New Jersey: allarme nucleare all'impianto di Oyster Creek

New York, 30 ott. - La tempesta Sandy ha fatto scattare il livello di allerta due, il secondo piu' basso in una scala di quattro, nella piu' vecchia centrale nucleare americana, nel sud del New Jersey. Nel serbatoio dell'impianto di raffreddamento del reattore di Oyster Creek, il livello dell'acqua ha raggiunto infatti i due metri sopra la norma e sarebbe bastato un altro mezzo metro per impedirgli di raffreddare il combustibile. In quel caso si sarebbero dovute azionare le pompe per immettere acqua nella vasca di raffreddamento e compensare l'evaporazione che entro 25 ore avrebbe rischiato di arrivare al punto di ebollizione. L'impianto di Oyster Creek proprio in questi giorni era sottoposto a lavori di manutenzione, Nessun impianto nucleare americano e' stato chiuso per l'arrivo di Sandy, anche se l'impianto di Waterford, in Connecticut, ha ridotto la produzione del 25%. .

Uragano Sandy fa vittime. New York nel caos

NEW YORK - Sandy lascia sul suo cammino almeno 16 vittime, di cui tre bambini, e spegne parte di New York che, anche a causa di un'esplosione in un trasformatore, resta al buio dalla 39ma strada a Lower Manhattan, lasciando senza luce oltre 350.000 persone secondo le prime stime, in quello che è il peggior black out per la città dal 2003, da quando di spense completamente. S'era persino sparsa la voce che diciannove operai della Con Edison, la società che gestisce i servizi elettrici della città, erano rimasti imprigionati in una stazione elettrica nell'est della Grande Mela. Ma più tardi la stessa azienda chiarisce che la notizia non era vera. Salta anche un generatore al New York Hospital che viene evacuato, seguendo i piani di emergenza messi a punto.

Battery Park sotto 4 metri d'acqua

Nel momento di maggiore intensità al Battery Park di New York, l'acqua ha superato i quattro metri di altezza, battendo il record di un metro raggiunto dall'acqua a Mahattan durante il terribile uragano Donna nel 1960. Al momento, ha spiegato Bloomberg, il livello dell'acqua sta scendendo

ansa.it


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Uragano Sandy: minaccia più di 12 centrali nucleari



A rischio le centrali di North Carolina, Virginia, Maryland, New Jersey, Pennsylvania, New York e Connecticut.
” A causa delle dimensioni dell’uragano Sandy potremmo assistere a gravi impatti  contro le centrali nucleari costiere e dell’entroterra”


Così il 28 ottobre afferma al telefono Neil Sheehan, portavoce della US Nuclear Regulatory Commission (NRC) di base a Philadelphia.  Sheehan continua spiegando come nella prima  mattinata la NRC si sia riunita per discutere le necessarie precauzioni da prendere a seguito dell’uragano Sandy. Se la velocità del vento supererà i livelli di soglia bisognerà iniziare a spegnere gli impianti nucleari.

La Reuters fornisce la lista delle centrali nucleari potenzialmente a rischio:
Il rischio di un incidente nucleare negli USA è attualmente più alto di quanto non fosse in Giappone prima di Fukushima.


In media le vasche di combustibile nelle centrali degli Stati Uniti immagazzinano una quantità  di combustibile radioattivo 10 volte più alta rispetto a quello conservato a Fukushima. E non hanno sulla carta sufficienti caratteristiche di sicurezza.



Ora rivediamo la lista delle centrali potenzialmente lungo il percorso dell’uragano Sandy e guardiamo i problemi occorsi negli ultimi anni:

Brunswick: l’anno scorso ha avuto perdite al liquido di raffreddamento (fonte)


Surry: è stata recentemente colpita da problemi coi sistemi di raffreddamento, valvole e danni a causa di un tornado (fonte 1fonte 2fonte 3)

North Anna: l’anno scorso ha avuto perdite di trizio a seguito di un terremoto che ha scosso l’impianto e spostato un gigantesco magazzino di barili radioattivi (fonte 1fonte 2)

