Sorveglianza satellitare del cervello


La NSA e l'uso di Signals Intelligence per la stimolazione EMF del cervello.
Signals Intelligence della NSA usa la stimolazione EMF del cervello per il Neural Remote Monitoring (RNM) e il collegamento cervello elettronico (EBL).
La stimolazione EMF del cervello è stata sviluppata nel periodo del famigerato programma MKULTRA nei primi anni 1950, che ha incluso la ricerca neurologica attraverso “radiazioni” (non ionizzanti EMF) e la ricerca e sviluppo della bioelettronica.
La tecnologia segreta risultante è classificata presso l'Archivio di Sicurezza Nazionale come “Radiation Intelligence”, definito anche come “informazioni involontariamente emanate, praticamente onde elettromagnetiche emanate nell'ambiente, non compresa la radioattività o l’esplosione nucleare”.
Signals Intelligence applica questa tecnologia segreta nello stesso modo come applica altri programmi di guerra elettronica del governo. La NSA controlla le informazioni disponibili su questa tecnologia e secretando questo tipo di ricerche scientifiche all’opinione pubblica. Ci sono anche degli accordi internazionali tra le agenzie di intelligence per mantenere questa tecnologia segreta.
La NSA ha brevettato apparecchiature elettroniche che analizzano l'attività elettrica negli esseri umani a distanza. Attraverso la computer-generated brain mapping, riescono a monitorare costantemente tutte le attività elettriche del cervello della popolazione. L’NSA riesce a decodificare le mappe cerebrali individuali (di centinaia di migliaia di persone) per motivi ( dicono ) di sicurezza nazionale.
La stimolazione EMF del cervello è anche segretamente utilizzata dai militari.
Ai fini della sorveglianza elettronica l'attività elettrica nel centro del linguaggio può essere tradotta (tramite dei sintetizzatori) in parole. L’RNM può inoltre inviare segnali codificati alla corteccia uditiva, permettendo così la comunicazione audio direttamente nel cervello (scavalcando le orecchie). Gli agenti possono utilizzare questa tecnica per torturare segretamente i soggetti, simulando allucinazioni uditive tipici della schizofrenia paranoide.
Senza alcun contatto con il soggetto, il monitoraggio remoto neurale può tracciare l'attività elettrica della corteccia visiva di una persona trasmettendo direttamente immagini al suo cervello, il tutto viene controllato tramite un monitor video. Essi pertanto riescono anche a vedere ciò che gli occhi del soggetto preso di mira stanno vedendo in quel preciso momento.
L’RNM può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva. bypassando gli occhi e i nervi ottici.
Possono utilizzare questi strumenti per inserire delle immagini di nascosto nel cervello di qualcuno mentre dorme, in fase REM, programmando così la mente della vittima per i loro scopi.
Le capacità di agenti NSA con RNM.
Insomma, la voce e il suono in 3D, (audio subliminali e non) possono essere inviati alla corteccia uditiva della gente (bypassando le orecchie) e le immagini possono essere inviate alla corteccia visiva.
L’RNM può anche alterare le percezioni di un soggetto come gli stati d'animo, e il controllo motorio.
Questo è diventato una metodologia tipica per le comunità di intelligence.
L’RNM infatti permette un completo controllo audio-visivo del cervello. La National Security Agency può rilevare, identificare e monitorare in remoto i campi bioelettrici di una persona.
Hanno anche la capacità di monitorare in remoto e in modo non invasivo, le informazioni nel cervello umano elaborandole in digitale, decodificando i potenziali evocati tra i 30-50 Hz, .5 milliwatt (emissioni elettromagnetiche provenienti dal cervello) .
L’attività neuronale nel cervello crea un pattern elettrico che ha un flusso magnetico mutevole. Questo flusso magnetico emette una costante di 30-50 Hz, 0,5 milliwatt d’onda elettromagnetica (EMF).
Nell'emissione elettromagnetica del cervello sono contenuti picchi e modelli chiamati “potenziali evocati”.
Ogni pensiero, reazione, comando motorio, evento uditivo e immagine visiva del cervello ha un corrispondente “potenziale evocato” o un insieme di “potenziali evocati”.
L'emissione di campi elettromagnetici del cervello possono essere decodificati in pensieri, immagini e suoni.
La NSA utilizza la EMF Brain Stimulation, anche come sistema di comunicazione per la trasmissione di informazioni (come messaggi nel sistema nervoso) per gli agenti dei servizi segreti, per trasmettere al cervello dei soggetti operazioni top secret (anche in modo non percepibile a livello conscio).
La decodifica RNM richiede una frequenza di risonanza per ogni area specifica della mente. Tale frequenza è quindi modulata per imporre le informazioni in quella zona specifica del cervello.
La frequenza a cui le varie aree cerebrali rispondono varia da 3 Hz a 50 Hz. Solo L’Intelligence della NSA modula i segnali in questa banda di frequenza.
Un esempio di stimolazione EMF del cervello:
Una lista di brevetti per il Controllo e la manipolazione mentale ( Ormai Obsoleti )
Sistema e metodo per permettere esseri umani di comunicare attraverso il monitoraggio della loro attività cerebrale
Apparato e metodo per il monitoraggio remoto per alterare le onde cerebrali
Altri Ancora:
Nel link sotto potrete trovare nomi ed e-mail di più di 300 vittime da tutto il mondo, compresa l’Italia
I crimini commessi con queste armi sono di varia natura, qui segue ad esempio una denuncia di stupro, molti casi analoghi sono presenti anche nel nostro paese (Italia)
C’è chi non crede che tutto ciò sia una realtà, e così facendo realizza gli scopi dei servizi segreti, rendendosi oltretutto ( purtroppo per quest'ultimo ) egli stesso una preda perfetta.
(El sueño de la razón produce monstruos)
Non è mai troppo tardi comunque per prenderne coscienza.
Fonte: geeldon.wordpress.com / Traduzione a cura di: Biagio Mastrorilli

