loro se ne fottono della nostra indignazione e rabbia, dello stato sociale, dei diritti negati, dei soprusi e violazioni, della devastazione ambientale e di ogni cosa che riguardi nel merito la condizione di precarietà in cui versa un’umanità senza futuro. Loro vanno dritti per la loro strada, imperturbabili come schiaccia sassi, ritenendo le nostre personalizzazioni, un intralcio al loro piano di sterminio e di omologazione, e le nostre parole, un irritante e noioso cicalio.
La sola via di uscita – e lo ripeterò fino alla nausea – sta nel riconvertire le nostre abitudini in altre e diverse, alternative a quelle fino ad oggi propagandate dal Sistema Potere. Dobbiamo per tanto ridurre i consumi all’essenziale, e disertare tutta quella serie infinita di beni e prodotti inutili, inefficaci e dannosi supportati da sponsor e pubblicità ingannevole.
Solo così potremo frantumare i monopoli e smantellare il Sistema..
Questa è la vera rivoluzione, la sola in grado di produrre risultati realistici in un tempo relativamente breve. Ogni altra cosa, che siano manifestazioni, proteste di piazza, comitati o associazioni, volte a denunciare l’opera di imbarbarimento perpetrata dal sistema politico, finanziario e imprenditoriale, non sortiranno alcun effetto.

Che questi moderni baroni dell’ultra Liberismo, abbiano tutte le intenzioni di sterminarci, è oggi un dato di fatto inconfutabile. Respiriamo veleni, l’acqua che beviamo è un ricettacolo di sostanze chimiche, e ogni alimento è contaminato, pompato e geneticamente modificato. Il nostro sistema nervoso è a pezzi, e le più svariate e subdole patologie tumorali, in crescita esponenziale. Non ci resta che vendere cara la nostra pelle! E a questo punto, che muoia Sansone con tutti i filistei.

Haiti, vittima dimenticata di Sandy

Sono bilanci ancora provvisori ma già ingenti quelli relativi alla devastazione portata dall’uragano Sandy su Haiti, il paese caraibico che ha contato finora il maggior numero di vittime, 52, ma anche pesanti danni all’agricoltura. “L’economia ha sofferto un duro colpo. La maggior parte delle coltivazioni che restavano dopo l’uragano Isaac, risalente all’agosto scorso, sono state distrutte da Sandy” ha detto il primo ministro Laurent Lamothe. 


Ci vorranno ancora alcuni giorni per avere un bilancio completo dei danni, ha aggiunto Lamothe, avvertendo che il Paese dovrà “affrontare il problema della sicurezza alimentare”. La situazione - riferisce l'agenzia Misna - è particolarmente grave nel sud dove “la tormenta si è portata via tutto” ha detto una fonte del ministero dell’Agricoltura, sia le grandi piantagioni che quelle su scala familiare; questo potrebbe provocare l’aumento dei prezzi degli alimenti già cresciuti negli ultimi mesi nell’ambito di una complessiva impennata del costo della vita che ha innescato ripetute manifestazioni di protesta. Con Sandy sono 18.000 le famiglie rimaste senza casa dopo crolli di fatiscenti abitazioni che ospitavano alcuni degli sfollati causati dal terremoto del gennaio 2010. L’Organizzazione sanitaria panamericana ha riferito inoltre che sono stati registrati 86 nuovi casi di colera, individuato per la prima volta nell’ottobre 2010 e che da allora ha ucciso 7400 persone, colpendone centinaia di migliaia. A Cuba, che per la prima volta dal 2006 ha contato nove vittime legate a un evento meteorologico, Sandy ha distrutto gran parte dei raccolti di caffè, prodotto che dà lavoro a 35.000 agricoltori. (R.P.)


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