Calvert Cliff: è stata spenta a causa dell’ultimo uragano (fonte)
- Salem: è stata martoriata da problemi di sicurezza con le turbine e altri elementi (fonte 1fonte 2)
- Hope Creek: ha sofferto di problemi di sicurezza, ha la stessa struttura dell’unità 1 di Fukushima , ha alcuni degli stessi problemi con lo stoccaggio sopraelevato delle barre di combustibile esaurito. Fu progettata per resistere ad alcuni grossi eventi atmosferici ma bisogna guardare al potenziale di impatto di eventi più estremi come l’innalzamento dei livelli del mare ed inondazioni. (fonte 1fonte 2)
Peach Bottom: è stata probabilmente costruita sulla base di un progetto difettoso ed è stata colpita da diversi problemi (fonte)
Limerick: ha subito problemi elettrici (fonte)
Three Mile Island: ha subito il mese scorso perdite al sistema di refrigerazione (fonte)
Susquehanna: è stata colpita da un problema dopo l’altro (fonte)
Oyster Creek: è stata colpita da problemi elettrici e problemi di varia altra natura (fonte)
Indian Point: è largamente conosciuto come uno dei peggiori impianti nucleari americani. Se fondesse l’impianto di Indian Point si potrebbe chiudere NewYork City per anni con danni per più di mezzo trilione di dollari (fonte 1fonte 2)
Millstone: ha mostrato la sua vulnerabilità per il fatto che è stata spenta a causa del calore dell’acqua marina (fonte)
Pilgrim: ha avuto numerosi problemi strutturali. Le vasche con le barre di combustibile esaurito contengono cesio radioattivo in quantità molto maggiori di quelle di Fukushima, Chernobil e di tutti i test di bombe nucleari messi assieme (fonte 1fonte 2fonte 3)
Seabrook: ha avuto problemi di corrosione, problemi ai computer di controllo e vari altri problemi (fonte 1fonte 2)
Vermont Yankee: ha 10 volte più barre di combustibile esaurito rispetto a ciascuno dei singoli reattori di Fukushima, ha recentemente avuto perdite di trizio. (fonte)

Non sorprende che ci siano stati problemi a tutti questi impianti nucleari. Dopo tutto gli USA hanno 23 reattori che sono virtualmente identici a quelli di Fukushima. Gli arcaici reattori ad uranio sono stati progettati più di 40 anni fa e ora sono buoni solo per fare bombe.


La maggior parte dei reattori nucleari americani sono vecchi. Stanno invecchiando male e sono in reale pericolo di fusione; ma ancora oggi la NRC ha standard di sicurezza molto morbidiper i vecchi impianti. Infatti mentre molti degli impianti nucleari hanno già superato il loro periodo di durata per il quale erano stati progettati, la NRC sta considerando di estendere le licenze per altri 80 anni, cosa che per l’ex capo dell’autorità della valle del Tennessee ed attuale consulente della Friends of Earth’s nuclear campaign, David Freeman, è un ” suicidio “.


Speriamo che non succeda nulla; probabilmente anche l’uragano Sandy passerà lasciando alle spalle meno danni di quanti non si annuncino dai messaggi di allerta ma ad ogni modo questo articolo resta emblematico sullo stato di pericolosità di molte centrali nucleari americane.
Senmut
Mitsuhei Murata, importante funzionario giapponese ha detto qualche giorno fa: Negli Stati Uniti ci sono 31 Unità nucleari di questo tipo, ma il governo non ha parlato della scala reale della catastrofe per proteggere la propria reputazione”, ha aggiunto Murata. “Questa è la ragione principale per cui ci sono così poche informazioni sulla gravitàdella situazione dopo il disastro di Fukushima”.
L’impero americano, in altre parole, non vuole che il mondo, né il popolo americano, sappiano che c’è la possibilità che letteralmente si possano verificare dozzine di situazioni come Fukushima sul suolo americano, qualora si presentino situazioni di emergenza analoghe.