Un “fiume” sotterraneo in Amazzonia


di  -  

Ricercatori brasiliani hanno identificato un “fiume” sotterraneo che segue il corso del Rio delle Amazzoni; questo flusso idrico potrebbe essere legato alla bassa salinità presso la foce del grande fiume di superficie.
La notizia non è nuova, ma la voglio comunque riprendere per il suo interesse scientifico e ambientale; analizzando dati geotermici di centinaia di pozzi di trivellazione, i ricercatori brasiliani hanno identificato un “fiume” sotterraneo che segue più o meno il corso del Rio delle Amazzoni a 1-2 km di profondità. E’ stato battezzato Hamza river in onore di uno dei suoi “scopritori”.
Parlare di “fiume” forse è eccessivo e sarebbe più appropriato dire “falda in movimento“, visto che la velocità media di spostamento dell’acqua è di appena 218 metri all’anno e la portata di 3300 m³/sec è quaranta volte più piccola del flusso superficiale.
La presenza di questa corrente sotterranea ha una certa rilevanza dal punto di vista ambientale ed agricolo, perchè questo ulteriore flusso di acqua dolce è responsabile della bassa salinità delle acque nei pressi della foce del Rio delle Amazzoni
La presenza del “fiume” e la stima della sua portata è stata ottenuta con misure di temperatura a varie profondità, tra gli 800 e i 3700 m.
Utilizzando un modello di trasporto del calore che prevede flussi conduttivi e convettivi verso il basso è possibile stimare la velocità di discesa dell’acqua: se l ‘acqua fosse ferma, il profilo di temperatura sarebbe lineare, mentre la crescita di temperatura tende ad accelerare con il crescere della velocità dell’acqua (vedi i grafici qui sotto).
Poichè verso i 2-3 km di profondità l’acqua incontra uno strato impermeabile, dopo la caduta, essa inizia a muoversi in orizzontale dalle Ande verso l’oceano Atlantico più o meno con la stessa velocità che ha nella discesa.
Credo sia una storia interessante, perchè mostra come un elegante modello matematico (lo spazio di questo post è troppo esiguo per scrivere le equazioni per intero…) permette di misurare indirettamente una grandezza come la velocità di discesa in un luogo altrim,enti inaccessibile.
Temperature depth profile amazon basin.jpg







