Roma: donna utilizza vaccino prima dello stop. Ora non sanno curarla


Donna ha utilizzato il vaccino prima dello stop e adesso i medici non sanno come curarla. La giornalista in pensione accusa sintomi di: 'Gola gonfia, collo rigido, febbre. Dolori muscolari e un gran mal di testa'.

ROMA, VACCINO – Accade anche questo in Italia dove una donna viene vaccinata per non ammalarsi e invece le capita l’esatto contrario. La storia viene raccontata dalle pagine di Repubblica: una giornalista in pensione di 73 anni, Lina Agostini, si è sottoposta al vaccino compreso nell’elenco di quelli bloccati, ritenuti pericolosi. Tale provvedimento preso pochi giorni fa “a scopo cautelativo e in attesa di ulteriori indagini” dal ministero della Salute e l’Aifa non è servito per la donna che si è sottoposta all’iniezione ‘Influpozzi adiuvato‘ e che accusa sintomi di: «Gola gonfia, collo rigido, febbre. Dolori muscolari e un gran mal di testa».

Tutti sintomi elencati tra gli effetti collaterali del foglietto illustrativo. «Ho chiamato il medico curante – afferma Lina Agostini – la dottoressa era preoccupatissima. ‘venga subito che la visitò mi ha ordinato. Ma una volta lì, misurata la pressione non sapeva cosa fare o meglio che darmi perché il ministero non lo ha detto. Il giorno prima aveva vaccinato 7 pazienti, anche bambini. Era avvilita».

I vaccini implicati sono Agrippal, Influpozzi subunità, Influpozzi adiuvato e Fluad. Le dosi di vaccini prodotte da Novartis per l’Italia sono 3 milioni, ma i restanti 2,5 milioni non sono ancora uscite dagli stabilimenti di Siena, Rosia e Varese.

Tuttavia il ministro della salute, Stefano Balduzzi, ha dichiarato che la Novartis sapeva delle anomalie nei vaccini sin dall’11 luglio scorso. «Il 18 ottobre – racconta il ministro - Novartis, a margine di una riunione con l’Aifa, ha rappresentato qualche anomalia in alcuni lotti». Da come riporta Repubblica.it, l’azienda ha fatto una comunicazione informale e l’Aifa ha ricevuto la documentazione il giorno dopo, il 19 ottobre. Dai report è emerso che «la ditta era a conoscenza delle anomalie dall’11 luglio».
E allora come è possibile che questi vaccini siano stati immessi comunque sul mercato?

Terremoto Calabria, Giuliani: "Attendiamo scosse più elevate"



Terremoto, Giuliani: "Attendiamo scosse più elevate"Il ricercatore che aveva previsto il terremoto a L'Aquila avverte: "nelle prossime 24, 48 ore si potrebbe verificare una scossa anche più alta".