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Arriva Sandy, tremano gli Stati Uniti, onde di 9 mt nel lago Michigan


"Milioni di persone coinvolte" dal passaggio dell'uragano Sandy, un uragano ''forte e potente'', ha detto il presidente americano, Barack Obama, nel suo discorso alla nazione. Il presidente ha detto chiaro e tondo agli americani: "Ascoltate le indicazioni delle autorità, se dicono di evacuare, fatelo". L'uragano Sandy va infatti "preso seriamente" ma "sono fiducioso - ha aggiunto - che la risposta sarà efficace". Le squadre di emergenza potrebbero impiegare anche alcuni giorni per riportare l'elettricità, se venisse a mancare. Intanto si sono verificati i primi black out a causa dell'uragano Sandy. Oltre 6.000 persone in Connecticut sono al buio. E la corrente salta anche in alcune aeree del New Jersey, dove in migliaia sono già senza elettricità. Il governatore del Connecticut, Dannel Malloy, invita a restare in casa e mette in guardia: l'uragano potrebbe causare "danni senza precedenti. Aspettatevi molti black out che dureranno a lungo". Previsti 20 miliardi di dollari di danno e onde alte 9 metri nel lago Michigan [Ansa]

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Antico tsunami nel lago di Ginevra


Se pensate che vivere nell'entroterra vi tenga al sicuro dal pericolo tsunami, sarete costretti a cambiare opinione: alcuni geologi del'Università di Ginevra hanno scoperto che circa 1.500 anni fa il Lago Lemano, o Lago di Ginevra, esondò così violentemente da creare uno tsunami alto 13 metri.

"La gente pensa che, per essere nell'area in cui potrebbe colpire uno tsunami, si deve vivere sulla costa e in una regione non troppo distante da eventi sismici di grande intensità" spiega Guy Simpson, geologo dell'Università di Ginevra. "Crediamo di avere un esempio che smentisce questa idea".

Nel lontano 563 d.C., una frana di enormi proporzioni cadde dalle montagne che si trovano a circa 70 km di distanza da Ginevra. L'evento, conosciuto come la frana di Tauredunum, spazzò via un fortino costruito vicino al lago, e scagliò pesanti rocce nei villaggi limitrofi, distruggendo ogni abitazione e mulino.



Il materiale roccioso finì per precipitare nel Lago di Ginevra. spostando un'enorme massa d'acqua che creò un'onda gigantesca: non solo distrusse ciò che la frana non aveva già devastato, ma finì per scagliarsi contro la cinta muraria di Ginevra, uccidendo diverse persone all'interno della città.

L'evento è stato riportato da due vescovi del tempo, Gregoire de Tours e San Mario di Avenches. Secondo le due fonti, la base del monte Taurus franò improvvisamente durante una processione, coprendo parzialmente un piccolo castello e bloccandone ogni via d'accesso. Il materiale roccioso, cadendo in acqua, avrebbe scatenato uno tsunami devastante che colpì tutti i villaggi che risiedevano sulle sponde del lago.

La conferma dell'antico tsunami svizzero è avvenuta grazie al rilevamento di un vasto deposito di sedimenti sul fondo del lago. Il deposito, lungo 10 km e largo 5, raccoglie quasi 9 miliardi di metri cubi di roccia, e ha uno spessore medio di 5 metri.

I campioni di sedimenti hanno mostrato che il deposito si formò tra il 381 e il 612 d.C., periodo che lo collocherebbe nel giusto momento per corrispondere con l'evento di Tauredunum. Secondo i calcoli degli scienziati, l'onda superò abbondantemente i 10 metri nel primo tratto della sua corsa verso Ginevra; quando raggiunse la città, 70 minuti dopo la frana, era alta otto metri e viaggiava ad una velocità di 70 km/h. "Si muoveva molto velocemente, molto più veloce di quanto si riesca a correre".



L'evento sembra essere stato molto simile allo tsunami di Lituya Bay, in cui una massa di roccia franò in un fiordo nordamericano generando un'onda alta 525 metri. Anche se siamo in presenza di proporzioni ben differenti dall'episodio più unico che raro di Lituya Bay, lo tsunami di Ginevra fu più che sufficiente per devastare la regione colpita, e lasciare un ricordo indelebile nelle cronache locali.

Ad aggravare la situazione c'è anche il fatto che Ginevra si trova a quote leggermente inferiori rispetto alla posizione del lago, e in corrispondenza di della parte più stretta dello specchio d'acqua, elementi che amplificano la potenza della massa d'acqua in movimento. 