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Allerta della FAO,sciami di locuste stanno invadendo l'Africa

L'invasione di locuste che sta colpendo gli stati africani del Ciad Mali e Neger potrebbe espandersi verso il nord Africa.A comunicarlo in una nota e' stata la FAO che ha messo in allerta Algeria, Libia, Mauritania e Marocco ed Egitto.Le abbondanti precipitazioni delle scorse settimane hanno favorito la riproduzione in massa di questi insetti che potrebbero diventare una vera e' propria piaga per colture e raccolti.Secondo gli esperti le locuste hanno una velocita' di riproduzione esponenziale un esemplare di femmina depone fino a 300 uova nell'arco di tutta la sua vita.Uno sciame di locuste del deserto può misurare 1,200 chilometri quadrati e comprendere tra i 40 e gli 80 milioni di insetti in meno di un chilometro quadrato. E’ proprio in questa fase che ora ci troviamo, infatti secondo Keith Cressmann, esperto della FAO, gli sciami, una volta formati potranno invadere nel loro percorso dapprima l’Algeria, la Libia, il Marocco meridionale e  in fine il nord-ovest della Mauritania, 

Il violentissimo uragano Sandy è su Cuba



L’AVANA - L'uragano 'Sandy' ha raggiunto le coste sud-orientali cubane, crescendo d'intensita' fino a raggiungere una potenza pari alla categoria 2 sull'apposita scala Saffir-Simpson: lo ha annunciato l'Istituto di Meteorologia dell'Avana, e la notizia e' stata confermata anche dal Centro Nazionale di Controllo Usa di Miami. 
Dopo aver investito la Giamaica, 'Sandy' si e' avventato su Santiago de Cuba, seconda città dell'isola, scatenando raffiche di vento di 175 chilometri l'ora accompagnate da piogge torrenziali, che in alcune zone potrebbero raggiungere i 50 centimetri. Non e' escluso che la forza dell'uragano aumenti ulteriormente, e che sollevi marosi alti anche 8 metri. Circa 55.000 persone sono gia' state evacuate.
In Giamaica, più di 1.000 persone hanno cercato rifugio nei centri di accoglienza, con i residenti che riferiscono di interruzioni di corrente diffuse, strade allagate e danni agli edifici. Le autorità hanno dichiarato che una persona, un uomo anziano è morto schiacciato da massi mentre cercava di raggiungere la sua casa. L’unico fornitore di energia del paese, il Public Service Company Jamaica, ha detto  che il 70% dei suoi clienti sono rimasti senza elettricità


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Italia, la nuova portaerei di Israele



Ottima inchiesta indipendente sui rapporti militari tra Italia e Israele. Che indirettamente spiega molto anche sulla "nuova" politica del nostro paese nel Mediterraneo. E domani Monti si vede con Netanyahu...