“L'evento di questa notte a Mormanno potrebbe non essere il principale ed è giusto che la popolazione sappia che nelle prossime 24, 48 ore si potrebbe verificare una scossa anche più alta. In base alle anomalie riscontrate sulle scosse di assestamento ce l'aspettavamo e lo stavamo comunicando da circa un mese, sia attraverso la nostra pagina Facebook che quella del sito della Fondazione . Anche questa volta, nessuno ci ha ascoltati”.Parole dure e precise formulate da Giampaolo Giuliani raggiunto da Panorama.it mentre è in viaggio verso Padova per la presentazione di uno studio sulla sismologia in Italia. Parole che seguono la rabbia iniziale con cui ci risponde. “Sto male e sono molto deluso – dice il ricercatore che aveva previsto il terremoto dell'Aquila pochi giorni prima che accadesse e che non era creduto da nessuno -. Si ripete qualcosa di già visto e provato in Italia. A Mormanno le scosse di assestamento sono più alte rispetto al normale, per questo motivo riteniamo che la vera, principale scossa debba ancora verificarsi. Non più tardi di due giorni fa avevo avuto una forte discussione con un assessore regionale calabrese e lo avevo messo in guardia, ma lui mi ha dato del ciarlatano. Gli ho risposto: prego e spero che non debba rispondere di un evento drammatico. Se penso che ieri sera, alle 22.30 colleghi russi mi avevano messo in guardia sullo sciame sismico in quella zona, mi chiedo come mai in Italia nessuno se ne sia accorto”.Per Giuliani il problema resta sempre la prevenzione. “Continuano a dare notizie false. La popolazione, non solo quella calabrese, deve sapere che il paese è a forte rischio sismico e serve una prevenzione decisa in quelle zone dove il rischio è più alto – afferma il ricercatore aquilano -. Certamente non si possono mettere a norma tutti i palazzi in poco tempo, ma la popolazione può essere avvertita e possono essere usati strumenti tecnici e scientifici in grado di valutare la pericolosità. Delle mie quattro applicazioni, per esempio, due sono tutt'ora allo studio, ma la documentazione originale ancora non mi è stata restituita. Forse dopo la sentenza di qualche giorno fa cambierà qualcosa”.La sentenza , appunto. Cosa si prova a leggere condanne così importanti riguardo ad un evento, il terremoto dell'Aquila, che lei aveva previsto? “Non sono contento perchè i 309 morti non ritornano più. Fa specie che in Italia il mondo accademico si sia schierato verso la negligenza di alcune persone e non abbia accettato testimonianze diverse – spiega Giuliani -. Si va incontro ad una interpretazione medioevale: si processano gli scienziati come Galileo Galilei, ma il processo, seppur in primo grado, dimostra che chi doveva comportarsi in un certo modo non lo ha fatto. Galileo non avrebbe commesso un errore del genere. I giudici, a cui va il mio plauso per il coraggio incredibile, hanno dovuto coniugare il diritto con la scienza e per due anni sono stati sotto pressione. La sentenza è un esempio per tutti gli errori commessi”.Uno degli strumenti di cui Giuliani parlava è stato messo a disposizione alla Chapman University che sta sperimentando oltreoceano uno dei suoi rilevatori di radon che, è bene dirlo, non ne avalla automaticamente l'efficacia. “È finanziato dalla Nasa e dalla Chapman e monitorizza un'area di 150 chilometri. Ce lo hanno richiesto nel novembre 2011 perchè negli Stati Uniti si aspettano un evento sismico pari all'8 grado sulla Faglia di Sant'Andrea e vogliono quanto meno prevenire la sua portata" sostiene Giuliani. "Dal 10 novembre 2011 ad oggi, in un raggio di 100 chilometri, sono stati registrati un totale di 538 terremoti di cui 344 fra magnitudo 0.0 e 1.4, 138 fra magnitudo 1.5 e 1.9, 39 fra magnitudo 2.0 e 2.4, 14 fra magnitudo 2.5 e 2.9 e solamente 3 maggiori del terzo grado Richter e rispettivamente il 13 novembre, il 20 dicembre e il 7 febbraio. La situazione è in costante evoluzione e prevediamo un peggioramento nei prossimi mesi”.Un monito per il futuro. “In Italia ci troviamo all'interno di una situazione sismogenetica con eventi di elevata intensità anche in zone non particolarmente ad alta densità sismica – conclude Giuliani -. Serve prestare la massima attenzione perchè potrebbe arrivare qualche evento non preannunciato. Prevenzione e utilizzo degli strumenti a nostra disposizione sono altamente consigliati. E alla popolazione di Mormanno dico: prestate la massima attenzione ai prossimi due giorni”.

Allarme maltempo Liguria: un anno dopo l'alluvione, torna la paura


(AGI) - Chiavari (Genova), 26 ott - Sotto osservazione il Torrente Petronio il cui livello si e' alzato molto come confermato dal primo cittadino di Sestri Levante, Andrea Lavarello. Il sindaco sestrese ha anche informato che due strade sono state chiuse al traffico a livello precauzionale.
Allagamenti piu' consistenti si sono registrati a Casarza Ligure a causa di problemi ad alcuni tombini occlusi. Via Novano e via De Gasperi sono allagate e sul posto stanno operando i vigili del fuoco e le squadre della protezione civile. Risultano chiuse al transito, sempre per precauzione, infine, le galleria che collegano Riva Trigoso a Moneglia. Fra Chiavari e Lavagna, sopralluoghi in corso da parte dei sindaci riguardo ai corsi d'acqua che sono notevolmente ingrossati.(AGI) Ge3/Mav


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La tempesta su Saturno e' qualcosa che non s’era mai visto prima!