"Ginevra si trova anche nel punto più lontano da quello in cui crediamo che si generò lo tsunami. Per le persone che vivevano vicine a quel punto, il tempo di viaggio dello tsunami sarebbe stato di 10-15 minuti, non consentendo alcuna possibilità di lanciare allarmi".

Dato che il deposito di sedimenti è cresciuto di volume nel corso degli ultimi secoli, i ricercatori sostengono che potrebbero scatenarsi altri tsunami innescati da valanghe o da forti tempeste. "Si sono verificati altri tsunami in passato, e in tutta probabilità accadranno in futuro" sostiene Simpson.

Ancient Tsunami Swept Through Swiss Lake

Inspiegabile spiaggiamento di balene nell'Oceano Indiano!


29 ottobre 2012 - Piu' di 40 balene sono state rinvenute senza vita dal dipartimento per la salvaguardia della fauna marina su una spiaggia di North Andamans nel golfo del Bengala lo scorso 25 ottobre.
Scienziati stanno ancora tentando di capire il perche',<<spiaggiamenti di singoli esemplari sono avvenuti in passato in questa regione,ma e' la prima volta che un cosi' vasto numero di esemplari sono stati rinvenuti morti>>ha detto Samir Acharya, presidente del dipartimento.

Le 41 balene pilota spiaggiate sono state trovate vicino ad Elizabeth Bay,sulla costa occidentale di Andaman Island,da un gruppo di pescatori locali che hanno immediatamente lanciato l'allarme informando gli organi predisposti.Le balene erano grandi dai 4-6 metri e pesavano almeno 4 tonnellate l'una.seppellite in una fosse scavate sulla spiaggia.Non sono state rinvenute sugli esemplari segni di malattia,solitamente questi esemplari si spostano in gruppi,e durante questo periodo migrano dalle acque fredde dell'Antartide per andare a riprodursi in acque piu' calde durante questa stagione.

Sempre piu' spesso negli ultimi anni stanno avvenendo spiaggiamenti di massa di cetacei.Non è chiaro perchè questo avvenga e si ritiene che il loro sistema di navigazione sonar si inceppi in acqua bassa causando confusione. In altri casi, quando una balena malata o ferita si dirige a riva e si arena, il resto del branco la segue.Ci sono prove in base alle quali i sonar ed altre fonti di emissione di onde elettromagnetiche provocherebbero gli spiaggiamenti: in alcuni casi, infatti, le balene si sono arenate subito dopo che un sonar militare era stato utilizzato nella zona,altre ipotesi invece collegano il fenomeno ai cambiamenti del campo magnetico terrestre in determinate aree del pianeta che disorienterebbe i globicefali mandando in tilt il loro sistema di navigazione.


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La piramide del potere capitalista,"i padroni dell'universo"


Segui il denaro e troverai il colpevole.
Quale miglior modo, in una società capitalistica basata sul consumismo e sul profitto, se non quello di seguire la via del denaro per arrivare a conoscere la stratificazione del potere? Ormai è un dato di fatto che ci troviamo immersi in un contesto economico-sociale in cui il popolo subisce la dittatura (più o meno velat
a) dell’elite finanziaria, posta ai vertici della piramide del potere.

I diversi livelli della “piramide del potere” sono ripartiti come segue:

ELITE FINANZIARIA – L’elite finanziaria globale – compresi i membri o dei rappresentanti delle famiglie Rockefeller, Rothschild e Morgan – tengono riunioni segrete e prendono importanti decisioni in gruppi chiusi, come il Council on Foreign Relations o il Bilderberg. Questi piani vengono poi attuati in tutto il mondo, consolidando ulteriormente la ricchezza materiale ed il controllo globale.

BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI – La BRI è la banca centrale delle banche centrali con sede a Basilea, in Svizzera, controllata dall’elite finanziaria. Dispone di 60 banche centrali aderenti, ma è gestita principalmente da banchieri degli Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Svizzera, Italia e Giappone. Funziona con poca trasparenza, è un organo sovranazionale non eletto da alcun cittadino, è indipendente dai governi nazionali, anche se ha un controllo significativo sul sistema finanziario globale, stabilendo i requisiti per la riserva monetaria, la somma di denaro che le banche di tutto il mondo devono avere in riserva. In America la Federal Reserve attua una riserva del 10%, in Europa la BCE applica una riserva del 2%. Il denaro posto a riserva è quello che esiste materialmente nei conti di deposito, tutta la restante percentuale rappresenta denaro creato dal nulla dalle banche.