Italia, la nuova portaerei di Israele

L'Italia è la nuova «portaerei» di Israele. In meno di dieci anni, un tassello alla volta, si completa il disegno del puzzle. Strategico, militare, commerciale e politico. Basta avere la pazienza di intrecciare notizie, protocolli, fotografie. Oppure seguire le scie degli aerei, degli appalti e della diplomazia formato Finmeccanica. Tutto funzionale alla guerra all'Iran?
Caccia israeliani in volo radente sulla Sardegna. Tornado italiani nel deserto del Negev. Scambi di "carte" tra mercanti d'armi, benedetti dalla Nato e dai governi (più o meno tecnici). Ecco l'alleanza «a contratto» fra Roma e Tel Aviv. 
Commesse a «somma zero»
Un preliminare «blindato», previsto dalla legge, affidato ai militari. Chiude il cerchio della «collaborazione» avviata dall'ex ministro della difesa Antonio Martino. Sacheon, Corea del Sud, gennaio 2012. I vertici di Korean Aerospace Industries inoltrano l'ultima offerta ai militari israeliani: 25-30 addestratori Golden Eagle in cambio dei droni con la stella di David. È un affare da 1,6 miliardi di dollari. Per di più fa contenti anche gli americani: gli aerei sono firmati Lockheed-Martin e i robot-volanti servono a spiare la Corea del Nord. 
Ilsoo Kim, ambasciatore sudcoreano in Israele, ha reso noto attraverso le colonne del Jerusalem Post: «Spendiamo 30 miliardi di dollari all'anno nel settore della difesa». Il governo di Seul sarebbe disposto a dirottarne almeno 5 in radar e sistemi anti-missile made in Israel. È quanto provano a spiegare i contractors locali: da mesi giocano di sponda con i lobbisti al ministero della difesa. Tuttavia, sono manovre "acrobatiche". L'aeronautica militare israeliana (Iaf) ha diffuso una nota che tecnicamente chiude la partita. Contiene la raccomandazione d'acquisto al proprio general staff di 30 addestratori Aermacchi M-346 Master prodotti da Finmeccanica già selezionati da Emirati Arabi e Singapore. Non è una specifica vincolante per il governo Netanyahu, ma nel quartier generale di Alenia a Venegono Superiore (Varese) stappano le bottiglie. 
Il 17 febbraio il ministero della difesa israeliano ufficializza il preliminary agreement con gli italiani. Valore: non meno di 1 miliardo di dollari. Per Aermacchi è fatta, con relativo ritorno d'immagine buono per altri due mega-appalti all'orizzonte (Usaf e forze aeree polacche). Il concorrente da battere è sempre Kai.
Diventa di pubblico domino il prezzo del "successo" di Finmeccanica, l'altra faccia della medaglia della maxi-commessa bellica vinta dalla holding controllata dal ministero dell'economia. In cambio degli M-346, l'Italia dovrebbe acquistare uno stock di prodotti dalle aziende militari dello Stato ebraico. Per un miliardo di dollari. È una partita a somma zero. L'affare di Alenia lo pagano i contribuenti.
Emerge il controvalore: l'Italia avrebbe nel mirino due aerei-radar, ma all'Aeronautica militare fanno gola anche sofisticati sistemi satellitari, segnalano i quotidiani a Tel Aviv. Particolari tecnici, per addetti ai lavori, tutt'altro che secondari.
Un passo indietro
Epoca Berlusconi, con il ministero degli esteri affidato a Franco Frattini. Già nel 2003 scatta la sintonia: il ministro Martino e il collega israeliano (generale di corpo d'armata) Shaul Mofaz firmano a Parigi l'accordo di cooperazione Italia-Israele nel settore della difesa. Scenari integrati tra i due Paesi e piena collaborazione su tutti i fronti: da licenze, royalties e informazioni tecniche scambiate «con le rispettive industrie nella ricerca di progetti e materiali di interesse per le parti» normate dalla legge 94/2005, all'«importazione, esportazione e transito di materiali militari e di difesa» con lo scambio di informazioni e hardware. 
Gli effetti vengono letteralmente fotografati nell'autunno 2011. A Decimomannu (Cagliari) gli spotter immortalano l'atterraggio di F-16 e Gulfstream con la stella di David. Ufficialmente, manovre nell'ambito dell'esercitazione «Vega» condotta con piloti italiani e della Nato. 