«È qualcosa che non s’era mai visto prima. Mai, in nessun pianeta del Sistema solare». Leigh Fletcher, dell’Università di Oxford, è allibito. E con lui gli scienziati che da circa due anni stanno con gli occhi incollati ai dati provenienti dalla sonda spaziale Cassini, gioiello NASA-ESA-ASI, e da due fra i migliori telescopi terrestri al mondo – il Very Large Telescope dell’ESO, in Cile, e l’Infrared Telescope Facility della NASA, in cima al vulcano Mauna Kea, alle Hawaii. Ma cos’è che li lascia così increduli? Una tempesta. O meglio, le conseguenze di una tempesta, in corso nella stratosfera di Saturno da ormai due anni, e con strascichi per ora inspiegabili. Come la formazione di quantità ingiustificabili di etilene e un’impennata anomala della temperatura in alcune regioni dell’alta atmosfera del pianeta. La storia ha inizio il 5 dicembre 2010. Da noi, qui nell’emisfero nord della Terra, era quasi inverno. Ma lassù su Saturno, dove le stagioni si avvicendano a ritmo assai più lento (un anno dura 30 dei nostri), nell’emisfero settentrionale è ancora primavera. Al periodo delle tempeste estive mancano ancora anni (il solstizio è atteso per il 2017), eppure quella che, in quel giorno di due anni fa, gli strumenti della sonda Cassini osservano prendere forma è una signora burrasca. Battezzata “la grande tempesta di primavera” (o “la grande tempesta del nord”, proprio qui su Media INAF), innesca un vortice di dimensioni spaventose, tale da superare, all’apice della sua grandezza, persino la grande macchia rossa di Giove. Un vortice all’interno del quale si verificano fenomeni estremi, a partire dai fulmini, diecimila volte più intensi di quelli terrestri. Con il trascorrere dei mesi, la violenza degli elementi si placa, seppure non del tutto (la macchia saturnina dovrebbe sparire del tutto solo alla fine del 2013, prevedono gli scienziati). Ma le conseguenze che si lascia a terra, o meglio nell’alta atmosfera, sono ancora lì. E sollevano parecchi interrogativi. Per coglierle in tutta la loro portata, gli occhi non sono lo strumento adatto: occorre un termometro, o meglio una vista a raggi infrarossi, come quella dello strumento CIRS a bordo di Cassini: uno spettrometro composito a infrarossi, in grado non solo di prendere la temperatura ma anche di svelare la chimica del pianeta. E il rapporto di CIRS ha dell’incredibile. La temperatura del vortice raggiunge picchi molto maggiori del previsto, fino a 83 gradi al di sopra di quella dell’atmosfera nei paraggi. Inoltre, isolate dall’ambiente circostante da una parete di venti che circolano in senso orario, vengono rilevate quantità enormi di gas come l’etilene e l’acetilene. «Il picco di temperatura è così estremo da non crederci, soprattutto in questa regione dell’atmosfera di Saturno, che è tipicamente molto stabile», dice Brigette Hesman, della University of Maryland. «Per avere sulla Terra un’escursione termica analoga, dovremmo passare dal pieno inverno di Fairbanks, in Alaska, alla piena estate del deserto del Mojave». Per non parlare dell’etilene. È un gas inodore e incolore, disponibile sulla Terra sia da fonti naturali che artificiali, ma per nulla tipico di Saturno. Ebbene, la quantità rilevata dagli scienziati all’interno del vortice supera di 100 volte quella ritenuta possibile per il pianeta. I ricercatori si stanno ancora interrogando sulla sua origine, ma già hanno escluso che possa provenire da una grande riserva presente nel profondo dell’atmosfera. «Mai prima d’ora ci eravamo imbattuti nell’etilene su Saturno, dunque è stata una vera sorpresa», ammette il responsabile dello strumento CIRS, Michael Flasar, del Goddard Space Flight Center della NASA. Insomma, il lavoro non mancherà. Da questi primi dati sono usciti due articoli (uno appena pubblicato su Icarus, il secondo uscirà il 20 novembre su ApJ), e già gli scienziati si fregano le mani sapendo che all’apice della stagione delle tempeste, nel 2017, Cassini sarà la sonda giusta al posto giusto, ancora in piena attività là attorno alla turbolenta atmosfera di Saturno. 
http://www.media.inaf.it/2012/10/26/tempesta-saturno-cassini/