BANCHE CENTRALI INTERNAZIONALI – i banchieri centrali utilizzano la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per fare profitti e acquisire le risorse vitali dei paesi a cui concedono il prestito, i quali spesso finiscono per essere depredati delle loro risorse, portando la loro economia alla bancarotta. Per ogni dollaro che gli Stati Uniti conferiscono a queste banche, le società statunitensi – come ad esempio Halliburton, Exxon Mobil, o la Bechtel (controllate dalla élite economica) – ricevono più del doppio di tale importo nei contratti con queste banche internazionali.

LE BANCHE CENTRALI NAZIONALI - Quasi tutti i paesi hanno una banca centrale, di cui le banche commerciali sono membri. Le banche centrali fissano i tassi di interesse e determinano la quantità di moneta in circolazione. Inoltre prestano denaro ai governi in cambio di Titoli di Stato, gravati di una scadenza per il rimborso e di interessi da pagare. Tutto ciò tende a generare un debito pubblico infinito e matematicamente impossibile da sanare con l’attuale struttura economica. (N.B.: ogni anni l’Italia paga circa 80-90 miliardi di interessi solo sul debito).

LE GRANDI BANCHE COMMERCIALI - Le grandi banche offrono prestiti alle società a tariffe speciali, permettendo loro di fare affari. Ciò mette le banche in una posizione di potere, al di sopra delle corporazioni e del popolo, perché il finanziamento è ciò che permette alle aziende di andare avanti con i loro progetti e ai cittadini di finanziare il mutuo della casa o il prestito per comprare un’automobile nuova.

CORPORATOCRAZIA – Questo livello di potere riguarda le grandi multinazionali che, finanziate dalle banche, arraffano “pezzi di Stato”, ossia nelle loro mani finisce la gestione di beni e servizi che prima erano in mano pubblica. Tutto ciò avviene grazie la complicità di banche e politici.

GOVERNO – I politici hanno il compito di fare da filtro tra le banche\corporations e la gente. Ogni partito politici è nella maggior parte dei casi finanziato dalle stesse banche e, quindi, una volta eletto è sottomesso al volere dell’oligarchia bancaria. Si spacciano per rappresentanti del popolo, ma in realtà rappresentano il diktat imposto dall’elite finanziaria.

LE PERSONE, IL PIANETA E TUTTI GLI ESSERI VIVENTI – al livello più basso della piramide troviamo la maggioranza delle persone su questo pianeta e tutte le altre forme di vita. A partire dal 2010, uno su sette individui sul pianeta non ha abbastanza da mangiare e la maggior parte degli ecosistemi stanno rischiando di scomparire.

Il popolo è costretto a SUBIRE il diktat imposto dai vertici della piramide:

- lavorare per sopravvivere e consumare

- seguire le cure della medicina ufficiale che rappresentano solo un business per le case farmaceutiche, mettendo al bando cure di medicina alternativa che diano benefici sostanziali per la salute dell’essere umano e risultano essere dei rimedi naturali e dai costi contenuti;

- stile alimentare (codex alimentarius) che genere malattie per l’essere umano e provoca la morte di altri esseri viventi;

- utilizzo di risorse energetiche che generano inquinamento, danneggiano la salute e comportano sacrifici economici, ostacolando l’attivazione di processi basati sull’energia libera (free-energy), che può essere infinita, gratuita per tutti e atta a non danneggiare la nostra salute e l’ambiente circostante.

Viviamo in un sistema governato dall’elite finanziaria. Solo l’informazione potrebbe rendere libero il cittadino, permettendogli di conoscere il reale funzionamento del sistema economico, capire il problema ed proporre valide soluzioni: sovranità monetaria, democrazia diretta, energia gratis, reddito di cittadinanza, etc. per rovesciare il sistema.

Vivere nella più completa armonia non sarebbe un’utopia, potrebbe essere una realtà concretizzabile in un futuro nemmeno tanto lontano.

Salvatore Tamburro

 


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