Missioni non sempre regolari, come risulta dal resoconto stenografico della seduta della Camera dei deputati del 18 novembre. All'ordine del giorno, plana l'interdizione al volo comminata da un tribunale militare israeliano a un pilota Iaf per aver effettuato tonneau a bassa quota. Sulle coste della Sardegna. 
La segnala il deputato Augusto Di Stanislao (Idv) con un'interrogazione al ministero della difesa che giusto in quelle ore, cambia: Ignazio La Russa cede il posto all'ammiraglio Giampaolo Di Paola. La vicenda è coperta dal programma di cooperazione individuale con Israele ratificato dalla Nato nel 2008. Di Stanislao però, ricorda che «l'unica potenza nucleare della regione» rifiuta di firmare il trattato di non-proliferazione.
Negli stessi giorni, dal sito internet dell'Iaf decollano altri segni dell'«amicizia» tra Italia e Israele. A disposizione, la cronaca degli «Hawk over Sardinia» insieme alle dichiarazioni del maggiore Baruch Shushan, comandante dell'Aerial maintenance formation («Ci siamo preparati per questo cinque mesi»).
Dopo i sigilli di Erdogan allo spazio aereo turco, le sessioni congiunte Israele-Nato in Italia sono imprescindibili. Necessarie, anche per lo stato maggiore dell'Aeronautica; in cambio, partecipa all'esercitazione «Desert dusk» (5-15 dicembre 2011) facendo decollare dalle basi di Grosseto, Gioia del Colle e Piacenza 25 caccia che compiono un centinaio di missioni di volo nei poligoni della base di Ovda, nel deserto del Negev. Un altro corollario a somma zero.
Convergenze armate
Resta da capire se gli indirizzi strategici che palazzo Chigi impartisce all'Aeronautica corrispondono ai notam inviati dal governo israeliano ai suoi piloti. In Sardegna si vola in funzione di obiettivi reali: l'orografia si presta a missioni precise, l'addestramento risulta sempre allineato agli scenari «prossimi». Si simula un'operazione militare alle installazioni nucleari iraniane? Il governo Monti ne è tecnicamente al corrente?
Un altro dettaglio alimenta i dubbi. Nelle esercitazioni congiunte gli aerei militari italiani provano i sonic-boom a bassa quota con lo stesso intento degli alleati israeliani, che lo utilizzano contro la popolazione palestinese a Gaza?
Comunque, per testare l'inossidabilità del «patto d'acciaio» con Israele conviene girare nuovamente il binocolo. In parallelo alle manovre militari, dal 6 ottobre 2009 è operativo un altro fondamentale corridoio. È il Gruppo di collaborazione parlamentare presieduto dalla vicepresidente della commissione esteri Fiamma Nirenstein, con Luca Barbareschi (Pdl), Emanuele Fiano (Pd) e Massimo Polledri (Lega Nord). Lavori articolati su piani di interscambio finalizzati a solidificare relazioni bilaterali in campo culturale e scientifico. Un ponte diplomatico permanente, tra «democrazie occidentali», politicamente a tutto campo. La cornice istituzionale perfetta per tenere insieme il quadro affrescato da Finmeccanica.
L'aprile scorso il presidente Monti ha trascorso le vacanze di Pasqua tra Ramallah e Cesarea, ribadendo il sostegno italiano al piano dei due popoli in due Stati. Ad Abu Mazen come a Netanyahu ha ricordato la necessità di superare lo stallo negoziale «facendo il possibile per scongiurare il ritorno della violenza». Corrisponde al mandato Onu affidato al generale degli alpini Paolo Serra, che dal 2 gennaio è il comandante dei 10.988 caschi blu (di 36 Paesi) della missione Unifil nel sud del Libano.
E qui scatta il cortocircuito: la piena esecutività di accordi, obblighi e contratti stipulati con Israele compromette di fatto l'«interposizione» nelle operazioni di peacekeeping. D'ora in poi, sarà più difficile per i governi, non solo arabi, chiudere un occhio sulla "cobelligeranza" italiana. Con tutte le conseguenze del caso.