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Terremoto Calabria: Emsc ed Usgs riportano magnitudo 5.3 richter


di Italo Romano
Questa notte all’01:05 un forte scossa di terremoto ha fatto tremare il sud Italia. L’epicentro del sisma è sul Pollino tra i comuni di Mormanno Calabro e Laino Borgo, in Provincia di Cosenza.
L’intensità dell’evento, secondo le Centre Sismologique Euro-Méditerranéen, è di magnitudo 5.3 e ad una profondità di circa 5 km. Mentre secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la magnitudo è stata inferiore, 5.0, e ad una profondità di 6,3 km.
La scossa fa parte di un intenso sciame sismico che investe la zona del nord della Calabria da quasi due anni. In questo arco di tempo i sismografi hanno registrato oltre 2000 scosse.
Come già accennato, il sisma è stato avvertito in tutta la Calabria settentrionale, in Puglia e in Campiana fino a Napoli.
La terra ha continuato a tremare per tutta la notte, con scosse di minore intensità, e continua a ballare anche stamani.

Secondo quanto riferito dal comandante provinciale dei Carabinieri di Cosenza, colonnello Francesco Ferace, e dal Prefetto Raffaele Cannizzaro, che si trovano a Mormanno, la situazione è sotto controllo ma i danni sono ingenti.
La gente ha passato la notte in macchina, per le strade, e ove presenti, nei punti di raccolta previsti dai piani comunali di emergenza. Sono già state montate tende pronte ad accogliere le persone che dovranno attendere l’ok dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile per rientrare nelle proprie abitazioni.
Non ci sono feriti ma i danni alle abitazioni sono diversi.
La cattedrale di Mormanno è stata dichiarata inagibile a causa di vaste lesioni nella volta. Nella chiesa si e’ verificata la caduta di calcinacci.
La strada per Campotenese, inoltre, e’ interrotta per il distacco di alcuni massi da un costone. Alcuni crolli si sono verificati ad Altomonte, paese vicino all’epicentro.
Il sindaco di Altomonte, Gianpietro Coppola, ha disposto la chiusura delle scuole in attesa delle verifiche statiche sulle strutture.

In particolare sono crollate due abitazioni gia’ evacuate perche’ danneggiate dal sisma del maggio scorso. Crollati anche

cornicioni nel centro storico.