Guerra elettronica, un interscambio segreto che va contro la legge

Luciano Bertozzi
Nell'estate scorsa Alenia Aermacchi (gruppo Finmeccanica) ha firmato con il Governo israeliano un contratto per la fornitura di 30 aerei da addestramento M-346, un affare del valore di alcune centinaia di milioni di dollari. Le consegne inizieranno nel 2014. L'aereo può essere equipaggiato con armi e bombe e trasformato in caccia leggero. La fornitura rientra in un accordo - che include velivoli, motori, manutenzione, logistica, simulatori e addestramento, del valore di un miliardo di dollari. La commessa sarà compensata da acquisti italiani di pari importo. L'Italia comprerà un satellite spia, per un valore di 200 milioni di dollari e due velivoli per la guerra elettronica per un costo di circa 760 milioni di dollari. Degli oneri previsti, quasi 500 milioni di dollari coprono l'acquisto dei due velivoli e i rimanenti sono utilizzati per finanziare i costi logistici e la manutenzione per un periodo di 15 anni dalla consegna. 
Alenia ha battuto la concorrenza internazionale ottenendo la commessa grazie anche al sostegno dell'Esecutivo dei Professori, sottolineata da un comunicato Finmeccanica, ottavo produttore mondiale in base al fatturato militare: «L'intesa, per la quale Finmeccanica esprime un ringraziamento particolare al Ministero della Difesa, è frutto di una proficua collaborazione tra il Governo italiano, il Governo israeliano, il mondo aziendale e vari altri soggetti istituzionali».
La vendita di armi ad Israele appare una violazione della legge che disciplina il delicato settore, che vieta le vendite ai Paesi belligeranti e ai Paesi i cui Governi siano responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali dei diritti umani. Gerusalemme occupa i Territori dal 1967, è l'unica potenza nucleare militare del Medio Oriente e viola costantemente le libertà fondamentali dei palestinesi, ad esempio con il blocco di Gaza e il Muro di separazione. La cooperazione militare fra i due Paesi si esprime anche in altre forme. L'Italia ha firmato un accordo di cooperazione per favorire l'interscambio fra i due Paesi che è sottoposto a segreto, nemmeno il Parlamento ne può conoscere i contenuti. Secondo alcune fonti, l'accordo interesserebbe tecnologie di interdizione, sorveglianza e guerra elettronica per un valore di 180 milioni di dollari. Il nostro Paese consente all'aviazione israeliana di addestrare i propri piloti in Sardegna, partecipando ad esercitazioni Nato. Ciò rappresenta un aiuto importante poiché così Gerusalemme può ovviare all'esiguità del proprio spazio aereo. Inoltre nel 2011, si legge nei dati ufficiali di Palazzo Chigi sono state consegnate armi per un valore di due milioni di euro. 
L'agenda Monti va capovolta, riducendo drasticamente la spesa per acquistare armi, imponendo a Finmeccanica (di cui il Ministero dell'economia è azionista di riferimento) la riconversione produttiva dal settore militare al civile e ponendo fine alle esportazioni verso Paesi belligeranti o retti da regimi liberticidi.

da "il manifesto"

Domani Monti incontra Netanyahu

Il terzo vertice intergovernativo italo-israeliano è in programma domani a Gerusalemme, «in un momento - si legge sul sito dell'ambasciata d'Italia a Tel Aviv - di particolare intensità nelle relazioni tra i due Paesi a tutti i livelli, che ci spinge a adoperarci perché i legami si facciano ancora più intensi».
«Se Israele guarda all'Italia come il proprio partner d'elezione in Europa spiega l'ambasciatore Francesco Maria Talò - l'Italia ricambia con un'attenzione crescente. È una relazione privilegiata che si nutre di una comunanza di valori e di una vicinanza culturale radicata nella storia e resa ogni giorno viva dall'interesse condiviso a creare uno spazio di pace, sicurezza e prosperità nel Mediterraneo».
Tra i temi conduttori del vertice ci sono «crescita, scienza e cultura», con enfasi particolare sulle «tecnologie innovative». Così era stato anche in occasione del secondo incontro bilaterale, tenutosi a Roma nel giugno 2011 e quindi ancora in piena era Berlsuconi, quando sul tavolo c'erano «le relazioni politico, economico-commerciali, scientifiche, tecnologiche e culturali». Questa volta, oltre al presidente del Consiglio Mario Monti e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu saranno della partita numerosi ministri di governo, funzionari e imprenditori dei due Paesi. Sui temi più prettamenti economici Monti avrà un colloquiop anche con il governatore della Banca Centrale israeliana, Stanley Fisher. A margine degli eventi ufficiali verrà allestita una mostra fotografica dell'Ansa sulla storia d'Italia e i suoi legami con Israele, a cura della nuova «Fondazione Italia-Israele per la cultura e le arti».
La folta delegazione guidata da Monti vedrà prima il presidente israeliano Shimon Peres. Poi il premier italiano vedrà quello israeliano Netanyahu. Seguono gli incontri bilaterali tra ministri italiani e i loro omologhi israeliani, la sessione plenaria e la conferenza stampa finale.

Grecia. Senza aiuti, ecco l’ombra della fame


La Grecia è un Paese sull’orlo del baratro ormai da mesi. A suonare il campanello d’allarme ora però è il ministro delle Finanze ellenico, Yannis Stournaras, che ha fatto chiaramente capire che senza la tranche di aiuti potrebbe mettersi davvero male.



E’ ormai più di un anno che la stampa di tutto il mondo diffonde notizie allarmanti sull’avanzare della povertà in Grecia, e le cose non sembrano migliorare.”Se la Grecia non otterra’ la tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro, il danno per il Paese sara’ enorme. Senza questa tranche la gente fara’ la fame“, ad aver parlato con estrema franchezza questa volta è il ministro delle Finanze ellenico, Yannis Stournaras, che davanti al Parlamento ha fatto quindi chiaramente capire che Atene è giunta veramente vicina al baratro.  Il premier greco Antonis Samaras incontrera’ i leader dei due partiti che sostengono il suo governo di coalizione, Evangelos Venizelos del Pasok e Fotis Kouvelis di Sinistra Democratica, per finalizzare il nuovo pacchetto di austerita’ richiesto dai creditori. Intanto solo per far capire come sono cambiate velocemente le cose nel paese ellenico dalle elezioni di giugno (che hanno visto la vittoria di Nuova Democrazia) a oggi, secondo un recente sondaggio almeno il 48% degli intervistati voterebbe Syriza, il partito della sinistra radicale che vorrebbe dire basta all’austerity.

Anonymous vs Polizia

il noto gruppo di hacker Anonymous ha trafugato dai database della polizia numerosi file riservati. Pare si tratti, per la maggior parte, di documenti inerenti al movimento No Tav.


Questo è il messaggio presente sul sito del gruppo, accessibile al seguente indirizzo http://www.anon-news.blogspot.it/

“Da settimane ci divertiamo a curiosare nei vostri server, nelle vostre e-mail, i vostri portali, documenti, verbali e molto altro. Siamo in possesso di una notevole mole di materiale: ad esempio documenti sui sistemi di intercettazioni, tabulati, microspie di ultima generazione, attività sotto copertura; file riguardanti i Notav e i dissidenti; varie circolari ma anche numerose mail, alcune delle quali dimostrano la vostra disonestà (ad esempio una comunicazione in cui vi viene spiegato come appropriarvi dell’arma sequestrata ad un uomo straniero senza incorrere nel reato di ricettazione). Il livello di sicurezza dei vostri sistemi, al contrario di quanto pensassimo, è davvero scadente, e noi ne approfittiamo per prenderci la nostra vendetta.” 

Già nel mese di marzo sempre Anonymous aveva attaccato il sito della polizia, sfruttando un tipo di attacco denominato “Ddos”, che comporta la messa offline del sito tramite un sovraccarico al server. Mai nessuno però aveva pubblicato documenti riservati, ora accessibili a chiunque tramite link di download distribuiti dagli hacker. A.Assorgia

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