Danneggiati il centro sanitario (totalmente evacuato e i pazienti sono stati trasferiti in altre strutture ospedalieri) e il campanile della chiesa di Santa Maria della Consolazione.
A Laino Borgo è stata sgomberata una casa per anziani.
Ovviamente le scuole rimarranno chiuse per almeno due giorni in tutta la zona.
L'evacuazione dell'ospedale di Mormenno
L’evacuazione dell’ospedale di Mormenno
Danni nel centro storico di Mormanno (Cosenza)
Danni nel centro storico di Mormanno (Cosenza)
Il sottosegretario della Regione Franco Torchia si e’ sentito telefonicamente con il sindaco Armentano, ricordando tutte le iniziative che la Protezione civile regionale, d’intesa con il Dipartimento, ha attivato nell’area del Pollino e dichiarandosi disponibile a qualsiasi tipo di ulteriore iniziativa. Torchia ha fatto sapere anche di aver chiesto il parere del professore Ignazio Guerra del Dipartimento di Fisica dell’Universita’ della Calabria, il quale a sua volta ha comunicato che ”il fenomeno rientra nel normale modo di esplicarsi dell’attivita’ sismica, essendo noto che i terremoti tendono a verificarsi raggruppati nel tempo e nello spazio”.
In base ai dati forniti dallo scienziato, la sequenza, cominciata nell’agosto-settembre del 2010, si e’ sviluppata attraverso l’alternarsi di alti e bassi nel grafico del rilascio di energia. I massimi piu’ appariscenti sono riscontrabili nell’autunno del 2010; in quello del 2011, quando l’attivita’ si e’ spostata verso nord-est, interessando cosi’ direttamente anche il territorio lucano di Rotonda e Viggianello oltre a quello di Mormanno; tra maggio e giugno del 2012, quando il baricentro dell’attivita’ si e’ spostato sul versante meridionale della catena montuosa dando luogo alla scossa del 28 maggio che resta la piu’ energetica finora registrata; ed infine nel periodo da Ferragosto a tutt’oggi.
In questo momento il capo della Protezione CivileFranco Gabrielli, è giunto nella zona interessata dal sisma ed è in corso una riunione per stabilire una strategia di azione.
Alcuni scienziati parlano di un possibile prossimo “main shock”, ovvero di un evento sismiso di alta intensità che rappresenterebbe l’apice dello sciame in corso.
Difatti, la brevità della durata della scossa porta gli esperti a pensare che questa di stanotte non sia la scossa principale.
Su Sky Tg24 Franco Gabrielli ha detto che “non ci sono le condizioni per dichiarare lo stato di emergenza perchè il terremoto non ha provocato abbastanza danni“.
Almeno per il momento è questa la decisione della Protezione Civile.
Secondo Rita Digiovanbattista dell’INGV ci sono state oltre 160 scosse dopo quella di magnitudo 5.3.

Terremoto Calabria, più di 100 scosse di assestamento

COSENZA,26 ottobre 2012 – Sono già oltre 100 le scosse che si sono susseguite in Calabria dopo il forte evento della notte di magnitudo 5. Lo rende noto il funzionario di sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), .Al momento, la replica piu’ forte, di magnitudo 3.3, è avvenuta all' 1:16. Altre repliche rilevanti sono avvenute alle 4:25 e alle 4:40:L’area in cui è avvenuto il terremoto è una di quelle  a maggior pericolosità sismica. I carabinieri di Cosenza stanno facendo numerosi sopralluoghi. Danni per la cattedrale di Mormanno. Terremoti importanti in quest’area sono avvenuti nel 1708, con una stima basata sulla descrizione degli effetti compresa fra l’ottavo e il nono grado Mercalli, e nel 1998, con un sisma di magnitudo 5,6.
Video su http://www.youreporternews.it


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Louisiana: Trema la Terra a Bayou Corne, si rischia un esplosione catastrofica!




26 ott 2012 - Louisiana - Una forte scossa di terremoto e' stata registrata dall'USGS poco dopo le 21:00 di mercoledi' scorso nei pressi del sito dove da mesi si e' formata una gigantesca voragine fangosa nella contea di Bayou Corne in Louisiana.Dai primi rilevamenti risulta che l'evento sismico sia avvenuto a 500 metri di profondita'.Il sinkhole ,in continua espanzione,ha raggiunto le dimensioni di 4 ettari,costringendo le autorita'  ad evacuare tutti gli abitanti nei pressi del sito.
Una catastrofe annunciata secondo un senatore,dallo scorso 16 ottobre erano iniziate le operazioni di estrazione di butano liquido che sgorga dalla immensa voragine.

Come già spiegato negli scorsi articoli, il sinkhole potrebbe entrare a contatto con un pozzo vicino all'interno del quale sono presenti 1.5 milioni di barili di butano liquido che potrebbero causare danni enormi: si stima che tale quantità di butano potrebbe avere una capacità esplosiva pari a 100 bombe di Hiroshima, 1.5 volte la forza esplosiva della più grande arma termonucleare che possiedono attualmente gli Stati Uniti.
theextinctionprotocol.wordpress.com


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